La Galleria degli Uffizi di Firenze è uno dei musei più importanti al mondo e non basta una sola visita per ammirare davvero tutti i capolavori che conserva. E non è un caso che sia il museo propriamente detto più visitato d’Italia, forte di più di 2 milioni di visitatori che ogni anno si accalcano lungo le sue sale e i suoi corridoi per ammirare le celebri opere degli Uffizi.

Questa galleria, infatti, espone le opere principali del Rinascimento ed è di fatto un’enciclopedia della storia dell’arte del mondo occidentale. Vi trovano spazio statue, dipinti e stampe, mostra i principali capolavori del Rinascimento ma più in generale opere che vanno dal XII al XVIII secolo.

Impossibile vedere tutto senza perdersi qualche meraviglia! Il suggerimento, per chi vuole recarvisi, è quindi quello di pianificare la visita e avere le idee chiare su quali siano le opere che bisogna vedere prima di uscire, per evitare di ritrovarsi a pensare di aver perso proprio quel capolavoro che chissà quando ci ricapiterà di osservare da vicino.

Ecco allora i cinque capolavori da vedere assolutamente agli Uffizi: segnateveli e, quando capiterete a Firenze, assicuratevi di averle ammirate a lungo.

 

1. L’annunciazione di Leonardo da Vinci

Il capolavoro giovanile

Leonardo da Vinci è stato un genio in molti campi, da quello scientifico a quello artistico. Un genio capace di affascinare ancora oggi, come dimostrano le numerose opere – anche di fiction – che vengono dedicate alla sua vita, alle sue invenzioni e ai suoi capolavori.

I suoi lavori hanno rivoluzionato il mondo dell’arte e sono celeberrimi. Quest’Annunciazione con cui abbiamo deciso di aprire il nostro elenco, in particolare, introduce una novità: non colloca la scena in una loggia, come voleva la tradizione, ma in un giardino.

L'Annunciazione di Leonardo da Vinci, una delle opere degli Uffizi più famoseSe si osserva con attenzione la tela che potete vedere qui sopra, soprattutto da una distanza ravvicinata, si possono vedere addirittura le impronte digitali di Leonardo, a cui piaceva sfumare il colore con i polpastrelli.

E sono proprio i piani sfumati a dare dolcezza ai volti, che sembrano parlare, e danno la possibilità a chi guarda di osservare l’orizzonte e il digradare delle tonalità sempre più leggere dell’atmosfera.

Quest’opera fu realizzata quando Leonardo aveva circa vent’anni [1] ma le montagne sullo sfondo preannunciano già la tecnica dello sfumato e che è uno degli elementi fondamentali ad esempio della Gioconda.

 

2. La nascita di Venere di Sandro Botticelli

Un ideale di bellezza e perfezione

Sono due i capolavori di Sandro Botticelli ospitati dalla Galleria degli Uffizi che bisogna vedere prima di uscire: uno è la famosa Primavera e l’altro è l’altrettanto celebre La nascita di Venere. Ci concentriamo su quest’ultimo.

Botticelli impiegò due anni (dal 1483 al 1485) per realizzare la Venere, commissionata da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico.

La nascita di Venere di Sandro BotticelliLa composizione si basa sul simbolismo di ogni elemento rappresentato. Dai fiordalisi che decorano la veste della ragazza che attende la dea sulla spiaggia alla pioggia di rose che cade dal cielo, tutto ha un significato e va decodificato.

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La Venere di Botticelli, d’altro canto, rappresenta un ideale di bellezza e perfezione ed è una delle allegorie profane più importanti per comprendere il clima culturale fiorentino del Quattrocento. Attorno alla corte di Lorenzo il Magnifico, infatti, erano riuniti i poeti, gli intellettuali e gli artisti più importanti del Rinascimento.

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3. Il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti

Uno dei pochi esempi della pittura del maestro

Al terzo punto della nostra lista troviamo il Tondo Doni. Questo dipinto a tempera su tavola è uno dei pochissimi esempi dell’arte pittorica di Michelangelo Buonarroti, oltre alla famosa Cappella Sistina.

L’opera fu commissionata da Agnolo Doni nel 1506 ad un Michelangelo giovanissimo ma che già si era fatto notare per l’esecuzione della famosa statua del David.

Il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti

La composizione di quest’opera fu una novità assoluta perché la torsione di Maria trasmette un senso di movimento a tutto il gruppo della Sacra Famiglia, mentre la prospettiva è data da un punto di vista ribassato e che rende monumentali le figure. Nonostante richiamasse alcuni stilemi leonardeschi, il colore di Michelangelo è qui in aperta polemica con lo sfumato di Leonardo.

La cornice dell’opera è quella originale, che fu intagliata probabilmente sulla base di un disegno realizzato da Michelangelo stesso. L’opera ebbe fin da subito uno straordinario successo ed è considerata alla base del successivo sviluppo del Manierismo.

 

4. Lo Scudo con testa di Medusa di Caravaggio

Gli occhi terribili

Spostiamoci ora un po’ più avanti nel tempo, lasciando per un momento i fasti del Rinascimento. Caravaggio è infatti il celebre “artista maledetto” che nel Seicento rinnovò la pittura italiana ed europea.

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Le sue opere sono caratterizzate dal realismo dei dettagli e dai forti contrasti di luce e ombra che, uniti alla storia di una vita fatta di eccessi, rendono i suoi dipinti affascianti e misteriosi.

La testa di Medusa di Caravaggio

La Medusa, conservata agli Uffizi, è dipinta su uno scudo da combattimento che il cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte donò al Granduca Ferdinando I de’ Medici. Lo sguardo della Medusa trasformava le persone in pietra e Caravaggio dipinse proprio quegli occhi terribili, che sembrano voler pietrificare anche gli spettatori.

Non è l’unica opera di Caravaggio conservata alla Galleria degli Uffizi, ma certamente è la più intensa. Molto celebri, comunque, sono anche il Bacco, realizzato tra il 1596 e il 1597, e il Sacrificio di Isacco.

 

5. La Venere di Urbino di Tiziano Vecellio

Un quadro scandaloso

La Venere di Urbino è una delle opere più provocanti di Tiziano Vecellio e fu uno dei dipinti più famosi del Cinquecento.

Questa Venere è completamente diversa da quella rappresentata da Botticelli, perché in questo dipinto più che la divinità viene descritta la sensualità. Rispetto ad altre rappresentazioni coeve, infatti, qui la divinità nuda fissa l’osservatore, quasi a volergli suggerire una sorta di invito erotico.

La Venere di Urbino di Tiziano, uno dei più grandi pittori veneti del CinquecentoLa Venere di Urbino fu acquistata nel 1538 da Guidobaldo della Rovere, duca di Camerino, presso la bottega veneziana di Tiziano, per donarla alla giovane moglie Giulia Varano.

Il matrimonio tra i due giovani venne celebrato per ragioni politiche e quando la ragazza aveva solo dieci anni. Al momento dell’acquisto dell’opera, però, Giulia era ormai adolescente e il marito voleva probabilmente ricordarle l’importanza della dimensione erotica del matrimonio.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Anche per questo motivo, si è a lungo discusso sull’autenticità del quadro, o quantomeno su un punto ben preciso: se Leonardo l’abbia realizzato da solo, o se vi abbiano collaborato altri artisti dell’epoca. Negli ultimi anni sono comunque stati ritrovati alcuni disegni preparatori dell’autore della Gioconda che hanno tolto parecchi dubbi sulla questione, anche se c’è ancora qualcuno che continua a contestarne la paternità.

 

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