Periodicamente, in Italia come all’estero, vengono elaborate delle classifiche sulla qualità della vita nelle varie città, nelle regioni o negli Stati. Classifiche che hanno come obiettivo – oltre che quello di dare indicazioni a chi si vuole trasferire – quello di mostrare quali sono le mosse da fare anche per migliorare il paese in cui si vive.

La particolarità degli USA

Tempo fa, sfruttando svariati dati ufficiali sulla qualità della vita, elaborammo una graduatoria dei paesi del mondo in cui è più bello vivere, ma oggi vorremmo concentrarci in particolare sugli Stati Uniti. La “terra delle opportunità”, infatti, ha un rapporto strano con queste classifiche. Detentrice dell’economia più solida, e spesso anche più vivace, del pianeta, è però anche una realtà estremamente violenta, soprattutto in certe zone e soprattutto se confrontata con gli standard occidentali; è una terra in cui convivono aperture e chiusure, benessere e povertà, senza mezzi termini.

È anche un paese in cui ogni stato fa storia a sé, sia a livello normativo che di mentalità. Per questo è assai difficile stilare un ritratto unico degli Stati Uniti, ma è possibile forse tentare di crearne uno per i suoi stati, realtà più piccole in cui, a volte, c’è un po’ più di uniformità.

Oggi pertanto vi presentiamo i cinque stati americani in cui – stando alle statistiche, ai sondaggi e a un’elaborazione degli stessi fornita dall’emittente televisiva CNBC – , si vive meglio. Come vedrete, si tratta di regioni ben lontane dalle grandi metropoli.


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1. North Dakota

Escursioni termiche e petrolio

Il Midwest, negli Stati Uniti, è una zona che raramente finisce sotto i riflettori: mancano le grandi città, per molto tempo sono mancate anche le ricchezze e l’occupazione, e insomma tradizionalmente si tratta di una zona rurale e depressa. Una tradizione che però negli ultimi decenni ha cominciato a mutare: alcuni stati, seppur poco popolosi, hanno scoperto le loro bellezze naturali e minerarie e hanno cominciato a mostrarle e a venderle prima agli altri abitanti d’America e poi del mondo, traendone notevoli profitti.

Uno di questi stati è il Nord Dakota, terra che confina al nord col Canada ed è caratterizzata da un’escursione termica tra le più rilevanti del mondo: i record registrati attestano che si può passare dai -51 °C delle notti invernali ai +49 °C delle estati torride; terra che si piazza al quinto posto della classifica della CNBC, raccogliendo molti punti grazie al tasso di criminalità bassissimo, alla salute dei suoi cittadini e alla qualità dell’aria, tanto è vero che il soprannome ufficiale della regione è Peace Garden State, stato del giardino della pace.


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Al di là di questo, però, il North Dakota è ricco anche dal punto di vista economico: una serie di riforme varate nei primi decenni del Novecento ha infatti rafforzato notevolmente il ruolo dei contadini nei confronti delle banche e dell’impresa, in un sistema di piccole proprietà che ha fatto la fortuna degli abitanti; inoltre, negli ultimi decenni si sono scoperte delle fonti petrolifere, che fanno sì che oggi il North Dakota sia la regione con in percentuale il più alto numero di milionari di tutti gli Stati Uniti.

La capitale è la piccola Bismarck, che conta meno di 60mila abitanti, ma la città più nota e popolosa è Fargo, immortalata dai fratelli Coen nell’omonimo film e che comunque non supera i 90mila abitanti.

 

2. Minnesota

Le città gemelle e i loro felici abitanti

Molto simile al North Dakota è anche il Minnesota, e non solo perché Stato ad esso confinante: secondo la classifica di CNBC la regione di Minneapolis vanta infatti anch’essa tassi di criminalità praticamente irrisori rispetto al resto del paese, un’aria pura e uno stato di salute dei suoi cittadini invidiabile; d’altro canto, il freddo d’inverno e il caldo torrido estivo sono in parte mitigati dalla presenza di moltissimi laghi, che sono indubbiamente il tratto caratteristico della regione.

Nota come la Terra dei 10.000 laghi – anche se in realtà se ne contano più di 12mila, oltre a diverse migliaia di torrenti e fiumi –, il Minnesota alterna grandi praterie e boschi, ma rispetto al Dakota del Nord e del Sud presenta anche alcune metropoli, con tutto quello che ne consegue in termini di economia e sviluppo. La capitale è infatti Saint Paul, che conta poco meno di 300mila abitanti, ma la città più popolosa è la già citata Minneapolis, che sfiora quota 400mila residenti e che proprio con Saint Paul forma un grande agglomerato urbano che è noto come Twin Cities, città gemelle.

Regione sostanzialmente bianca (le minoranze etniche sono qui molto più ridotte che nel resto del paese, con afroamericani e ispanici che insieme non raggiungono il 10% della popolazione) e per due terzi di origini tedesche e scandinave, il Minnesota è celebre a livello nazionale anche e soprattutto per le sue squadre sportive (tutte intitolate allo stato e non alle sue città: gli amatissimi anche se poco vincenti Vikings del football americano, i Twins del baseball, i Timberwolves del basket, i giovani Wild dell’hockey).

Dal punto di vista economico, infine, vanta un sistema molto variegato: vi hanno sede alcune delle più grandi compagnie americane (3M, Medtronic, Best Buy, Cargill e altre), ma anche il reddito familiare e il piccolo risparmio sono molto sviluppati, tanto che i cittadini del Minnesota sono quelli con lo stipendio più alto negli ultimi tre anni tra gli stati che non si trovano sulla costa est o ovest.

 

3. New Hampshire

Libertà e poche tasse

Rimaniamo ora nel nord del paese, al confine sempre col Canada, ma spostiamoci nettamente ad est per la terza e la seconda posizione della nostra graduatoria, dove troviamo due stati particolarmente piccoli ma dalla grande storia. Il primo è il New Hampshire, uno dei tredici stati fondatori dell’Unione, nonché il primo a staccarsi, nel 1776, dalla Gran Bretagna ed il primo a stendere una propria Costituzione.

Situato nel nord-est del paese, è soprannominato lo Stato del Granito a causa di antiche miniere, mentre il motto è l’emblematico Live free or die, “vivi libero o muori”. Assieme al Maine, al Massachusetts, al Vermont (di cui parleremo tra poco), al Connecticut e al Rhode Island forma il cosiddetto New England, un delle regioni più ricche e con la miglior qualità della vita di tutti gli States, che ha il suo centro gravitazionale a Boston ma che di fatto è la zona originaria dello spirito americano.

Pure qui il clima non è dei più favorevoli: sul monte Washington, il più alto della zona, si è registrata la seconda più alta velocità del vento del pianeta e gli uragani sono all’ordine del giorno; ciononostante, nella zona sono presenti grandi aree sciistiche e molto praticato è, in estate, l’alpinismo. Più in generale, lo stato è celebre per i suoi paesaggi incantevoli e i suoi colori, particolarmente accesi soprattutto in autunno.

Dal punto di vista economico, gli abitanti del New Hampshire sfiorano i 50mila dollari annui di reddito familiare medio, posizionandosi nelle parti alte delle relative classifiche; inoltre il punto forte, per le famiglie, è la tassazione particolarmente bassa, che rende lo Stato del granito il terzo meno tassato d’America: manca un’imposta generale sulle vendite (la nostra IVA, per intenderci, che è presente solo per determinati prodotti) e manca pure un’imposta statale sul reddito (ma è presente, ovviamente, quella federale), anche se la tassa di proprietà è, per compensazione, particolarmente alta.

 

4. Vermont

Montagne, boschi e sciroppo d’acero

Molto simile al panorama del New Hampshire è anche quello dei dirimpettai del Vermont, altro Stato che rientra nel New England ma che, più degli altri, può vantare una qualità della vita veramente eccellente: gli abitanti di questa regione, infatti, possono godere della seconda più diffusa copertura sanitaria del paese, del secondo tasso di criminalità più basso, della mancanza di grandi metropoli e della presenza di bellezze naturalistiche che garantiscono acqua e aria pulite.

Soprannominato Great Mountain State (che fa riferimento alla catena delle Green Mountains, da cui deriva anche il nome dello stato, che in francese significa appunto “monte verde”), ha un clima simile a quello, in Europa, di Mosca o Stoccolma, con estati miti ma inverni molto freddi, che arrivano sovente anche a -20 °C. Le città sono tutte molto piccole: la più popolosa è Burlington, che ha poco più di 40mila abitanti; già la seconda, Essex, non arriva però nemmeno a 20mila.


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Con una popolazione così scarsamente inurbata, chiaro che l’economia si basi su piccole fattorie e allevamenti, oltre che sullo sfruttamento della grande area boschiva e, soprattutto, sul turismo. Inoltre anche qui si trovano cave di granito e di marmo.

La cosa però per cui il Vermont è più celebre negli Stati Uniti è lo sciroppo d’acero: il dolcificante, molto usato negli Stati Uniti e nel Canada (di solito versato sopra ai pancake), si ottiene dalla linfa dell’acero da zucchero e dell’acero nero ed è molto ricercato, sia perché “scalda” (e nei paesi freddi come quelli del nord è una qualità indispensabile), sia perché ha proprietà depurative ed energizzanti non comuni.

 

5. Hawaii

Il paradiso in cui vivere

Dopo aver visto cinque stati tutti ubicati nel nord della nazione, confinanti col Canada, per il primo della lista dobbiamo finalmente spostarci altrove, lontano sia dal confine con i cugini con la bandiera con la foglia d’acero, sia in realtà dagli altri stati che compongono gli USA: in testa alla classifica come il miglior stato in cui vivere secondo l’indice di CNBC ci sono infatti le isole Hawaii.

Come probabilmente saprete, le Hawaii sono un arcipelago che geograficamente fa parte dell’Oceania, ma che dopo varie vicissitudini tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento è diventato prima una sorta di protettorato americano e poi un territorio controllato dagli Stati Uniti (il famoso porto di Pearl Harbor, dove la flotta americana fu attaccata dai kamikaze giapponesi, si trovava proprio nell’arcipelago); solo nel 1959 comunque fu accettato nell’Unione come cinquantesimo (e, per ora, ultimo) stato.

A giocare a favore dell’arcipelago sono ovviamente le bellezze naturalistiche e le attrazioni turistiche: il clima è tropicale, le spiagge pubbliche sono diffusissime, si pratica molto surf e lo stile di vita è molto più rilassato di quanto non avvenga nel resto degli Stati Uniti. Se a questo sommate un tasso di criminalità tra i più bassi al mondo, la presenza di una metropoli di media grandezza come Honolulu (poco meno di 400mila abitanti) ma anche di tante zone semi-incontaminate e la presenza della quarta linea costiera più lunga del paese (dopo Alaska, California e Florida), si individua facilmente il motivo di questa netta vittoria.

Oltre che sul turismo, l’economia locale si basa infine su almeno altri due fattori fondamentali: da un lato l’agricoltura – soprattutto legata alla coltivazione dell’ananas e della canna da zucchero –, dall’altro le sovvenzioni federali dovute alla grande presenza di installazioni militari.

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