South Park va in onda da più di vent’anni. Pochi, probabilmente, alla visione del suo episodio pilota avrebbero giurato che sarebbe stato in grado di raggiungere un traguardo del genere. Fin dalle sue prime scene, infatti, il cartone animato sembrava voler far di tutto per guadagnarsi una cancellazione, visto che proponeva un linguaggio inappropriato, un’animazione approssimativa e una serie di temi decisamente scabrosi. Eppure, oggi dedichiamo un articolo ai migliori episodi di South Park.

E lo facciamo perché la serie, contro ogni previsione, è durata parecchio e non accenna anzi a smettere di essere trasmessa. Le puntate che si sono accumulate sono ormai molte, tanto che vale infatti la pena mettere un po’ d’ordine tra i ricordi. E sceglierne cinque da riguardare e ricordare.

Prima di iniziare a presentarvi gli episodi che abbiamo scelto, però, spieghiamo di cosa si tratta a chi non ha mai visto una puntata di questo show. South Park ha esordito nel 1997, creato da due giovani animatori americani, Trey Parker e Matt Stone.

Come dicevamo, il cartone ha fin da subito fatto parlare molto di sé. Il tema dei discorsi non era però tanto la qualità artistica degli episodi o l’efficacia delle battute, quanto la presenza costante nelle puntate di parolacce, violenza, humor nero e forme più o meno velate di blasfemia.

Tutto questo ha portato a grandi polemiche in America, con moltissime associazioni e gruppi religiosi che si sono scagliati contro lo show, chiedendone la chiusura [1]. E qualcosa del genere è avvenuto anche da noi. Ma se negli States queste polemiche hanno, paradossalmente, rafforzato South Park, in Italia è avvenuto il contrario.

La censura

Il cartone è stato infatti lanciato da Italia 1 nel 2000, esordendo addirittura in prima serata. Poi la sua collocazione si è presto spostata verso ore più tarde, ma questo non ha evitato una serie di critiche anche pesanti, operate soprattutto dal Moige, associazione di genitori celebre per scagliarsi contro trasmissioni TV [2].

Questo ha portato presto Mediaset a rinunciare alla trasmissione del cartone, che è stato spostato sul satellite, in particolare sulla versione italiana del canale che lo trasmette in America, Comedy Central.

Nonostante i suoi temi controversi e le sue scelte volutamente iconoclaste, lo show continua comunque ad avere una solida base di fan, e ha anche raccolto una serie di premi di rilievo, tra cui anche cinque Emmy. Ecco dunque, come promesso, gli episodi più memorabili della sua storia.

 

1. Scott Tenorman deve morire

L’episodio 5.4

Forse il più famoso episodio di South Park in assoluto è Scott Tenorman deve morire, quarta puntata della quinta stagione.

Il tremendo Eric Cartman di South ParkTrasmesso in America nel luglio 2001 col titolo Scott Tenorman Must Die, l’episodio ha infatti segnato un punto di svolta nella serie.

Da un lato, lì per la prima volta si è vista un’evoluzione decisa dei personaggi, che ne ha ridisegnato il carattere. Dall’altro, i creatori hanno scelto da lì in poi di concentrarsi in ogni puntata su un’unica trama principale, lasciando perdere le sottotrame che si erano dipanate fino ad allora.

L’assoluto protagonista della trama è Cartman, personaggio che fino a quel momento aveva avuto uno spazio non eccessivo all’interno dello show. Bambino sovrappeso, odiato e preso in giro dai compagni, Cartman manifesta un odio verso tutto e tutti, non disdegnando di mostrarsi razzista, crudele, cinico e amorale.

In Scott Tenorman deve morire, però, smette di essere un bambino come tanti, per diventare il vero cattivo e l’antieroe della serie. Un passaggio che avviene tramite una serie di azioni orribili che però ne decretarono il successo tra i fan.

La trama

Durante la puntata, infatti, il bambino viene ingannato da un ragazzo più grande, appunto Scott Tenorman. Questi gli fa credere che acquistando dei peli pubici, Cartman raggiungerà la pubertà. Cosa che ovviamente non avviene, mandando su tutte le furie il personaggio.

Il bambino cerca così di vendicarsi, come spesso si trova a fare coi suoi coetanei. Tenorman è però più furbo di lui e scansa le trappole. Almeno fino a quando Cartman non fa una sorta di balzo in avanti nella cattiveria, toccando una vetta di sadismo che mai fino ad allora si era vista in un cartone animato.

Il personaggio infatti riesce tramite una macchinazione a uccidere i genitori di Tenorman e poi ne fa a pezzi i cadaveri, mescolandone la carne nel chili preparato per una fiera. Farà mangiare quella carne proprio a Scott e poi gioirà nel vederlo scoprire l’orribile verità.

L’episodio venne scritto da Trey Parker e diretto da Eric Stough. Vede anche l’apparizione dei Radiohead, chiamati a South Park durante la diatriba tra Eric Cartman e Scott Tenorman.

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2. Il ritorno della compagnia dell’anello alle due torri

L’episodio 6.13

Se il primo episodio del nostro elenco è l’emblema della cattiveria a cui possono giungere i personaggi (e i creatori) di South Park, il tredicesimo della sesta stagione ci mostra come invece sappiano giocare coi miti nerd e col sesso.

Il ritorno della compagnia dell’anello alle due torri è, fin dal titolo, un’evidente parodia de Il Signore degli Anelli, soprattutto nelle sue versioni filmiche. Ma l’episodio non si accontenta di prendere in giro la mania per i personaggi di Tolkien.

Al centro della trama c’è infatti una vicenda di sesso. O, meglio, di pornografia, giusto per far contente le associazioni dei genitori. Tutto prende avvio quando Randy Marsh affitta due videocassette al negozio locale. Una è quella de Il Signore degli Anelli; l’altra è quella di un porno. Ma non di un porno qualsiasi.

Il film noleggiato viene infatti definito il film “più porno al mondo”, una visione da cui non si esce senza traumi. Soprattutto se non si ha l’età adatta a vedere un film del genere. Ed ovviamente è proprio questo quello che avviene.

La videocassetta sbagliata

Randy infatti consegna a Stan, Kyle e Cartman la videocassetta sbagliata. Quando se ne accorge, scatta una caccia ai bambini, che nel frattempo hanno consegnato il film – senza vederlo – ai genitori di Butters. Prima che riescano a fermarlo, però, quest’ultimo ha già visto la videocassetta, con esiti nefasti.

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Il bambino ha infatti reagito particolarmente male alle scene fin troppo esplicite della pellicola e ora si è trasformato in una sorta di Gollum sessuomane. Tanto è vero che continua ossessivamente a ripetere: «Il mio tesssoro».

Ma il problema si fa ancora più pesante quando i genitori dei ragazzi scoprono della videocassetta che gira tra i loro figli e si convincono del fatto che tutti l’abbiano già vista – cosa che in realtà non è ancora avvenuta.

Per questo, nella conclusione, si prodigano a spiegare ai loro figli tutti i misteri del sesso, sperando così di dare un’informazione più corretta di quella contenuta nel film, ma senza sapere che i figli non hanno visto nulla. Una critica ironica, insomma, ai genitori delle varie associazioni che si scagliavano contro la serie.

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3. Divertirsi con le armi

L’episodio 8.1

Passiamo ora all’ottava stagione, trasmessa in originale nel 2004. Quell’annata fu particolarmente fortunata dal punto di vista della qualità degli episodi, tanto è vero che nella nostra lista ne troverete due usciti quell’anno.

Il primo è Divertirsi con le armi, esordio stagionale. Una puntata che presenta molti motivi d’interesse, sia per la trama che per la tecnica d’animazione.

La storia infatti vede i ragazzi partecipare ad una fiera, a cui riescono anche a farsi vendere delle armi ninja dal gestore di una bancarella. Una volta ottenute, simulano di essere dei combattenti giapponesi e la grafica dell’episodio segue la loro fantasia, replicando e parodiando gli anime nipponici.

Il problema è che ovviamente i protagonisti non sanno affatto usare nunchaku, shuriken, tonfa e sai, e finiscono per creare grossi problemi. La vittima dei loro esperimenti è anzi Butters, che voleva giocare con loro ma, vistosi rifiutato, ha deciso di sfidarli fingendosi il Professor Chaos.

Un cane all’ospedale

Kenny finisce così per colpire Butters all’occhio sinistro, in modo anche piuttosto grave. C’è urgenza di portarlo in ospedale, ma i bambini temono la giusta punizione una volta varcata la soglia del pronto soccorso. Per questo scelgono di camuffare Butters da cane e portarlo piuttosto da un veterinario.

Il piano fallisce quasi subito, soprattutto perché arrivano altri bambini armati da ninja che sfidano i protagonisti. Butters riesce comunque, strisciando, a giungere all’ospedale, ma viene scambiato davvero per un cane e portato appunto da un veterinario.

La puntata si conclude – dopo il ritorno alla grafica tradizionale della serie – di nuovo alla fiera. Qui, per timore che la folla si accorga di quello che hanno fatto a Butters, Cartman decide di utilizzare il proprio potere ninja dell’invisibilità. Finendo però per camminare nudo davanti a tutti, nello scandalo generale.

Scritto e diretto da Trey Parker, l’episodio è ancora oggi molto amato per la capacità di giocare con alcuni miti da nerd e soprattutto per i riferimenti agli anime di combattimento. Inoltre fu uno dei primi episodi ad essere distribuiti anche in HD tramite il marketplace dell’Xbox 360.

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4. FICO-O

L’episodio 8.5

È scritto e diretto da Trey Parker anche l’altro episodio dell’ottava stagione che è riuscito ad entrare in cinquina, FICO-O, il quinto della serie. Il tema è meno scabroso degli altri che abbiamo segnalato finora, e la sua qualità risiede principalmente sulla trama profondamente comica.

Lo spunto iniziale gira attorno a Cartman, che decide di travestirsi da robot di cartone e presentarsi a casa di Butters. L’idea è fargli credere di aver ricevuto in dono un automotrone computerizzato giapponese. Così facendo, Cartman spera di intrufolarsi in casa per scoprire qualcosa di scabroso sul bambino e poi ricattarlo.

Il piano, però, non va come preventivato. Da un lato, infatti, Butters si affeziona molto al finto robot, non rendendosi conto di nulla. Dall’altro, però, mettono gli occhi su Cartman sia degli uomini dell’esercito, sia dei produttori di Hollywood.

Militari e produttori cinematografici

I primi vogliono usarlo per realizzare un’arma, i secondi per ideare film automatici da far recitare ad Adam Sandler. I tentativi di Cartman di svelare la realtà non vengono compresi, e anzi i militari credono di essere davanti a un robot senziente, che decidono formattare.

Dopo varie peripezie, Cartman si salva, ma subisce una meritata pubblica umiliazione. Butters infatti mostra a tutti un video, fino ad allora mantenuto segreto, in cui il bambino, travestito da Britney Spears, mima un amplesso con Justin Timberlake. Rivelando così anche le sue vaghe tendenze omosessuali.

In tre soli giorni

Una storia semplice ma molto efficace, insomma, come d’altronde è previsto dalla filosofia di South Park. Questa precisa puntata, anzi, rappresenta forse l’apoteosi dello stile di lavoro di Parker e Stone. Fu infatti realizzata in tempi strettissimi, da record.

Come hanno spiegato i creatori, infatti, la produzione di FICO-O durò appena 3 giorni. Parker e l’altro creatore, Matt Stone, dovevano infatti presenziare a un matrimonio alle Hawaii e avevano quindi i giorni contati.

D’altra parte, lo stile molto semplice e la scelta – a quel tempo già operata – di passare all’animazione computerizzata facilitavano notevolmente le cose e permettevano, appunto, tempi molto rapidi. Che sono stati sfruttati non solo in caso di impegni matrimoniali, ma anche a volte per realizzare episodi ispirati a fatti di estrema attualità.

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Paradossalmente, quando la produzione di un episodio è stata molto rapida la qualità non ne ha affatto risentito, e anzi spesso sono stati realizzati alcuni degli sketch più memorabili del cartone animato. Come appunto questo FICO-O.

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5. Fate l’amore non Warcraft

L’episodio 10.8

Il ritorno della compagnia dell’anello alle due torri, il secondo episodio della nostra lista, giocava con molte manie dei nerd di oggi, gruppo a cui anche i creatori di South Park evidentemente sentono di appartenere. Ma quello non è stato l’unico caso in cui i bimbi di Comedy Central hanno giocato con i mostri sacri dell’epica nerd.

Un altro è stato Fate l’amore non Warcraft, ottavo episodio della decima stagione. Il suggestivo titolo suonava in realtà meglio in lingua originale: Make Love not Warcraft. Lì infatti era evidente il tentativo di ironizzare sulla celebre frase hippie “Fate l’amore non fate la guerra“.

Ma qui di hippie c’era ben poco. Al centro della storia c’era infatti World of Warcraft, il celebre MMORPG di cui abbiamo parlato anche noi in passato. Un gioco che all’uscita di questa puntata, nel 2006, era stato lanciato da pochi mesi e furoreggiava online.

Trey Parker, autore della sceneggiatura e della regia, decise di sfruttare il nuovo fenomeno videoludico per ricavarci una puntata e chiese aiuto agli stessi programmatori della Blizzard. Questi parteciparono volentieri e dalla collaborazione nacque una puntata ambientata in parte anche dentro al videogame.

La maratona dentro al gioco di ruolo

Tutto prendeva avvio quando Stan, Kyle, Cartman e Kenny trovavano, dentro a Warcraft, un supergiocatore in grado di sconfiggerli senza alcuna difficoltà. E non uccideva solo loro, ma chiunque gli capitasse sotto tiro, moderatori compresi.

Invece di lasciar perdere il gioco e dedicarsi ad altro, i bambini venivano spinti da Cartman a passare ancora più ore davanti allo schermo, per guadagnare punti esperienza da poi poter utilizzare contro il super-nemico.

Dopo 21 ore al giorno passate ad uccidere innocui cinghiali, i ragazzi si scagliavano quindi contro il cattivo. E nel farlo venivano anche poi soccorsi da Randy, il padre di Stan, che aveva avuto nel frattempo proprio dagli sviluppatori della Blizzard una super spada.

Si arrivava così al confronto finale, in cui i ragazzi riuscivano finalmente ad eliminare il giocatore avversario grazie alla spada e a un po’ di lavoro di squadra. E a diventare i beniamini degli altri che come loro avevano fatto del gioco una mania.

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Note e approfondimenti

[1] Nel corso degli anni, le polemiche sono state innumerevoli. Anche perché da un certo punto in poi i creatori di South Park hanno iniziato volutamente a cercarsele. Ad esempio, in un episodio della quinta stagione fecero dire la parola “shit” (“merda”) per ben 162 volte ai vari personaggi, senza alcuna censura. Più avanti, nell’undicesima stagione, usarono per 43 volte la parola “nigger” (“negro”), in un episodio che però venne sostanzialmente lodato dalla comunità afroamericana. Gli episodi più controversi, però, sono quelli che si sono occupati di religione. Le polemiche sono arrivate per l’episodio sulla Vergine Maria da parte dei cattolici, per quello su Maometto da parte dei musulmani e per quello su Tom Cruise da parte degli adepti di Scientology. Il punto di vista dei due creatori sulle polemiche e sui tentativi di censura è comunque molto chiaro, e potete leggerlo in questa intervista.
[2] Qui trovate un ampio riassunto di tutte le “crociate” del Moige contro i programmi TV, South Park compreso.

 

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