Più di qualcuno, nelle ultime settimane, ha scritto che Zerocalcare è stato il “fumettista del 2013”, l’unico capace di emergere sostanzialmente dall’anonimato e diventare un nome nuovo capace di attirare l’attenzione non solo dei soliti addetti ai lavori, ma anche di un pubblico di lettori saltuari di fumetti. Tutto questo è indubbiamente vero, e ci sembra di poter dire che una componente essenziale del successo del giovane autore – all’anagrafe Michele Rech, classe 1983 – sia la rete e in particolare il suo blog.

Zerocalcare.it è stato aperto nel 2011, a supporto del lancio del suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, realizzato su incoraggiamento e guida di Makkox, un altro fumettista che proprio grazie al web era riuscito a farsi conoscere, poco tempo prima, dal grande pubblico.

Oggi Rech ha pubblicato vari altri volumi che hanno fatto furore soprattutto, come d’obbligo, nelle librerie online: nel 2012 è uscito Un polpo alla gola, mentre l’anno scorso i libri sono stati addirittura due, Ogni maledetto lunedì su due – che raccoglie proprio i post del suo blog – e Dodici. Ma se buona parte del suo successo nasce dal blog, allora perché non ripercorrerne la storia, individuandone cinque post memorabili? È quello che abbiamo provato a fare.

 

Perché non possiamo dirci trentenni

12 marzo 2012

Partiamo da questa storiellina pubblicata nel marzo del 2012, pochi mesi dopo il lancio del sito e prima che il suo nickname diventasse famoso nel mondo del fumetto non solo indipendente italiano: il tema, emblematicamente, è quello generazionale, di cosa significhi oggi essere trentenni, con un’ironia che nasce da un articolo di giornale e trova spunti frequenti nel confronto con il ragazzino a cui Zerocalcare dà ripetizioni.

Il momento clou a nostro avviso arriva col dissacrante finale, ma, trattandosi di poche vignette, vi conviene leggervi la storia direttamente cliccando qui.

 

Iggiovanidoggi

23 luglio 2012

Sempre su questioni generazionali è incentrato anche il secondo episodio della nostra cinquina, cioè Iggiovanidoggi, scritto rigorosamente tutto attaccato e con la doppia “g” e postato sul blog in piena estate, un anno e mezzo fa, il 23 luglio 2012. Anche qui lo spunto viene dal ragazzino a cui Zerocalcare dà ripetizioni, alle prese con gli esami di terza media e soprattutto con una nuova pettinatura emo che dà il via a una vera e propria rimembranza – quasi pascoliana – sui cartoni animati, le canzoni e le mode di un tempo.

Il mio momento preferito è la scena dedicata agli Hanson, che capiranno solo i coetanei miei e di Zerocalcare; per il resto, potete leggere la storia a questo link.


Leggi anche: Cinque libri da leggere tra quelli usciti nel 2014

 

La fascia oraria delle Bermude

21 gennaio 2013

Vi è mai capitato di mettervi al computer per riempirvi il tempo cinque minuti, per controllare solamente un attimo la posta, i social network o il vostro sito preferito (che è indubitabilmente Cinque cose belle)? Certo che vi è capitato: magari state leggendo queste parole proprio in uno di quei momenti.

E quando avete sollevato la testa dallo schermo del computer, quanto tempo era passato? Cinque minuti come avevate preventivato o molto, molto di più? Zerocalcare, in una sua celebre storia, ha provato a dare la sua risposta, intitolandola La fascia oraria delle Bermude perché, come con gli aerei e le navi nel celebre triangolo, qui il tempo scomparse inspiegabilmente. La storia è stata pubblicata nel gennaio 2013 e la potete leggere per intero qui.

 

I vecchi che usano il PC

18 febbraio 2013

Chi mi segue sui social network sa bene che io, come molti di voi, ho i miei bei grattacapi con persone che hanno trent’anni più di me e sono state recentemente costrette ad iniziare ad usare il computer (nel mio caso, mia suocera), incontrando problemi quasi insormontabili col caps lock, la barra degli indirizzi del browser, la memorizzazione delle password e così via.

A Zerocalcare tutto questo pare essere successo con la madre, come ci racconta nella gustosa I vecchi che usano il PC, pubblicata il 18 febbraio dello scorso anno e che si può leggere qui.

 

Quando muore uno famoso

23 settembre 2013

Concludiamo con un post dello scorso settembre che, ancora una volta, potrebbe diventare un preciso manifesto generazionale – e, a giudicare dalle condivisioni che ha avuto sui social network, lo è già diventato. Quando muore uno famoso è una dolceamara riflessione sulle dinamiche di gruppo al tempo dei social network, soprattutto davanti all’elaborazione del lutto di un vip, un evento che periodicamente scatena lacrime sincere e di coccodrillo, prese di posizione e distinguo, senza citare quelli che – come l’Amico Cinghiale – tentano di trarre vantaggio dalla situazione.

La breve storia si può leggere per intero sul blog di Zerocalcare a questo link.

 

Segnala altri post memorabili di Zerocalcare nei commenti.