Jane Austen visse a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo ma, a centinaia di anni di distanza, le sue opere continuano ad avere un portentoso successo. Nonostante i primi ostacoli iniziali, dovuti anche al fatto che il loro autore portava la gonna, i suoi romanzi si distinsero sin da subito grazie alla scelta di abbracciare un genere letterario che, pur essendo quasi superato, venne restituito al suo splendore.

La scrittrice scelse infatti di remare controcorrente, di riproporre uno stile preromantico in un periodo in cui a prendere piede erano invece libri che evocavano il mito gotico, come il celebre Frankenstein.

A modo suo, Jane Austen decise addirittura di ridicolizzare queste tematiche in L’abbazia di Northanger. Nelle sue opere non vi è nulla di soprannaturale: bastano i semplici eventi del quotidiano a trascinare il lettore nelle famiglie di ceto medio dell’Inghilterra di inizio Ottocento.


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Sebbene non abbia mai contratto matrimonio, non si trattenne dal porre le storie d’amore alla base dell’opera, descritta dal punto di vista di un’eroina. Accanto alle indiscusse protagoniste femminili, spiccano però anche diversi personaggi maschili dalla personalità piuttosto complessa.

Spesso sono infatti avvolti da un alone di mistero ed è necessario avvicinarsi al finale per comprendere appieno ciò che si cela dietro ai loro comportamenti. Vediamone insieme cinque tra i più affascinanti.

 

1. Fitzwilliam Darcy

Un tripudio di sentimenti che sconfigge l’orgoglio

Fitzwilliam Darcy (interpretato da Matthew Macfadyen), protagonista di Orgoglio e pregiudizioÈ doveroso iniziare dal personaggio maschile per eccellenza: Fitzwilliam Darcy, uno dei protagonisti del più celebre capolavoro della Austen, Orgoglio e pregiudizio. L’atmosfera misteriosa che avvolge Darcy fa immediatamente calare il lettore nei panni di Elizabeth, che ci influenza con i suoi pregiudizi. In effetti, superata la curiosità iniziale, la sua personalità si mostra nel suo lato peggiore: quello scontroso e insopportabile.

Fitzwilliam Darcy non entra in scena subito: inizialmente l’autrice ci presenta la chiassosa e imbarazzante famiglia Bennet, dalla quale solamente Elizabeth sembra salvarsi o perlomeno avere il coraggio di distinguersi.

L’eroina incontra Darcy ad un ballo e, mentre tutti i presenti lo ammirano per il suo bell’aspetto e le sue ricchezze, lei lo disprezza, convincendoci a considerarlo superbo e altero. Darcy è in verità diverso da come sembra e risulterà sempre più attratto dall’intelligenza di Elizabeth, tanto che l’amore per questa ragazza finirà per scontrarsi con il suo orgoglio.

L’opinione sul suo carattere fu decisa. Era l’uomo più orgoglioso e antipatico del mondo e tutti sperarono che non si sarebbe mai più fatto vedere da quelle parti.

La giovane non sospetta dei sentimenti che Darcy prova nei suoi confronti e persino il lettore si meraviglia della sua proposta di matrimonio. Dopo l’ovvio rifiuto della secondogenita di casa Bennet, Mr. Darcy si rivelerà essere un uomo onesto, insofferente alla frivolezza della mondanità.

Il destino gli offre una seconda possibilità, poiché Elizabeth si pente dei suoi pregiudizi affrettati e la coppia potrà avviarsi verso un tenero lieto fine.

 

2. Edmund Bertram

La capacità di resistere agli eccessi

Edmund Bertram, personaggio di Mansfield Park, interpretato da Jonny Lee MillerMansfield Park fu pubblicato nel 1813, quindi nel pieno dell’epoca napoleonica. Tuttavia Jane Austen non attinge alla storia per tessere le sue trame: elementi contrastanti sullo sfondo di quest’opera sono la città e la campagna, il caos e l’ordine.

In questa continua contrapposizione emerge Edmund Bertram, il personaggio maschile a cui la protagonista Fanny Price è profondamente affezionata e che, a modo suo, riuscirà a salvare.

Edmund Bertram è un giovane che convive con il sogno di diventare pastore ed è anche l’unico che accoglie di buon grado Fanny non appena arriva nella tenuta di Mansfield. La ragazza è originaria di Portsmouth, una cittadina in cui il disordine regna sovrano.

La tranquillità e la pace di Mansfield si riflettono al meglio nella figura di Edmund che, a differenza dei suoi fratelli e dei genitori, comprende il disagio di Fanny nell’abituarsi ad un ambiente sconosciuto.

Da quel giorno Fanny si sentì più a suo agio. Sapeva di avere un amico, e la gentilezza del cugino Edmund le diede più buonumore che in presenza di tutti gli altri.

La personalità di Edmund mitiga gli eccessi di tutti gli altri personaggi. Solo Henry e Mary Crawford, inizialmente, sembrano avere la meglio. Mary, con il suo carattere superficiale, cerca in tutti i modi di abbindolare Edmund e per poco non riesce a convincerlo a rinunciare alla sua professione.

Nel giovane, però, non spariscono mai i valori più profondi di cui sembra essere l’unico portatore e alla fine sceglierà la timidezza e la bontà di Fanny.

 

3. George Knightley

L’arte di saper aspettare

George Knightley interpretato da Jeremy Northam in "Emma"Se in Mansfield Park Edmund Bertram ritrova se stesso grazie alla mite Fanny Price, in Emma è l’eroe maschile George Knightley a dover supportare la protagonista nelle sue scelte sbagliate e ad aiutarla a rimediare ai suoi errori.

In un romanzo costellato da personaggi frivoli e disposti ad assecondare i loro vizi, Mr. Knightley spicca grazie alla calma e alla maturità che fanno di lui il portatore di tutte le virtù che Mr. Woodhouse, Mr. Churchill e la stessa Emma non sembrano possedere.

Anche se pubblicato nel 1815, la situazione di Knightley rende Emma un romanzo attuale: è un uomo innamorato di una donna (Emma, per l’appunto) che non lo corrisponde, né sospetta dei suoi sentimenti.

Del resto, Knightley ha la sfortuna di essere tanto timido da non riuscire a dichiararsi, scoraggiato dalla considerevole distanza d’età che lo separa da lei. Sarà così costretto a soffrire in silenzio mentre Emma perderà la testa per Churchill.

[…] ma in quella discussione, Emma […] sentì che […] non aveva mai avvertito maggiormente la grande superiorità di carattere del signor Knightley. La felicità di un felicissimo giorno trovò il suo coronamento nella vivace contemplazione dei suoi meriti […]

Concentrata ad organizzare un matrimonio favorevole ad Harriet Smith e ammaliata dalle attenzioni di Churchill, la protagonista ignora i saggi consigli di Knightley.

È proprio quando Emma capisce di aver costretto Harriet ad escludere il miglior partito e di essere stata brutalmente ingannata dal suo corteggiatore che George Knightley viene finalmente apprezzato per le sue qualità e nemmeno i suoi diciassette anni in più convinceranno la giovane a non sposarlo.

 

4. Henry Tilney

La decisione prima di tutto

Henry Tilney, personaggio di "L'abbazia di Northanger", interpretato da J.J. FeildPur essendo una donna, Jane Austen non prova minimamente a creare protagoniste femminili a cui il lettore vorrebbe assomigliare: Elizabeth Bennet ed Emma sono avventate nelle loro considerazioni, Fanny Price è estremamente giusta e immobile, mentre Catherine Moreland, protagonista de L’abbazia di Northanger, è una anti-eroina piuttosto sciatta.

Sono quindi i personaggi maschili a dover emergere tirando in ballo le loro migliori qualità.


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Tutti loro, però, possiedono almeno un difetto che li strappa alla perfezione: Darcy si nasconde dietro alla maschera della superbia e Knightley tace più a lungo di quanto dovrebbe. Incolume sembra essere proprio Henry Tilney, che incarna al meglio l’umore e la ragione di cui tutti quanti, all’interno del romanzo e dell’universo austeniano, sono sprovvisti.

L’unica con cui può competere è Fanny Price ma, a differenza di quest’ultima, Tilney esprime le proprie opinioni senza tentennamenti.

Aveva la parola facile e spiritosa, i suoi modi erano arguti e scherzosi sicché lei, sebbene poco li capisse, ne era interessata.

Le coppie ideate da Jane Austen sono sempre ben amalgamate, non a caso l’ingenuità di Emma trova supporto nella saggezza di Knightley e anche Henry Tilney sembra creato appositamente per contrastare le insicurezze di Catherine.

Questo personaggio maschile, infatti, conversa quasi sempre con lei, spegnendo ogni suo dubbio riguardo la filosofia, la storia, la politica e tanti altri argomenti.

 

5. Frederick Wentworth

Il trionfo di un amore più forte del tempo

Frederick Wentworth, personaggio di "Persuasione", qui col volto di Rupert Penry-JonesL’abbazia di Northanger e Persuasione furono pubblicati in un unico volume nel 1818, un anno dopo la morte dell’autrice. Purtroppo Jane Austen si spense a soli quarantadue anni, al culmine del successo e nel pieno del suo genio letterario: proprio in Persuasione, infatti, si nota una certa maturità, una lieve nota che differenzia leggermente il romanzo da tutti gli altri.

È anche l’unico in cui la professione del protagonista maschile richiama esplicitamente la situazione storica dell’epoca.

Frederick Wentworth è un ufficiale della marina inglese fidanzato con Anne Elliot, una giovane appartenente ad una famiglia benestante. Onesto e lavoratore, Frederick ama sinceramente Anne, la quale viene però persuasa da Lady Russell, che fa leva sulla condizione sociale più umile del giovane e sul pericolo che comporta la sua professione, spingendo Anne a tirarsi indietro ad un passo dal matrimonio.

Questo inaspettato rifiuto appesantisce il cuore di Wentworth, che parte per sette lunghi anni.

[…] Come altri grandi uomini nella sfortuna, […] devo cercare di sottomettere la mia mente alla mia sorte. Devo imparare a tollerare di essere più felice di quanto non meriti.

Al suo ritorno in veste di capitano appare molto più umano di quanto non lo siano gli altri personaggi: non rappresenta né vizi né virtù, poiché la Austen giustifica ogni sua azione come una conseguenza dell’amore per Anne, che non è affatto scemato.

Nella sua volontà di fidanzarsi con un’altra donna c’è il tentativo di dimenticarla, ma alla fine vincerà il buon senso con cui rioffrirà il suo cuore alla stessa ragazza che l’aveva rifiutato e che si getterà tra le sue braccia.

 

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