Cinque piatti tradizionali per il menù di San Valentino

La celebre scena del bacio in Lilli e il vagabondo

Ci avviciniamo, inesorabilmente come ogni anno, alla festa di San Valentino, la più amata dagli innamorati e la più odiata dai single, in cui – in quest’epoca dominata dai social network – pare quasi obbligatorio far conoscere al mondo in un caso la propria felicità e nell’altro la propria rabbia.

Tra tutte le tradizioni che sono legate a questa festa, però, l’aspetto che mi sembra possa unire sia gli entusiasti che i detrattori è quello del cibo, visto che San Valentino può diventare l’occasione per festeggiare davanti a un tavolo insieme al proprio partner ma anche, fregandosene delle convenzioni sociali, per consolarsi delle delusioni amorose con un po’ di cioccolato.

E allora, vediamo cinque piatti e pietanze che in Italia e in giro per il mondo sono considerati immancabili nel menù di San Valentino.

 

Pasta con crostacei e pomodorini

Una passione tutta italiana

Partiamo dai primi piatti, anche se ovviamente il momento clou arriverà verso la fine della nostra cinquina coi dolci, che sono e devono essere sicuramente il fulcro di un menù di San Valentino che si rispetti; ma cominciamo appunto con un primo perché non di sola cioccolata vive l’uomo, ma soprattutto perché anche la pasta, se ben cotta e ben condita, può diventare un potentissimo afrodisiaco.

Tradizionalmente due sono i condimenti immancabili per la pasta, che possono essere usati anche insieme: da un lato i pomodorini, succosi e rossi per dare anche una tonalità passionale al piatto, e dall’altro i crostacei, dall’aragosta alle vongole, o al limite i frutti di mare.

Tra le combinazioni più gettonate noi consigliamo in particolare le linguine alle vongole, gli spaghetti con pomodorini che fanno molto Lilli e il vagabondo (anche se là in realtà mangiavano spaghetti immersi in un sugo con polpette, come piace agli americani) e i tagliolini con polpa di granchio; oppure, per variare un po’, si possono tirare in ballo pure il salmone, l’avocado, i bucatini, il gratin o al limite, spendendo qualcosa di più, addirittura le ostriche.

 

Bistecca alla San Valentino

Le erbe del santo

Non farà piacere agli amici vegetariani, ma è innegabile che la carne al sangue sia spesso associata – a ragione o a torto che sia – alla passione; se poi a questo si aggiunge qualche tradizione posticcia su San Valentino ne vien fuori che questa bistecca sia una portata immancabile in un menù che si rispetti.

Partiamo dal santo e martire che dà il nome alla festa: per la verità, nella sua biografia gli appigli per farne il protettore degli innamorati sono ben pochi; figurano infatti solo un paio di leggende su come abbia fatto rappacificare due innamorati che litigavano o fatto volare qualche piccione innamorato.

Si dice, comunque, che fosse anche un medico – sempre ammesso che nel II secolo dopo Cristo si potesse parlare di medicina – abile soprattutto nell’indorare “la pillola” servendo i suoi intrugli conditi con spezie e miele per renderli più piacevoli al malato. Da qui, almeno nei paesi anglosassoni ma ripresa per altri motivi anche in Italia, sembra nascere la tradizione di una bella bistecca grigliata al sangue condita con erbette e spezie di vario tipo, ad esaltarne il sapore rustico e forte. Accompagnata, ovviamente, da un buon vino rosso.

 

Fonduta al cioccolato con fragole

L’apoteosi del foodporn

Arriviamo, come avevamo anticipato, rapidamente ai dolci, sicuramente il piatto forte in qualsiasi menù festivo, soprattutto in una festività in cui il cibo deve servire come preludio al romanticismo, stuzzicando i sensi tramite la gola. Due sono i piatti che abbiamo scelto a base di cioccolato, uno più “lussurioso” (nel senso tipico del meme #foodporn che tanto successo ha avuto recentemente sul web) e uno più moderato.

Partiamo dal primo, ovvero la fonduta di cioccolato in cui intingere le fragole: qui troviamo l’unione di due alimenti dal grande valore simbolico in questioni amorose come le fragole – che il mito vuole nate dalle lacrime di Venere mescolate al sangue dell’amato Adone – e il cioccolato, che a partire dal Seicento, quando si diffuse prima come bevanda e poi come prelibatezza allo stato solido in tutta Europa, venne costantemente associato alla tentazione.

Affogare le fragole nel cioccolato fuso è quindi probabilmente l’apoteosi della sensualità a tavola, sia perché i due alimenti stanno benissimo assieme, sia perché, come sosteneva addirittura Casanova, il cioccolato sarebbe un potentissimo afrodisiaco.

 

Torta al cioccolato e cioccolatini

Consigliati dai migliori latin lover

Abbiamo appena accennato a quanto sosteneva Giacomo Casanova nella Storia della mia vita, cioè che il cioccolato fosse non solo una tentazione per la gola, ma anche un aiuto non indifferente per i piaceri della carne; d’altronde, tra il Seicento e il Settecento la bevanda che solo più tardi verrà usata in pasticceria era considerata una sorta di panacea in grado di curare tutti i mali, dalla vecchiaia (pare che Voltaire ne bevesse dodici tazze al giorno in tarda età) alla depressione.

Studi recenti, d’altro canto, sembrano confermare quest’idea popolare, anche se non sono ancora del tutto conclusivi: pare che il cioccolato, soprattutto quello fondente, faciliti la circolazione sanguigna e il rilascio di endorfine, con effetti benefici su tutto il fisico e sull’umore. Sicuramente anche a causa di tutta questa tradizione il cioccolato è sempre stato associato all’amore e alla sensualità, pure in chiave consumistica, come dimostra l’esistenza stessa dei Baci Perugina, cioccolatini il cui confezionamento e la cui promozione commerciale gioca tutto sull’accostamento del cioccolato all’amore.

Una portata immancabile quindi può essere una pura e semplice torta al cioccolato – magari una Sacher – o direttamente dei meno impegnativi cioccolatini di varia foggia, alla gianduia o con un tocco di peperoncino.

 

Biscotti al miele

Dolcezze per spuntino

Concludiamo riprendendo brevemente la storia di Valentino, un santo che probabilmente ben poco s’interessava dell’amore carnale ma che ha avuto il destino di morire martire nel periodo dei lupercali, antiche festività pagane che si tenevano dal 13 al 15 febbraio attraverso cui i romani celebravano la fertilità e invocavano la protezione delle greggi.

Valentino, dal canto suo, era invece probabilmente solo un anziano vescovo di Terni con, come detto, un passato da esperto di erbe medicinali, che spesso accompagnava con qualche elemento dolce che ne mitigasse l’asprezza; e tra questi, secondo alcune leggende, figurava anche il miele, che oggi torna spesso e volentieri anche nei piatti tipici della sua ricorrenza, soprattutto nella composizione di biscotti.

I prodotti da forno al miele, magari preparati secondo forme che si addicono alla festività, sono un elemento tipico dei San Valentino del nord Europa, dove vengono serviti perlopiù a colazione o comunque fuori dai pasti principali, spesso nella variante dei cosiddetti honey rolls, dei panetti al burro sopra ai quali viene spalmato il miele direttamente dal vasetto.

 

Segnala altri piatti tradizionali per il menù di San Valentino nei commenti.

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