Cinque luoghi della memoria da visitare a Berlino

Ieri, su Instagram, mi è capitato di vedere alcune foto autunnali di Berlino e mi sono chiesta solo una cosa: ma perché sono tornata? Già, perché come molti studenti universitari ho avuto la fortuna di partecipare al programma Erasmus e di vivere sette mesi nel cuore della Mitteleuropa: a Berlino.

Quando me lo chiedono, dico sempre che è “la città più bella d’Europa”. In realtà, non ho mica visto tutto il vecchio continente, ma quando lo dico non mento perché lo penso davvero.

Ci sono un’infinità di guide ed itinerari per visitarla, perché Berlino è un calderone pieno di arte, musica, cibo ma, soprattutto, storia. Ed è per questo che vi propongo cinque luoghi della memoria da visitare a Berlino, riferiti alla storia contemporanea. Premetto però che una guida scritta oggi, domani è già vecchia se si parla di questa città perché è incredibilmente e continuamente in evoluzione, giuro.

 

Topographie des Terrors

La topografia del terrore

Ho scelto di partire dalla Topografia perché credo sia l’esempio più lampante di come gli estremi, tristemente, si tocchino, portando a conclusioni similari.

La Topografia del terrore è un progetto di documentazione nato nel 1987 per testimoniare l’orrore nazista in Germania, ma anche nel resto d’Europa, dal 1933 al 1945. Dopo vari problemi di progettazione la mostra permanente che prima si trovava en plain air, dal 2010 ha trovato rifugio in un edificio costruito apposta per ospitarla. La mostra e l’annesso centro di documentazione sorgono però in un luogo particolare: le rovine del quartier generale della Gestapo. Nel periodo tra il 1933 ed il 1945, infatti, nella zona in cui oggi sorge la Topografia si trovavano la centrale di servizio della Polizia Segreta di Stato (Geheime Staatspolizei), il carcere (Hausgefängnis) della Gestapo, dal 1939 l’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich, oltre al Comando Generale (Reichsführung) delle SS e al Servizio di sicurezza (Sicherheitsdienst) del Comando Generale. Vi è una mostra esterna che segue il perimetro delle fondamenta di questi edifici e ne racconta la storia.

I mostri di Hitler. La storia
EUR 23,00 EUR 30,00
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Nazismo. Storia illustrata.
EUR 19,67 EUR 24,00
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Tossici. L'arma segreta del
EUR 18,70 EUR 22,00
Generalmente spedito in 24 ore
La famiglia Karnowski
EUR 7,90 EUR 10,00
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Hitler e il nazismo magico
EUR 7,50 EUR 10,00
Generalmente spedito in 24 ore
I medici nazisti. Storia degli
EUR 10,50 EUR 14,00
Generalmente spedito in 24 ore

All’inizio però ho parlato di estremi che si toccano per un motivo preciso: mentre si segue il perimetro delle fondamenta degli edifici nazisti, si può alzare la testa e vedere un importante pezzo di Muro, senza abbellimenti, proprio com’era. Un colpo d’occhio che fa riflettere. A pochi passi, inoltre, vi è il famosissimo Checkpoint Charlie, punto di passaggio tra est ed ovest.

Info: Niederkirchnerstrasse 8, ingresso libero; stazioni della U-Bahn: U6, Kochstrasse, o U2, Potsdamer Platz; stazioni della S-Bahn: S1, S2, S25 Anhalterbahnhof o Potsdamer Platz.

 

Denkmal für die ermordeten Juden Europas

Monumento agli ebrei europei assassinati

Ormai farsi la foto al Memoriale dell’Olocausto (come è più noto) è quasi come una volta farsi la foto sostenendo la Torre di Pisa. Ma la cosa non deve indignare, chi lo fa non lo fa per sdegno. Il Memoriale, progettato dall’architetto Peter Eisenman, assieme all’ingegnere Buro Happold, è uno sterminato “campo di cemento” (esattamente dove c’erano le proprietà di Goebbels, il ministro della propaganda del Reich) nel pieno centro di Berlino che consiste in una superficie di 19mila m² occupata da 2.711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro, organizzate secondo una griglia ortogonale, totalmente percorribile al suo interno dai visitatori.

Le stele sono tutte larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre l’altezza varia da 0,2 a 4 m. Anche se da fuori non sembra, i blocchi poggiano su un terreno “ad onde” e ciò, una volta dentro, lascia non poco disorientati. Vale la pena di farci una passeggiata, anche perché all’interno si possono incontrare turisti commossi o bambini che ridono e giocano a nascondersi.

Ciò che però, secondo me, meritata di essere visitato è il museo sotterraneo (che se non ricordo male è il Centro di documentazione sulla Shoah). Purtroppo non ricordo il costo, ma sono quasi certa che l’audio guida sia gratuita: prendetela! Ed è un consiglio che vale per tutto ciò che visitate a Berlino. L’esposizione sotterranea è divisa in quattro sale: delle famiglie, dei nomi, dei luoghi ed il portale dei memoriali. Non voglio svelare troppo, ma è un’esperienza davvero significativa. Ci sono le storie di alcune famiglie deportate con tanto di foto e documenti (tra cui video d’epoca), ci sono lettere inviate dai campi e ci sono i nomi. La lista che c’è è incompleta, eppure la sua lettura integrale richiede un tempo di 6 anni, 7 mesi e 27 giorni. Merita davvero di essere visitato è frutto di un lavoro paziente e appassionato che non lascerà nessuno indifferente.

Info: le fermate della S-Bahn più vicine sono Unter den Linden e Potsdamer Platz (linee S1, S2 e S26), quelle della U-Bahn U2 Potsdamer Platz e Mohrenstraße, mentre le linee del bus che fermano in zona sono 100, 123, 148, 200, M41, TXL.

 

Stasimuseum

Museo della Stasi

Quando sono arrivata a Berlino, mi sono resa conto di quanto poco sapesse la mia generazione di ciò che era stata la Germania del Muro. Sì, sapevo che un muro l’aveva divisa, che c’erano i comunisti e gli americani, sapevo della guerra fredda, ma tutto molto vagamente. Non darò giudizi di merito o di valore, non è un preambolo politico, è solo per far capire che mondo mi si sia aperto una volta scoperto che cosa fosse la Stasi e cosa sia stata la Germania della DDR.

Chi ha visto il film Le vite degli altri, forse, sa di cosa parlo. Io l’ho visto che ero già a Berlino, non ero preparata. La Stasi era il Ministero per la sicurezza di stato della DDR e quando il muro cadde, centinaia di cittadini ne assaltarono la sede per non permettere che i dipendenti distruggessero tutti i documenti, molti dei quali provavano cose terribili. La Stasi, attraverso una fittissima rete di spionaggio, aveva il compito di prevenire e punire ogni “ribelle” o presunto tale che potesse mettere a rischio la DDR o chiunque provasse o progettasse di scappare (a questo proposito consiglio il Museo delle fughe di Check Point Charlie, ma non ne parlo se no i luoghi storici diventano 6).

Lo Stasimuseum si trova nell’ex quartiere generale e contiene documenti, foto, oggetti e quanto provi il clima di terrore e repressione che chi non fosse d’accordo con il governo della DDR si trovava a vivere. E aiuta a capire quanto sia ancora oscura la storia.

Info: Ruschestraße 103, Haus 1, www.stasimuseum.de.

 

Gedenkstätte Berliner Mauer

Memoriale del Muro di Berlino

Ho riflettuto un po’ se inserire questo luogo o la più turistica e colorata East Side Gallery, ma so per certo che quella, se andate a Berlino, la vedrete per forza. Allora meglio che vi indichi il Memoriale del Muro di Bernauer Straße, che riesce a rendere ancora l’angoscia del Muro. Come per le vittime della Shoah, si è deciso di ricordare anche le vittime del Muro, che sono state molte.

Così, in questa strada che da un giorno all’altro, quando il muro venne eretto, si trovò divisa senza sapere perché, si è deciso di ricordare chi ha cercato di scappare e per questo ha pagato con la vita. Moltissimi, infatti, gli episodi che ebbero come teatro proprio Bernauer Straße. Per non dimenticare, è stato allestito il Memoriale (o Sacrario) del Muro: si parte dal Centro visitatori che spiega come orientarsi, dato che l’area è vasta. Esattamente sulla “linea della morte” si trovano un lungo tratto di Muro ed una torretta di guardia perfettamente conservati: confesso che l’angoscia che trasmettono è molta.

L’importante centro di documentazione racconta attraverso un’esposizione con punti audio e documenti storici ciò che successe in quegli anni. L’altro elemento particolare è la Cappella della Riconciliazione in cui ogni settimana si celebrano funzioni religiose per ricordare i caduti e viene raccontata la storia di una delle vittime. Non so se fosse temporanea, ma alla stazione di Nordbahnhof c’era un’esposizione che raccontava la storia delle “stazioni fantasma” ovvero quelle stazioni dell’Est che vennero chiuse perché ci passavano i treni provenienti da Berlino Ovest.

Info: Bernauer Strasse 111, www.berlin.de. Con la S-Bahn la stazione migliore è Nordbahnhof (S1, S2), con la U-Bahn Bernauer Straße (U8); il bus che arriva è il 245, mentre il tram è l’M10 (Capolinea).

 

Bebelplatz

La piazza del rogo dei libri

Quando ero alle elementari e studiai per la prima volta la seconda guerra mondiale e di conseguenza la storia del Terzo Reich, ricordo che l’episodio del rogo pubblico dei libri mi impressionò molto. Proprio non capivo perché si dovessero bruciare i libri, non avevano colpe. Che dire? Bebelplatz è il luogo dove il 10 maggio 1933 i nazisti diedero alle fiamme tutti i libri considerati “eretici” per il nazionalsocialismo. Vi indico questo luogo della memoria perché, sarà per gli studi umanistici, ma mi ha messo i brividi ed anche perché, data la bellezza della piazza, vale la pena una sosta.

La piazza si trova lungo Unter Den Linden, arteria principale della città, quasi impossibile non passarci, ma ricordo che non vidi molti fermarsi nella piazza. Lì, infatti, una targa ricorda il rogo e dal 1995 si trova uno splendido monumento sotterraneo di Micha Ullmann. L’artista, infatti, ha creato una biblioteca (vuota) incastrata nel terreno che si può guardare tramite una feritoia nel lastricato. «Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone» disse Heinrich Heine e, purtroppo, aveva ragione.

 

Segnala altri luoghi della memoria da visitare a Berlino nei commenti