Per secoli in Europa le chiese e le cattedrali gotiche o romaniche sono state il principale ricettacolo della cultura europea. Sui loro muri venivano appesi i quadri o dipinti gli affreschi dei pittori più importanti. Nelle loro cappelle laterali venivano issate le sculture dei più grandi maestri nella lavorazione del marmo o della pietra. Nelle loro vetrate si potevano ammirare i giochi di luce pensati da grandi artigiani. E infine nelle annesse abbazie venivano copiati e conservati libri.

Nel Medioevo soprattutto, quando le città mancavano perlopiù di edifici civili degni di nota, le cattedrali in particolare hanno rappresentato una spinta alla rinascita, il tentativo di fare qualcosa di grande.

Il Medioevo e Dio

Un tentativo che da un lato, certo, doveva avvicinare il fedele a Dio. Ma che dall’altro rappresentava, più laicamente, il tentativo dell’uomo di ergersi al di sopra della decadenza in cui gli stessi contemporanei – paragonandosi ai fasti di Roma – ritenevano d’esser caduti.

Tra tutte, probabilmente le chiese che meglio rappresentano questa doppia speranza a livello strutturale e architettonico sono le cattedrali gotiche. Chiese che, a partire dal XII secolo e dopo la grande stagione del romanico, cominciarono a comparire prima in Francia e poi nel resto d’Europa.

In questi edifici almeno in origine era fortissimo il tentativo di riprodurre l’ordine armonico celeste. E, contemporaneamente, di sfidare i vincoli architettonici. E quindi, per addentrarci nell’argomento e renderci meglio conto di cosa stiamo parlando, proviamo a individuare cinque magnifiche cattedrali gotiche europee.

 

Cattedrale di Chartres

Le vetrate meglio conservate del gotico

Mettiamo subito le mani avanti: le chiese in stile gotico sparse in tutta Europa sono decine, quasi tutte cattedrali e quasi tutte molto belle. Quindi sceglierne solo cinque per quest’articolo è stata un’impresa ardua.

Abbiamo, però, cercato di orientarci come al solito tenendo presente anche il criterio della rappresentatività. Provando, quindi, a variare i paesi e le zone toccate. L’unica eccezione è rappresentata dalla Francia, alla quale – madre del gotico e piena zeppa di capolavori ispirati da questo stile – è stato concesso di avere due cattedrali in lista. E proprio da una di queste, la magnifica Cattedrale di Chartres intitolata a Maria (Notre-Dame), diamo il via al nostro percorso.

Venne costruita a partire dal 1194, in seguito a un incendio che aveva distrutto la cattedrale precedente. Una cattedrale che a sua volta era stata costruita appena un secolo prima, sul sito di un precedente tempio pagano. La chiesa che sorge oggi in quel luogo è comunque una delle più belle al mondo. E lo è sia per l’architettura, sia per le magnifiche vetrate, sia soprattutto per il suo grado di conservazione che non ha eguali in Europa.

A Chartres

Quello che stupisce più di tutto è però che, mentre le chiese che vedremo qui di seguito sono tutte situate in città di grandissima importanza sia allora che oggi, Chartres è invece una cittadina piuttosto modesta. Attualmente ha solo 40mila abitanti e sorge al centro-nord della Francia.

Una cittadina per la quale la cattedrale pare quindi sproporzionata e forse eccessiva, ma che ha avuto per tutto il Medioevo e poi anche nell’età moderna un ruolo importante nella storia di Francia. In primo luogo era infatti meta di passaggio per i pellegrini che dall’Inghilterra e da Parigi si dirigevano verso l’Italia o Santiago de Compostela.


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Inoltre, qui si era sviluppata una scuola teologica di grande rilievo, di ispirazione neoplatonica. La stessa filosofia che, tra l’altro, sta dietro ai principi ideali del gotico.

Il blu di Chartres

L’elemento più importante di questa chiesa è indubbiamente l’armonia interna, ben visibile nella navata centrale alta ben 37 metri. Ma sono straordinarie anche le magnifiche vetrate, quasi tutte originali. Lì predomina una variante di blu molto particolare, che proprio per questo è stato ribattezzato “blu di Chartres”.

Vanno infine menzionate le sculture sui portali, soprattutto in quello occidentale e in quello principale, in cui sono abbastanza evidenti le influenze tardoromaniche mescolate a quelle gotiche. Senza dimenticare il celebre labirinto.

 

Duomo di Colonia

La Cattedrale dei record

La Cattedrale Metropolitana dei santi Pietro e Maria – questo il nome completo del celebre Duomo di Colonia – è indubbiamente la più importante cattedrale gotica tedesca. Ma è anche uno dei più alti edifici del mondo. Fu eretto in una prima parte tra il 1248 e il 1322. È stato però completato solo nell’Ottocento, tanto è vero che lo stile gotico tradizionale si mescola con il più moderno neogotico.

Per raccontarne la storia dobbiamo partire però da Federico Barbarossa. Nel 1164 il celebre imperatore, di ritorno dall’Italia, portò a Colonia le reliquie dei Re Magi che precedentemente erano conservate a Milano e che da lì aveva trafugato. Proprio per ospitare queste reliquie a metà del ‘200 l’arcivescovo von Hochstaden posò la prima pietra della nuova cattedrale. Una chiesa che doveva sostituire quella bruciata in un incendio appena tre mesi e mezzo prima.

La pianta non presentava di per sé nulla di nuovo. Fortemente ispirata alla cattedrale di Amiens, mostrava alcuni elementi tipici del gotico francese (gli archi rampanti, ad esempio, ma anche le bifore). Era contrassegnata, inoltre, da un gusto per la grandezza. A dimostrazione di ciò, basti pensare alla navata principale all’interno e alle due torri campanarie all’esterno.


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Venne completata, come detto, solo dopo l’unificazione tedesca. Cosa che fu possibile grazie ai fondi del governo ma soprattutto alle sottoscrizioni dei cittadini, che la volevano vedere finalmente completa. Infine fu coperta, unico strappo rispetto ai progetti originali medievali, con un tetto in acciaio.

Vanta oggi vari record. È il terzo edificio più alto del mondo, ma anche la costruzione religiosa con la facciata più alta del mondo. Al suo interno, l’Arca dei Magi è inoltre il più grande sarcofago d’Europa. Ci sarebbero poi pure dei dati statistici sulle campane, ma ve li risparmiamo.

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Santa Maria del Fiore

Dal gotico al Rinascimento

Dopo aver visto una chiesa francese e una tedesca, spostiamoci in Italia. Qui il gotico non fu mai propriamente di casa rispetto ad altre zone del nord Europa. Nonostante ciò, ha lasciato comunque vari esempi mirabili, ad esempio a Milano ed Orvieto, solo per citare i più noti.

Il titolo di cattedrale italiana gotica più importante, sia a livello storico che artistico, però riteniamo spetti a Santa Maria del Fiore. Il Duomo di Firenze ha infatti avuto un ruolo capitale per lo sviluppo dell’architettura italiana.

La chiesa fu realizzata a partire dal 1296, all’interno di una generale opera di ampliamento e riorganizzazione di Firenze. Pochi decenni prima, infatti, la città aveva conquistato l’egemonia su tutta la Toscana. E Santa Maria del Fiore doveva essere l’emblema massimo di questa egemonia, superando per grandezza ed importanza le costruzioni religiose di Siena e Pisa.

I lavori di costruzione

Che abbia raggiunto questo scopo politico e più in generale artistico lo si nota anche solo guardando l’elenco dei responsabili dei lavori. Il progetto iniziale era di Arnolfo di Cambio, già autore di varie soluzioni urbanistiche nella ridefinizione della Firenze dell’epoca.

A lui seguirono prima Giotto – che vi poté lavorare solo tre anni –, poi vari altri architetti. Alla fine giunse Filippo Brunelleschi, che ne completò la celebre cupola nel 1436, aprendo la stagione del Rinascimento.

Il completamento tardivo

Ma è anche la grandezza della costruzione e, contemporaneamente, l’apparente (e falsa) omogeneità data dal marmo che la delinea a farne un elemento fondamentale del gotico italiano. Il tutto anche se di fatto le parti più visibili dell’opera – come la facciata – non sono d’epoca ma completate nell’Ottocento in stile quindi neogotico.

Ad ogni modo, la Cattedrale fu utilizzata a partire dal completamento della cupola. E divenne, com’era logico attendersi, un luogo centrale della storia di Firenze e di tutta Italia nel Rinascimento. Qui si svolse addirittura un concilio.

In quelle navate trovò la morte Giuliano de’ Medici (e ne fu ferito il fratello Lorenzo il Magnifico) durante la Congiura dei Pazzi. Sempre lì si tennero le letture della Divina Commedia di Dante e le prediche di Girolamo Savonarola.

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Duomo di Vienna

Un esterno mozzafiato

Ritorniamo in ambito germanico prima di concludere il nostro giro in maniera circolare rientrando in Francia. Soffermiamoci dunque su Vienna, città che nell’epoca del gotico stava cominciando ad emergere a livello europeo. E che si stava legando sempre più all’ascesa degli Asburgo.

La costruzione del duomo cittadino, in realtà, fu cominciata nel 1147 seguendo i tipici caratteri delle chiese romaniche. Questa prima chiesa fu rivista già nel ‘200, mantenendo però sempre l’impianto romanico. Fu solo tra il ‘300 e il ‘400, quindi, che nuovi lavori portarono alla costruzione del Duomo attuale, intitolato a Santo Stefano. Un duomo tipicamente gotico sia nello sfarzoso esterno che nel più semplice, ma ugualmente grandioso, interno.

Di particolare rilievo è la facciata, dove il portale (chiamato “del gigante“, perché scavando per le fondamenta qui vi si trovò un osso di mammut) si inserisce tra due alte torri gemelle. Queste torri – dallo stile per la verità misto – sono dette a loro volta “dei pagani”, perché lì un tempo si trovava un tempio pagano.

Le torri

Inoltre importantissima e molto amata dai viennesi è l’altissima torre sud, completata nel 1433 e alta 136 metri. Dalla sua sommità è possibile osservare ovviamente tutta la città e il circondario. Per questo, nei secoli è stata usata spesso e volentieri come torre di avvistamento militare, in particolare durante gli assedi del 1529 e del 1683 che gli ottomani avevano portato alla città di Vienna.

La campana Pummerin

Esiste anche una torre nord, costruita per emulare quella sud. La sua costruzione, però, venne interrotta un po’ per mancanza di fondi e un po’ perché nel frattempo lo stile gotico era tramontato. Oggi ospita comunque la celebre Pummerin, una campana di 20 tonnellate costruita nel ‘700 fondendo i cannoni dei musulmani che avevano assediato la città pochi decenni prima. Venne poi rifusa e riposizionata nel dopoguerra visto che i bombardamenti alleati l’avevano fatta crollare.

La panoramica dell’esterno si conclude col tetto. Questo è realizzato con 230mila tessere multicolore che formano vari simboli, tra cui l’aquila a due teste. All’interno, infine, in un ambiente molto verticale e tutto sommato spoglio, risalta il cinquecentesco pulpito con le statue di quattro padri della chiesa.

 

Notre Dame de Paris

Il gotico agli albori

Concludiamo la nostra panoramica ritornando alle cattedrali francesi. E in particolare a quella che forse, per motivi per la verità non solo artistici ma anche politici e di posizione, è forse la più nota, la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

Come già successo con tutte le precedenti, anche Notre-Dame nasce sul sito di precedenti templi, sia pagani che cristiani. Deve la sua struttura e maestosità al tentativo di dotare quella che era già diventata la capitale di Francia di una cattedrale all’altezza, capace di ospitare il primate di Francia.

Tra il XII e il XIII secolo fu costruito il corpo principale della chiesa, che venne però più volte rimaneggiato fino alla metà del ‘300. Acquisì comunque subito un ruolo fondamentale nella storia di Francia tra matrimoni e battesimi regali. Vi si svolsero, inoltre, Stati Generali (già nel XIV secolo) e processi. E molti addirittura qui si suicidarono: l’ultimo caso è di qualche anno fa, da parte di un estremista di destra.

I portali e gli interni

La cattedrale sorge nella parte orientale dell’Île de la Cité, costruita in un’epoca in cui il gotico era ancora ai primordi. Presenta quindi qua e là pesanti influenze romaniche. Ad ogni modo, esibisce una facciata di grande impatto e molto particolare, sulla quale emergono i curatissimi portali e la galleria dei re.

I re di Giudea e di Francia

Per quanto riguarda i primi, si segnala il Portale del Giudizio Universale realizzato tra il 1220 e il 1230. La galleria è invece un loggiato di ventotto statue poste al di sopra dei portali e raffiguranti i re di Giudea. In realtà quei non erano ventotto, ma il numero è stato allungato per farlo coincidere con il numero dei re di Francia fino a Filippo il Bello. Cioè il sovrano che governava all’epoca della realizzazione.

L’interno, infine, risulta cupo se paragonato ad altre grandi cattedrali gotiche ricche di vetrate. Questo è dovuto a uno stile ancora non del tutto compiuto. In ogni caso, oggi l’effetto è meno oscuro di quanto non fosse in origine. Nel ‘700 sono infatti stati cambiati i vetri e si è posato un intonaco che desse più lucentezza.

 

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