Cinque memorabili personaggi di Final Fantasy

Auron, uno dei più memorabili personaggi di Final Fantasy

Final Fantasy è una delle saghe che hanno fatto la storia dei videogiochi. Lanciata nel 1987 per Nintendo Entertainment System, vivacchiò per quasi un decennio, guadagnandosi un certo seguito ma rimanendo tutto sommato un prodotto di nicchia.

La vera svolta avvenne solo nel 1997, quando la Square – in seguito denominata Square Enix a causa della fusione con la software house che aveva prodotto Dragon Quest – lanciò il settimo capitolo della serie, il primo in 3D, distribuito anche in Europa e in Australia e disponibile per PlayStation.

In attesa del tanto annunciato Final Fantasy XV, la cui uscita è stata posticipata più volte, abbiamo deciso quindi di ripercorrere i tratti di questa serie tramite alcuni dei personaggi più epocali mai apparsi sullo schermo. Vediamoli assieme.

 

Cecil

Protagonista di Final Fantasy IV

Cecil Harvey è il principale protagonista di Final Fantasy IV, capitolo datato 1991, ma è anche ricordato perché è stato il primo ed è tutt’ora l’unico personaggio all’interno della saga a cambiare la sua classe combattente durante il gioco, passando infatti da cavaliere delle tenebre a paladino.

Un cavaliere contro il suo re

Cavaliere coraggioso e guidato da un forte senso del dovere, Cecil è però sostanzialmente un uomo buono, capace di dare fiducia anche a chi non sembra a prima vista meritarla.

Capitano della flotta aerea delle Ali Rosse, è stato allevato dal re di Baron, e all’inizio del gioco ha il compito di recuperare il cristallo dell’acqua, di fatto rubandolo alla città di Mysidia, secondo un’azione che non era tipica di quella flotta.

Gli interrogativi di Cecil sulla legittimità di quei gesti lo portano al villaggio di Mist, dove finalmente decide di disobbedire al suo re e di proteggere una impaurita bambina, anche a costo della sua vita. Da lì partono una serie di disavventure e scontri contro nemici e perfino vecchi amici, da cui Cecil dovrà cercare di uscire vincente.

Dato che, come abbiamo detto, il personaggio cambia classe durante lo sviluppo del gioco, anche il suo aspetto muta di conseguenza: all’inizio, quando è cavaliere delle tenebre, Cecil indossa infatti una corazza nera (o blu) appuntita e bordata qua e là di rosso.

Quando invece passa di livello e diviene paladino non porta più l’elmo, mostrando un’aria eterea, quasi androgina, oltre a capelli di color platino e a una carnagione particolarmente pallida, mentre anche la sua armatura vira su colori decisamente più chiari, in un’alternanza di bianco (dominante) e blu.

 

Sephiroth

Antagonista in Final Fantasy VII

Varie cose sono accadute nel campo della narrativa da quando il concetto di eroe classico ha cominciato a diventare desueto: le morali sono diventate più complesse e difficili da sciogliere, le motivazioni dei vari personaggi più umane, i nemici più intriganti e dotati di fascino.

Il fascino del cattivo

Così, non deve stupire che anche nell’ambito videoludico gli antagonisti abbiamo cominciato a guadagnare spessore e a rivaleggiare, non solo in forza ma anche in popolarità, coi protagonisti dei vari giochi, coi “buoni”, come si diceva un tempo.

Anche per questo motivo, ci sembra che in questa cinquina non possa mancare Sephiroth, il principale antagonista del settimo capitolo della saga, quello che – come dicevamo – ha fatto fare il salto di qualità a livello di vendite poco dopo la metà degli anni Novanta.

Il personaggio – ci viene raccontato – è frutto di una serie di esperimenti condotti dalla Shin-Ra: grazie a delle cellule prelevate da Jenova, un mostro extraterrestre, e poi iniettate nel suo feto durante la gravidanza, Sephiroth infatti nasce con l’obiettivo di diventare il guerriero perfetto, senza però esserne informato.

Quando per una serie di circostanze scopre la natura degli esperimenti che sono stati condotti su di lui, impazzisce, distruggendo la città e mettendosi subito dopo alla ricerca del corpo di Jenova: il suo scopo diventa quindi quello di distruggere l’intera razza umana per consegnare il pianeta a quell’alieno che ormai ritiene essere la sua vera madre.

Sulla sua strada, ovviamente, troverà i protagonisti del capitolo, prima Cloud e poi Aerith, ma riuscirà più volte a risorgere dalla sconfitta, rivelandosi come uno dei nemici più mortali e pericolosi della saga.

 

Auron

Protagonista di Final Fantasy X

Uno dei personaggi che di sicuro ha lasciato più il segno sull’intera saga è però quello di Auron, protagonista del decimo capitolo, uscito nel 2001 per PlayStation 2 e poi ripubblicato per PlayStation 3 qualche anno dopo.

Un personaggio, anzi, talmente popolare da essere stato inserito in numerose classifiche e da aver trionfato in vari sondaggi: secondo il sito 1Up è stato il miglior personaggio della saga nel decennio degli anni Zero, secondo Gameinformer è uno dei trenta che hanno segnato gli anni Duemila e così via.

Le tecniche speciali

Guardiano di Bevelle, a quanto ci è dato sapere ha vissuto per circa dieci anni a Zanarkand ed è un templare decaduto, probabilmente per la sua scelta di non sposare la figlia del suo superiore che gli era invece stata assegnata.

Come arma usa una katana, cioè una spada lunghissima che di solito trasporta appoggiata sulla spalla e che utilizza a due mani, nonostante quando non combatta una delle braccia sia tenuta appesa, come se fosse rotta; inoltre conosce varie tecniche speciali, tra le quali primeggiano l’Huragano, che consiste nel creare un uragano che viene scagliato contro il nemico, e il Quasar, che spazza via gli avversari facendoli volare.

Particolare è però il suo destino: dopo aver partecipato alla distruzione del mostro Sin, venne ucciso da Yunalesca; da non-trapassato, però, raggiunse la Zanarkand dei sogni dove, dopo dieci anni, subì un nuovo attacco di Sin, in una forma di cui avremo modo di parlare a breve.

Serio e razionale, solitario ma anche profondamente saggio, parla poco ma ogni tanto riesce anche a mostrare un certo senso dell’umorismo. Molto amato dai fan della serie, è anche uno dei soggetti preferiti dai cosplayer a causa del suo inconfondibile look.

 

Jecht

Antagonista in Final Fantasy X

Sempre all’universo di Final Fantasy X appartiene anche il personaggio di Jecht, per la verità non pienamente un antagonista ma neppure, suo malgrado, un aiutante dell’eroe: il personaggio infatti, dopo una vita tutto sommato buona anche se piena di vizi (in primis l’alcolismo), si evolve fino a diventare di fatto il vero boss finale del gioco.

Il campione di blitzball

Padre di Tidus, è un trentenne muscoloso e abbronzato, con lunghi capelli neri e occhi rossi; indossa pantaloncini corti con un telo arancione attorno alla gamba destra, oltre a una fascia per capelli rossa e ad un lungo guanto di metallo sul braccio sinistro.

Sul petto mostra un vistoso tatuaggio, simbolo degli Zanarkand Abes, la squadra di blitzball (lo sport acquatico che compare in questo capitolo della saga) per cui giocava nella sua città natale. Nonostante non la mostri mai all’interno di Final Fantasy X, nei suoi disegni preliminari e in Dissidia Final Fantasy viene spesso rappresentato con una larga e lunga spada nera, dotata di particolari segni rossi disegnati su di essa.

La sua storia è, all’interno del gioco, velata di tristezza: alcolista, perennemente in mezzo ai guai ma in fondo animato da buone intenzioni e disposto anche a sacrificarsi per le persone a cui vuole bene, era diventato un amico piuttosto stretto di Auron, al quale aveva anche affidato il proprio figlio Tidus.

Trasformato in Eone di Braska e convinto di poter fermare la minaccia di Sin e impedirgli di reincarnarsi, in realtà diventa un nuovo involucro per Sin, con la sua anima intenta a combattere per mantenere un sempre più difficile controllo del corpo, fino a quando egli stesso non si trasforma nel terribile mostro che avrebbe voluto sconfiggere.

 

Bahamut

Spirito ricorrente nella saga di Final Fantasy

Bahamut non è propriamente un personaggio, ma uno spirito d’invocazione che può essere chiamato in causa dai giocatori in vari capitoli della serie. Si tratta di un drago, il più potente di tutti i draghi, capace di mettere in campo il Megaflare, un attacco che esce dalla sua bocca e che infligge pesantissime perdite agli avversari, superando anche le varie forme di difesa.

Il drago più potente

Enorme e potente animale di colore grigio, Bahamut viene di solito rappresentato anche con delle corna sul capo e delle spine che si diffondono lungo tutta la schiena.

Non sempre, però, è stato presentato con coerenza tra un capitolo e l’altro: a volte è considerato un’entità superiore tra le invocazioni, altre volte addirittura quasi un dio; in certi episodi viene contrapposto alla regina dei draghi demoniaci Tiamath, mentre in altri il suo avversario è una sorta di Bahamut Oscuro.

In ogni caso nei primi capitoli della serie era sicuramente l’arma in assoluto più potente da poter utilizzare; poi ha perso questo primato, pur rimanendo un’invocazione di tutto rispetto che in varie circostanze può risultare decisiva.

Una breve curiosità, infine, sull’origine del suo nome: Bahamut era infatti l’appellativo con cui veniva chiamato un mostro della mitologia araba pre-islamica, un gigantesco pesce-drago che doveva essere grande come l’intero universo.

Addirittura, secondo quanto riportava la leggenda, sul dorso del pesce-drago si trovava un toro con quattromila occhi, bocche e orecchie; sulle spalle del toro poi si ergeva una montagna di rubino e sopra a questa un angelo che portava sulle spalle sette cieli, la Terra stessa e sette inferni.

D’altro canto, lo stesso mito – convertito semplicemente nella figura di un drago buono – era già stato utilizzato in Dungeons & Dragons fin dalla sua prima edizione, adattamento a cui si sono evidentemente ispirati anche gli sviluppatori di Square.

 

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