Basta davvero poco, anche in città, per avere un piccolo orto domestico. Un balcone o un terrazzo spaziosi, vasi capienti, terriccio di qualità adatto alla pianta da coltivare, preferibilmente biologico, e le piante da balcone giuste sono sufficienti per ottenere un raccolto sano e gustoso, biologico e a chilometro zero. Una scelta, quella di dedicarsi alla coltivazione di un orto urbano, che, oltre a permettervi di risparmiare, almeno in parte, sulla spesa e a farvi sapere cosa mangiate, vi darà molte soddisfazioni. E vi permetterà pure di trascorrere un po’ della vostra giornata dedicandovi a una attività distensiva e rigenerante, con beneficio sul vostro umore.

Prima di vedere in dettaglio quali sono le cinque piante che garantiscono i risultati migliori e che sono perfette per stare su un balcone, voglio darvi però qualche consiglio generale. Innanzitutto riguardo ai vasi: devono essere grandi e di dimensioni proporzionate allo sviluppo (radicale e complessivo) che raggiungeranno le piante ospitate.

Ponete sempre sul fondo uno strato di uno o due centimetri di argilla espansa, un materiale molto leggero, o di ghiaia e sassolini, più pesanti, per favorire il drenaggio. I ristagni d’acqua, infatti, compromettono la salute delle radici, portandole all’asfissia e a marcire.

Il terriccio con cui riempirete i vasi è uno degli elementi più importanti per il successo dell’orto sul balcone: le nostre piante troveranno lì tutto il nutrimento di cui hanno bisogno. Dev’essere quindi di ottima qualità, friabile, meglio se biologico. Evitate quelli troppo torbosi.

Fondamentale, poi, è l’esposizione del vostro balcone. Se è esposto al sole per gran parte della giornata, potrete piantare di tutto.

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Al contrario, se è esposto a mezz’ombra scartiamo pomodori, zucchine e melanzane e mettiamoci verdure a foglia (lattuga, spinaci, valeriana, bietola, cicoria), cavoli, patate, sedano, ravanelli, cipollotti, aglio, erba cipollina, fragole e piante aromatiche come prezzemolo, melissa, menta, basilico.

Se scegliete di acquistare piante innestate (in tutti i garden troverete pomodori, melanzane e peperoni innestati), la coltivazione sarà inoltre ancora più facile, perché resistono molto bene alle malattie, allo stress da trapianto e ai cambiamenti atmosferici.

Quando trapiantate le piantine nel nuovo vaso, premete bene il terriccio affinché non resti aria intorno al panetto e le radici sentano subito il contatto con il nuovo substrato; annaffiate inoltre per compattare il tutto.

Se per i primi giorni vedete le piantine un po’ sofferenti, sappiate che è normale: è dovuto allo shock da trapianto. Si riprenderanno presto, non appena si saranno ambientate e le radici cominceranno a crescere.

Se, invece, seminate, ricordatevi di coprire i semi con uno strato di terra in proporzione alla grandezza dei semi e annaffiate con cura, in modo da permettere ai semi di interrarsi.

Detto questo, andiamo a vedere cinque piante ideali per essere coltivate in vaso, quelle, cioè, che vi daranno risultati sicuri e abbondanti e particolarmente adatte a chi è alle prime armi.

 

1. Zucchine

Le zucchine crescono facilmente in vaso e sono perfette per i principianti dell’orto domestico. Ogni pianta va posta in contenitori di almeno 50-60 cm di diametro (sono piante dall’apparato fogliare molto sviluppato e voluminoso) e profondi 40-50 cm.

Le varietà più adatte ai vasi sono quelle tonde (in particolare la Baby Round), la lunga gialla e, se avete la possibilità di mettere dei sostegni, le rampicanti (come la Tromboncino d’Albenga). Le potete piantare da fine aprile a giugno. Scegliete un terriccio fertile, ricco di sostanze organiche e biologico, oppure uno universale mescolato a letame pellettato.

Le piante di zucchineLe zucchine amano il sole e l’acqua. Per questo motivo le irrigazioni dovranno essere costanti e puntuali, tutti i giorni e, nel periodo estivo più caldo, anche due volte al giorno, la mattina presto e la sera dopo il tramonto.

Come proteggere la pianta

Le zucchine possono essere attaccate dagli afidi o dal fungo dell’oidio, che si sviluppa quando c’è molta umidità e che richiede un intervento tempestivo. Lo riconoscerete perché si formerà una patina bianca sulla pianta. In entrambi i casi, prodotti specifici reperibili nei garden vi aiuteranno a risolvere il problema.

Ricordatevi, infine, se amate i fiori di zucchina, di non raccogliere mai i fiori femminili, quelli che si sviluppano direttamente sulla sommità dell’ortaggio, altrimenti la zucchina cesserà di svilupparsi, ingiallirà e marcirà.

Raccogliete invece solo una parte dei fiori maschili, quelli che si sviluppano sullo stelo, un peduncolo lungo e sottile. Servono ad impollinare la pianta e a stimolare la crescita di altri fiori maschili. Se li togliete tutti, non mangerete più zucchine.

 

2. Lattuga

Per la lattuga scegliete un contenitore spazioso, alto 20-30 cm e largo 30 o 40 cm. Il mio consiglio è di optare per la semina delle varietà da taglio, rosse e verdi, i lattughini, e per il trapianto di quelle da cespo. In entrambi i casi scegliete un terriccio universale, fresco e, soprattutto, ben sciolto.

Se volete piantare della lattuga romana, preferite invece un terriccio leggermente argilloso, perché è una varietà che ha bisogno di più sostanze organiche per svilupparsi.

La lattugaPer quanto riguarda la semina, riempite il contenitore con il terriccio fino a un centimetro, un centimetro e mezzo dal bordo. Se fosse troppo secco, inumidite con uno spruzzino.

Spargete i semi a spaglio e copriteli con uno strato di terriccio sufficiente a “nasconderli“, alto non più, ad ogni modo, di mezzo centimetro. Annaffiate delicatamente e nel giro di pochi giorni (in genere dai 7 ai 10) la vedrete spuntare.

Qualche accorgimento

Non vi resta che annaffiarla con regolarità e di frequente fino a che non sarà pronta da tagliare, a 40-50 giorni dalla semina. I lattughini rivegetano di continuo, per cui, seminandoli, vi sarete assicurati un raccolto che durerà diversi mesi.

Per quanto riguarda le varietà da trapianto, l’accorgimento principale è quello di lasciare fuori il colletto e di annaffiare regolarmente. Evitate però gli eccessi, perché la lattuga, in caso di livelli di umidità troppo alti, può ammalarsi di marciume del colletto.

Tra una pianta e l’altra, inoltre, mantenete una distanza di 30 centimetri e non usate concimi troppo azotati. Dopo un mese o poco più sarà pronta.

 

3. Pomodoro

Tutte le varietà di pomodoro sono adatte alla coltivazione in vaso. Tenete comunque conto del fatto che le varietà innestate sono più robuste e resistenti, i ciliegini e i datterini (che, tra l’altro, occupano meno spazio) producono con maggiore abbondanza e costanza e che i cuor di bue e i san Marzano sono perfetti se cercate pomodori per le insalate o per la salsa.

Scegliete un terriccio con pH compreso tra 5.5 e 6.8, ricco di materia organica.

I pomodoriSi trapiantano ad aprile e fino a metà maggio in vasi di almeno 30-40 cm di altezza e 30 cm di diametro. Potete mettere a dimora i vostri pomodori subito insieme al tutore di sostegno oppure aspettare che crescano un po’ e raggiungano un’altezza di 30 o 40 centimetri.

Come prendersene cura

Le cure del pomodoro in vaso sono le stesse del pomodoro in pieno campo. In primo luogo devono essere collocati in pieno sole. Poi, durante tutto il periodo della crescita della pianta è bene innaffiarli regolarmente ma senza esagerare, almeno due volte a settimana, sempre nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente dopo il tramonto.

Il terriccio non deve, ad ogni modo, mai seccare. Non bagnate le foglie perché l’umidità favorisce la comparsa di malattie fungine. Se notate foglie che ingialliscono (segno di peronospora) o presentano cambiamenti nelle colorazioni, rivolgetevi al vostro garden di fiducia, per farvi consigliare i prodotti da applicare.

E procedete con regolarità alla sfemminellatura per le varietà a crescita indeterminata, quelle che si sviluppano continuamente in altezza. Rimuovete, cioè, i germogli ascellari, i polloni, con le dita o con le forbici, altrimenti le vostre piante produrranno troppi fiori e pochi frutti, che saranno anche più piccoli [1].

 

4. Basilico

Spazio alle piante aromatiche

Il basilico, come la maggior parte delle piante aromatiche, si presta molto bene alla coltivazione in vaso. Con qualche accorgimento, la piantina vivrà a lungo e avrete basilico fresco sempre a disposizione per molte settimane.

Potete sia seminarlo sia trapiantarlo. Se optate per la semina, cercate di tenere i semi radi. Una volta germinati (ci vorrà una decina di giorni), non lasciate tutte le piantine che nasceranno, ma una o due ogni 10 centimetri, sfoltendole una volta che hanno raggiunto i 3 centimetri di altezza e sono spuntate 4 o 5 foglioline.

Una pianta di basilicoAlcune ore prima di iniziare il diradamento annaffiate bene e poi, con molta delicatezza, estirpate le piantine in più trattenendo alla base, con una leggera pressione delle dita, quelle che vogliamo mantenere.

Se, invece, acquistate le piante da trapiantare, mettetele in ciotole (bastano anche 30 centimetri di diametro) o vasi rettangolari, alti 15-20 centimetri, riempiti con terriccio universale e soffice.

Abbiate cura di trasferirle con delicatezza nel loro nuovo ambiente per non spezzare gli steli, di annaffiarle tutti i giorni senza esagerare (è sufficiente mantenere la terra umida) e di cimarle regolarmente.

 

5. Fragola

Terminiamo la nostra cinquina di piante ideali da balconi con una pianta che produce frutta ed è anche molto decorativa: la fragola. Il periodo ideale per trapiantare le fragole è tra aprile e maggio, per alcune varietà fino a giugno.

Scegliete vasi rettangolari di almeno una quindicina di centimetri di larghezza. Quanto alla lunghezza regolatevi in base al numero di piante che volete trapiantare. Tra una pianta e l’altra, infatti, dovrete lasciare uno spazio di 10-15 centimetri.

Fragole come piante da balconeLe fragole amano il sole. Tuttavia, se la zona in cui abitate è caratterizzata da alte temperature e molto caldo, occorrerà metterle in una posizione luminosa ma riparata dai raggi diretti del sole che potrebbero bruciare le foglie e compromettere il raccolto. Scegliete un terriccio leggero con pH acido, compreso tra 5.5 e 6.5.

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Dopo il trapianto le fragole devono essere annaffiate regolarmente: il terreno deve essere sempre umido. Il momento migliore per annaffiarle è il mattino presto, prima che il sole arrivi a scaldare il terreno. Non bagnate mai le foglie o i frutti, per evitare malattie e marciumi.

La fine del ciclo produttivo

Le fragole in vaso producono frutti per molti anni consecutivi (in genere 4). Prima di giungere alla fine del loro ciclo produttivo, se sono in vasi abbastanza grandi, genereranno degli stoloni, cioè rami più lunghi e striscianti che, quando toccano il terriccio, mettono radici.

Staccateli dalla pianta madre e trasferiteli in altri vasi, in modo da avere per il futuro piante nuove.

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Note e approfondimenti

[1] Se volete approfondire, qui trovate una valida guida.

 

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