15 poesie sull’autunno da imparare a memoria

Le più grandi poesie sull'autunno

Abbiamo avuto un autunno particolarmente caldo, almeno nei primi mesi. Poi, all’improvviso, tre o quattro settimane fa, la temperatura è calata, le foglie sono crollate a terra tutte insieme ed è spuntata la nebbia. Ora, così, siamo nel bel mezzo di quella stagione che suscita sempre una certa malinconia, ma ha anche un fascino non indifferente. E che ha spesso ispirato i poeti.

A scorrere infatti le raccolte dei più grandi autori, è abbastanza frequente incappare in almeno una lirica che sfrutti questa stagione come metafora della vita, o delle sue delusioni.

Abbiamo cercato di raggruppare quelle che ci sembravano più interessanti, rivolgendoci sia ad un pubblico di adulti che di bambini, a cui l’autunno e le stagioni in generale piacciono particolarmente. Eccole, con anche quale riga sull’autore.


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1. Autunno

Poesia di Roberto Piumini

Roberto Piumini
Per chi si occupa di infanzia, il nome di Roberto Piumini non è certo nuovo. Anche noi nel nostro piccolo lo abbiamo citato per una sua poesia sulla Pasqua, ma più in generale il pedagogista bresciano è noto per i suoi libri per bambini pubblicati, tra gli altri, da Mondadori, Einaudi, Giunti, Salani e altri1.

Qui abbiamo scelto una sua poesia che celebra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, che coincide anche con l’inizio dell’anno scolastico.

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!

   

 

2. Foglie gialle

Poesia di Trilussa

Trilussa nel 1915
Le foglie sono al centro anche della poesia di Trilussa che abbiamo scelto. Una lirica popolare, com’era nelle abitudini del poeta romano, che però fonde la semplicità del linguaggio con immagini malinconiche.

Di Trilussa abbiamo già scritto altrove, mostrandone anche il lato ironico e scanzonato. Qui ci preme sottolineare come Carlo Alberto Salustri – questo il suo vero nome – fosse un autore più complesso di quanto la tradizione e la forma delle sue composizioni possano far pensare.

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle
spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?

   

 

3. Veder cadere le foglie

Poesia di Nazim Hikmet

Nazim Hikmet è stato uno dei più grandi poeti del Novecento. Uno scrittore capace di giocare con le parole, di creare atmosfere incredibili dall’accostamento di elementi molto comuni. Un autore che, forse proprio per questa sua innata capacità, fu perseguitato per tutta la vita nel suo paese, che mal digeriva le sue idee politiche.

Nazim Hikmet, al centro, a Berlino nel 1952 (foto di Horst Sturm dagli Archivi Federali Tedeschi)
Nazim Hikmet, al centro, a Berlino nel 1952 (foto di Horst Sturm dagli Archivi Federali Tedeschi)

Il meglio l’ha dato nelle poesie d’amore, soprattutto quelle venate da un retrogusto amaro. Anche questa sua poesia autunnale, però, è particolarmente riuscita.


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Veder cadere le foglie mi lacera dentro,
soprattutto le foglie dei viali.
Soprattutto se sono ippocastani,
soprattutto se passano dei bimbi,
soprattutto se il cielo è sereno,
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia,
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male,
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami,
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro,
soprattutto le foglie dei viali,
dei viali d’ippocastani.

   

 

4. L’estate è finita

Poesia di Emily Dickinson

La vita di Emily Dickinson fu, a suo modo, autunnale. Dopo un’adolescenza e una giovinezza relativamente felici, la poetessa americana si rinchiuse gradualmente in casa sua, passando gran parte della sua vita all’interno della propria camera.

Emily Dickinson, una delle poetesse più amate
Alla base di una scelta così radicale, una fastidiosa malattia agli occhi, ma anche una certa difficoltà nel relazionarsi col mondo esterno. La poesia che abbiamo scelto, però, deriva da una fase della vita in cui era ancora ricca di speranza e quasi ottimista.

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

   

 

5. Autunno

Una poesia tradizionale giapponese

Passiamo ora ad una poesia anonima, che deriva dalla tradizione giapponese. Come sapete, nel paese del Sol Levante la poesia è da sempre intimamente legata alle stagioni.

Esempio classico sono gli haiku, componimenti molto brevi che partono proprio dall’osservazione di un elemento naturale, che sia un animale o una pianta. Componimenti di tre, quattro o cinque versi, in cui è presente anche una svolta che rivela il carattere universale del tema poetico.

Ramoscelli autunnali
Anche la breve poesia che trovate qui di seguito, pur non rispettando del tutto il canone metrico dell’haiku, appartiene a questo filone.

E l’usignolo geme.
Quale affanno lo preme?
Ecco: l’estate muore.
Tutti i suoi canti insieme
non salveranno un fiore.

   

 

Altre 10 poesie sull’autunno, oltre alle 5 già segnalate

Se le cinque poesie che vi abbiamo presentato finora non bastano, qui di seguito ne trovate altre dieci, anch’esse frutto del lavoro di alcuni importanti poeti. Da Apollinaire a Ungaretti, da Pasternak a Quasimodo, c’è spazio per tutti i più grandi autori di liriche. Eccole.

 

Autunno di Guillaume Apollinaire

Passano nella nebbia un contadino storto
e il suo bue,
lentamente, nella nebbia d’autunno
che nasconde i tuguri poveri e vergognosi.
E, mentre s’allontana, il contadino canta
una canzone triste dell’amore infedele,
che parla di un anello e d’un cuore spezzato.
Oh, l’autunno,
l’autunno ha sepolto l’estate!
Passano nella nebbia due figurine grigie.

Bosco d’autunno di Boris Pasternak

Ha messo chiome il bosco d’autunno.
Vi dominano buio, sogno e quiete.
Né scoiattoli, né civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell’autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.

 

Giardino di Dino Campana

Al giardino spettrale al lauro muto
De le verdi ghirlande
A la terra autunnale
Un ultimo saluto!
A l’aride pendici
Aspre arrossate nell’estremo sole
Confusa di rumori
Rauchi grida la lontana vita:
Grida al morente sole
Che insanguina le aiole.
S’intende una fanfara
Che straziante sale: il fiume spare
Ne le arene dorate: nel silenzio
Stanno le bianche statue a capo i ponti
Volte: e le cose già non sono più
E dal fondo silenzio come un coro
Tenero e grandioso
Sorge ed anela in alto al mio balcone:
E in aroma d’alloro,
In aroma d’alloro acre languente,
Tra le statue immortali nel tramonto
Ella m’appar, presente.

Autunno di Vincenzo Cardarelli

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

 

Già la pioggia è con noi di Salvatore Quasimodo

Già la pioggia è con noi,
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.

Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno.

Foglia appassita di Hermann Hesse

Ogni fiore vuol diventare frutto,
ogni mattino sera,
di eterno sulla terra non vi è
che il mutamento, che il transitorio.
 
Anche l’estate più bella vuole
sentire l’autunno e la sfioritura.
Foglia, fermati paziente,
quando il vento ti vuole rapire.
 
Fai la tua parte e non difenderti,
lascia che avvenga in silenzio.
Lascia che il vento che ti spezza
ti sospinga verso casa.

 

Violini d’autunno di Paul Verlaine

Singhiozzi lunghi
dai violini
dell’autunno
mordono il cuore
con monotono
languore.
Ecco ansimando
e smorto, quando
suona l’ora,
io mi ricordo
gli antichi giorni
e piango;
e me ne vado
nel vento ingrato
che mi porta
di qua e di là
come fa la
foglia morta.

Dopo la nebbia di Giuseppe Ungaretti

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo.

 

La prima pioggia di Marino Moretti

Scendon le gocce della prima pioggia
che sui selciato ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l’ardore delle sue bacche scarlatte.
E le foglie chiacchierine
parlano dell’autunno che ritorna
e che sotto la pioggia fine fine
di pampini e di bacche agile s’adorna.

Filastrocca settembrina di Gianni Rodari

Già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!

 

Da condividere sui social

L'estate è finita di Emily Dickinson

 

E voi, quale poesia sull’autunno preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Se volete approfondire la sua opera, qui trovate il suo sito ufficiale.

 

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