Alla scoperta dei più famosi luoghi infestati in Italia e nel mondo

 
I cosiddetti luoghi infestati attirano sempre l’attenzione della gente, che sia quella comune o che si tratti di appassionati di paranormale e affini. Forse perché si ha paura di quel che non si conosce, forse perché la nostra fantasia viene stimolata dall’incomprensibile, forse perché semplicemente speriamo sempre che ci sia qualcosa dopo la morte, anche una semplice e polverosa casa abbandonata. Perché se c’è quella, forse esiste anche altro, magari un posto migliore.

Quanti sono i luoghi creduti infestati nel mondo? Tantissimi. In Italia, in Europa ma anche in continenti più “giovani” come le Americhe. Per alcuni ci sono solo voci, per altri esperienze vissute da chi quei posti li ha visitati. Su alcuni permane ancora il mistero, mentre per altri la scienza ha già espresso la propria opinione. Ma quei luoghi continuano ad attirare l’attenzione, a stimolare la fantasia e a inquietare. Anche per questo oggi vi parlerò di cinque di queste case, cinque abitazioni terrificanti, cinque luoghi infestati in Italia e all’estero.


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Winchester Mystery House

Una delle case più infestate d’America

La Winchester Mystery House in California, una delle più celebri case infestate del mondoLa Winchester Mystery House è una gigantesca magione situata in California, a San Jose. Fu la residenza di Sarah Pardee Winchester, vedova del famoso imprenditore e industriale William Wirt Winchester, erede dell’ancora più famoso armaiolo. Costruita nel 1884, la Winchester Mystery House fu ampliata per 38 anni, ovvero fino al 1922. Attualmente è un’attrazione turistica classificata come uno dei più importanti luoghi di interesse storico californiano e una delle case più infestate (e famosa per questo motivo) d’America.

Dimora enorme e dalla particolare architettura, fu ideata, fatta costruire e abitata dalla vedova Winchester in seguito alla morte del marito. La Winchester House è incredibilmente grande, addirittura labirintica poiché architettonicamente priva di qualunque continuità stilistica.

Gli spiriti delle vittime delle armi del marito

Questo perché la sua costruzione è durata anni e fino alla morte della proprietaria. Il motivo dell’ossessione architettonica di Sarah derivava dalla convinzione che quello fosse l’unico modo per tenere lontani i numerosi spiriti che l’abitavano: i fantasmi delle vittime delle armi commercializzate dal defunto marito.

La convinzione fu instillata in lei, si dice, da una medium a cui si rivolse in seguito alla morte di marito e figlia, entrambi mancati prematuramente. Fu la medium a consigliarle di lasciare la precedente casa a New Haven e di andare ad ovest per costruire una grande casa per lei e gli spiriti che perseguitavano la sua famiglia.

Sarah Winchester non solo non fermò mai i lavori nella casa, sicura che fino a quando essi fossero continuati lei non sarebbe morta per mano degli spiriti, ma basò la sua architettura tortuosa, fatta di innumerevoli scale, corridoi e finestre cieche, sul numero 13, dai profondi significati magici e metafisici.

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Casa Matusita

La più famosa casa stregata del Sud America

Casa Matusita a Lima, in PerùCasa Matusita è, nonostante le apparenze, la più famosa casa stregata del Sud America e, per alcuni, la casa più infestata al mondo. Si trova a Lima, in Perù, in una delle zone più centrali e trafficate della città. A differenza però di tanti altri luoghi infestati, si dice che al suo interno non ci siano solo fantasmi ma anche mostri terrificanti dall’aspetto demoniaco.

Leggende locali affermano che Casa Matusita sia stata colpita da una maledizione legata all’antico monastero che un tempo sorgeva al suo posto. Inoltre, si dice, l’edificio subisce gli influssi negativi della vicina Plaza Mayor, dove un tempo venivano giustiziati i criminali, e praticamente di fronte al carcere locale, dove si afferma che i detenuti venissero torturati.

Tutte le voci che girano

La leggenda, inoltre, è stata accresciuta da varie dicerie accumulatesi nel corso degli anni. Il primo a mettere in giro certe voci fu il giapponese Matsushita, proprietario della casa (che all’epoca conteneva una ferramenta), che affermò di averci visto fluttuare i fantasmi di alcuni monaci. Si racconta anche di un giornalista locale, impazzito dopo averci passato alcune ore, o di un prete intervenuto per esorcizzarla e poi morto suicida.

Si pensa che Casa Matusita, nei primi anni ’70, abbia ospitato alcuni funzionari del governo americano e che la struttura sia ancora sotto il controllo di istituzioni segrete quali la CIA. C’è chi spiega le proporzioni enormi di questa leggenda affermando che siano state queste stesse agenzie a mettere in giro tali voci per tener lontani i curiosi.

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Villa Foscari (o La Malcontenta)

La casa della Dama Bianca

Villa Foscari, la più famosa villa infestata in Italia (foto di Hans A. Rosbach via Wikimedia Commons)Villa Foscari è una delle più famose case infestate d’Italia. Si erge in provincia di Venezia, a Malcontenta (in prossimità di Mira), lungo il Naviglio del Brenta, ed è stata costruita dalla nobile famiglia Foscari, in particolar modo dai fratelli Nicolò e Alvise.

Soprannominata La Malcontenta, si dice che Villa Foscari debba questo strano appellativo all’unico spirito che sembrerebbe infestarla. Si tratta del fantasma di una dama probabilmente riconosciuta in Elisabetta Dolfin, detta anche “la Dama Bianca”, relegata dal marito tra le mura della villa attorno al 1700 a scontar la pena per una non meglio specificata “condotta licenziosa”.


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Elisabetta passò nella casa gli ultimi trent’anni della sua vita, durante i quali non fu mai vista né uscire, né affacciarsi alle finestre. Le fu proibito qualunque contatto con l’esterno e fu condannata alla solitudine per il resto dei suoi giorni. La sua misteriosa sparizione ha dato adito, quindi, alla leggenda: in molti hanno affermato di averla vista passeggiare per i corridoi della casa, di notte, ancora giovane e bella, vestita di bianco.

Passati dei periodi non troppo felici, abbandonata e lasciata completamente in disuso per poi cambiare proprietario ed essere completamente restaurata, adesso Villa Foscari appartiene nuovamente ai suoi antichi proprietari ed è facilmente visitabile dal pubblico (a pagamento), nonostante sia stata volutamente lasciata lontano dalla civiltà, senza elettricità e senza acqua corrente.

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Castello di Montebello

Il castello di Azzurrina

Gli interni del castello di Montebello, dove si narra che si aggiri il fantasma di Azzurrina (foto di Roberto Reggi via Wikimedia Commons)Il Castello di Montebello si trova (per l’appunto) a Montebello, in provincia di Rimini, ed è sicuramente il castello infestato più famoso d’Italia, legato indissolubilmente al fantasma più conosciuto: quello di Azzurrina. Azzurrina era una bambina nata attorno al 1370 e morta prematuramente nel 1375. Era figlia di Uguccione di Montebello, feudatario del luogo.

Tenuta costantemente tra le mura del castello a causa del suo albinismo (all’epoca gli albini venivano messi al rogo poiché sospettati di stregoneria o affinità col demonio), era tenuta sotto sorveglianza dal padre e costretta a farsi tingere i capelli di nero dalla madre. Per farlo la donna usava delle erbe che davano ai cappelli della piccola una colorazione azzurra (da qui il soprannome con cui tuttora è conosciuta).

La misteriosa scomparsa

La leggenda vuole che la piccola Azzurrina, rincorrendo una palla con cui stava giocando, finì per sbaglio nei sotterranei del castello in cui scomparve misteriosamente, senza lasciar traccia. Vane furono le ricerche delle guardie a cui la piccola nobile era stata affidata. Da quel momento in poi però, ogni cinque anni, durante il solstizio d’estate, si dice che il suo fantasma torni a visitare le mura della magione mentre piange e invoca la sua mamma.

Attualmente il Castello di Montebello è tra i monumenti nazionali italiani ed è visitabile a pagamento. Sono stati tanti gli esami e i controlli attuati da parapsicologi e scienziati nel tentativo di registrare il famoso pianto di Azzurrina ma attualmente nessuna ricerca ha dato qualche tipo di risultato che avvalori la tesi dell’infestazione. Nonostante ciò sono tante le testimonianze che ne confermano la veridicità.

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Borley Rectory

Il castello più infestato d’Inghilterra… forse!

Borley RectoryBorley Rectory è un enorme edificio del 1863 situato a Borley, villaggio della contea dell’Essex, a poche miglia da Londra, ed è considerata la casa più infestata di Inghilterra. Distrutto a causa di un incendio nel 1939, è forse il luogo in cui le presunte infestazioni sono tra le più documentate al mondo.

La storia di Borley Rectory è complessa e molto controversa: nasce come canonica e fu fatta costruire dal reverendo Henry Dawson Ellis Bull, che la abitò fino al 1927, anno in cui divenne dimora del suo successore, il reverendo Guy Smith. Fu quest’ultimo, nel 1929, che la fece visitare dallo studioso di fenomeni paranormali Harry Price, in seguito al verificarsi di alcuni fenomeni paranormali, fenomeni che si accentuarono poi con i successivi inquilini, il reverendo Lionel Foyster e consorte, che abitarono la casa fino al 1935.

Le indagini di Harry Price

In seguito furono diversi gli abitanti che si alternarono nell’abitazione, tra cui lo stesso Harry Price che, con alcuni suoi collaboratori (ben 48), studiò scrupolosamente tutti i fenomeni che vi capitarono. L’ultimo inquilino fu il capitano W.E. Gregson, che incidentalmente le diede fuoco nel febbraio del 1939, distruggendola.

Secondo la leggenda e le testimonianze dei vari personaggi che l’abitarono, Borley Rectory fu coinvolta in apparizioni di monaci, suore e cocchieri senza testa. Inoltre ci furono voci che raccontavano di oggetti che si spostavano da soli, scritte che apparivano sui muri, rumori notturni e lamenti invocanti i nomi dei diversi abitanti.

Nel 1955 la Society for Psychical Research condusse un’inchiesta sul caso concludendo che nessuno dei fenomeni elencati era privo di spiegazione razionale. Col tempo si scoprì che molti dei casi registrati erano stati creati ad hoc da Price stesso o persino dal reverendo Foyster nel tentativo di cavalcare l’onda di uno dei più famosi casi di infestazione, scrivendo libri sull’argomento.

 

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