Cinque memorabili episodi di Capitan Harlock

Capitan Harlock

L’infanzia di molti degli attuali trentenni e quarantenni è stata ben diversa da quella delle generazioni precedenti e seguenti: tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, infatti, l’invasione dei cartoni animati giapponesi (o, più propriamente, degli anime) modificò infatti radicalmente l’immaginario di quei ragazzi, come più non si è riusciti a fare neppure nei decenni successivi.

In quegli anni l’animazione giapponese rappresentava la nuova frontiera, anni luce più accattivante di qualsiasi produzione americana o europea, in un distacco che poi col tempo si è progressivamente ridotto grazie soprattutto al miglioramento qualitativo delle serie nostrane e americane.

Ma a quel tempo gli anime erano davvero qualcosa di straordinario e inaspettato, sia per l’alto valore tecnico che sapevano mettere in campo, sia per il nuovo modo di raccontare, così diverso dal canovaccio ormai classico a cui eravamo abituati in Occidente.

E tra robot, sport e drammi per bambine, un posto di riguardo all’interno di questa Japan invasion dobbiamo riservarlo alle serie apocalittiche e post-apocalittiche, a quei cartoni cioè che, riprendendo un tema caro all’immaginario nipponico, mescolavano fantascienza e gusto catastrofico, lotta ed eroismo.

A quei cartoni, detta in altri termini, che assomigliavano a Capitan Harlock.

La creatura di Leiji Matsumoto

Il personaggio creato nel 1977 da Leiji Matsumoto, infatti, acquisì fin da subito una tale popolarità da diventare il capofila di un intero genere e da essere considerato il mito di milioni di bambini in tutto il mondo.

Alla serie originale a fumetti, serializzata tra il 1977 e il 1979, così seguirono nello spazio di pochi anni l’anime di cui parliamo oggi, vari film ed OAV sia a cartoni animati tradizionali che in computer grafica (è il caso della pellicola uscita in Italia lo scorso gennaio), prequel e sequel.

Oggi però vogliamo concentrarci sulla prima storica serie animata, che fece la sua comparsa sugli schermi italiani nell’aprile del 1979, tramite il riassunto di cinque memorabili episodi di Capitan Harlock.

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1. Episodio 1 – Bandiera pirata nello spazio

Una voce fuoricampo ci introduce al primo episodio della serie, realizzato dalla Toei Animation nel 1978. Ambientato nel 2977, ci presenta un futuro in cui le acque sulla Terra si sono prosciugate e molti hanno deciso di cercare fortuna fuori dal nostro pianeta, nello spazio.

Uno di questi è Capitan Harlock, comandante dell’astronave pirata Arcadia sulla quale viaggiano all’inizio anche Kei Yuki, una bella e giovane bionda che funge da ufficiale scientifico, Yattaran, il buffo primo ufficiale, Meeme (o Meet, nell’adattamento italiano), un’aliena dai lunghi capelli blu, e una serie di altri personaggi minori.

Capitan Harlock, protagonista di una fortunata serie animeL’Arcadia attacca navi nello spazio per cercare però solo beni di prima necessità, lasciando invece denaro ed oggetti preziosi.

Queste navi provengono da mondi vicini colonizzati dai terrestri, che là hanno mandato dei robot per coltivare e lavorare al posto loro, mentre sulla Terra tutti sembrano intontiti e ipnotizzati dalla televisione, che in effetti è stata perfezionata per mantenere gli spettatori in uno stato di costante serenità.

Questa serenità, però, sembra avere effetti nefasti sulla sicurezza del pianeta, visto che molti astronomi vengono assassinati senza che nessuno comprenda la reale causa di queste morti, che anzi vengono ingenuamente attribuite proprio ad Harlock.

Il personaggio di Mayu

Infine, sulla Terra, in un collegio, si trova la piccola Mayu, un personaggio creato appositamente per l’anime, figlia del migliore amico del capitano e della quale quest’ultimo ha giurato di prendersi cura.

Le visite che il pirata fa alla piccola bambina di 7 anni diventano ogni volta l’occasione per i politici terrestri per cercare di arrestare Harlock, proposito che anche in questa prima puntata sembra andare a segno.

Harlock viene infatti imprigionato e preparato per l’esecuzione, visto che su di lui pende una sentenza di morte, ma l’Arcadia arriva a salvarlo all’ultimo momento utile.

Harlock con la piccola MayuL’episodio è importante soprattutto per gettare le basi dell’intera saga e presentarci il suo enigmatico protagonista, un uomo taciturno, dai lunghi capelli, con una benda sull’occhio e una vistosa cicatrice, ma dotato di un fascino tutto suo, tipico del tenebroso eroe romantico che combatte per la libertà solo contro tutti.

Il suo simbolo, d’altronde, è la tipica bandiera dei pirati, la Jolly Roger con le due tibie incrociate e un teschio sopra ad esse.

 

2. Episodio 4 – Sotto la bandiera della libertà

Facciamo un piccolo salto avanti ed arriviamo al quarto episodio della serie, intitolato Sotto la bandiera della libertà.

Varie cose sono accadute nel frattempo. Sulla Terra è precipitato uno strano meteorite, chiamato Pennant, una specie di segnale inviato da un qualche popolo alieno che però non scuote affatto le coscienze dei politici terrestri, che sembrano completamente disinteressati alla questione.

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All’oggetto si appassiona invece uno scienziato, il professor Daiyu, che subito si rende conto del grave rischio che la Terra sta correndo, visto che il Pennant è in realtà l’annuncio di una sicura e prossima invasione aliena.

Prima che Daiyu possa dare l’allarme, però, viene freddato da una strana donna aliena davanti agli occhi del figlio Tadashi, che viene a sua volta salvato da morte certa solo dall’intervento di Harlock.

La minaccia dei mazoniani

L’episodio si apre con lo stesso Tadashi che, assorbito il colpo della morte del padre, non riesce però ancora ad abituarsi alla vita a bordo dell’Arcadia e decide quindi di abbandonare la nave, non dopo aver chiesto ad Harlock conto delle motivazioni che stanno alla base della sua missione, motivazioni che però Harlock non vuole – o non riesce a – dare.

Ritornato sulla Terra, con l’ausilio di un collega del padre cerca di convincere i suoi concittadini del pericolo e del legame che la civiltà dei mazoniani, gli extraterrestri invasori, sembra avere con gli antichi Maya, ma non viene ascoltato e viene anzi incarcerato come traditore per essere stato a bordo della nave pirata.

Tadashi e Capitan HarlockLa delusione per tutta questa situazione porta quindi Tadashi alla fuga e al ritorno sulla nave di Harlock, dove ritrova anche Yuki, ragazza con la quale, a causa anche della giovane età di entrambi, sembra essere particolarmente in sintonia.

L’episodio, al di là dell’approssimarsi della minaccia aliena, è importante soprattutto per definire i contorni del rapporto tra Tadashi e Harlock, in cui il primo rappresenta in un certo senso lo sguardo dello stesso lettore/spettatore, in quanto si tratta di un ragazzo di 14 anni in cui è facile immedesimarsi, affascinato dal pirata ma incapace di comprenderlo.

 

3. Episodio 14 – La lapide ai piedi della Sfinge

La guerra tra il pianeta Mazone e la Terra infine scoppia, con Harlock costantemente impegnato a pattugliare il suo pianeta natale per impedire alle navi aliene di arrecarvi danno.

Ormai è chiaro che il capitano non è tanto un pirata Barbanera, quanto piuttosto un Robin Hood stellare: attaccava le astronavi del governo solo con l’intento di “rubare ai ricchi per dare ai poveri” e ora che la Terra è in pericolo si schiera saldamente dalla parte delle vittime, pur dovendo sopportare i costanti attacchi che gli arrivano alle spalle.

Ancora Harlock con MayuProprio sul pianeta natale, il suo peggior nemico sembra essere diventato Mitsuru Kirita, anche questo un personaggio assente nel manga di Leiji Matsumoto e creato invece appositamente per l’anime.

Capo delle forze di difesa terrestri, può essere annoverato tra i “cattivi” per la sua feroce avversione nei confronti del protagonista, ma nel corso delle puntate si rivelerà invece un personaggio a tutto tondo, vittima da ragazzo di una serie di circostanze che l’hanno reso orfano e interessato a un effettivo miglioramento della Terra e del suo governo.

Un’avventura in Egitto

Nel quattordicesimo episodio, però, la sua ossessione è ancora quella di riuscire a catturare Harlock e per farlo sfrutta la piccola Mayu che abbiamo già conosciuto all’inizio della nostra presentazione, una bambina che viene sì usata come ostaggio, ma verso la quale lo stesso Kirita si dimostra inaspettatamente protettivo.

In La lapide ai piedi della sfinge la porta infatti in Egitto per attirare Harlock nel deserto; qui Kirita, nel tentativo di proteggere la bimba, viene punto da uno scorpione velenoso e solo l’intervento di Harlock con un antidoto scongiura il peggio.

Ciononostante, il generale terrestre, in maniera piuttosto ingrata, non mancherà di cercare di abbattere l’Arcadia tramite un potente cannone alieno che si trova nientemeno che all’interno della Sfinge, senza però riuscirci.

 

4. Episodio 41 – Raflesia e Harlock: incontro ravvicinato

Avviamoci ora rapidamente verso la conclusione della saga, visto che gli ultimi due episodi che abbiamo scelto per completare la nostra cinquina sono anche in assoluto quelli finali della prima e più celebre serie dedicata al pirata stellare.

Lo scontro tra Harlock e i mazoniani è sostanzialmente giunto all’epilogo, visto che ormai la nave dei pirati punta direttamente contro quella della regina Raflesia, capo supremo degli alieni.

Raflesia, da Capitan HarlockLa regina è uno dei personaggi che più muta durante tutta la serie. La sua decisione di invadere la Terra, infatti, deriva dalla distruzione del pianeta Mazone e dalla necessità di trovare una nuova casa per il suo popolo.

Ciononostante, all’inizio la regina è tutto sommato equa e in uno dei primi episodi salva anche la vita ad Harlock. Col passare del tempo, però, la sempre più difficile situazione per il suo popolo la rende più dura e priva di scrupoli, arrivando anche a concepire un piano per rapire la piccola Mayu pur di far uscire allo scoperto il pirata.

All’assalto della nave ammiraglia

In questo penultimo episodio della serie Harlock attacca la nave dei mazoniani nonostante questa sembri notevolmente superiore, per stazza e armamenti, dell’Arcadia. Dopo un primo scontro, il capitano decide di andare all’assalto dell’immensa nave ammiraglia, tentando un “corpo a corpo” che si rivela assai fruttuoso ma che non porta alla cattura della regina.

Sarà invece Harlock stesso a trovarsi, alla fine, faccia a faccia con Raflesia, ma lo scontro sarà più duro del previsto e la regina di Mazone dimostrerà di avere qualche arma segreta in serbo, fino al colpo di scena finale in cui si scoprirà che Raflesia non è in fondo altro che una terrestre.

Proprio per questo Harlock deciderà di risparmiarla e le concederà di andarsene assieme ai civili del suo popolo. Nel frattempo, però, la guerra è finita, la Terra è salva.

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5. Episodio 42 – Addio, pirata dello spazio!

Il quarantaduesimo ed ultimo episodio della prima serie, andato in onda per la prima volta nel febbraio del 1979 in Giappone e nel novembre dello stesso anno in Italia, è quindi una sorta di epilogo: l’azione è già conclusa, la guerra è (apparentemente) stata vinta e ora rimane solo da delineare il futuro dei vari personaggi.

Non a caso, l’episodio si apre con il capitano che tiene un discorso al suo equipaggio incoraggiandolo a tornare sulla Terra e ad impegnarsi per migliore il mondo senza scappare nello spazio.

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Ad impedire questo futuro ai ragazzi di Harlock è però la stessa burocrazia terrestre che, in mano ad un computer, cataloga gli uomini sulla base di una sigla immutabile e che quindi continua a considerare i pirati dell’Arcadia come dei fuorilegge condannati a morte, senza possibilità di redenzione.

Ecologia e filantropia

A rimettere le cose a posto ci pensano, indirettamente, le mazoniane, il cui esercito sepolto sotto la Terra viene improvvisamente risvegliato e attacca il nostro pianeta; ancora una volta, infatti, saranno l’Arcadia e il suo equipaggio a rimettere a posto le cose e a salvare il mondo dalla distruzione certa.

Conclusa anche questa battaglia, Harlock saluta i compagni di mille avventure, che vengono finalmente lasciati sulla Terra, e riprende il suo vagabondaggio tra le stelle, accompagnato dalla sola Meet, che d’altronde da molto tempo veglia su di lui, e dallo spirito dell’amico Tochiro Oyama che continua a vivere dentro alla nave pirata.

L'Arcadia di Capitan HarlockIl messaggio ecologico e filantropico della serie – sia del manga che di quella animata – è tutto concentrato in queste ultime scene.

La Terra, che così spesso ci ha deluso a causa della stupidità dei suoi abitanti, potrà rinascere se ci sarà una generazione di giovani uomini e donne che sapranno cogliere le bellezze naturali, la fratellanza e la speranza che da sempre sono connaturate al pianeta.

 

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