Ci sono alcuni temi che al cinema vengono trattati con sorprendente costanza. Pensate ad esempio ai motori e in particolare alle automobili. Se fate scorrere il pensiero indietro nel tempo, troverete infatti decine di pellicole dedicate quasi esclusivamente alle auto: inseguimenti, furti, gare. Una costanza che si spiega, certo, con la predilezione maschile verso questi argomenti, ma che va oltre la logica. Perché ad esempio altri temi “maschili”, come lo sport o le motociclette, hanno avuto meno film ad essi dedicati.

Film duri, film nostalgici, film per famiglie

Quando si parla di auto, invece, l’elenco si fa lunghissimo. Solo per citare alcune pellicole di cui non parleremo in questo articolo, si possono ricordare film duri come Taxi Driver, Duel, Collateral, Drive. Ma anche pellicole più divertenti e adatte alle famiglie come Ma papà ti manda sola?, La corsa più pazza d’America, The Italian Job, Cars e Cars 2. Senza citare i classici del passato come Gioventù bruciata o American Graffiti.

Insomma, il cinema americano sui film di auto ha costruito un vero e proprio business. Che continua tuttora, come dimostra il successo di alcune saghe d’azione o fantascientifiche recenti, di cui parleremo. Ma quali sono i cinque film (o le serie di film) che vale la pena recuperare? Quali potremmo definire i “classici” del settore? Ecco quelli che abbiamo scelto noi.


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Bullitt (1968)

L’inseguimento tra auto più celebre della storia del cinema

Steve McQueen nella locandina di BullittPartiamo, in ordine cronologico, dal film che forse più di tutti ha influenzato il genere. Bullitt uscì nel 1968 per la regia dell’inglese Peter Yates, alla sua prima pellicola americana. A volere e finanziare quel titolo era stato il suo protagonista, Steve McQueen, che lo produsse tramite la propria compagnia. D’altronde, appassionato com’era di automobili, l’attore non poteva lasciarsi sfuggire questo adattamento di un romanzo di Robert L. Fish con un poliziotto duro e abile alla guida.

Per prepararsi al ruolo McQueen passò qualche settimana con un vero detective della polizia di San Francisco, l’ispettore Dave Toschi, che sarebbe diventato celebre qualche mese dopo per le indagini sul serial killer dello Zodiaco. Da lui apprese le procedure della polizia locale, ma anche uno stile di guida che poi avrebbe tentato di emulare in scena. Nonostante sia un giallo anche appassionante, il film è infatti rimasto celebre per una lunga scena di inseguimento sulle strade di San Francisco.

La sequenza, che dura circa 10 minuti, fece scalpore alla sua uscita e influenzò tutto il cinema d’azione successivo. McQueen la recitò di persona nei passaggi e nelle inquadrature più strette, mentre fu sostituito da stunt-men nei segmenti ad alta velocità, in cui le vetture raggiungevano anche i 130 chilometri orari. Celebre l’auto guidata da Bullitt, una Ford Mustang GT Fastbacks, come anche il modo che McQueen aveva di far fumare le ruote. Ottimo però anche il montaggio, che esaltò la velocità delle auto e si guadagnò un Oscar.

 

Il bandito e la “Madama” (1977)

Contrabbandando birra lungo gli Stati Uniti

Il bandito e la Madama, film con Burt Reynolds sulle autoSul finire degli anni ’70 i cinema americani (e, successivamente, europei) furono invasi da pellicole dalla struttura piuttosto simile. Al centro c’erano dei giovani amanti dei motori che decidevano di percorrere l’America da costa a costa, in barba ai limiti di velocità e delle leggi, finendo per trovarsi braccati per tutto il percorso dalle forze di polizia.

Ad ispirare questa tendenza era stata la cosiddetta Cannonball, una gara semi-clandestina organizzata per la prima volta nel 1971 dalla rivista Car and Driver, che partiva da New York e arrivava fino a Los Angeles. Questa gara fu ripetuta più volte nel corso del decennio, nonostante i divieti delle forze dell’ordine, e poi raccontata sulle colonne della rivista. E l’entusiasmo del pubblico fu così elevato che vari film cercarono di riprodurne le dinamiche. Uscirono così La corsa più pazza del mondo e Cannonball (con David Carradine) nel 1976 e La corsa più pazza d’America nel 1981, oltre a vari sequel.

Quest’ultimo film però fu quello che probabilmente presentava il cast più importante. Vi recitavano infatti Burt Reynolds, Roger Moore, Farrah Fawcett, Dom DeLuise, Dean Martin, Sammy Davis jr., Jackie Chan, Peter Fonda ed altri ancora. Ma Reynolds e il regista Hal Needham avevano già lavorato insieme qualche anno prima in un bel film dallo stesso sapore, Il bandito e la “Madama”.

Questa pellicola si concentrava su un contrabbandiere che cercava di portare un carico di birra dal Texas alla Georgia in 28 ore, cosa che è proibita negli Stati Uniti. Con una Pontiac Trans Am nera a spianare la strada e un autotreno alle spalle, il personaggio di Burt Reynolds riusciva anche a fermarsi a raccogliere una sposa scappata dall’altare (una giovane Sally Field), con cui nasceva l’amore.

 

La saga di Mad Max (dal 1979)

Il capolavoro di George Miller

Interceptor, primo capitolo della saga di Mad MaxDopo aver esplorato le strade delle città e del sud americano, spostiamoci ora nel futuro. Perché, se vi piacciono gli inseguimenti e le corse mozzafiato, non potete non vedere i quattro capitoli della saga su strada più adrenalinica e bella che il cinema ha prodotto finora. Stiamo parlando della serie composta dai film Interceptor (del 1979), Interceptor – Il guerriero della strada (1981), Mad Max – Oltre la sfera del tuono (1985) e il recente Mad Max – Fury Road (2015).

I titoli sono frutto del genio e dell’inventiva di George Miller, regista australiano che nel 1979 era al suo primo film. Laureato in medicina, aveva infatti coltivato durante gli studi una passione amatoriale per il cinema, realizzando brevi cortometraggi, ma nel 1979 si trovava per la prima volta a lavorare in grande. Che poi realmente grande non era, visto che il budget di Interceptor era ridottissimo, di appena 300.000 dollari australiani. Anche Mel Gibson, che fu scelto per il ruolo di Max Rockatansky, era allora un ventitreenne sconosciuto alla sua seconda interpretazione.


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Il successo di quella prima pellicola fu però clamoroso, visto che arrivò a incassare ben 100 milioni di dollari, entrando nel Guinness dei primati come il film dai maggiori introiti paragonati al budget. Da lì vennero i vari seguiti, sempre amati dalla critica e dal pubblico anche se laboriosi e difficili da realizzare. Basti pensare che l’ultimo, Fury Road, è stato in fase di sviluppo per quasi 15 anni.

La saga è ambientata in un futuro distopico dominato da criminali psicopatici che occupano le strade, gareggiando tra loro. Mentre nel primo film Max è ancora un poliziotto con famiglia al seguito, la morte di quest’ultima lo porta a diventare nei capitoli seguenti uno sbandato, quasi un solitario cowboy del futuro che cerca di sopravvivere in un mondo post-apocalittico sempre più caotico e veloce.

 

Fuori in 60 secondi (2000)

Il remake hollywoodiano di un film di culto

Fuori in 60 secondiI film che abbiamo presentato finora sono tutti, da un certo punto di vista, alternativi. Fuori in 60 secondi è invece una pellicola tipicamente hollywoodiana, coi suoi pregi e i suoi difetti. Il pregio principale è quello di rivolgersi a un grande pubblico, anche formato da persone non appassionate di automobilismo, e riuscire bene o male a imbastire una storia discreta, sufficientemente appassionante. Il difetto è che manca di quell’aspetto estremo che contraddistingue altri prodotti di questa lista.

Se appartenete alla schiera di chi ama i cult movies, però, non disperate. Perché Fuori in 60 secondi è, di fatto, il remake di uno di questi. Nel 1974 uscì infatti in America l’ormai introvabile Rollercar – Sessanta secondi e vai!, tra l’altro uno dei film preferiti di Quentin Tarantino, che lo cita in molte sue opere. Quella pellicola ha fornito il soggetto per il film del 2000 di Dominic Sena, anche se sono state notevolmente accorciate le scene di inseguimento, visto che nel film originale ce n’era una di ben 40 minuti.

Il film del 2000 presenta un cast di ottimo livello, che annovera Nicolas Cage, Angelina Jolie, Giovanni Ribisi e Robert Duvall. La storia è quella di un ladro d’auto ormai ritiratosi dal giro, che viene però costretto a rubare 50 vetture in 72 ore per salvare il fratello. Per questo raduna la sua vecchia banda e si mette all’opera, anche se rimane un’auto – la Ford Shelby Mustang GT500 del 1967 – che è per lui un osso duro.

 

La saga di Fast and Furious (dal 2001)

Sulle strade assieme a Vin Diesel e Paul Walker

I protagonisti della saga di Fast & Furious, dedicata al mondo delle autoConcludiamo con un’altra saga, questa volta addirittura più lunga della tetralogia di Mad Max. Stiamo parlando di quella di Fast and Furious, che conta al momento 7 film usciti tra il 2001 e il 2015, più un ottavo in lavorazione. E altri due capitoli già programmati per il 2019 e il 2021. D’altronde, la saga ha incassato in tutto il mondo quasi 4 miliardi di dollari, e non avrebbe senso fermarsi davanti a questo successo.

I film finora usciti sono Fast and Furious (2001), 2 Fast 2 Furious (2003), The Fast and the Furious: Tokyo Drift (2006), Fast & Furious – Solo parti originali (2009), Fast & Furious 5 (2011), Fast & Furious 6 (2013) e Fast & Furious 7 (2015). Contrariamente a quanto accade di solito, tra l’altro, gli incassi non sono affatto andati calando col tempo. Dopo il mezzo passo falso di Tokyo Drift, infatti, sono cresciuti fino al record del capitolo 7, che da solo ha incassato 1 miliardo e mezzo di dollari in tutto il mondo.

I registi, le storie e i personaggi sono spesso variati da capitolo a capitolo, ma vari sono gli elementi di continuità. Al centro di ogni trama, infatti, ci sono le corse e le battaglie tra automobili, che spesso coinvolgono modelli storici dell’industria americana ed internazionale.

Anche certi attori compaiono con una certa costanza. In particolare vanno ricordati Vin Diesel, Paul Walker (scomparso in un incidente stradale fuori dal set durante la lavorazione del settimo film) e Michelle Rodriguez. Inoltre hanno recitato in alcuni capitoli anche Tyrese Gibson, Ludacris, Dwayne Johnson, Eva Mendes e Jason Statham, mentre Charlize Theron comparirà nel prossimo film.

 

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