Cinque ottimi giornalisti sportivi di Sky

Alcuni dei più importanti giornalisti e commentatori di Sky Sport alla presentazione dell'anno sportivo

 
Quest’estate – quella del 2016, per chi ci legge “in differita” – è un’estate particolare. In questo momento si stanno svolgendo i Campionati Europei di calcio, mentre ad agosto ci saranno le Olimpiadi di Rio. Insomma, lo sport la farà da padrona, come accade ormai ogni due anni. E quando si citano questi grandi eventi mediatici, la mente degli appassionati va subito alle TV che li trasmettono. E quindi, inevitabilmente, anche a Sky, che negli ultimi anni si è aggiudicata l’esclusiva di molte di queste manifestazioni.

Volti e voci indimenticabili

I pregi della TV di Murdoch, a livello qualitativo, sono molti (pur senza mancare qualche difetto). Sul versante sportivo, hanno saputo investire parecchio nella copertura degli eventi ma anche nella formazione di un parco di giornalisti di ottima preparazione e di buona capacità comunicativa. Basti pensare a quanto è entrato nell’immaginario collettivo l’urlo di Fabio Caressa quando, dopo la semifinale del 2006 con la Germania, urlò «Andiamo a Berlino!» a Beppe Bergomi. O le telecronache dell’NBA di Flavio Tranquillo, quando arriva il momento del «Segna, subisce il fallo, andrà in lunetta col tiro libero supplementare».

Insomma, una buona parte della riuscita di un evento sportivo in TV sta nell’abilità del giornalista che ce lo presenta. Ma quali sono i reporter sportivi più importanti di Sky? Abbiamo provato a selezionarne cinque, tenendo conto del curriculum, della riconoscibilità e, ovviamente, del talento.

 

Ilaria D’Amico

Ma forse c’è già la sua erede: Diletta Leotta?

Ilaria D'AmicoNon si può che partire da lei, dal volto-simbolo dell’emittente: Ilaria D’Amico. La giornalista romana, che negli ultimi anni ha fatto parlare di sé sia per la sua vita pubblica che per quella privata, lavora nel mondo dello sport dal 1998. A quel tempo, appena venticinquenne, le fu data infatti l’opportunità di collaborare per la Rai alla copertura dei Mondiali di Francia 1998, a cui sarebbe seguita quella degli Europei del 2000. Divenuta giornalista pubblicista nel 2001, ha continuato per qualche tempo ad alternare trasmissioni dedicate allo sport ad altre sui temi più disparati.

È entrata in Sky nel 2003, dopo una veloce esperienza a Stream. La sua prima trasmissione nella nuova emittente è stata Sky Calcio Show, che introduceva le partite del campionato di Serie A. Nel frattempo non ha però rinunciato a qualche contratto prima con la Rai e poi con Mediaset, network per il quale ha condotto anche la prima stagione del reality Campioni, il sogno.


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Il fascino sul pubblico e la professionalità nell’affrontare il mestiere le hanno permesso anche di avere rubriche fisse su quotidiani come La Gazzetta dello Sport e interviste di rilievo come quella concessale nel 2006 da Muammar Gheddafi.

Attività e vita privata

Negli ultimi anni ha doppiato film (Eragon), recitato in pellicole italiane (L’allenatore nel pallone 2), scritto romanzi (Dove io non sono), condotto talk show politici ed ha avuto un figlio dall’attuale capitano e portiere della Nazionale, Gigi Buffon.

È ancora saldamente il volto di punta dello sport su Sky, anche se molti vedono già una sua erede in Diletta Leotta, che l’ha in un certo senso sostituita nel cuore di molti mentre era in maternità. Solo il tempo dirà se la ragazza che ora è il volto della Serie B (e che fino a pochi anni fa annunciava il meteo per Sky TG24) abbia le carte in regola per diventare la nuova D’Amico.

 

Fabio Caressa

La voce della Nazionale (e non solo)

Fabio Caressa, voce-guida delle telecronache calcistiche di SkySe Ilaria D’Amico è la più celebre tra le donne che lavorano a Sky Sport, Fabio Caressa lo è tra gli uomini. D’altronde, il giornalista romano è da anni la voce-simbolo delle telecronache della Nazionale italiana, una sorta di nuovo Pizzul dell’etere, anche se in realtà lui non lavora per la TV pubblica ma per un’emittente privata. In effetti, Caressa di gavetta ha dovuto farne parecchia, e se ora davvero lo identifichiamo con le partite degli azzurri – invece di farlo con un telecronista RAI – è perché il suo duro lavoro alla lunga ha pagato.

Fa il suo esordio nel mondo del giornalismo a metà degli anni ’80, lavorando per varie emittenti locali romane. Il desiderio, però, è di puntare più in alto, così si laurea in Scienze politiche alla LUISS e poco dopo si diploma, in America, in Public Speaking alla UCLA di Los Angeles. A tutto questo segue anche una specializzazione a Salamanca, in Spagna. Nel 1991 è così tra i primissimi a entrare a Tele+, diventando giornalista professionista nel 1994. Sul finire del decennio diventa una delle voci principali dell’emittente, alternandosi, nella cronaca dei posticipi della Serie A, con Massimo Marianella.

L’urlo ai Mondiali del 2006

Questo incarico gli dà grande notorietà e le sue telecronache, sempre molto documentate e spettacolari, lasciano presto il segno. Assieme a Beppe Bergomi, con cui inizia a fare coppia fissa, diventa la voce ufficiale dei videogiochi FIFA. Inoltre, man mano che Sky comincia a conquistare i diritti per le partite della Nazionale, lui ne diventa la prima voce. E questo ci porta direttamente ai Mondiali del 2006, dove, in particolare durante la semifinale con la Germania, lascia un segno probabilmente imperituro.

Negli anni ha poi collaborato con diverse testate – tra cui Guerin Sportivo e La Gazzetta dello Sport –, scritto libri sul calcio e non solo, condotto trasmissioni dedicate al poker e ai miti giovanili. Sul versante personale è sposato dal 1999 con un’altra giornalista e star del piccolo schermo come Benedetta Parodi, che a volte l’ha anche ospitato all’interno delle sue trasmissioni dedicate alla cucina. Oggi per l’emittente di Murdoch continua a seguire la Nazionale, ma si occupa principalmente di Champions League e di dirigere Sky Sport 24, il canale all-news completamente sportivo che gli è stato affidato nel 2013.

 

Guido Meda

L’uomo del Motomondiale

Guido Meda, il narratore delle imprese di Valentino Rossi e degli altri campioni del motociclismoDopo due giornalisti che si occupano principalmente di calcio, cambiamo settore. E facciamolo con un giornalista che a Sky in realtà non c’è da tanto tempo, visto che vi è entrato appena nel 2015. Ma Guido Meda vanta una carriera ormai quasi trentennale che l’ha reso una delle voci più inconfondibili del panorama giornalistico sportivo italiano.

Nato a Milano nel 1966, ha infatti esordito – dopo una breve esperienza a Il Giornale – sul finire degli anni ’80 a TeleCapodistria, emittente privata che, per l’epoca, era una delle preferite dagli appassionati. Il suo primo settore fu quello degli sport invernali: seguì vari Campionati del Mondo di sci e le Olimpiadi invernali, ottenendo anche alcuni premi.

Gli anni a Mediaset

Negli anni ’90 passò poi a Mediaset, occupandosi anche di altre specialità. Ad esempio, seguì e commentò cinque edizioni del Giro d’Italia, oltre a condurre programmi dedicati al fitness e agli sport vari. La vera svolta della sua carriera, però, arrivò nei primi anni Duemila, quando il network del biscione si assicurò i diritti del Motomondiale. La sua voce ha accompagnato così le vittorie di tutti i principali piloti, italiani e non, da Max Biaggi a Valentino Rossi. Il suo modo di raccontare le gare – partecipe e al limite del cardiopalma – contribuisce non poco al successo di questo sport in Italia.

Dopo anni di onorato servizio, però, nel 2014 Mediaset perde i diritti del Motomondiale, che passano a Sky. Per un anno Meda resiste al richiamo delle sirene, accontentandosi di commentare il Mondiale Superbike, ma nel 2015 decide di passare alla TV di Murdoch, venendo subito nominato Vicedirettore di Sky Sport e direttore della redazione Motori. Oltre a commentare le gare del MotoGP, conduce anche dal 2016 la versione italiana della storica trasmissione Top Gear.

 

Federico Buffa

Dal basket alle narrazioni

Federico Buffa, dal basket agli specialiCome stiamo imparando a vedere, varie sono le anime di Sky Sport. Non c’è solo il calcio, che comunque rappresenta sicuramente lo sport trainante (anche per gli abbonati), ma molto spazio è riservato pure ai motori e agli sport cosiddetti minori. Primo fra tutti il basket, sia nella sua dimensione italiana, sia in quella europea (con l’Eurolega), sia in quella delle superstar americane.

In apertura abbiamo scritto che la voce più rappresentativa di questo sport è quella di Flavio Tranquillo, che meriterebbe senza dubbio di stare in questa cinquina. Abbiamo però scelto di inserire non lui, ma il suo compagno di mille avventure, Federico Buffa. E l’abbiamo fatto semplicemente perché Buffa è ormai un personaggio-simbolo dell’emittente, capace di spaziare dal basket al calcio, dalle Olimpiadi al documentario quasi senza soluzione di continuità.


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Nato a Milano nel 1959, Buffa ha esordito nel mondo del giornalismo giovanissimo, collaborando con la rivista Superbasket di Aldo Giordani. Divenne giornalista pubblicista nel 1986, mentre parallelamente faceva la radiocronaca (assieme a Tranquillo) delle partite dell’Olimpia Milano e si laureava in giurisprudenza. Avvocato, praticò per qualche anno la professione di procuratore di diversi giocatori del campionato italiano, continuando a collaborare con varie testate.

Con Flavio Tranquillo a raccontare l’NBA

Negli anni ’90 passò alla TV, sempre assieme a Tranquillo. Prima lavorò per TeleCapodistria, poi passò a Tele+, commentando sia l’NCAA che l’NBA. Per quasi vent’anni raccontò tutte le gare più importanti del più bel campionato del mondo, esaltando le imprese di Michael Jordan e dei suoi più o meno degni eredi. Con Tranquillo ha formato a lungo una coppia affiatata, cementata anche dall’amicizia personale. Nelle varie rubriche di approfondimento che ha tenuto a lungo per l’emittente, però, cominciò presto a intravedersi il suo amore per le storie e la narrazione.

Nel 2014 così ha lasciato l’NBA per dedicarsi al calcio, sport che aveva saltuariamente commentato nelle varie trasmissioni Sky. L’emittente gli ha chiesto infatti di preparare una serie di approfondimenti – Storie mondiali – che conducano verso la Coppa del Mondo del Brasile. In Brasile poi ci è andato anche come inviato, ma il successo dei suoi minispettacoli lo ha portato a vararne altri, dedicati a campioni del calcio ma non solo. Negli ultimi tempi è approdato anche in teatro, allontanandosi – ma solo momentaneamente – dal piccolo schermo.

 

Gianluca Di Marzio

L’esperto di calciomercato

Gianluca Di Marzio, il grande esperto di calciomercato di SkyCi sarebbero molti giornalisti che meriterebbero di essere menzionati in questa lista. Ci sono maestri della telecronaca come Massimo Marianella, opinionisti raffinati come Giorgio Porrà, conduttori sempre più abili come Anna Billò e Marco Cattaneo. E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo. Abbiamo deciso di soffermarci però su Gianluca Di Marzio, un giornalista ancora giovane ma che si è conquistato in questi anni una grande fama soprattutto per la sua capacità di procacciarsi notizie a raffica sul calciomercato.

Nato nel 1974 a Castellammare di Stabia, è figlio di Gianni Di Marzio, allenatore che in quegli anni allenava Juve Stabia, Catanzaro, Napoli, Genoa, Lecce, Catania, Padova e una miriade di altre squadre. Proprio a Padova la famiglia – almeno per quanto riguarda moglie e figli – decise di stabilirsi ed è nella città veneta che il giovane ha frequentato l’università e ha fatto gli esordi da giornalista. Erano gli anni in cui la squadra patavina militava in Serie A e, lavorando per varie emittenti private, Di Marzio riuscì a farsi notare anche dalle TV satellitari. Cominciò così a collaborare prima con Tele+ e poi con Stream.

La trasmissione con Alessandro Bonan

Negli anni Duemila, con la nascita di Sky, è entrato a far parte della nuova squadra, nelle vesti sia di telecronista, sia di giornalista a tutto tondo. Nel giro di poco tempo si specializza nel mercato, intessendo una fitta rete di relazioni che gli permette di avere notizie ben fondate e prima della concorrenza. Questo suo talento, negli ultimi anni, si è fuso benissimo con quello di Alessandro Bonan all’interno della fortunata trasmissione Speciale Calciomercato.

 

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