I cinque linguaggi di programmazione più usati

Guida ai cinque più usati linguaggi di programmazione

Se voleste scoprire qual è il linguaggio di programmazione più usato al mondo, probabilmente non ci riuscireste: sul web sono disponibili decine di studi, anche piuttosto recenti, e varie elaborazioni di dati che però danno risultati a volte anche molto contrastanti tra loro. E, d’altronde, è inevitabile che sia così: la programmazione informatica è un’attività che si svolge nel chiuso degli uffici, dei laboratori e a volte anche delle stanze della propria casa. E il prodotto non sempre diventa pubblico, né accessibile.

Le difficoltà delle stime

Misurare l’incidenza dei vari linguaggi, insomma, è come misurare se si preferisce dormire a pancia in giù o su un fianco o supini: ognuno ha le sue preferenze, può darsi le cambi da un momento all’altro e non è detto che comunque abbia voglia di venirtele a dire.

Per questo i risultati delle varie indagini sono così contraddittori: perché intervistano o fanno riferimento a segmenti diversi della platea di programmatori, spesso addirittura a comunità che in buona parte si influenzano a vicenda, e quindi mancano in ultima istanza di scientificità e rappresentatività.

Ciononostante, confrontando tra loro tutti i vari dati, è possibile estrapolare alcune tendenze e alcuni linguaggi di programmazione più usati, e su questi dati ragionare: è quello che cerchiamo di fare nell’articolo che segue.

   

 

1. Java

App e software multipiattaforma

Java, uno dei linguaggi di programmazione più usatiL’unico punto su cui concordano tutte le classifiche e le stime che siamo stati in grado di controllare è che Java sia, se non il primo, sicuramente uno dei primi tre linguaggi di programmazione al momento più diffusi al mondo.

Sviluppato nel 1995 all’interno della californiana Sun Microsystem – poi acquisita da Oracle –, è un linguaggio di programmazione che trae buona parte della sua sintassi da C e C++, che vedremo tra poco, ma che si rivela maggiormente orientato agli oggetti e che, soprattutto, ha la rara qualità di essere indipendente dalla piattaforma di esecuzione.

Write once, run anywhere

L’idea di partenza di James Gosling e dei suoi collaboratori era infatti quella di produrre un linguaggio che, compilato su una piattaforma, potesse essere eseguito su qualsiasi altra senza bisogno di riscritture, all’insegna del motto write once, run anywhere.

Nonostante tutte le rilevazioni lo diano in leggero calo rispetto al passato, Java è ancora usatissimo per programmi multi-piattaforma, per contenuti sul web e soprattutto per sviluppare giochi e applicazioni per mobile, visto che Android si basa, di fatto, su una sorta di evoluzione di questo linguaggio di programmazione.

Per impararlo, gli strumenti migliori sono i tutorial ufficiali sul sito di Oracle, ma anche le guide di udemy e LearnJava.

   

 

2. C/C++

Il nonno dei linguaggi di programmazione

C e C++, due linguaggi storiciSe dovessimo paragonare i linguaggi di programmazione a una grande e composita famiglia, potremmo dire che Java è il moderno e giovane nipotino, mentre C è in un certo senso il saggio nonno: creato nel 1972 da Dennis Ritchie, Ken Thompson e Brian Kernighan, è un linguaggio di programmazione ad alto livello che mantiene forti legami con il linguaggio macchina e anche per questo è usato per realizzare software di sistema per varie piattaforme.

Particolarmente efficiente e sicuro, è un linguaggio che proprio per queste sue caratteristiche è da molto tempo usato anche nella realizzazione di tutti quei software che devono dimostrarsi performanti e affidabili, come quelli real-time o quelli deputati al controllo dei processi industriali.

Tutti gli eredi

Ma il C è un nonno saggio anche perché ha dato vita a una serie di eredi di primo livello: ad inizio anni ’80 è nato il C++, che a tutt’oggi raggiunge una diffusione comparabile a quella del progenitore, che è sostanzialmente un C con alcuni miglioramenti volti soprattutto alla programmazione ad oggetti; ma da C derivano anche C#, Objective-C, JavaScript e lo stesso Java, di cui abbiamo appena parlato.

Ancora molto diffuso anche se in costante calo negli ultimi anni, è un linguaggio di programmazione abbastanza ostico per i principianti ma viene comunque insegnato diffusamente nelle varie scuole informatiche proprio per la vicinanza di sintassi e strutturazione con altri linguaggi più recenti; per studiarlo, ci si può appoggiare ai siti Learn-C e C programming, quest’ultimo orientato anche al C++.

   

 

3. Objective-C

Il linguaggio di Mac, iPhone e iPad

Objective-C, in crescita grazie a iOsDerivante dal C è anche l’Objective-C, un linguaggio di programmazione creato nel 1983 da Brad Cox e Tom Love per la Stepstone Corporation sempre come evoluzione del linguaggio anni ’70 e sempre con lo scopo di renderlo più adeguato alla programmazione ad oggetti, mantenendo – a differenza del C++ – comunque una completa compatibilità col progenitore.

In realtà fino a qualche anno fa questo linguaggio era un’evoluzione minoritaria, usata da pochi programmatori nonostante garantisse una certa efficienza; la sua rinascita però è cominciata a partire dal 1996, quando Steve Jobs fece ritorno da trionfatore alla Apple, portandosi dietro l’azienda che aveva fondato e guidato negli anni precedenti, la NeXT Computer, e il suo sistema operativo.

Cocoa

La NeXT aveva infatti creato il framework OpenStep da cui sarebbe poi derivato Cocoa, il principale ambiente di sviluppo di applicazioni per Mac Os X prima e iOs poi, basato proprio sull’Objective-C.

I dati di tutti i vari centri di ricerca, non a caso, segnalano un forte incremento dell’utilizzo di questo linguaggio di programmazione negli ultimi anni, dovuto da un lato all’aumento delle vendite dei Mac, dall’altro, soprattutto, alla diffusione di iPhone e iPad e delle relative app. Per lo studio di Objective-C vi consigliamo di fare riferimento di nuovo a udemy, Lynda.com o direttamente al sito Cocoa Dev Central.

   

 

4. JavaScript

La programmazione per il web

JavaScript, il linguaggio per il webPiù che un linguaggio di programmazione vero e proprio, il JavaScript, che vi presentiamo al quarto posto della nostra cinquina, è più precisamente un linguaggio di scripting, in quanto viene usato sostanzialmente nella creazione di siti web.

Sviluppato da Brendan Eich alla Netscape col nome di Mocha, fu poi ribattezzato prima LiveScript e infine JavaScript, dopo averne cambiato in parte la sintassi nel tentativo di avvicinarla a quella di Java (anche se in realtà non c’è nessuna parentela o vicinanza particolare tra il primo e il secondo linguaggio).

Non sul server ma sul client

Essenziale per lo sviluppo di funzioni web interattive o animate che non vengano eseguite sul server – in modo da alleggerirne anche il carico di lavoro – ma direttamente sul client, deriva la sua sintassi in gran parte da C e può essere usato anche per sviluppare giochi o per scrivere applicazioni desktop, fattori che hanno portato negli ultimi anni ad un costante incremento dell’utilizzo di questo linguaggio di programmazione.

Per studiarlo e impararne le fondamenta si può far riferimento a codecademy, Learn-JS e Treehouse.

   

 

5. Python

Adatto ai principianti

Python, un linguaggio semplice per neofitiI primi quattro linguaggi di programmazione di cui abbiamo parlato finora sono, nettamente, quelli che dominano il mercato, spartendosene diverse fette; più staccati in quanto a percentuale di utilizzo vi sono poi tutta una serie di altri linguaggi che potremmo definire “minori” ma comunque importanti, usati per compiti specifici o pregi particolari che presentano rispetto ai colossi più classici: Perl, Ruby, Delphi, Scala e, ed è quello che primeggia su tutti questi, Python.

Sviluppato dal 1991 dall’olandese Guido van Rossum, che ne rimane a tutt’oggi il “benevolo dittatore a vita” – come lui stesso ama definirsi –, prende il nome dai Monty Python, i celebri comici inglesi di cui van Rossum è un grande fan; linguaggio multi-paradigma, supporta sia la programmazione orientata agli oggetti, sia quella strutturale e quella funzionale.

Perfetto per le app

Viene usato, ma a livello di server, soprattutto per i siti web e le app per smartphone e tablet, tanto che, tramite il suo framework web Django, è alla base attualmente ad esempio delle web app di Instagram e Pinterest. Inoltre fornisce alcuni applicativi per Google, Yahoo! ed altri grandi siti.

Facilmente leggibile e dotato di una sintassi piuttosto compatta (che permette cioè di esprimere in poche righe delle funzioni che in altri linguaggi occuperebbero grandi porzioni di codice), è considerato da molti un linguaggio adatto ai principianti: per chi vuole studiarlo si può far riferimento a codecademy e a Learn Python.

   

 

Segnala altri linguaggi di programmazione tra i più usati nei commenti.