Cinque memorabili frasi da Cime tempestose di Emily Brontë

Esploriamo le migliori pagine di Cime tempestose di Emily Brontë

Emily Brontë scrive Wuthering Heights, in italiano Cime tempestose, tra il 1845 e il 1846, e lo pubblica l’anno seguente con uno pseudonimo, Ellis Bell. Il romanzo racconta una storia di amore e vendetta che si consuma nella fredda brughiera inglese. I due protagonisti, Catherine e Heathcliff, sono uniti da una passione più forte della morte, che si configura come una totale identificazione.

La loro storia e quella dei loro figli – raccontata attraverso più livelli narrativi, quello di Nelly Dean e quello di Lockwood – è condita da elementi del gotico tipici della scrittura delle sorelle Brontë e molto usati all’epoca. In questo articolo sono raccolte alcune delle frasi e citazioni più celebri del romanzo, che fanno comprendere la grande fortuna che ha ancora oggi questa immortale storia d’amore.


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Le nostre anime sono identiche

L’amore di Catherine per Heathcliff

Con queste frasi Catherine comincia la lunga spiegazione riguardo alla natura del legame che la unisce indissolubilmente a Heathcliff. I due sono ancora dei ragazzi, Catherine deve ancora sposare Edgar Linton. Mentre lei pronuncia queste parole, Heathcliff è nascosto: Nelly sa dove si trova, e lo vede uscire nell’istante in cui Cathy inizia il suo discorso, così che riesce a sentirne solo la prima parte, quella per lui più triste. Ma la ragazza non si accorge di nulla, e continua a parlare come se non fosse successo niente.

Mi degraderebbe sposare Heathcliff ora: così lui non saprà mai quanto lo amo; e non perché sia bello, Nelly, ma perché è me stesso più di quanto io lo sia. Non so di cosa siano fatte le nostre anime, ma la mia e la sua sono identiche; e quella di Linton è diversa dalla mia come un raggio di luna da un lampo o il gelo dal fuoco. (dal capitolo IX)

In poche parole, Catherine rivela gran parte della sua natura. L’altezzosità e l’orgoglio del suo carattere si mostrano ben evidenti fin da subito, quando chiarisce che per nulla al mondo potrebbe sposare Heathcliff. Pur amandolo più della sua stessa vita, non potrebbe mai diventare la signora Heathcliff, perché per lei significherebbe degradarsi a livello sociale. Cathy è ben consapevole di quanto la natura di Linton sia lontana dalla sua, ma crede di amarlo, anche se di un altro amore rispetto a quello che prova per l’amico di una vita, e sa che un matrimonio del genere sarebbe per lei vantaggioso. Quindi, pur constatando l’abisso incolmabile che separa la sua anima da quella di Edgar, è pronta a sposarlo.

 

Io sono Heatchliff

L’impossibile separazione

Questo è forse uno dei passaggi più famosi di Cime tempestose, quello in cui Catherine afferma la sua completa identificazione con Heathcliff. È probabilmente una delle dichiarazioni d’amore più belle mai scritte, e racchiude in sé sia l’idea di amore come fusione di un amante nell’altro, sia l’impossibilità di una separazione. Catherine spiega il suo amore a Nelly con l’ostinazione di chi sta spiegando una cosa ovvia a una persona che si rifiuta di capire, e infatti poco dopo la governante si rivolge alla ragazza con parole di rimprovero, accusandola di non dire altro che sciocchezze.

Nelly, io sono Heathcliff – lui è sempre, sempre nella mia mente, non come un piacere, così come io non sono sempre un piacere per me, ma come il mio stesso essere; dunque, non parlare ancora di una nostra separazione: è impossibile […] (dal capitolo IX)

Catherine è alla fine della sua dichiarazione, le forze stanno per venirle meno, l’emozione è così grande che a stento trattiene le lacrime e, interrompendosi all’improvviso, non può fare altro che nascondere il volto nella gonna. Le sue parole danno forma a uno dei punti focali del romanzo, ossia il fatto che Heathcliff e Catherine sono due parti di una stessa essenza. Le loro menti e le loro anime sono fatte dello stesso materiale, sono unite da un legame primordiale e, soprattutto, incomprensibile per tutti al di fuori di loro due.

Quando Nelly accenna al fatto che, dopo il suo matrimonio con Edgar, Catherine dovrà separarsi da Heathcliff, lei nega risolutamente, come se la sua governante avesse appena detto una cosa del tutto assurda e irrealizzabile. Cathy crede con tutte le sue forze nella loro unione, perché sa che niente di umano né di divino potrà mai mettersi tra lei e Heathcliff.

 

«Vivresti, tu, quando la tua anima è nella tomba?»

Catherine in punto di morte

Finora le dichiarazioni d’amore erano state affidate per lo più alle labbra di Catherine: grazie a lei avevamo capito appieno il tipo di legame che la univa a Heathcliff. Ora che Cathy è in punto di morte, è l’altra metà di lei a pronunciare parole di passione e disperazione. Heathcliff accusa la sua amata di essere stata la causa della loro separazione: quando nulla nel mondo si era rivelato abbastanza potente da dividerli, lei aveva deciso di allontanarsi da lui, sposando Edgar Linton. Catherine ha allontanato da sé il suo vero amore, e in questo modo si è avvicinata alla dissoluzione.

Poiché né la sofferenza, la degradazione, la morte, nulla che Dio o Satana potessero farci ci avrebbe separato, tu, di tua volontà, lo hai fatto. Non io ho spezzato il tuo cuore, tu lo hai spezzato, e nel farlo hai spezzato il mio. Ma io purtroppo sono forte. Credi che voglia vivere? Che vita sarà la mia quando tu… Vivresti, tu, quando la tua anima è nella tomba? (dal capitolo XV)

La sua malattia è la conseguenza di una grave crisi causata da un litigio tra lei e suo marito, ed è anche per questo che Heathcliff la accusa così duramente. Se non l’avesse sposato, ora non sarebbe costretto a pronunciare parole di commiato davanti al suo capezzale. Ed è proprio grazie alle sue parole che vediamo ancora una volta la crudeltà nel cuore di Catherine, che ha sposato Linton solo per convenienza. Heathcliff è sull’orlo della pazzia: il solo immaginare una vita senza di lei lo fa sragionare. E la domanda finale conferma di nuovo la loro completa identificazione: una volta che Cathy sarà morta, per Heathcliff sarà come avere la propria anima sepolta sotto metri di fredda terra.

 

L’ostinazione, non l’antipatia

L’avvicinamento tra Hareton e la giovane Catherine

Questa scena si trova quasi in conclusione del romanzo, e vede protagonisti Hareton, figlio del fratello di Catherine, e la figlia che lei ha avuto con Edgar Linton. Vivono entrambi a Wuthering Heights, lui perché Heathcliff ha rubato tutta la sua fortuna, lei perché aveva sposato il figlio che Heathcliff aveva avuto con Isabella, morto subito dopo le nozze. Il padrone di casa tenta di tenerli separati e di mantenere un clima di astio e freddezza generale. Tuttavia, grazie alle sue lunghe assenze, i due lentamente si avvicinano, fino a scoprirsi innamorati.

Lui si incupì, si accigliò come una nuvola temporalesca e tenne risolutamente chiusa la mano, lo sguardo fisso a terra.
D’istinto, Catherine dovette indovinare che l’ostinazione, non l’antipatia per lei, era la causa di quella condotta; dopo essere rimasta incerta per un istante, si chinò e lo baciò con dolcezza sulla guancia. (dal capitolo XXXII)

Anche Heathcliff si accorge di questo cambiamento. Una volta avrebbe fatto di tutto per far sì che l’amore dei due ragazzi non potesse realizzarsi, per dare perfetto compimento al suo longevo piano di vendetta. Ora, tuttavia, mostra una specie di resa, preso da pensieri che Nelly non riesce ad afferrare. La scena descritta nella citazione ha tutto ciò che l’amore tra Catherine e Heathcliff non ha mai avuto: infantile esitazione, dolcezza, tenerezza, speranza. È l’unione di due cuori buoni emersi da esperienze di vita terribili, che riscattano con l’affetto tutto ciò che di malvagio hanno dovuto sopportare.

 

Dall’inferno al paradiso

Il ricongiungimento

Mancano poche pagine alla conclusione del romanzo, e questa dichiarazione rivela la morte imminente di Heathcliff. Da parecchi giorni non mangia e non dorme, e trascorre pochissime ore a casa. Nelly è preoccupata, e non riesce a capire che cosa lo turbi così tanto. Poco dopo aver pronunciato queste parole, Heathcliff muore con un sorriso di esaltazione sulle labbra, senza che né gli abitanti di Wuthering Heights né il dottor Kenneth riescano a capire la causa della sua morte.

La notte scorsa sono stato sulla soglia dell’inferno. Oggi sono in vista del mio paradiso… ho già lo sguardo fisso al mio paradiso… non me ne separa più di un metro. (dal capitolo XXXIV)


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Dopo la sua morte, si verificano degli strani avvistamenti: un bambino crede di aver visto un uomo e una donna vagare per la brughiera. La fine di Heathcliff non viene spiegata dall’autrice, ma l’interpretazione più semplice è che l’uomo alla fine abbia cominciato a vedere il fantasma della sua amata, e abbia consumato se stesso fino a raggiungerla. Heathcliff è arrivato vicino all’inferno quando l’ha vista, perché si è reso conto di non poterla raggiungere. Ma quando ha capito che la morte era l’unico modo per ricongiungersi a lei, ha infine visto aprirsi davanti a lui i cancelli del paradiso. Il suo piano di vendetta non si è compiuto, ma la sua anima si è ricongiunta per sempre con la parte migliore di sé.

 

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