Abbiamo aspettato che passasse il Natale, in modo che la nostra non sembrasse una cinquina “ad uso e consumo dei regali” e per non svilire, di conseguenza, i libri di cui avevamo intenzione di parlarvi; ora però che le feste sono passate e che il 2014 ha ormai preso avvio, perché non suggerirvi alcuni bei libri usciti nel 2013 da recuperare e mettere sul comodino per questo nuovo anno?

Le nostre scelte, come sempre, cercano di toccare vari ambiti diversi, dal saggio al romanzo, dalla biografia alla fiction che sconfina nel reportage, dalla letteratura italiana a quella straniera, ma soprattutto cercano di segnalarvi il meglio per tutti i palati, come abbiamo fatto con molti altri settori.

Manca qualcosa che secondo voi doveva esserci? Aggiungetelo nei commenti.

 

Donato Carrisi – L’ipotesi del male

Il seguito ideale de Il suggeritore

L'ultimo libro di Donato Carrisi, L'ipotesi del maleUno dei pochi nuovi talenti emersi negli ultimi anni sulla scena letteraria italiana è indubbiamente quello di Donato Carrisi. Formatosi tra la scrittura teatrale e le fiction televisive, ha esordito qualche anno fa col vendutissimo Il suggeritore, infiltrandosi nel filone del thriller che recentemente vari autori italiani hanno tentato di sondare, ma che solo lui è riuscito a concepire in maniera realmente convincente.

L’ipotesi del male, uscito quest’anno presso Longanesi, è il seguito ideale di quel primo romanzo d’esordio, del quale riprende il personaggio principale – l’agente della sezione investigativa Mila Vasquez – e il clima tenebroso, malato, psicologicamente perverso.

Pur non rivelando nulla della trama per non incorrere in spoiler, è difficile dire quale, tra questo ultimo e quel primo libro, sia il migliore, ma ciò che è importante è che finalmente uno scrittore italiano abbia assimilato le migliori tecniche della narrativa di genere americana mescolata coi ritmi televisivi e cinematografici, una narrativa che sa mettere in campo tensione, mistero ed intrigo come raramente si sono visti nel nostro paese; e l’impressione è che ci si trovi finalmente davanti ad un autore, nonostante qualche fisiologico alto e basso, in grado di fornirci ancora tanti altri libri di grande qualità.

Il gioco del suggeritore
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Il suggeritore
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Il tribunale delle anime
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J.R. Moehringer – Pieno giorno

Il romanzo del biografo di Agassi

Pieno giorno di J.R. MoehringerRimaniamo sui criminali, ma trattati in modo nettamente diverso da come fa il pur bravo Carrisi. Pieno giorno, traduzione firmata da Giovanni Zucca del libro uscito in originale nel 2012 e scritto da J.R. Moehringer, è infatti il ritratto romanzato di Willie Sutton, noto rapinatore di banche che suscitò scalpore tra gli anni ’30 e i ’50 del secolo scorso, quando fu definitivamente acciuffato dalla polizia in seguito alla segnalazione di un “detective dilettante” che l’aveva riconosciuto in metropolitana e pedinato fino a casa (detective dilettante che verrà poco dopo ucciso dalla mafia, che aveva sempre ammirato la figura leggendaria di Sutton).

Ambientato in un’unica giornata – il Natale del 1969, quando il rapinatore fu scarcerato da Attica a causa delle difficili condizioni di salute – il romanzo come detto è stato scritto da J.R. Moehringer, giornalista e romanziere molto apprezzato ma anche quasi sconosciuto al grande pubblico, tanto che, per trovare un po’ di fama, qualche anno fa ha dovuto sostanzialmente scrivere l’autobiografia di Andre Agassi, Open, dimostrando che raccontare le vite di persone realmente esistite gli riesce abbastanza bene.

 

Malala Yousafzai – Io sono Malala

Una ragazza in lotta tra pakistani e talebani

Io sono Malala, il racconto di Malala YousafzaiSe non sapete chi sia Malala Yousafzai, questo è sicuramente il libro che fa per voi. Ma lo è anche se non sapete cosa significhi, per una ragazza che vive in una regione combattuta tra pakistani e talebani, andare a scuola, lottare per il proprio diritto allo studio, rischiare la vita giorno dopo giorno.

Malala è infatti una sedicenne proveniente dalla valle dello Swat, al confine tra Pakistan e Afghanistan, una ragazza che fin da quando aveva tredici anni si è abituata a comunicare al mondo la situazione nel suo paese, accettando di tenere sotto pseudonimo un blog per la BBC; una ragazza la cui vita è cambiata definitivamente a quindici anni, quando il pullman con cui stava tornando a casa fu fermato da un commando di talebani – che avevano proibito alle donne di frequentare la scuola – che le spararono vari colpi, riducendola in fin di vita.

Salvatasi quasi per miracolo con varie operazioni, è stata ospitata nel 2013 alle Nazioni Unite, ha vinto il premio Sakharov del Parlamento Europeo ed è stata la più giovane candidata al premio Nobel per la pace, ma ha scritto anche un libro intitolato Io sono Malala – con l’aiuto della giornalista britannica Christina Lamb – per raccontare la sua storia. Un libro che vale la pena leggere, tradotto in italiano da Stefania Cherchi.

 

Adam Johnson – Il signore degli orfani

Un’avventura in Corea del Nord

La copertina de Il signore degli orfani, uno dei migliori romanzi del 2013Come probabilmente saprete, il premio Pulitzer è un famoso e importante riconoscimento che viene assegnato ogni anno non solo a grandi esponenti del giornalismo americano e mondiale, ma anche a scrittori ed artisti.

Nel 2013 sul versante fiction si è deciso di fare una sorta di sintesi, assegnando il premio a un romanzo che ha anche qualcosa del reportage giornalistico in una terra straniera e sconosciuta: stiamo parlando del bel libro di Adam Jonson – giornalista e scrittore di racconti americano – Il signore degli orfani, portato in Italia nel 2013 da Marsilio per la traduzione di Fabio Zucchella.

Il romanzo, infatti, manifesta una certa vicinanza col reportage – anche se alla lontana – perché la storia di pura fantasia che ha per protagonista Jun Do è ambientata con dovizia di particolari e buon realismo nella Corea del Nord della dittatura, che Johnson conosce bene ed ha avuto modo di visitare.

Quasi un romanzo d’avventura d’altri tempi, il volume percorre le gesta del figlio del direttore di un orfanotrofio, un ragazzo intraprendente ma spesso preso per qualcun altro, in grado di infilarsi nei gangli della società nordcoreana e di compiere una sorta di scalata verso gli alti livelli dello Stato, fino ad incappare in un amore difficile e contrastato.

 

Mario Calabresi – A occhi aperti

Per fotografi, per giornalisti e per appassionati di storia

La copertina del saggio di Mario CalabresiMario Calabresi è uno di quei giornalisti con i quali puoi andare a colpo sicuro: forse per la sua personale biografia – figlio del commissario Calabresi, ex giornalista di Repubblica ed ora direttore de La Stampa –, forse per il suo equilibrio nella scrittura, i suoi libri sembrano sempre riuscire a toccare i tasti più delicati senza però cadere nel patetico, senza diventare strappalacrime, con uno stile che spesso manca a certi suoi affermati colleghi.

L’ultimo suo lavoro, pubblicato nel 2013 da Contrasto, non è però né un libro di memorie, né un’analisi della società italiana, ma almeno all’apparenza un lavoro minore che però regala inaspettate sorprese: A occhi aperti è infatti una raccolta di interviste ad alcuni famosi fotografi della storia del giornalismo mondiale, da Paul Fusco a Josef Koudelka, da Gabriele Basilico a Steve McCurry.

E Calabresi, anche in un campo non suo come quello visuale – anche se, da direttore di un quotidiano, un bell’occhio sul fotogiornalismo di qualità se lo deve essere pur fatto –, mostra la consueta capacità di andare al fondo delle cose, di inquadrare epoche, qualità, sguardi, come pochi altri nel nostro giornalismo. Per fotografi, per giornalisti, ma anche solo per appassionati alla storia del secondo Novecento.

 

Segnala altri libri usciti nel 2013 da leggere nei commenti.