Cinque piccole protagoniste dei romanzi che ogni bambina dovrebbe conoscere

Le migliori bambine protagoniste di romanzi per l'infanzia

 
Uno dei problemi che spesso affrontano i genitori di oggi è quello di trovare un modo per far sì che i figli si avvicinino alla lettura, spesso comunemente rimpiazzata ormai non più tanto dalla televisione, ma piuttosto dai videogiochi e da qualsiasi apparecchio purché sia tecnologico. Questo vale tanto per i vivaci maschietti che per le dolci femminucce, ma è a queste ultime a cui rivolgeremo oggi la nostra attenzione.

Piccole eroine

Per invogliare le bambine a rimanere incollate alle pagine di un libro basta proporre loro romanzi che hanno per protagoniste eroine simili a quelle dei cartoni animati che tanto adorano. Certo, di sicuro le cinque sorelle March hanno ben poco a che vedere con Elsa e Anna, ma si tratta sempre di figure femminili in cui è facile immedesimarsi. Anche se vecchie di secoli, infatti, Piccole donne e le altre storie in voga tra Ottocento e Novecento e destinate ad un pubblico femminile hanno ancora molto da insegnare.

In effetti, se sono considerate dei classici un motivo ci sarà. Spesso queste protagoniste sono ben lungi dall’essere fiabesche: sono per lo più bambine o fanciulle che conducono una vita normale o addirittura sfortunata, ma grazie alla loro forza d’animo appaiono agli occhi delle piccole lettrici come autentiche principesse. Vediamone perciò insieme cinque che le conquisteranno in un battibaleno.


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Polly Milton

L’umiltà che può sempre essere indossata

"Una ragazza fuori moda", l'altro celebre libro di Louisa May AlcottDopo il clamoroso successo di Piccole donne, l’autrice della Pennsylvania Louisa May Alcott pubblicò nel 1870 il romanzo Una ragazza fuori moda, che ha per protagonista la quattordicenne Polly Milton, una giovane di campagna. Polly appartiene ad una famiglia numerosa, lavoratrice e piuttosto povera, per cui è comprensibile la sua meraviglia di fronte al lusso in cui vive invece la cugina Fanny Shaw, di cui è ospite in città.

Lo stupore viene però presto sostituito dalla delusione poiché Polly si rende conto che l’ambiente urbano è pregno di superficialità e che la ricchezza inaridisce i rapporti umani. È inoltre infastidita dai continui scherzi di Tom, il fratello di Fanny, e dai commenti dei loro amici circa il suo abbigliamento semplice e modesto. Amareggiata e con il cuore pesante, Polly parte, per fare ritorno in città sei anni dopo e diventare un’insegnante di musica.


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La giovane spensierata ha ceduto il posto ad una ventenne matura e seria, sempre ancorata agli stessi sani princìpi che le permettono di essere altruista. La sua generosità si dimostra soprattutto nei confronti della famiglia Shaw: dopo la rovina causata dal fallimento dell’azienda, Polly è l’unica a non voltarle le spalle. Con pazienza e dedizione, la protagonista ne salva tutti i componenti e soprattutto lo scapestrato Tom, che alla fine si scoprirà innamorato di lei.

 

Sara Crewe

La capacità di mettere gli altri al primo posto

Sara Crewe è la protagonista de "La piccola principessa"Protagonista creata dalla scrittrice inglese Frances Hodgson Burnett nel romanzo La piccola principessa (1905), Sara Crewe ha una personalità che contraddice le frivolezze smodate condannate dalla Alcott. La bambina, infatti, è l’unica erede della consistente fortuna del padre, ma non ostenta mai le sue ricchezze, anzi si dimostra infinitamente generosa e sempre disponibile ad aiutare le altre alunne del collegio londinese in cui vive da quando il padre è partito per un viaggio d’affari in India.

I valori che a quanto pare il genitore è riuscito a trasmetterle non vengono mai infranti, nemmeno quando la sua sfarzosa festa di compleanno va a monte a causa della notizia della morte del padre e Miss Minchin, la rettrice dell’istituto, la priva di ogni cosa e l’assume come sguattera. Nemmeno la perfidia di una preside avida riesce però a toglierle il bene più prezioso: l’affetto e la riconoscenza delle amichette che aveva soccorso e che continuerà ad aiutare.

La miseria, in realtà, la sciupa molto: per sconfiggere il freddo della soffitta in cui dorme e la fame si serve della sua fervida immaginazione, che diventa il motore in grado di farle sopportare quelle lunghe giornate. Tutte quelle privazioni verranno poi interrotte dall’arrivo di un signore misterioso. Si tratta di Ram Dass, un indiano che lavorava con il padre di Sara e venuto proprio per prendersi cura di lei.

 

Lady Jane

L’identità ritrovata

"La piccola Lady Jane"Era il lontano 1891 quando l’autrice statunitense Cecilia V. Jamison pubblicò il romanzo La piccola Lady Jane, la cui protagonista è facilmente intuibile grazie al titolo. È una storia che affascina perché si sviluppa principalemente nella New Orleans di fine Ottocento, all’epoca delle giovani linee ferroviarie e delle lettere o dei telegrammi come soli mezzi di comunicazione a distanza. È proprio su uno di quei vecchi e rudimentali treni che iniziano le avventure della piccola lady.

In viaggio insieme alla madre malata, la bambina, beneducata ma curiosa, non tarda a conquistare la simpatia del ragazzo seduto vicino a loro, che finirà per regalarle l’airone Tony. Una disgrazia da subito percettibile si avvera però poco dopo, quando la madre agonizzante perde i sensi in una strada di Gretna e viene soccorsa dalla perfida Madame Jozaine. La creola prenderà in custodia Lady Jane alla morte della madre e ne farà sparire le tracce.

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Trasferitasi a New Orleans con la sua nuova famiglia, la piccola conquista tutta la Rue des Bons Enfants con la sua bontà: dal vecchio ortolano Gé alla giovane invalida Pepsie e persino la misteriosa Diane, una musicista che non apre a nessuno le porte di casa sua. Madame Jozaine, preoccupata che la verità possa venire a galla, organizza quindi una fuga notturna per allontanarla dagli amici, i quali tuttavia non si daranno per vinti finché non salveranno Lady Jane.

 

Pollyanna Whittier

Il bello di ogni cosa

La copertina di "Pollyanna", un classico per l'infanziaDi elaborazione più recente è il personaggio di Pollyanna, protagonista dell’omonimo romanzo scritto da Eleanor H. Porter e pubblicato nel 1913. Negli Stati Uniti l’allegra bambina dall’ottimismo contagioso riscosse un successo strepitoso già dai primi giorni in cui il libro era in circolazione. Pollyanna è un personaggio impossibile da disprezzare e finisce inevitabilmente per destare ammirazione in qualsiasi lettore.

Eppure non avrebbe nulla di cui gioire: è rimasta orfana e all’improvviso si è ritrovata a vivere a Beldingsville insieme ad una zia che l’ha accolta più per il senso del dovere nei confronti della sorella defunta che per il sincero amore verso la nipote. La zia Polly è in tutto e per tutto l’antitesi della nipote: è scorbutica e strettamente severa e pare aver scordato cosa sia la felicità. Pollyanna però le vuole bene e la spiazza riuscendo a trovare sempre il lato buono in ogni situazione, mettendo in pratica un gioco insegnatole dal padre.

Grazie alla protagonista, quella sciatta cittadina del Vermont comincia a tingersi di vivacità, finché arriva il giorno in cui Pollyanna, a causa di un grave incidente, rimane priva di positività e perde nel gioco di cui è maestra. È in quel momento che tutte le persone che fino ad allora aveva strappato dalla tristezza l’aiutano a riacquistare il buonumore.

 

Amy Dorrit

Una vita di amore e devozione

Anche Dickens si cimentò con la letteratura per bambine con "La piccola Dorrit"Amy è la figlia minore della sua famiglia, per questo l’autore Charles Dickens ha intitolato il romanzo di cui è protagonista La piccola Dorrit, pubblicato tra il 1855 e il 1857. Mentre Sara Crewe si ritrova da benestante a povera, Amy vive inizialmente in una condizioni miserabile, ma in futuro le cose saranno destinate a cambiare.

Amy Dorrit nasce infatti in un carcere londinese dove il padre è detenuto per non essere riuscito ad estinguere i suoi debiti e dove quindi da anni risiede la sua famiglia. La personalità della piccola protagonista si dimostra subito in netto contrasto con l’ambiente in cui trascorre le giornate: è gentile e di compagnia, tanto che il padre ha occhi solo per lei, ma conquista anche il vecchio decano. Per questo la morte di quest’ultimo amplificherà il dolore già provato in passato per il decesso della madre.

La giovane Dorrit lavora inoltre presso i Clennam e s’innamora del padrone Arthur. Nel frattempo il padre riceve una ricca eredità grazie alla quale esce dal carcere per abbracciare un regime di vita agiato. Amy pare tuttavia disprezzare questo stile: sente scemare l’affetto del padre nei suoi confronti e teme che la dia in sposa a qualche ricco signore. Fortunatamente la morte del genitore la solleva da quel triste destino, lasciandola libera di preferire una vita modesta, ma accanto a colui che ama.

 

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