Cinque macchine piccole per dimensioni e prezzi

La dr Zero, la più economica tra le macchine piccole

Quando si parla di automobili, spesso si esaltano le grandi prestazioni. Una macchina è tanto più bella quanto più riesce ad essere veloce, quanto più è potente il suo motore, quanto sono vistose, in un senso o nell’altro, le sue dimensioni. Anche le macchine piccole, però, hanno i loro bei vantaggi.

Per chi usa l’automobile principalmente in città, infatti, le prestazioni non hanno grande importanza, e le dimensioni vistose possono essere anzi controproducenti. Spostandosi per le strette viuzze di alcune città italiane, infatti, quel che conta davvero è la maneggevolezza e la capacità di infilarsi in parcheggi sempre più piccoli.

Inoltre, le grandi dimensioni implicano di solito anche grandi costi, sia quando si va ad acquistare l’auto, sia poi quando si deve via via alimentarla, con la benzina, il diesel o altro. Una vettura più piccola, invece, consente di solito di risparmiare ed è quindi perfetta per chi ha un budget limitato.

Non è un caso che esistano diverse automobili pensate proprio per chi ama le macchine piccole, sia dal punto di vista delle dimensioni che del prezzo. Il guaio è, però, che questi modelli sono forse perfino troppi e non è sempre facile scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Qui di seguito trovate le cinque auto più economiche (e al contempo corte e maneggevoli) del mercato. Ve ne presenteremo i pregi e i difetti, cercando quindi di darvi una guida affidabile per scegliere la vostra prossima quattro ruote.

 

1. dr Zero

Quella di DR non è certo una sigla celebre nel mondo dell’automobilismo; è però possibile che abbiate visto in giro alcune vetture con questo marchio, visto che presentano qualche indubbio vantaggio. Il primo? Sono nettamente le più economiche nel pur molto competitivo mercato delle automobili.

La DR Motor Company è italiana, ma il suo compito è quello di assembleare auto che hanno, in realtà, origine all’estero, e per la precisione in Cina. Così è anche per la dr Zero, la più piccola del listino della compagnia, e allo stesso tempo la più economica, visto che la si trova a circa 8.500 euro come prezzo di partenza.

La novità, di cui non avrete forse sentito parlare, è l'italiana DR Zero
Derivata dalla Chery QQ del 2013, la Zero è una piccola citycar non priva di optional, come il climatizzatore, la radio coi vari ingressi, gli specchietti ripiegabili elettricamente e i sensori di parcheggio posteriori. Ovvio, però, che da qualche parte il risparmio si vede, soprattutto nelle finiture, economiche sia al tatto che all’apparenza.

Le dimensioni, come promesso, sono in compenso molto contenute: la lunghezza è di appena 356 centimetri, ma gli spazi all’interno non sono poi così ristretti e l’abitabilità è discreta. A risentirne, piuttosto, è il bagagliaio, molto piccolo. Ad ogni modo, la guida è un po’ “scattosa” quindi la comodità in movimento non è eccellente.

Il suo pregio maggiore è, quindi, quello di costare troppo e di non darlo però troppo a vedere, almeno da fuori. Tra i limiti, invece, dobbiamo ricordare la mancanza di airbag laterali, che invece sono presenti sulle vetture che occupano lo stesso segmento di mercato e quindi fanno concorrenza alla dr Zero.

 

2. Citroën C1

Cresciamo lievemente di prezzo, ma non di dimensioni, con la Citroën C1, una citycar compatta che viene venduta a 3 o a 5 porte, ma che in entrambe le versioni mette in campo un design molto particolare che può fare la differenza. E questo non vale solo per l’esterno: anche l’abitacolo presenta un tocco di originalità, sia per lo spazio, sia per touch pad integrato.

Tecnicamente è molto simile ad altre due vetture dello stesso segmento, la Toyota Aygo e la Peugeot 108: grazie a un accordo, le tre auto vengono prodotte nello stesso stabilimento, condividendo gran parte dei componenti. La C1, però, si rivolge a una fascia di mercato diversa, più giovanile ed economica, cosa che si nota subito anche dal muso.

La Citroën C1, auto a benzina molto economica
Inoltre la vettura di Citroën si guida anche abbastanza bene, dimostrando una certa maneggevolezza e una buona tenuta di strada. I difetti stanno soprattutto nel fatto che può essere usata solo in città: lo spazio, soprattutto per i bagagli, è molto ridotto, e quando si accelera il rumore del motore diventa piuttosto fastidioso.

Il motore comunque è prodotto dalla Toyota e manifesta una certa vivacità, al di là del rumore, capace di accelerare piuttosto rapidamente senza intaccare troppo i consumi. Bisogna considerare, infatti, che nella guida normale con la C1 ci si avvicina a un’interessante quota di 20 chilometri al litro.

C’è però anche da dire che quando si va a configurare la propria auto, le possibilità di scelta non sono tantissime. Ad esempio, a benzina è disponibile solo la versione 1.0, mentre gli optional come il cambio robotizzato si pagano a caro prezzo.

 

3. Skoda Citigo

Che sia destinata all’uso cittadino, lo si capisce fin dal nome: la Skoda Citigo infatti vuole dimostrarsi una vettura agile, capace di muoversi con facilità anche nelle strette vie di alcuni nostri borghi. D’altronde, è lunga meno di 360 centimetri ed è venduta sia nella versione a 5 che a in quella a 3 porte.

I consumi sono piuttosto contenuti nelle cilindrate più basse, anche se ovviamente si deve rinunciare ad un po’ di brio. Inoltre, per chi vuole risparmiare giorno per giorno, è da prendere in considerazione anche la versione bi-fuel, alimentata sia a benzina che a metano. Il cambio è disponibile sia in versione manuale che automatico.

La simpatica Skoda Citigo
Nonostante le sue dimensioni e quello che abbiamo detto finora, non bisogna però pensare che la Citigo sia un’auto sacrificata. Il divano posteriore, ad esempio, è abbastanza comodo in rapporto alla categoria e due adulti ci possono stare seduti agevolmente. Inoltre anche il comfort, nelle strade sconnesse di alcune città italiane, è buono.

Soddisfacente anche il bagagliaio, almeno per quanto riguarda le dimensioni, anche se le superfici interne non sono rivestite. E molto buona anche la sicurezza, soprattutto se si aggiunge qualche optional in più alla versione base: è possibile ad esempio introdurre la frenata automatica anti-tamponamento, utile anche in città.

Insomma, una buona vettura, che certo non vi consentirà di effettuare lunghi viaggi insieme a molti amici ma che è ben pensata e realizzata. D’altronde ha due “cugine” di rilievo, con cui condivide buona parte della progettazione, nella Volkswagen up! e nella Seat Mii, ma rispetto a loro è più economica in concessionaria.

 

4. Suzuki Celerio

La Suzuki Celerio è una di quelle classiche vetture che magari a un primo impatto non ti dicono molto, ma che sul lungo periodo ti lasciano soddisfatto. Non ha infatti molto che le permetta di emergere rispetto alla concorrenza: non è la più bella del settore, non è neppure la più economica, né la più briosa. Eppure, se la cava bene in tutte queste categorie.

Alla fin fine, insomma, la citycar giapponese non incanta ma neppure delude ed è un ottimo compromesso tra diverse esigenze, soprattutto per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo (che è sempre una delle marce in più delle auto orientali). Basti dire che i consumi sono bassi ma le prestazioni piuttosto buone, non costringendovi a rinunce.

Oltre a essere una delle auto che consumano meno, la Suzuki Celerio è anche a buon mercato
Le dimensioni, come in tutte le auto di questa lista, sono contenute, attorno ai 360 centimetri di lunghezza; ciononostante all’interno si sta abbastanza comodi, anche sui sedili posteriori. Discreto il bagagliaio, che supera i 250 litri di capienza senza bisogno di reclinare il divano posteriore, e buona la presenza di vari portaoggetti anche nell’abitacolo.

Lo sterzo leggero e maneggevole permette inoltre di affrontare molto bene la guida in città, anche le curve strette. Il comfort è discreto, anche se non eccellente, mentre l’accelerazione, come detto, è di buon livello per la categoria. L’auto è fornita inoltre del sistema Start&Stop, che consente di contenere anche i consumi.

Interessante la dotazione di serie fornita nei vari allestimenti, ma cercate di studiarvi bene gli optional. Alcuni che potrebbero risultare molto utili non sono infatti forniti fin dall’inizio, mentre altre dettagli potrebbero essere migliorati dalla casa madre. Comunque, vale la pena di farci un pensierino.

 

5. Renault Twingo

La Renault Twingo è forse la più famosa delle auto della nostra lista, perché, in varie versioni, esiste ormai da parecchi anni ed ha sempre avuto una certa fortuna sul mercato. D’altronde, anche nella sua ultima incarnazione si rivela un’auto piuttosto piccola e contenuta sia negli spazi che nel costo.

Anzi, questa versione è ancora più corta di quella che l’ha preceduta: se la penultima Twingo misurava infatti 370 centimetri, questa arriva appena a 360. Ciononostante, gli spazi interni rimangono comodi, soprattutto per via del passo relativamente lungo e della dotazione a cinque porte con un divano posteriore abbastanza spazioso.

La nuova Twingo della Renault
Quello che più colpisce, però, è la linea di questa piccola vettura francese progettata assieme alla Smart forfour. La linea è gradevole e abbastanza personale e anche gli interni, dal punto di vista del design, non lasciano insoddisfatti, soprattutto in relazione al prezzo.

Tra le varie versioni quella migliore sembra essere la 0.9 turbo, che ad un certo brio unisce anche un buon risparmio sul versante dei contenuti. È comunque disponibile anche una versione col GPL per chi deve fare molti chilometri ogni giorno e deve per forza di cose stare attento al portafoglio.

In più la Twingo ha la trazione posteriore, cosa che garantisce un raggio di sterzata veramente da record, che può fare molto comodo anche in città. Buona anche la dotazione di serie in rapporto al prezzo, mentre delude un po’ il bagagliaio: il fatto di avere il motore posteriore toglie decisamente spazio.

 

 

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