Alla scoperta dei luoghi di interesse di Praga

 
Da quando è caduto il comunismo, nel 1989, Praga è diventata una delle mete più frequenti del turismo che parte dal nostro paese. Per molto tempo decisamente economica eppure ricca di bellezze e di storia, la capitale della Repubblica Ceca è diventata familiare a molti di noi, anche perché si adatta magnificamente alle esigenze di ognuno. Chi ha a disposizione un solo weekend, infatti, può vederne rapidamente gli elementi più importanti. Chi invece ha qualche giorno di ferie in più può trovare angoli inesplorati in cui perdersi.

Fondata, secondo una leggenda, dalla principessa Libuše e da suo marito Přemysl, fu abitata verso la fine del IX secolo. In principio era in realtà solo un castello che controllava la Moldava. Abitata dai boemi e poi anche da una consistente comunità tedesca (che risiedeva a Malá Strana), la città si sviluppò soprattutto nel ‘300. Da quella fase in poi ospitò università, monumenti di prim’ordine e una comunità ebraica di ben 15.000 persone. A quel tempo divenne anche capitale del Sacro Romano Impero ed era la terza città europea per numero di abitanti.

Le grandi proteste

Assoggettati poi agli Asburgo, i praghesi manifestarono più volte la loro voglia di autonomia. In questo senso, è celebre la defenestrazione che diede il via alla Guerra dei Trent’anni. Ma le proteste contro i padroni stranieri sono una costante nella storia praghese. Basti pensare alla Primavera di Praga o alla Rivoluzione di Velluto del 1989 con cui la città si smarcò definitivamente dall’Unione Sovietica.

Il paese ha vissuto un periodo di buon sviluppo durante gli anni che hanno preceduto la recente crisi economica. Negli anni ’90, in particolare, si riprese dai decenni comunisti che l’avevano notevolmente impoverito. Oggi ha un’economia ben sviluppata, forte soprattutto in alcuni settori strategici, ma ancora fragile, per via della gioventù e di uno stretto legame col mercato internazionale. Ma Praga, la sua capitale, è una metropoli vitale, vivace, che non ha nulla da invidiare ai suoi corrispettivi occidentali.

Se, quindi, state programmando una vacanza nella città boema, vi consigliamo di prepararvi a girare e lustrarvi gli occhi parecchio. Ce n’è, davvero, per tutti i gusti. Per chi ama la storia medievale e per chi cerca invece i segni di quella contemporanea, per chi vuole divertirsi ma anche per chi vuole riflettere, per chi ama la letteratura ma anche per chi adora lo svago. Noi oggi proviamo a darvi, intanto, una panoramica sui luoghi d’interesse più memorabili di Praga.


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Cattedrale di San Vito

Il trionfo del tardo gotico

La facciata della Cattedrale di San Vito, uno dei luoghi di interesse più rilevanti di PragaPraga è una città in cui si legano storia e modernità, sacro e profano. Partiamo dal lato sinistro di questa duplice dicotomia, presentando una chiesa che porta dentro di sé gran parte della storia di questa città e di questo paese: la Cattedrale di San Vito. L’edificio sorge a ovest della Moldava e a nord di Malá Strana, in quello che fu il primo insediamento della città, dentro al cosiddetto Castello di Praga.

In questo luogo, infatti, San Venceslao depositò i resti di San Vito, martire siciliano le cui reliquie ebbero una gran diffusione in tutta Europa, giungendo fino a Praga. Lì già nel X secolo era presente un edificio di culto. Nel 1344, però, su ordine dell’imperatore Carlo IV, si diede il via alla costruzione della Cattedrale, di impianto gotico. Una costruzione che non fu per nulla semplice. Basti pensare che, dopo pause e riprese, la Cattedrale fu più o meno completata solo quasi 600 anni dopo, nel 1929.

Il lavoro di Matthias da Arras e Peter Parler

La chiesa è però uno dei simboli più noti di Praga. Lì, non a caso, furono incoronati numerosi principi e re di Boemia. Dal punto di vista architettonico, la responsabilità maggiore della costruzione è da attribuire a Matthias da Arras, architetto francese, e a Peter Parler, capomastro tedesco che ne proseguì l’opera quando il primo venne a mancare. Si tratta di un magnifico esempio di tardo gotico, dalle dimensioni eccezionali. Il complesso misura infatti 124 metri di lunghezza e 60 di larghezza. La torre principale supera inoltre i 96 metri d’altezza.

Memorabili sono le volte a crociera, riccamente ornate e molto verticali, che influenzarono al tempo tutta l’architettura dell’Europa centrale. All’interno, inoltre, merita un occhio di riguardo la Cappella di San Venceslao, dove si tengono le reliquie. Straordinaria sia la composizione architettonica della sala, sia i dipinti e le decorazioni di fine ‘300. Una curiosità, prima di concludere: il nome ufficiale della chiesa, dal 1997, non è più Cattedrale di San Vito, ma la chiesa è stata cointitolata anche a San Venceslao e Sant’Adalberto.

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Ponte Carlo

Le pietre sopra alla Moldava

Il suggestivo Ponte Carlo, a PragaScendiamo ora dal colle in cui si trova il Castello di Praga e avviamoci verso la riva destra della Moldava. Per attraversare il fiume che passa per la città, scegliamo di camminare lungo il celebre Ponte Carlo. Ovvero l’altro grande monumento che contraddistingue la capitale ceca e che la rende famosa nel mondo. La struttura di pietra infatti collega il quartiere di Malá Strana con la Città Vecchia e si estende per 515 metri sopra all’affluente dell’Elba.

Anche in questo caso, la costruzione risale alla metà del ‘300. Fu infatti Carlo IV, imperatore tedesco e re di Boemia, ad affidarne la progettazione a quel Peter Parler di cui abbiamo appena scritto. I lavori cominciarono nel 1357 e terminarono qualche anno dopo la morte di Parler, nel 1402. L’esigenza di realizzare un ponte era dettata anche da cause contingenti, visto che la Moldava aveva spazzato via, nel 1342, la precedente costruzione. E in quest’occasione si decise di crearne uno usando come modello il ponte di pietra di Ratisbona.

Le statue lungo il percorso

Ai due capi del ponte furono subito poste delle fortificazioni, utili in caso di assedio alla città. Ed in effetti di assedi Praga ne subì vari, soprattutto durante la Guerra dei Trent’anni. Le statue, che oggi ne caratterizzano il percorso, furono poste invece nel ‘700 per volere dei gesuiti. Esse ricordano una serie di santi, rappresentati difatti in stile barocco. Quelle che sono presenti ora, però, in realtà sono copie degli originali.

Infine, il ponte prese la denominazione attuale solo nel 1870. È vero che la struttura fu commissionata da Carlo IV, che fu il più importante re della storia boema, ma fino ad allora lo si era chiamato solo “Ponte di pietra”. Oggi è percorso quotidianamente da migliaia di turisti. Anche per questo motivo lungo i suoi bordi si trovano decine di artisti di strada, musicisti e venditori ambulanti.

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Piazza della Città Vecchia

Il vero centro storico di Praga

La Piazza della Città Vecchia di Praga vista dall'altoPassato il Ponte Carlo, entriamo nella Città Vecchia, zona di Praga che non è in realtà il nucleo originario della città. Come abbiamo detto, infatti, i primi insediamenti si registrarono nella zona del Castello. Successivamente i praghesi si misero ad abitare quella che è adesso Malá Strana. Nell’attuale centro storico, chiamato in ceco Staré Město, ci arrivarono dopo l’anno Mille. Qui d’altra parte si insediarono presto anche vari stranieri (tedeschi, borgognoni, italiani, ebrei).

La Piazza era ed è ancora oggi il centro di questo quartiere, nonché la più famosa e visitata della città. Su di essa si affacciano alcuni dei più importanti palazzi ed edifici cittadini, e poco distante sorge anche la Casa Municipale. Inoltre ha un’origine antica, in quanto ne è documentata l’esistenza già attorno all’anno 1200 (perché qui si teneva un importante mercato). Ha vissuto però il suo periodo di massima gloria tra il ‘300 e il ‘600, quando Praga fu una delle grandi capitali europee.


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Forse il più celebre palazzo è il Municipio della Città Vecchia, luogo storico in cui, sul lato sud, è incorporato il celebre orologio astronomico di cui parleremo tra qualche riga. Inoltre lì si affaccia la seconda chiesa della città (e della Repubblica Ceca), la Chiesa di Santa Maria di Týn. Anch’essa fu realizzata in stile gotico a partire dalla seconda metà del ‘300.

Bisogna poi segnalare la settecentesca Chiesa di San Nicola, il rococò Palazzo Kinsky disegnato dal tedesco Kilian Ignaz Dientzenhofer, la Casa Štorch e altri edifici storici. Al centro della piazza, infine, è bene dare un’occhiata al monumento a Jan Hus, riformatore boemo di inizio ‘400 bruciato sul rogo dopo la scomunica della Chiesa Cattolica. In realtà, la popolazione ceca – secondo i censimenti – è oggi in larga maggioranza atea. Hus però rappresenta, nell’immaginario locale, anche il portatore di un tentativo di autonomia dal dominio (religioso) straniero.

 

Orologio astronomico

Uno spettacolo ad ogni scoccare dell’ora

Il celebre orologio astronomico di PragaVisto che ne abbiamo fatto cenno, parliamo più diffusamente dell’orologio astronomico che si può osservare entrando nella Piazza della Città Vecchia. Montato sul lato sud del vecchio municipio, risale, almeno nelle sue componenti più antiche, alla fine del Medioevo. Il meccanismo del quadrante astronomico fu costruito dai maestri Mikuláš z Kadaň e Jan Šindel attorno al 1410. Poi, nel 1490, furono aggiunte le sculture gotiche e qualche decorazione, oltre al quadrante del calendario.

I primi problemi per l’orologio sono arrivati nel corso del XVI secolo, quando fu più volte necessario apportare delle modifiche e riparazioni. Inoltre, nel corso dei secoli si continuarono ad aggiungere altri dettagli, come le statue mobili (nel ‘600) o le raffigurazioni degli apostoli in legno (nell’800).

Gli anelli e le ore

Il quadrante astronomico ha la forma dell’astrolabio e presenta un disegno della Terra fissa, attorno al quale ruotano quattro meccanismi. Ovvero: un anello esterno, un anello zodiacale, una lancetta con il simbolo della Luna e una con quello del Sole. I numeri romani indicano le ore, mentre i numeri arabi (meno nettamente visibili, in alto a destra) segnano le ore planetarie, corrispondenti ognuna a un dodicesimo del tempo di luce nel giorno (e quindi la loro durata varia con le stagioni).

Inoltre, i turisti amano soprattutto assistere allo spettacolo che viene messo in scena allo scoccare di ogni ora. In quel momento le quattro figure che si trovano ai lati dell’orologio si animano. Si tratta dello scheletro che rappresenta la morte, del turco che simboleggia la lussuria, dell’uomo con lo specchio che rappresenta la vanità e del viandante con la borsa che simboleggia l’avarizia. Da notare, tra l’altro, che in origine al posto del viandante c’era un usuraio ebreo, sostituito dopo la Seconda guerra mondiale. A quel punto escono 12 apostoli che si inchinano alla folla.

I luoghi magici di Praga
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Josefov

Il quartiere ebraico

Il celebre cimitero ebraico di PragaCome abbiamo appena scritto, in origine nell’orologio astronomico a rappresentare il vizio dell’avarizia c’era un usuraio ebreo. D’altronde, questo stereotipo non era certo diffuso solo in Boemia; si pensi, per fare un esempio, al Mercante di Venezia di Shakespeare o a decine di altre opere. A Praga, poi, aveva un peso particolare, perché questa città è stata a lungo uno dei centri europei con la più grande comunità ebraica.

Già nella prima metà del X secolo, quando la città era appena agli albori, è documentata in queste zone la presenza ebraica. La comunità andò poi espandendosi nel Basso Medioevo, tanto che già nel XII secolo in città era presente una sinagoga (poi distrutta). Col tempo si venne a creare un preciso quartiere ebraico, che solo qualche secolo dopo fu rinominato Josefov in onore dell’imperatore austriaco Giuseppe II, che nel 1781, in piena epoca di riforme ispirate all’illuminismo, abolì le discriminazioni per gli ebrei.

Il cimitero e le sinagoghe

Oggi nel quartiere i luoghi d’interesse sono sostanzialmente di due tipi: le sinagoghe e il celebre cimitero ebraico. Quest’ultimo è molto suggestivo ed è diventato famoso per via di varie storie ad esso connesse. Ad esempio, riprendendo alcune leggende di matrice antisemita, Umberto Eco vi ha ambientato alcune scene del suo romanzo Il cimitero di Praga. Ma al di là dell’importanza storica, il luogo è anche molto particolare da vedere, visto che le tombe sono letteralmente affastellate l’una sull’altra.

Il motivo di questo affollamento è legato, com’è noto, al fatto che per vari secoli gli ebrei dovettero seppellire i loro morti solo in quel piccolo spazio. Per questo si aggiunsero strati di terra, sopraelevando le vecchie lapidi. La visita a questo cimitero (da non confondere col nuovo, dov’è seppellito Franz Kafka) non è però l’unica cosa da fare a Josefov. Come accennavamo, meritano un’occhiata anche le sinagoghe: la più importante è la Sinagoga Vecchia-Nuova che risale al ‘200, ma è molto bella anche la Sinagoga di Gerusalemme.

Il diario di Petr Ginz. Un
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