9 divertenti giochi da fare in due, a casa o a distanza

Un Jenga gigante giocato dai protagonisti di The Big Bang Theory

La caratteristica principale dei giochi di società è che, appunto, sono “di società”. Cioè che gran parte del divertimento che riescono a generare nasce dal fatto di giocarci assieme a un buon numero di amici. Pensate, per fare un esempio, a Taboo, il celebre gioco delle parole proibite: già di per sé necessita di almeno quattro giocatori, ma diventa realmente divertente quando si è in 6, 7, 8 o 9 partecipanti. Stesso discorso per Pictionary, dove l’alto numero di disegnatori è sinonimo di schizzi inaspettati e risate.

Spesso, però, non è facile trovare abbastanza amici per creare partite di questo tipo. D’altronde, gli impegni sono sempre tanti e quando si apre qualche spiraglio di bella stagione molte persone preferiscono mettere il naso fuori di casa piuttosto che chiudersi in un salotto a giocare.

Per fortuna, esistono però anche dei giochi che si possono fare in due sole persone. Giochi, cioè, che vi garantiranno grande divertimento anche se vi troverete a giocarci solo con un fratello, una sorella, un figlio o un compagno di vita.


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Tra questi, un discorso a parte meriterebbero i giochi di carte, che infatti abbiamo deciso di lasciar fuori a priori dalla nostra lista. E allo stesso modo ci sono giochi classici come la dama, il domino o la battaglia navale che sono dei tali evergreen che probabilmente ci avete già giocato decine di volte, e sui quali non vale la pena di spendere altre parole.

Per questo abbiamo deciso di concentrarci soprattutto su giochi da un lato che forse non conoscete, e dall’altro che – anche se ci avete già giocato – garantiscono sempre un certo divertimento. Ecco allora nove ottimi giochi da fare in due.

 

1. Scacchi

Partiamo da un grande e intramontabile classico: gli scacchi. Un gioco che tutti bene o male conoscono, ma a cui si gioca forse troppo poco. Le regole e soprattutto le strategie da mettere in campo, infatti, non paiono immediate al giocatore occasionale, e le partite possono sembrare piuttosto lunghe.

Questi difetti, in realtà, a ben guardare sono perlopiù dei pregiudizi, che è bene superare. È vero, infatti, che gli scacchi sono un gioco complesso su cui sono stati scritti decine di libri, ma è vero anche che, una volta acquisite quelle poche regole, è possibile giocarvi anche in maniera spensierata.


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Se siete dei genitori e avete dei figli che vanno alle elementari, dunque, prendeteli in considerazione: una volta insegnate le regole basilari, le partite si riveleranno più veloci di quanto pensiate ma allo stesso tempo obbligheranno vostro figlio a pensare e ad elaborare strategie per cercare di battervi.

Strategia (anche) per un figlio

D’altro canto, quelle famose regole di base non sono poi molte. I pedoni si muovono in avanti di una casella alla volta (a parte all’inizio, quando possono farne due) e mangiano in diagonale. Gli alfieri procedono in diagonale senza limitazioni. Le torri in verticale o orizzontale, anch’esse senza limiti.

I cavalli si spostano a L (1+2 o 2+1). La regina si muove sia in diagonale che in verticale che in orizzontale, senza limiti. Il re fa lo stesso, ma solo per una casella alla volta.

Gli scacchi sono il gioco da tavolo più venduto di ogni epoca
Tutto il resto – le strategie, l’arrocco, i pedoni che arrivano dall’altra parte della scacchiera – può arrivare anche in un secondo momento. Almeno agli inizi, godetevi il mangiarvi a vicenda, gli scambi, il sacrificio di un pezzo per portare avanti l’altro. E spiegate tutte le vostre mosse ai vostri figli.

Nel giro di poche partite, avrete un provetto scacchista da sfidare e migliorerete pure il vostro gioco, che magari avete trascurato per anni.

 

2. Jenga

Se i giochi in cui c’è molto da pensare non vi piacciono, non disperate. Nella nostra lista abbiamo cercato di variare molto le proposte, in modo da soddisfare tutti i gusti. E al secondo punto troviamo infatti Jenga, un prodotto piuttosto noto che richiede abilità di mano e garantisce, però, grandi risate.

Creato dall’inglese Leslie Fox nei primi anni ’80, fu lanciato sul mercato nel 1983 ed è commercializzato in Italia dalla Hasbro. Le partite durano in genere una decina di minuti e si possono disputare coinvolgendo tanti giocatori, ma sono divertentissime anche in due.

Un Jenga gigante giocato dai protagonisti di The Big Bang Theory
Si parte con una torre costituita da 54 blocchi di legnetti appoggiati l’uno sopra l’altro a gruppi di tre. Ogni giocatore deve sfilare uno dei blocchetti e appoggiarlo in cima alla torre. Così facendo, la costruzione diventa ad ogni turno più alta, ma anche più instabile, fino a quando ad un certo punto crolla.

Vince il giocatore che ha spostato l’ultimo mattoncino prima del crollo. E ovviamente per vincere servono mano ferma, un po’ di fortuna e la capacità di scegliere il pezzo di legno che non pregiudica la stabilità della costruzione.

 

3. Dobble

Se gli scacchi li conoscevate di sicuro e forse a Jenga c’avete già giocato, è probabile però che Dobble vi risulti nuovo. Il gioco, nonostante abbia ricevuto decine di premi in tutto il mondo, infatti è ancora poco diffuso nel nostro paese, soprattutto per il fatto che non ha mai avuto una grande promozione televisiva.

È però molto divertente e aiuta ad aguzzare la vista. La scatola presenta infatti da 55 carte rotonde, sulle quali sono disegnati 8 diversi simboli. Fra due carte del mazzo è sempre presente un solo simbolo in comune. A partire da questa base, esistono cinque minigiochi.

Le carte di Dobble
Il primo, chiamato La torre infernale, prevede che ogni giocatore abbia una carta e debba trovare il simbolo in comune con la prima del mazzo al centro del tavolo. Il primo che riesce a trovare questo simbolo, pesca la carta dal mazzo; e ovviamente vince chi alla fine ha il mazzo più alto.

Il secondo, chiamato Il pozzo, funziona esattamente al contrario: tutti i giocatori hanno un mazzo davanti a loro e devono svuotarlo trovando il simbolo in comune con la carta al centro. E poi La patata bollente, Prendile tutte! e Il regalo avvelenato, altre variazioni sul tema. Per divertire e dimostrare di essere più veloci dei propri avversari.

 

4. Rummikub

Altro gioco poco noto – ma meritevole di menzione – è Rummikub, creato in Israele nel dopoguerra e poi pian piano esportato nel resto del mondo. La svolta, dal punto di vista commerciale, arrivò infatti negli anni ’70, quando conquistò il mercato americano e da lì si espanse poi negli altri paesi occidentali.

Per quanto riguarda il gioco, esso presenta una serie di tasselli numerati, simili alle tessere dello Scarabeo, che devono essere associate tra loro a formare dei tris con lo stesso numero o delle scale con numeri ordinati in sequenza.

La scatola del Rummikub
Il principio, insomma, è lo stesso di vari giochi di carte simili alla Scala 40 o a Machiavelli: quello di creare dei gruppi e poi scomporli e rimontarli a seconda delle tessere che si hanno in mano.

A differenza dei suoi corrispettivi di carte, che sono ben conosciuti qui in Italia, la presenza delle tessere numerate e degli appositi leggii però fa sì che il gioco sia relativamente a portata di bambino.

Simile al gioco delle carte anche il sistema dei punteggi, che vanno calcolati sulla base dei tasselli che rimangono in mano quando uno dei giocatori “chiude” la partita.

 

5. Indovina Chi?

Concludiamo la prima parte dell’articolo con un classico che, da sempre, piace molto ai più piccoli: Indovina Chi? Il gioco è stato creato in Gran Bretagna nel 1979 da Theo e Ora Coster, ma fin dagli anni ’80 ha avuto un grande successo anche nel nostro paese.

Commercializzato, in un numero particolarmente alto di varianti, dalla Hasbro, si compone di due tabelloni con 24 facce, che bisogna chiudere man mano che si accumulano indizi su quale di queste sia in mano al proprio avversario. Indizi che si possono raccogliere ponendo domande a cui si può rispondere solo con un “sì” o con un “no”.

Le classiche facce di Indovina Chi?, uno dei più famosi giochi da fare in due
Nel caso in cui si usi una delle numerose versioni brandizzate – che si compongono coi personaggi di Star Wars, della Marvel o della Disney –, si può anche variare le regole.

Ad esempio, può essere simpatico giocare a una sorta di Indovina Chi? alternativo, in cui le domande non riguardano l’aspetto fisico del personaggio, ma il suo carattere, i suoi superpoteri o la sua storia.


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Immaginate di trovarvi tra fan dei fumetti Marvel, e chiedere “Sa volare?”, o “Ha mai combattuto contro il Dottor Octopus?”. Se poi avete fantasia, potete disegnarvi da soli anche nuovi set di carte.

 

Altri 4 divertenti giochi da fare in due, oltre ai 5 già segnalati

Visto che le occasioni per giocare in due possono essere molte (una giornata di pioggia, un lungo viaggio, una snervante attesa in coda dal dottore), ci sembra giusto però non limitarci solo a cinque proposte, ma mostrarvene anche qualcuna in più.

Qui di seguito infatti troverete altri quattro giochi che si possono fare benissimo a casa o in giro, e a volte anche a distanza, sfruttando la potenza di internet o di altri strumenti simili. Come vedrete, i primi due sono più tradizionali, gli ultimi due invece legati al mondo degli smartphone.

 

Impiccato

Il gioco dell’impiccato lo conoscete tutti. Consiste nel pensare una parola e segnare in un foglio tanti trattini quante sono le lettere che compongono quella parola. L’avversario, chiedendo se nella parola sia presente una certa lettera, ha l’occasione di avvicinarsi a scoprire il termine misterioso prima di esaurire i tentativi a sua disposizione.

Le lettere da chiedere

Solitamente questi tentativi per indovinare una lettera o una parola sono sei, prima che si perda la mano. Per questo, quando si è dalla parte di chi deve indovinare, è sempre meglio partire dalle lettere più frequenti in italiano. E cioè, in ordine: E, A, I, O, N, L, R, T, S, C.

Chi invece deve pensare alla parola da far indovinare dovrebbe puntare su qualche termine molto particolare, se vuole vincere. Ad esempio, le parole più difficili sono probabilmente “copyright”, “zuzzurellone”, “extraterrestre”, “vichingo”, “spinterogeno”, “aracnide”, “microbiologia”, “intraprendente”, “bracciante”, “iperventilazione” e “onomatopeico”.

Tris

Anche il gioco del Tris è famosissimo, anzi probabilmente è il più famoso di tutta la nostra lista. Si comincia a giocarci sui banchi di scuola e, a volte, si continua anche da adulti. D’altronde, è pratico, veloce e necessita solo di una penna e un foglio.

L’algoritmo per vincere

Lo schema classico prevede una griglia 3×3, ma se volete provare qualche variazione sul tema potete provare a giocare anche con griglie 4×4 o 5×5 (tentando comunque di realizzare sempre un tris). Tra l’altro, nello schema 3×3 esiste un preciso algoritmo che consente di vincere o quantomeno pareggiare tutte le partite.

Esso prevede che in ogni mossa il giocatore faccia la prima di queste mosse, se disponibili:
1) vincere, se ha solo da completare il tris;
2) bloccare un tris altrui;
3) creare una doppia possibilità di vittoria, cioè con una mossa piazzare una doppia minaccia;
4) bloccare una doppia possibilità dell’avversario o creando una coppia che può diventare tris (e quindi forzando l’avversario sulla difensiva) o bloccando preventivamente la possibilità all’avversario;
5) piazzare il proprio simbolo al centro dello schema;
6) piazzarsi all’angolo opposto di quello occupato dall’avversario;
7) piazzarsi su un angolo ancora vuoto;
8) piazzarsi su un’altra casella laterale (né centro, né angolo) che sia ancora libera.

 

Glow Hockey

Se avete mai frequentato le vecchie sale giochi, di sicuro conoscerete l’Air Hockey, quel gioco che sembra ricordare vagamente l’hockey su ghiaccio, ma che viene giocato in due, con un disco che sta lievemente sospeso per via dell’aria che esce dal “campo di gioco”.

Sullo smartphone

Un’esperienza simile a quella che si può avere quando si gioca a Glow Hockey, un gioco per smartphone disponibile, con nomi diversi, sia per Android che per iOS1. Una volta installato sul vostro dispositivo, vi consente di giocare da soli ma anche contro un avversario.

La facilità del gioco e il fatto che non abbia bisogno di particolari comandi consente di coinvolgere un’altra persona anche quando lo schermo dello smartphone non è particolarmente ampio. E tenendolo installato all’interno del proprio telefono, ci si può giocare in qualsiasi momento, anche davanti a code inaspettate.

Sea Battle

Anche Battaglia navale, come abbiamo già accennato, è un tipico gioco da fare in due. Il problema è che ha bisogno di qualche preparativo: servono carta e penna, degli schemi da disegnare, una posizione che permetta di nascondere le proprie mosse all’avversario.

Se non si hanno carta e penna

Per questo, non ci si può giocare sempre e comunque, soprattutto quando la voglia di sfidarsi sorge all’ultimo momento. A meno che non si utilizzino gli smartphone. Anche per l’ultimo gioco che vi suggeriamo, infatti, il cellulare rappresenta lo strumento utile per qualche momento di sano divertimento.

Sia su App Store2 che su Play Store3 sono disponibili infatti le rispettive versioni di Sea Battle, la Battaglia navale in versione elettronica. Ci si può giocare da soli contro il computer, trovare un avversario sul web oppure, appunto, sfidare un amico che si trova vicino a noi tramite il Bluetooth.

 

E voi, quale gioco da fare in due preferite?

 

L’infografica col riassunto finale

Il riassunto coi migliori giochi da fare in due

Note e approfondimenti

  • 1 Lo potete scaricare, rispettivamente, da qui per Android e da qui per iOS.
  • 2 Si può scaricarlo da qui.
  • 3 Lo trovate qui.

 

Conosci altri giochi da fare in due? Segnalaceli nei commenti qui sotto.

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