Cinque ottimi libri sull’immigrazione in Italia

I migliori libri sull'immigrazione e l'Italia

Ecco cinque ottimi libri sull'immigrazione in Italia: vota il tuo preferito.

 
Quante volte abbiamo sentito usare la parola immigrazione in televisione, alla radio o l’abbiamo vista nero su bianco su un giornale locale? Negli ultimi anni ’90 e all’inizio del XXI secolo, con l’intensificarsi del fenomeno migratorio verso i confini europei, questo termine è diventato spesso protagonista di un dibattito politico o di un’edizione di un telegiornale. Non è raro trovarlo sulla bocca di un intellettuale, nel blog di un giornalista o sul social network di un famoso del momento che vuole dire la propria sull’argomento.

Immagini di migrazione

Forse più che la parola di per sé sono le immagini ad essa collegate a colpirci di più, prime tra tutte quelle delle tragedie, specialmente se si verificano vicine a noi, nel Mar Mediterraneo che bagna la bella penisola dalla forma di stivale. Ci troviamo bombardati da informazioni riguardanti la provenienza dei migranti, le loro condizioni, mentre rimbalzano nelle nostre orecchie i numeri dei morti affogati dopo l’affondamento di un barcone, quello dei sopravvissuti che affollano i centri per l’immigrazione o che si radunano vicino al filo spinato che li accoglie all’ingresso di un nuovo paese.

Tanti sono i volti, i discorsi, le testimonianze ma soprattutto le storie. Quella che segue è una piccola lista che racchiude racconti di migranti che hanno dato tutto per raggiungere l’Italia e ce l’hanno fatta. Piccoli aneddoti che, oltre a farci comprendere il fenomeno sotto vari punti di visti e nella sua pienezza, ci aiutano a dare un nome a coloro che approdano nel nostro paese, non solo un anonimo numero.


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Fabio Geda – Nel mare ci sono i coccodrilli

L’odissea di un ragazzo dall’Afghanistan all’Italia

Nel mare ci sono i coccodrilli è un libro pubblicato nel 2011, realizzato grazie a una serie di interviste al protagonista, Enaiatollah Akbari, che diffonde così il racconto del suo incredibile viaggio. Il romanzo biografico riporta, senza girarci troppo intorno, tutte le avventure del giovane ragazzino afgano di etnia hazara. Ena infatti ha solo all’incirca 10 anni (non è registrato all’anagrafe) quando la mamma lo abbandona in Pakistan per salvarlo dalle rappresaglie talebane.

Da quel momento il piccolo dal grande animo continuerà a vagare senza mai perdersi d’animo. Pakista, Iran, Turchia, Grecia e infine Italia. Quando giunge a Torino, ultima tappa del lungo percorso, non è più lo stesso bambino che ha cominciato il viaggio.

 

Giuseppe Catozzella – Non dirmi che hai paura

Una corsa dalla Somalia, contro il tempo, i pregiudizi e ogni avversità

Non dirmi che hai paura di Giuseppe CatozzellaLa storia raccontata in Non dirmi che hai paura è stata riportata su tutti i giornali ma presto dimenticata. Giuseppe Catozzella invece ha cercato di rivivere ogni tappa della giovane Samia Yussuf Omar per approdare in Europa con una meta ben chiara: i Giochi Olimpici di Londra 2012. Il romanzo, appassionante, pubblicato nel 2014, ha infatti come protagonista una ragazza dallo straordinario coraggio e soprattutto dalla talentuosa abilità nella corsa.

Fin da piccola Samia si ritrova a correre a tutta velocità per le strade di Mogadiscio, in Somalia. Le capacità fuori dal comune della giovane non hanno però speranza di brillare in uno dei paesi con il tasso di povertà e criminalità più alti al mondo, dove il vuoto di potere favorisce le azioni violente di gruppi religiosi e integralisti. Samia stupisce per la voglia di farsi notare, di gareggiare, nonostante questo comporti allenamenti notturni per sfuggire a qualsiasi critica, o peggio.

A Pechino

Grazie alla sua caparbietà riesce a partecipare a soli 17 anni alle Olimpiadi di Pechino 2008, arrivando ultima ma diventando un simbolo dell’emancipazione femminile, una luce in mezzo a un paese d’ombre. La strada però è ancora tutta in salita per Samia e l’unica alternativa per realizzare il suo sogno diventa il viaggio clandestino verso le coste europee. Ed è in questo istante che la storia unica della giovane ragazza dalle gambe magre ma velocissime si mescola a quella di tante altre e la sua voce si perde in un coro infinito.

 

Melania Mazzucco – Io sono con te

Il calvario dopo il lungo tragitto

Io sono con te di Melania G. MazzuccoMolti libri di immigrazione terminano la narrazione una volta che il protagonista ha raggiunto la sua Terra Promessa. Si fermano improvvisamente non appena il migrante in questione vede un’isola all’orizzonte, viene scaricato da un camion in un altro paese o, meglio, sente una mano amica arrivare in suo soccorso. E tutto quello che c’è dopo? Spesso viene raccontato in poche righe, semplificando con qualche parola la lotta di anni interi per ottenere un permesso di soggiorno o anche semplicemente una situazione stabile.

Questo libro invece è interessante proprio perché parte dall’arrivo, che è solo l’inizio di una nuova lunga ed estenuante serie di peripezie. Brigitte è disperata quando si ritrova a Roma, alla stazione Termini. Non sa dove sia, è denutrita e il suo corpo risente di abusi, maltrattamenti e qualsiasi trauma dovuto alla lunga odissea dal Congo fino all’Italia.


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Melania Mazzucco racconta la sua storia nuda e cruda, riportando il dolore di una madre di 4 figli e infermiera che si ritrova senza niente in un paese sconosciuto, ignara di dove si trovino i suoi piccoli. Brigitte, come chiunque di quelli che “ce l’hanno fatta”, è caparbia e riesce a raggiungere il Centro Astalli, dove troverà un primo soccorso.

La fine del percorso

Da qui però la donna dovrà lottare ancora con tutte le sue forze per far valere i propri diritti, dormirà ancora un po’ su di una panchina in un parco prima di ottenere un tetto sopra la propria testa. Soffrirà ancora prima di risentire la voce dei propri figli e avere ancora fiducia in se stessa così come ce l’ha in Dio. Melania Mazzucco la incontrerà verso la fine del percorso, quando il tragitto della serenità sarà vicino, scegliendola in mezzo a tanti volti senza conoscere cos’avrebbe detto di sé, ma sicura di volerlo scrivere in un libro.

Le due donne prenderanno man mano confidenza e Brigitte si aprirà alla scrittrice rivelando ogni retroscena del suo viaggio, prima e dopo mettere piede in Italia. Una storia pubblicata nel 2016 che rende anche con estrema chiarezza i diversi volti del Belpaese: quello inospitale, ancora inadeguato all’accoglienza, ma anche quello ricco di persone buone, di cuore e pronte a mettersi in gioco ed aiutare il prossimo.

 

Franca Longo e Angela Villani – Donne migranti si raccontano

Storie immaginarie che narrano la realtà di tutti i giorni

Donne migranti si raccontano, bel libro di Franca Longo e Angela VillaniUn po’ diverso è invece il libro proposto da due professoresse liceali, pubblicato nel 2016 col titolo Donne migranti si raccontano. Si tratta infatti di una raccolta di brevi testimonianze, tutte quante inventate, ma che traggono profonda ispirazione dagli avvenimenti dei primi decenni del Duemila.

Un libro che racchiude le voci femminili di ragazze e donne da diverse parti del mondo, riordinato partendo dalla più lontana in Perù, passando per Iran, Senegal, Ucraina, Italia e approdando in Grecia. In quest’ultima la figura della moderna donna migrante viene associata ad Andromaca, simbolo dell’emigrante strappato alla terra natia senza il suo consenso.

Le canzoni

Pur non trattandosi di testi biografici, queste pagine catturano perfettamente le emozioni delle figure femminili al lasciare la propria patria, sottoponendoci differenti casi e tipologie dell’emigrante. Inoltre, a dare al libro un aspetto più interessante c’è la musica. Infatti i racconti sono collegati dal fil rouge delle canzoni, sempre diverse a seconda della protagonista, che offrono un immaginario sottofondo alla narrazione.

 

Paolo Castaldi – Etenesh. L’odissea di una migrante

Un racconto visivo, tutto a fumetti

Etenesh, il fumetto di Paolo CastaldiLa particolarità di Etenesh, libro pubblicato nel 2011, non è tanto nella trama, quanto nel modo di esporla. Infatti, per quanto atroce e terribile, la storia di Etenesh si unisce a quella di molti altri uomini e donne provenienti dall’Africa. Paolo Castaldi però, per catturare l’attenzione del lettore sceglie di raccontare ogni singolo frammento utilizzando il disegno. Il fumettista riesce a rendere, attraverso l’arte visiva, quello che uno scrittore spiegherebbe con le parole più drammatiche del dizionario.

Un libro quindi, seppur sotto forma di fumetto, per niente leggero. Esso riporta con estremo realismo il viaggio di Etenesh. Le tappe sono numerose: dalla partenza ad Adis Abeba, in Etiopia, la donna passa in Sudan. Poi arriva nel pericoloso deserto del Sahara, dove dei trafficanti la rinchiuderanno in una prigione libica. Infine, l’ultima estrema fatica: il viaggio in gommone attraverso il Mediterraneo.

 

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