Cinque metodi per studiare bene la storia

Studiare storia: i metodi più efficaci

Qualche tempo fa vi abbiamo presentato alcuni suggerimenti per migliorare il vostro metodo di studio, oltre ad alcune app che avrebbero dovuto aiutarvi a prendere appunti e a studiare a casa. Se tutto questo non ha dato i risultati sperati e ora vi siete trovati un bel debito da saldare a settembre, non dovete disperare: da un lato, perché la storia ci insegna che l’insuccesso scolastico non proibisce di arrivare a grandi risultati; dall’altro, perché esistono delle altre strategie da poter mettere in campo.

Parliamo oggi, ad esempio, di storia, una materia di studio che in genere non dà particolari problemi a livello di voti ma che può comunque risultare ostica per alcuni, soprattutto per il coacervo di nomi e date che di solito vengono riportate sui libri di testo. Ecco allora cinque metodi per studiarla al meglio.


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Scegli, evidenzia, trascrivi

Come affrontare i paragrafi del libro

Come e quanto sottolineareIl primo passo da compiere quando ci si avvicina al libro di storia è quello di tenere pronto l’evidenziatore, la matita o il blocco degli appunti. E, soprattutto, di affrontare il libro un capitolo alla volta, un paragrafo alla volta. In concreto, bisogna leggere il primo paragrafo (o, a seconda dell’impaginazione del libro, i primi due o tre capoversi) e subito cercare di individuare i nuclei centrali del discorso, il succo cioè di quello che il testo sta cercando di dirci; e un buon modo per farlo è quello di provare a sintetizzare i tre paragrafi in una o due frasi al massimo: quello che metterete, mentalmente, in quelle due frasi sarà il nucleo centrale del paragrafo.

A questo punto non vi resta nient’altro da fare che evidenziare le parole chiave, quelle cioè che avreste inserito nel vostro riassunto mentale: e così dovrete sottolineare il nome del tal re, l’anno in cui la tal guerra è scoppiata, quei due o tre verbi che identificano chiaramente cosa sta succedendo. C’è chi queste sottolineature le fa direttamente sulla pagina, magari con un evidenziatore sgargiante; chi preferisce non macchiare in maniera indelebile il libro, e quindi usa una leggera matita; chi ancora preferisce trascrivere queste parole su un quaderno o un bloc-notes, perché anche la scrittura è un metodo che aiuta la memorizzazione. Qualunque sia la vostra tecnica preferita, però, identificate quelle parole.

 

Il riassuntone

Cosa fare alla fine del primo capitolo

Come riassumere ciò che si è lettoArrivati alla fine del capitolo, o comunque di una sezione di un numero di pagine compreso indicativamente tra le 5 e le 10, bisogna mettersi con carta e penna – o con qualche app apposita – a stendere un vero e proprio riassunto, che non sia solo una enucleazione delle parole chiave, com’è avvenuto finora, ma che contenga anche un discorso articolato. Bisogna, insomma, riprendere in mano le parole sottolineate o trascritte nel punto precedente e costruirci sopra un discorso, che sia sintetico ma riesca anche a cogliere i punti salienti del capitolo appena studiato.


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La cosa più importante è non essere troppo piatti, cioè non scrivere tutto in maniera piana e uniforme. Da un lato, infatti, dovete cercare di farvi aiutare anche dalla memoria visiva, e quindi scrivere i nomi e le date più importanti a caratteri cubitali, in modo che risaltino subito a colpo d’occhio sulla pagina; dall’altro, bisogna anche che individuiate e rendiate evidenti i collegamenti logici e i rapporti di causa effetto tra i vari avvenimenti. Il riassunto, quindi, non deve essere un temino d’italiano monocorde, ma una sorta di visualizzazione grafica del percorso che fareste col vostro discorso durante una interrogazione, con frecce, elenchi numerati, pezzi scritti più in grande ed altri più in piccolo.

 

Attenzione all’insegnante

Quando la spiegazione è più utile del libro

Ascoltare il prof durante una spiegazione è sempre utileLo studio della storia, però, non avviene solo a casa sul libro di testo; se si è abbastanza furbi, infatti, si può trarre dei grandi vantaggi anche dalle spiegazioni in classe. È infatti piuttosto comune che a scuola si snobbi la lezione del prof, convinti che tanto sul libro si possa ritrovare facilmente ogni data e ogni nome da lui citato. In realtà non è sempre così, per due motivi: in primo luogo, perché in molti casi un professore finisce per aggiungere cose che sul libro non ci sono o sono trattate solo di striscio; in seconda istanza, perché solo ascoltando la lezione potrete capire cos’è veramente importante per il vostro insegnante.

I docenti, anche se non sembra, sono infatti esseri umani anche loro: possono sembrare onniscienti, ma il più delle volte ricordano molto bene ciò che è molto importante e dimenticano tranquillamente ciò che è secondario. Questo si riflette anche sulle interrogazioni: mentre sul libro troverete decine e decine di nomi e di date, il vostro professore ve ne chiederà probabilmente solo una manciata, ma quella manciata – le più importanti – vorrà che le conosciate a menadito. Per questo la spiegazione diventa fondamentale: bisogna ascoltare quello che il professore sta dicendo e segnarsi (o sottolineare sul libro) tutte le parole su cui lui insiste maggiormente, visto che costituiranno il nucleo centrale dello studio a casa.

 

Le tecniche di memorizzazione

Come ricordare date e nomi

Le più efficaci tecniche di memorizzazione per la storiaPer quanto il modo di insegnare la storia e, conseguentemente, di studiarla sia cambiato notevolmente negli ultimi decenni, è innegabile che serva ancora parecchia memoria per sostenere delle verifiche su lunghi capitoli infarciti di nomi, date e avvenimenti. In questo senso, se si hanno difficoltà di memorizzazione si possono utilizzare delle apposite tecniche, che sono state affinate nel corso degli anni; ma anche in questo caso bisogna avere qualche cautela, perché in giro (e anche online) si trovano decine di corsi di memorizzazione veloce a pagamento, che però, oltre ad essere esosi, non sempre garantiscono i risultati promessi.

In generale, la tecnica più affermata è quella che vuole che le nuove informazioni da memorizzare vengano collegate ad altre già impresse nella nostra memoria. Prendiamo ad esempio un anno importante, come il 1618, in cui scoppiò la Guerra dei Trent’anni: come ricordare quella data? Una buona tecnica è quella di provare a scomporre le cifre dell’anno, ad esempio in 16 e 18; poi bisogna trovare un collegamento mentale con il numero 16 (la data di nascita di un parente? Il numero civico della casa di un amico?) e col 18 (la vostra età?). Bisogna, insomma, creare dei collegamenti mentali tra i nuovi dati (e quindi anche i nomi, o i luoghi) e quelli vecchi, e il gioco è fatto.


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L’importanza della rielaborazione

Un bambino e una metafora

Un modo efficace per rielaborare è provare a spiegare quello che si è studiato a un bambinoFinora vi abbiamo dato qualche consiglio utile a memorizzare la mole di dati che la storia richiede. Ma lo studio di questa materia non è fatto solo di date e nomi, anzi; questi aspetti mnemonici negli ultimi anni sono stati infatti ampiamente ridimensionati, e non è raro imbattersi in professori che, pur non rinnegando l’importanza di qualche dato da imparare a memoria, privilegiano la capacità di rielaborazione dei contenuti. Sì, ma come si fa ad imparare a rielaborare?

Certo non è una capacità che si acquisisce dall’oggi al domani, perché almeno in parte si impara a rielaborare crescendo e maturando; però ci sono alcune strategie che possono aiutarvi ad ottenere in tempi ragionevoli dei buoni risultati su questo versante. Noi ve ne consigliamo due. La prima consiste nel riscrivere (o nel ripetere a voce) i concetti fondamentali di un capitolo come se doveste spiegarli a un bambino, cosa non facile quando ad esempio si parla di economia o di complicate politiche estere. La seconda, invece, consiste nel trovare una metafora o comunque un termine di paragone per descrivere il fenomeno storico che state studiando: ad esempio, se siete alle prese con Napoleone e il suo codice civile dovete trovare qualcosa a cui paragonarlo nei vostri ricordi di storia o nelle vostre conoscenze di attualità. Cose non certo facili da mettere in pratica, ma che vi aiuteranno ad impadronirvi realmente dei concetti e a ragionare sopra a quello che avete studiato.

 

Segnala altri metodi per studiare bene la storia nei commenti.

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