Cinque motivi per visitare la Reggia di Venaria Reale

Gli interni della Reggia di Venaria Reale nei dintorni di Torino

Nel 1658 il duca Carlo Emanuele II di Savoia affidò agli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove la progettazione di una reggia nella zona collinare che circondava la città di Torino. Il nome latino del palazzo, Venatio Regia, rimanda alla funzione venatoria della costruzione: l’intento del duca era, infatti, quello di fare di Venaria una base per le sue battute di caccia, considerando la presenza di boschi ricchi di selvaggina. Intorno al palazzo sorse un vero e proprio borgo, che oggi è un comune autonomo rispetto al capoluogo piemontese.

Durante l’assedio torinese del 1706, molte parti furono danneggiate dai soldati francesi che si erano stabiliti all’interno della reggia: per questa ragione, nel 1716 Vittorio Amedeo II affidò il progetto del restauro al celebre Filippo Juvarra, i cui lavori furono proseguiti da Benedetto Alfieri, zio del famoso poeta.

Anche durante la dominazione napoleonica Venaria subì numerose trasformazioni, come i giardini che vennero utilizzati come piazza d’armi; nel periodo successivo della Restaurazione (1815), la Venaria diventò la sede della cavalleria sabauda e una rinomata accademia di equitazione militare.

Effettivamente, fino al 1978 il palazzo venne usato sempre a scopi militari, il che determinò il progressivo sfacelo degli ambienti.


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A partire dal 1978 il sito di Venaria fu affidato alla Soprintendenza dei Beni Culturali per il restauro, che permise di avviare i lavori necessari al recupero della reggia e dell’area circostante.

L’opera di restauro, avviata nel 1998 e conclusasi nel 2007, grazie a fondi nazionali ed europei, ha trasformato la reggia di Venaria in una delle residenze sabaude più celebri, tanto da farla diventare patrimonio dell’UNESCO. Vi proponiamo cinque motivi per visitare questo splendido palazzo.

 

1. I giardini

La distruzione e la rinascita

Come si è accennato in precedenza, i soldati di Napoleone trasformarono i giardini della reggia in una piazza d’armi, distruggendone completamente intere parti, come il maestoso giardino all’italiana diviso in tre terrazze.

Di tutto ciò rimasero solo i disegni dell’epoca, che mostravano tutte le strutture architettoniche che completavano lo spazio esterno della reggia: la fontana di Ercole e il teatro ad emiciclo, ad esempio. Questi disegni si sono rivelati utilissimi strumenti per la ricostruzione dei giardini, che oggi si possono visitare in tutto il loro splendore.

I giardini di Venaria Reale

Un canale d’acqua (l’allea d’Ercole) attraversa tutto il Parco basso, delimitato dalle strutture seicentesche della fontana d’Ercole e del Tempio di Diana. Ai lati del canale si trovano orti e frutteti. Nel Parco alto, invece, si può passeggiare nel Giardino a fiori, nel Roseto e nel Gran Parterre che mette in rilievo la maestosità delle scuderie di Juvarra.

 

2. Il Bucintoro

L’unica originale imbarcazione veneziana del Settecento rimasta al mondo

All’interno delle immense scuderie è possibile vedere una mostra di carrozze utilizzate dalla famiglia Savoia. Ma a catturare l’attenzione è un altro mezzo di trasporto, il Bucintoro, poi chiamato Barca Sublime. Fatta realizzare da Vittorio Amedeo II a Venezia, sotto la supervisione di Juvarra, l’imbarcazione è l’unico modello originale veneziano del Settecento rimasto al mondo.

Dopo 31 giorni di navigazione sul Po, il 2 settembre 1731 la barca raggiunse Torino in tutto il suo splendore: dalle rive del fiume era, infatti, facile ammirare le ricche decorazioni dorate che coprivano il Bucintoro. Data la sua bellezza, venne usato per parate sfarzose, feste fluviali e tre matrimoni regali.

Il bucintoro conservato a Venaria Reale

Oggi la Barca Sublime è stata posizionata su un livello rialzato e poggia su un grande specchio che vuole ricordare le acque del Po: chi visita le scuderia della reggia non può che rimanere impressionato dalla maestosità e dallo sfarzo dell’imbarcazione, che sembra fluttuare, indifferente allo scorrere del tempo.

 

3. La fontana danzante

E il fantastico teatro d’acqua

Nella Corte d’onore, il primo luogo in cui si imbatte il visitatore che desidera visitare la reggia, si può assistere ad uno degli spettacoli più suggestivi. In seguito al restauro, infatti, al centro della piazza, dove prima sorgeva l’ormai perduta Fontana del cervo, è stata costruita una fontana inserita in un’ellisse di 120 metri.

I suoi ugelli d’acqua escono direttamente dalla pavimentazione della Corte e hanno dei getti che possono arrivare fino ai 9 metri d’altezza, fatto che succedo solo due volte al giorno. Infatti, alle 12 e alle 19 circa si può assistere al teatro d’acqua: un incredibile spettacolo che riunisce musica, luce e acqua.

La fontana di Venaria Reale (foto di Ja2nj via Wikimedia Commons)
La fontana di Venaria Reale (foto di Ja2nj via Wikimedia Commons)

Io ho assistito allo spettacolo di mezzogiorno, ma sono certa che quello serale sia ancora più suggestivo: quando ormai la luce sta calando, la “danza” dell’acqua viene accompagnata da incredibili luci colorate che si riflettono sulle pareti esterne della reggia. Il teatro d’acqua rende la fontana di Venaria una delle più scenografiche e mozzafiato del mondo.

 

4. La Galleria di Diana

Il lungo ed etereo corridoio

La Galleria Grande, erroneamente conosciuta come Galleria di Diana, è un lunghissimo corridoio che si trova al primo piano della reggia. Nel Seicento venne concepita come punto di collegamento fra la parte residenziale e le scuderie, ma è solo con Juvarra e Alfieri che la galleria raggiunse l’apice del suo splendore.

Con i suoi 80 metri di lunghezza e 12 di altezza e larghezza, questo ambiente si presta ad essere rielaborato in una sorta di teatro di luce: grandi finestre ad arco, sormontate a loro volta da aperture ovali, permettono alla luce di inondare la galleria, creando un ambiente scintillante.

Gli interni della Reggia di Venaria Reale nei dintorni di Torino

Il bianco del materiale usato per la costruzione non fa che mettere in risalto la luminosità del corridoio; solo il pavimento a scacchiera bianco e nero diventa l’elemento che si distingue in un ambiente quasi etereo.

Percorrendo la Galleria Grande sembra di passeggiare in uno spazio senza tempo, immerso nella luce e staccato dalla realtà; è uno spazio sontuoso, pur senza sfarzo, e un lato si affaccia a sud, sul Giardino a fiori, garantendo una vista impareggiabile.

 

5. Il borgo

La cura per il patrimonio storico e artistico

Terminata la visita della Reggia, consiglio vivamente una passeggiata lungo le stradine del borgo che circonda il palazzo. È impressionante vedere quanto siano tenute con gran cura le strade, così come i locali che si affacciano sulla via principale.

Sembra quasi di fare un passo indietro nel tempo oppure in una realtà parallela, dove ci si prende cura dell’ambiente, si protegge il patrimonio storico-artistico e turismo non è sinonimo di caos e sporcizia.

Il borgo di Venaria Reale

La Venaria Reale è uno splendido esempio di recupero di un luogo di grande valore, e gli sforzi fatti per il restauro degli ambienti è stato ripagato quando nel 2011, grazie all’alto numero di turisti, è diventato il quinto sito museale italiano più visitato.

È vero che all’interno del palazzo ci sono pochi arredi, il che è dovuto allo stato di abbandono in cui ha versato per moltissimi anni, eppure lo splendore architettonico e l’eleganza dei giardini suppliscono a questa mancanza, così come le mostre periodiche che vengono allestite al primo piano. La Reggia di Venaria è un tesoro che va decisamente riscoperto.

 

E voi, quale cosa di Venaria Reale preferite?

 

Segnala altri motivi per visitare la Reggia di Venaria Reale nei commenti.

Chiara Mitton
La mia vita in cinque punti. 1 Sono una serie tv dipendente e una lettrice compulsiva: viva la BBC, i gialli, Jane Austen e Harry Potter! 2 Studio da quasi vent’anni, sto per laurearmi in traduzione inglese e la grande domanda è: “cosa farò dopo?”. So di avere il gene della prof nel mio DNA, ma sono così confusa… Se potessi vivere di quello che faccio adesso (bibliotecaria, animatrice e blogger), sarei felice. 3 Ho qualche problema ad adattarmi alla vita reale: non è colpa mia, ma della Disney, degli attori BBC e dei romanzi, che hanno alzato i miei standard! 4 Amo il mio gatto Lancillotto (da piccola mi raccontavano le storie di re Artù, ma questo nome era già prenotato dal gatto della mia migliore amica), bere il tè (soddisfa il mio lato British), camminare (stile Lizzie Bennet) e stare con le amiche. 5 Il mio motto è : “We could have been killed. Or worse, expelled”. Hermione docet. Più o meno eccomi qua. Il mio sogno nel cassetto è diventare una scrittrice, ma per ora mi accontento di scrivere articoli per blog. Mi sono affacciata sul mondo di internet con il blog: The Lark and The Plunge. Piacere, sono Chiara.

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