Come ben sanno all’estero, la Toscana è una terra meravigliosa: sia nelle città più popolose che nelle campagne e nei borghi si possono ammirare paesaggi incantevoli, assaggiare vini e cibi di grande pregio, scoprire architetture che hanno fatto la storia di questa forma d’arte. Già in passato vi abbiamo parlato di Firenze e sicuramente in futuro dedicheremo ampi articoli a Pisa, Lucca, Siena, Arezzo e le altre magnifiche – e celebri – città di questa regione, ma oggi vorremmo parlare di qualche centro più piccolo, che rischia di passare inosservato davanti a tanta concorrenza.

Abbiamo infatti selezionato cinque cittadine – tutte rigorosamente sotto i 50mila abitanti – che a nostro avviso bisogna visitare almeno una volta nella vita.

Come vedrete, sono anche piuttosto vicine tra loro (quantomeno a gruppi) e quindi potete unirle anche in un’unica giornata, se il tempo dovesse essere tiranno. Andiamo a scoprirle assieme, partendo da nord e proseguendo verso sud.

 

1. San Gimignano

Cominciamo da San Gimignano, città di poco più di 7mila abitanti in provincia di Siena, più o meno al centro del triangolo ideale che collega il capoluogo di provincia a Livorno e a Firenze e a pochi chilometri di distanza da Volterra, di cui parleremo a brevissimo.

Una cittadina talmente importante da avere il centro storico incluso all’interno della lista dei patrimoni dell’umanità protetti dall’UNESCO: infatti il centro cittadino ha mantenuto globalmente l’aspetto che aveva nel Duecento e nel Trecento ed è quindi uno degli esempi meglio conservati dell’urbanistica medievale.

Storicamente, il paese ha origini etrusche ma fu proprio dopo l’anno Mille che cominciò a svilupparsi anche dal punto di vista economico, soprattutto grazie alla favorevole posizione geografica e alla produzione di zafferano, che veniva smerciato in tutta Europa.

Proprio in questo periodo furono edificate le tipiche torri, che nel Medioevo erano più di 70 e oggi una quindicina, tanto che la città è stata ironicamente ribattezzata la Manhattan del Medioevo.

La Manhattan del Medioevo

Simbolo della città è forse la Chiesa Collegiata, grande esempio di romanico toscano con affreschi di Domenico Ghirlandaio e Jacopo della Quercia, alla quale bisogna affiancare, sul versante dell’architettura sacra, la Chiesa di Sant’Agostino.

Il centro nevralgico della città è però situato tra Piazza del Duomo e Piazza della Cisterna, fulcri della vita politica, religiosa ed economica nel Medioevo.

Posizionate all’incrocio tra la via Francigena e la strada che univa Pisa a Siena, le piazze ospitano il bel Palazzo Medievale – col Museo civico e opere di Filippino Lippi, Pinturicchio e altri –, il Palazzo Vecchio del Podestà e la torre Rognosa.

 

2. Volterra

A una quindicina di chilometri ad est di San Gimignano sorge Volterra, altra piccola gemma – conta solo 10mila abitanti – situata stavolta in provincia di Pisa, una gemma che ha acquisito recentemente una grande fama internazionale perché qui sono state girate alcune tra le più importanti scene di New Moon, secondo adattamento cinematografico della saga di Twilight.

D’altro canto, la città è stata spesso set di pellicole per il grande schermo, come nel caso di Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti, film a suo tempo vincitore del Leone d’oro a Venezia.

Anche qui l’origine è etrusca, come dimostrano alcuni reperti e scavi nei dintorni, ma la città rimase importante anche in epoca romana.

Di certo, i suoi monumenti principali sono però medievali, come il bel Duomo romanico innalzato tra il XII e il XIII secolo, di fronte al quale sorge anche il pregevole Battistero di San Giovanni, ma anche in generale la Piazza dei Priori, con l’omonimo palazzo che è il più antico di epoca comunale di tutta la Toscana.

La città dell’alabastro

In località Vallebuona, poi, meritano una visita gli scavi che hanno riportato alla luce, attorno alla metà del secolo scorso, l’antico Teatro romano, risalente al I secolo a.C.

Infine, la città è nota anche per le sue storiche botteghe in cui si lavora l’alabastro, che ha costituito per vari secoli la principale fonte di sviluppo economico della zona: a tal proposito, all’interno del Palazzo Minucci-Solaini e di fianco alla Pinacoteca cittadina è aperto l’interessante Ecomuseo dell’Alabastro.

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3. Cortona

Spostiamoci ora più a sud, nel triangolo formato da Siena, Arezzo e Orvieto, in quella Val di Chiana che fu elogiata da Goethe e da moltissimi altri intellettuali che, tra Settecento e Ottocento, compivano il loro classico tour italiano e rimanevano incantati dalle bellezze di questa terra.

Comune più meridionale della provincia di Arezzo, Cortona ha un’origine etrusca molto importante, tanto è vero che nel IV secolo a.C. rivaleggiò con la nascente potenza romana, ma visse un periodo di grande splendore anche nel Duecento.

Costruita su strade in perenne saliscendi, trova i suoi punti di massimo interesse nella Piazza della Repubblica – dove confluiscono le principali vie cittadine –, con il suo Palazzo Comunale costruito nel XII secolo sulle rovine dell’antico foro romano, e nella Piazza Signorelli.

Su quest’ultima si affaccia l’omonimo palazzo e soprattutto il Palazzo Casali, in cui è ospitato il MAEC, il Museo dell’Accademia Etrusca.

La Chiesa di Santa Maria Nuova

Infine, meritano di essere segnalati il Duomo, costruito attorno all’anno Mille e restaurato da Nicola Pisano nel XIII secolo ma con interni pienamente rinascimentali, la Fortezza Medicea e la Chiesa di Santa Maria Nuova.

Quest’ultima sorge appena fuori città, in direzione Castiglion Fiorentino, ed è un edificio che architettonicamente è un ottimo esempio dello stile rinascimentale. Presenta infatti una pianta a croce greca e fu costruita su progetto di Giorgio Vasari, che completò le idee iniziali del Cristofanello.

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4. Montepulciano

Una quindicina di chilometri più a sud, ma in provincia di Siena, incontriamo Montepulciano, comune di 14mila abitanti – che dalla Val di Chiana si avvia verso la Val d’Orcia – noto non solo per le sue bellezze architettoniche, la sua storia e i suoi monumenti, ma anche per i suoi vini e i suoi vigneti.

Proprio a questi ultimi non a caso abbiamo dedicato anche una delle foto della nostra galleria, dato che molte sono le aziende vinicole che, se siete appassionati, si possono visitare.

Fondata dagli etruschi nel IV secolo a.C., la città si è sviluppata soprattutto nel Medioevo, assumendo la configurazione tipica dei borghi di quel periodo, con tre cinte murarie e forma a “S”.

E proprio al centro si trova Piazza Grande, la principale della città, con la sua bella Cattedrale costruita sul finire del ‘500 grazie all’impulso del cardinal Bellarmino, nativo di Montepulciano e diventato celebre nella storia per aver cercato di mediare nei processi per eresia che la Chiesa stava portando avanti contro Giordano Bruno e Galileo Galilei.

Gli altri monumenti

Degni di menzione, nella stessa piazza, anche il Palazzo Comunale progettato da Michelozzo Michelozzi, il Palazzo Contucci e il Palazzo Capitano del Popolo, progettati invece da Antonio da Sangallo il Vecchio.

Altri monumenti che meritano un’occhiata sono, infine, la Torre dell’Orologio di Pulcinella, posta in piazza Michelozzo, e, fuori città, il Tempio di San Biagio, costruito nel XVI secolo attorno a un affresco trecentesco che raffigura la Madonna col bambino e San Francesco, affresco che era ritenuto miracoloso e da tempo oggetto di venerazione.

Anche questo tempio fu realizzato da Antonio da Sangallo il Vecchio utilizzando la pianta a croce greca e secondo i dettami del razionalismo rinascimentale.

 

5. Pienza

Come avrete notato, la bellezza dei borghi toscani che abbiamo scelto per comporre la nostra cinquina sta nel loro carico di storia spesso millenaria che ha trovato il suo apice però nel periodo medievale.

In quel periodo indubbiamente la Toscana divenne una delle regioni più importanti – se non, in assoluto, “la” regione più importante – d’Europa e forse del mondo sia dal punto di vista artistico che culturale.

L’ultima cittadina che abbiamo scelto – Pienza, posta a meno di una decina di chilometri proprio da Montepulciano – col Medioevo però non ha molto a che spartire, visto che fu creata in epoca rinascimentale e rappresenta forse il trionfo degli ideali architettonici ed urbanistici di quel periodo.

Fino alla metà del ‘400, infatti, questa città non esisteva. Sul suo luogo si ergeva invece un piccolo borgo chiamato Corsignano, che nel 1405 aveva dato i natali a Enea Silvio Piccolomini, esponente di una famiglia della nobiltà decaduta che però ebbe un’eccellente educazione e divenne un fine umanista, oltre che un bon vivant.

La città ideale scesa sulla terra

Com’era d’uso allora – in un’epoca in cui non ci si faceva ancora troppi problemi se un papa o un cardinale avevano figli illegittimi –, poté far carriera all’interno della gerarchia ecclesiastica e nel 1458 fu eletto papa col nome di Pio II.

Proprio in questa veste decise di dare nuova dignità al luogo che l’aveva visto nascere, fondando Pienza e affidandone l’edificazione, secondo i princìpi rinascimentali, all’architetto Bernardo Rossellino, già collaboratore di Leon Battista Alberti.

Proprio la possibilità di creare sostanzialmente da zero rese il piccolo centro – che anche oggi conta appena 2mila abitanti – uno dei più belli d’Europa: l’obiettivo era quello di portare in terra la “città ideale” in cui gli spazi urbanistici erano disegnati dalla razionalità e dall’equilibrio.

Tutto questo risalta in particolare in Piazza Pio II, inclusa dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità, in cui si affacciano il Duomo cittadino (che negli interni richiama anche certi elementi del gotico) consacrato dallo stesso papa, il Palazzo Comunale e Palazzo Piccolomini, tipico esempio di perfezione rinascimentale.

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