Cinque messaggi ricevuti spesso ma che non vorremmo ricevere

I messaggi ricevuti che non avreste mai voluto ricevere

Nell’epoca in cui vorremmo tutti definirci “liberi”, in realtà siamo sempre più dipendenti. Da tutto. In questi giorni c’è stato il FacebookDown che mi ha ricordato tantissimo quando salta la luce nel quartiere e tutti i vicini escono in pigiama per capire cosa stia succedendo. Scene di panico che manco ne La guerra dei mondi.

Peggio ancora quando a impallarsi è Whatsapp e quelle sue stramaledettissime spunte blu. Che poi, dico io: erano proprio necessarie? Voglio dire, dopo due interi giorni di “Non risponde!”, la risposta era comunque chiara, no? Ma non per noi. Noi sentiamo il bisogno di alimentare costantemente la nostra voglia di melodrammi quotidiani, noi che ci facciamo film mentali degni dell’Oscar, noi che passiamo la vita ad aspettare messaggi che non arriveranno mai…

No, vabbè, non proprio mai. In effetti, a volte, quando meno ce l’aspettiamo, arrivano. Ma siccome – si sa – la vita è un po’ come il carrello della spesa e va un po’ dove cazzo je pare, i messaggi arrivano sì, ma mai quelli che vorremmo noi. Anzi. Quindi ecco la lista dei cinque messaggi più odiati di sempre. Almeno da me.

 

«Ok»

Come dire “Grazie” a chi ti dice: «Ti amo»

Questo messaggio esisteva già quando io ho iniziato a mandare i primi SMS, quindi all’incirca nel Paleolitico. Già a quel tempo mi ricordo il fastidio che mi provocava.

D’accordo che bisognava stare attenti a non sforare coi messaggi perché si pagavano, ma così era eccessivo. Ora che sono gratis è anche peggio. Per quelli come me che cercano sempre di dare un “tono” ai messaggi con virgole, punti e faccine, un “Ok” può mettere fine ad un’amicizia. È un po’ come rispondere “Grazie” a chi ti dice: «Ti amo».

 

«Hai terminato i Gb inclusi nel tuo pacchetto»

«E ora che ne sarà di me?»

Ecco, uno di quei messaggi che ti lasciano il segno. Fissi lo schermo del telefono, il senso di smarrimento ti pervade e inizi a porti domande esistenziali tipo “E ora che ne sarà di me? Che cosa farò? Dovrò farmi una vita sociale?” e via così…

 

Qualsiasi messaggio ti arrivi, quando ne stai aspettando uno importante

L’attesa della risposta decisiva

Se anche voi fate parte di quella cerchia di geni che decidono di mandare un messaggio alla persona per cui hanno un debole dopo una serata fuori, allora sapete di cosa parlo.

Purtroppo o per fortuna i casi sono due. Se siete tra i più “fortunati” – come me – e in realtà il messaggio non l’avete mandato voi, ma il Gin… allora avrete anche la fortuna, se non passerete la notte abbracciando la tazza del cesso come si abbracciano i Teletubbies tra loro, di crollare una volta appoggiata la testa sul cuscino. Così da evitarvi l’attesa.


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Ovviamente questa cosa ha di negativo che la mattina troverete la sua risposta. Di negativo, sì, perché assieme alla sua risposta leggerete anche per la prima volta il vostro messaggio, che sarà all’incirca così: «Caio dov’è sei Ti pensi». Evvai! Non oso immaginare quelli che optano per i messaggi vocali.

Vabbè, ma torniamo a quelli di noi che non mandano messaggi alla Luca Giurato: ecco, noi passeremo la notte a fissare il buio della stanza aspettando che s’illumini lo schermo del telefono, poi ovviamente prenderemo sonno e in quel preciso momento il cellulare suonerà. Torneremo nel mondo dei vivi alla velocità della luce dicendo “Oddio! Oddio! Oddio! Che ansia!”, prenderemo il telefono e… sorpresa. Tua sorella: «Ho dimenticato le chiavi, mi apri senza svegliare tutti?»

 

«Tanti auguri di buon compleanno» dal tuo ultimo ex

Dannate spunte blu

Ahahahahahaha, ma guarda, non penso proprio. E poi il regalo, scusa? C’è solo una cosa da fare in questi casi: incidergli le spunte blu sul cofano della macchina.

 

«Volevo solo dirti che ti sto pensando»

Cara persona sbagliata…

«Volevo solo dirti che ti sto pensando». E voi direte: «Be’, che c’è di male, scusa?» Nulla, se a mandarvelo è la persona che vi piace. Ma non succede mai così. I messaggi giusti arrivano sempre dalla persona sbagliata.

Persona sbagliata, te lo dico una volta per tutte: nel globo terrestre c’è sicuramente qualcuno che sta aspettando questo tuo messaggio con ansia. Ma non io. E ora, se vuoi scusarmi, torno ad aspettare quel messaggio che non arriverà mai.

 

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