È innegabile che le quotazioni di Londra, negli ultimi vent’anni, siano cresciute enormemente. Capitale storica dell’Impero britannico, la città ha vissuto un momento di difficoltà – almeno nell’immaginario collettivo – nel dopoguerra, quando smise di essere il centro culturale, economico e politico del mondo, cedendo lo scettro a New York. L’esito della Seconda guerra mondiale, che era stato favorevole agli inglesi ma aveva spossato lo stato, fu in pratica quello di farle perdere smalto e vederla diventare una capitale di seconda fascia.

Uno smalto che invece la bella capitale inglese si è ripresa, appunto, negli ultimi anni. Il vigore dell’economia britannica ha di certo contribuito, ma il fascino di Londra sta altrove. Sta nella capacità di unire antico e moderno, teatri shakespeariani e grattacieli innovativi, quartieri operai e una city ricchissima ed opulenta.

Non è un caso che la città, pur non disponendo dell’alone romantico di Parigi o dei negozi di Manhattan, sia attualmente una delle cinque più visitate al mondo.


Leggi anche: Cinque memorabili attrazioni per bambini a Londra quando non piove

Proprio negli ultimi vent’anni, l’immagine di Londra si è rinnovata però anche attraverso i film. Vari registi hanno infatti deciso di ambientare nella capitale inglese le loro storie, partendo dalle commedie romantiche che negli anni ’90 hanno rilanciato il cinema britannico per arrivare a una gamma piuttosto ampia di generi, che spazia dal dramma all’action movie.

Ma quali sono stati i film più memorabili ambientati nella swinging London di ieri e di oggi? Ne abbiamo scelti ben dodici, anche se sui primi cinque, come al solito, ci soffermeremo più a lungo.

 

1. Blow-Up

Come abbiamo scritto, il dopoguerra per Londra non fu un gran periodo. Stremata e semidistrutta dai bombardamenti nazisti, la città stentò a riprendersi.

Riacquisì un ruolo centrale, almeno nel panorama europeo, solo negli anni ’60, quando nacque la cosiddetta swinging London; una città moderna, dinamica, in cui la musica della british invasion si mescolava alla moda. Una città che il nostro Michelangelo Antonioni decise di ritrarre nel suo primo film in lingua inglese, Blow-Up, diretto nel 1966.

Blow-Up Trailer (1966)

Il film fu un grande successo e divenne uno dei più premiati della carriera del regista ferrarese, guadagnandosi la Palma d’oro a Cannes e due nomination agli Oscar. La trama era da film giallo, ma completamente atipico.

Un fotografo di moda che ha anche interesse per la realtà sociale della capitale inglese si imbatte, all’inizio senza accorgersene, in un omicidio che si verifica in un parco londinese. Le sue indagini, però, arrivano a un punto morto, fino a quando il protagonista non pensa addirittura di essersi immaginato tutto.

Centrale è il ruolo della fotografia e del suo rapporto con la realtà, mentre sullo sfondo fanno capolino la moda del tempo (ispirata anche al playboy Gunter Sachs), la musica degli Yardbirds di Jimmy Page e Jeff Beck, le droghe e gli hippie.

      

 

2. Notting Hill

Non mancarono, negli anni ’60 e ’70, altri film che cercarono di ritrarre la capitale inglese, come Arancia meccanica (in cui la città era però deformata dall’occhio di Kubrick) o Repulsione di Roman Polanski, ma è, come anticipavamo, solo a partire dagli anni ’90 che Londra torna davvero in auge al cinema.

Sliding Doors, Love Actually, Lock & Stock, About a Boy sono solo alcuni dei numerosi titoli che si potrebbero citare. In molti casi, si trattava di commedie garbate, spesso d’amore, in cui un ruolo rilevante era dato ad alcuni begli uomini inglesi. E il bello per eccellenza, allora, era senza dubbio Hugh Grant.

Notting Hill – trailer ita Hd

Notting Hill, uscito nel 1999 per la regia di Roger Michell, fu forse il maggior successo di questo filone, sceneggiato da quel Richard Curtis che mise lo zampino in moltissimi progetti del periodo. La storia era semplice, quasi fiabesca.

Nel caratteristico quartiere di Notting Hill, il giovane libraio William Thacker si imbatte per caso in una celeberrima attrice, Anna Scott, interpretata da Julia Roberts. Tra i due nasce l’amore, nonostante lui sia un uomo qualunque e lei una diva di Hollywood.

A frapporsi tra loro, però, sono la fama e i paparazzi, tanto che la storia rischia di tramontare. Girato realmente nelle strade del caratteristico quartiere londinese, il film ebbe un successo enorme: basti dire che, costato 42 milioni di dollari, ne fruttò circa 500 solo nei cinema.

      

 

3. Il diario di Bridget Jones

Hugh Grant ritorna anche in un altro blockbuster del periodo, Il diario di Bridget Jones, uscito nei cinema nel 2001. In questo caso, la pellicola nasceva da un antecedente letterario, e anzi in un certo senso giornalistico.

Helen Fielding, l’autrice, aveva infatti cominciato a raccontare le disavventure della trentenne Bridget sulle colonne del quotidiano The Independent a ritmo settimanale. Il successo della rubrica l’aveva portata poi a pubblicare un romanzo nel 1996, capace di vendere più di 10 milioni di copie in tutto il mondo.


Leggi anche: Cinque sitcom inglesi divertenti

Da lì al cinema il passo fu brevissimo. Ingaggiati Hugh Grant, Colin Firth e soprattutto Renée Zellweger, la pellicola fu sceneggiata dalla stessa Fielding assieme a Andrew Davies e al solito Richard Curtis e diretta da Sharon Maguire.

Una nevrotica trentenne interpretata da Renée Zellweger

Vagamente ispirata a Orgoglio e pregiudizio, la storia segue le vicende di una single trentenne non particolarmente fortunata in amore.

Contesa tra il bello ma inaffidabile Daniel Cleaver e il più tranquillo, ma apparentemente noioso e altero, Mark Darcy, Bridget cerca la sua strada nella vita, combattendo anche con problemi di peso e qualche bicchierino di troppo. Nel film si vedono vari scorci di Londra, dal Tate Modern a vari (e veri) pub del sud-est della capitale.

Bridget Jones ALL BY MYSELF

Anche in questo caso il riscontro economico fu ottimo, perché i 28 milioni di dollari investiti ne fruttarono 280. In molti, inoltre, elogiarono la prova della Zellweger, che rese in maniera assai convincente il personaggio.

Il film ha avuto due sequel: Che pasticcio, Bridget Jones!, uscito nel 2004, e Bridget Jones’s Baby, che uscirà il prossimo autunno.

      

 

4. V per Vendetta

Esaurita la vena delle commedie romantiche, che tanto successo hanno portato al cinema inglese del periodo, a partire dalla metà degli anni Duemila Londra è stata protagonista di storie diverse, a volte cupe e a volte drammatiche.

Il tempo della spensieratezza, nell’era degli attacchi terroristici e della disaffezione dalla politica, sembrava d’altra parte essere finito. Nel 2005 uscì così V per Vendetta, film diretto da James McTeigue e tratto dal fumetto V for Vendetta di Alan Moore.

V per Vendetta: il discorso di V.

A interpretare i ruoli dei protagonisti furono chiamati Hugo Weaving – che però non si vede mai distintamente in faccia – e di Natalie Portman, mentre la sceneggiatura fu preparata dai fratelli Wachowski, già autori di Matrix.

Far saltare in aria il Parlamento

La storia è quella di un futuro distopico non troppo lontano, in cui il potere in Gran Bretagna è stato preso da un partito di stampo fascista. Annullate le libertà individuali in cambio di una pace interna duratura, il governo ha perseguitato tutte le minoranze (etniche, religiose e omosessuali), anche grazie al controllo dei mass media.

Ad opporsi a tutto questo è il fantomatico V, un terrorista che agisce con la maschera di Guy Fawkes – lo storico responsabile della Congiura delle polveri – e che in passato è stato probabilmente torturato dal regime.

Londra si vede durante tutto il film, ma è soprattutto il finale, con l’esplosione del Parlamento, a risultare emblematico e a restare impresso negli occhi degli spettatori.

      

 

5. Il discorso del re

Concludiamo la prima parte del nostro articolo con una pellicola molto bella, che in altri tempi forse sarebbe rimasta confinata nei circoli intellettuali, ma che ha avuto invece un grande successo internazionale.

Stiamo parlando de Il discorso del re, film del 2010 che si inserisce all’interno del filone – abbastanza corposo in quegli anni – dei film dedicati ai reali inglesi e alla loro vita privata.

La balbuzie di Giorgio VI

Al centro della trama c’è stavolta re Giorgio VI, il padre di Elisabetta II, che regnò sull’Impero britannico tra il 1936 e il 1952 e attraversò quindi il difficile periodo della Seconda guerra mondiale.

Basato sulla biografia del logopedista australiano Lionel Logue, il film racconta la vera storia del rapporto tra quest’ultimo il re. Giorgio VI, infatti, soffriva di una forma di balbuzie che gli rendeva difficile il parlare in pubblico.

Trailer ufficiale del film IL DISCORSO DEL RE

Un problema non da poco nell’epoca in cui la radio entrava in tutte le case e il ruolo del sovrano diventava sempre più quello di guida morale e di sostegno dei propri sudditi. Da qui, la decisione di “Bertie”, su insistenze della moglie, di rivolgersi al luminare proveniente dalle colonie, che aveva però metodi non ortodossi.

Diretto da Tom Hooper, il film è magistralmente interpretato da un trio di grandi attori: Colin Firth (che vinse l’Oscar e il Golden Globe), Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter (entrambi in nomination nei due premi).

      

 

Altri 7 film ambientati a Londra, oltre ai 5 già segnalati

Se i cinque film che vi abbiamo presentato finora non vi bastano, ce ne sono molti altri ambientati a Londra che meritano una visione. Qui di seguito ne trovate come promesso altri sette di buon valore e di generi anche molto diversi tra loro.

 

Love Actually

Love Actually è una commedia britannica del 2003 scritta e diretta da Richard Curtis. All’epoca quest’ultimo era all’apice della carriera: aveva ottenuto infatti ampi consensi come sceneggiatore lavorando a Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones.

Non era ancora passato dietro alla macchina da presa, ma i produttori lo convinsero a farlo in quest’occasione, fornendogli anche un cast stellare composto da Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Keira Knightley, Liam Neeson, Bill Nighy, Alan Rickman, Rowan Atkinson, Martin Freeman, Chiwetel Ejiofor, Billy Bob Thornton e perfino Claudia Schiffer.

Paddington

Paddington, in Gran Bretagna, vuol dire molte cose. In primo luogo è un quartiere di Londra che sorge nella City of Westminster. In secondo luogo, esistono due stazioni – una della metropolitana e una dei treni – che sorgono proprio in quella zona e portano quindi quel nome. Infine, Paddington è anche un popolare personaggio per bambini.

Creato dallo scrittore Michael Bond nel 1958, quest’ultimo è stato di recente portato sul grande schermo grazie ai prodigi degli effetti speciali. Paddington è infatti un piccolo orso che però parla e agisce come un essere umano. Arriva a Londra dal Sudamerica e lì cerca di ricostruirsi una vita, con l’aiuto della famiglia Brown.

 

La talpa

Londra è una città dai molti volti; per parecchio tempo è stata forse anche per questo una delle capitali dello spionaggio, sia quello reale che quello cinematografico. Non è un caso che la letteratura e il cinema inglesi siano pieni di spie, da James Bond in giù.

La talpa è un bel film del 2011 tratto dal romanzo omonimo dello specialista John le Carré. Ambientato negli anni ’70, si concentra sulle ricerche che vengono effettuate all’interno dei servizi segreti britannici per trovare un agente che fa il doppio gioco per i russi.

Piccoli affari sporchi

Londra è una città da sempre multietnica, che però soprattutto negli ultimi decenni ha visto mescolarsi decine e decine di immigrati provenienti da paesi diversissimi (anche italiani). Piccoli affari sporchi si concentra su quelli più poveri, spesso sfruttati e costretti a compromessi estremi per sopravvivere.

Diretto da Stephen Frears, il film segue le vite di Okwe, un medico nigeriano costretto a lavorare come portiere d’albergo e tassista, e di Senay, una cameriera turca. Dopo vari problemi, i due decidono di lasciare la città, ma per farlo hanno bisogno di soldi e passaporti.

 

Sherlock Holmes

Sherlock Holmes è un personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni. Creato da sir Arthur Conan Doyle nel 1887, è divenuto l’archetipo dell’investigatore e in particolare del detective “british”, molto compassato e acuto. Numerosi adattamenti cinematografici e televisivi hanno sottolineato, anzi, questi suoi particolari tratti caratteriali.

Nel 2009 però è comparsa nei cinema una versione molto più d’azione che ha cercato di rinnovare e attualizzare il mito di Holmes. Si trattava di Sherlock Holmes, film diretto da Guy Ritchie e interpretato da Robert Downey jr. nel ruolo del detective e da Jude Law in quello del suo assistente John Watson.

Sliding Doors

Sliding Doors è un film del 1998 molto curioso, che all’epoca ebbe un ottimo successo e contribuì a lanciare la carriera di Gwyneth Paltrow. L’attrice britannica, infatti, vi interpretava la giovane protagonista, Helen, una ragazza appena licenziata dal suo lavoro.

Il film però seguiva due trame parallele, anzi addirittura due realtà parallele: in pratica ci mostrava cosa sarebbe accaduto se Helen fosse riuscita a prendere o meno la metropolitana per tornare a casa dopo quel brusco licenziamento. Assistevamo così a come la vita possa cambiare in seguito ad un avvenimento banale, ma anche ripresentarsi uguale.

 

About a Boy

About a Boy è il titolo originale di un bel romanzo di Nick Hornby, scrittore londinese che ha avuto un certo successo negli ultimi vent’anni. Ed è anche il titolo del film che ne è stato tratto nel 2002, per la regia dei fratelli Weitz e l’interpretazione di Hugh Grant e di un giovane Nicholas Hoult.

La storia è quella dell’incontro tra un quarantenne londinese, il ricco e sfaccendato Will, e un ragazzino di dodici anni, Marcus, con qualche problema a intrattenere relazioni coi suoi coetanei. Tra i due nasce una strana amicizia che porterà sconvolgimenti in entrambe le vite.

 

 

Segnala altri bei film ambientati a Londra nei commenti.