Ogni anno, come ben sapete, il Censis elabora assieme al quotidiano La Repubblica una classifica che cerca di evidenziare pregi e difetti delle università italiane. Lo fa tenendo conto di vari parametri, raggruppati in cinque voci: servizi (pasti erogati dalle mense, posti letto ecc.), borse e contributi allo studio, strutture (aule e posti a sedere in relazione agli iscritti, biblioteche, laboratori), web e internazionalizzazione (numero di studenti stranieri).

Voci tecniche, per carità, che tengono poco conto della qualità o della preparazione degli insegnanti, della tradizione accademica, delle pubblicazioni scientifiche prodotte e così via. Però comunque voci indicative di quanto lo studente venga messo a suo agio, aiutato ad affrontare la vita universitaria e le sue insidie.


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Oggi ci concentriamo su Architettura, anche se parlare di Facoltà – come abbiamo fatto nel titolo, per farci capire – è ormai improprio. L’ultima classifica disponibile, infatti, è stata redatta non per Facoltà, che sono state abolite dalla legge 240 del 2010, ma per classi di laurea affini.

Per questo motivo il Censis ha creato due classifiche distinte per quella che una volta era Architettura, realizzandone una dedicata ai corsi triennali (che comprendono le aree di Disegno Industriale, Scienze dell’Architettura, Scienze della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale, Scienze e Tecniche dell’Edilizia) e un’altra per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico che riguardano la classe di Architettura e Ingegneria Edile – Architettura.

Dalla laurea triennale alla magistrale

Ora, è chiaro che le classifiche sono due e avremmo potuto perciò preparare due distinti articoli. Ci sembrava però di perdere tempo noi e di farne perdere a voi: perché se un ateneo offre delle buone opportunità per una laurea triennale, ne offrirà più o meno dello stesso livello per quella magistrale e viceversa (almeno se presenti). Com’è anche vero che molti dei futuri iscritti possono essere incerti tra un tipo di formazione e l’altra, e intanto vogliono principalmente farsi un’idea della qualità generale di un’università.

Per questo abbiamo deciso di creare una lista unica. Come vedrete, i primi due atenei citati hanno primeggiato nella graduatoria per la laurea magistrale, mentre gli ultimi due in quella della triennale. L’ateneo che abbiamo piazzato al terzo posto invece è arrivato terzo nella prima classifica e secondo nella seconda, semplificandoci notevolmente il lavoro nel dare organicità alla lista.

 

Università di Ferrara

Un Dipartimento nuovo e internazionale in una università antichissima

Il simbolo dell'Università di FerraraL’Università di Ferrara è una delle più antiche d’Italia e d’Europa, visto che la sua fondazione risale addirittura al 1391 grazie al marchese Alberto V d’Este, che aveva avuto un’apposita concessione dal papa di allora, Bonifacio IX. Ciononostante, l’insegnamento dell’architettura è invece una faccenda molto recente, visto che la Facoltà di Architettura – ora convertita in semplice Dipartimento – fu aperta solamente nel 1991, esattamente 600 anni dopo la fondazione.

Una gioventù che però sembra fare estremamente bene all’ateneo estense. Da una quindicina di anni infatti Ferrara è quasi costantemente in vetta alla classifica stilata dal Censis, forte di un punteggio che si avvicina prepotentemente ai 110 punti massimi assegnati dall’istituto di ricerca (l’anno scorso il punteggio è stato di 108,5).

Il recupero della sede storica

Nel corso degli anni il Dipartimento ha puntato da un lato su un progressivo recupero di Palazzo Tassoni Estense, sede di Architettura, un edificio del XV secolo in via della Ghiara, lungo le vecchie mura medievali. Dall’altro sull’avviamento di stage e tirocini professionalizzanti volti a favorire l’inserimento più pronto e veloce possibile dei laureati nel mondo del lavoro.

Ma a favorire nel punteggio del Censis l’ateneo emiliano è anche l’apertura internazionale. In primo luogo ha dato attuazione ai programmi Erasmus ed Atlante (un programma che copre molti dei paesi non presi in considerazione dall’Erasmus, come Messico, Brasile, Giappone, Canada, Cile, Stati Uniti, Australia e altri). In seconda istanza, il Dipartimento, assieme a quelli di Economia, Medicina, Giurisprudenza e Ingegneria, svolge ricerche e sperimentazioni già dal 2000 nell’area più industrializzata della Cina, il Guangdong, con l’istituzione anche di master internazionali.

Infine, merita una menzione il lavoro di restauro svolto per conto dell’Unesco nel centro di Gerusalemme (effettuato in collaborazione con varie accademie d’arte e design locali) e le analisi del Tempio maggiore di Montezuma a Città del Messico.

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Università di Genova

Una sede nel cuore antico della città e l’attenzione per il design navale

Il simbolo dell'Università di GenovaDi antica tradizione è anche l’Università di Genova, fondata nel 1481 e punto di riferimento di tutta l’istruzione post-liceale ligure. I vari dipartimenti attivi a Imperia, Savona e La Spezia sono infatti tutte sedi distaccate dell’ateneo del capoluogo. Per quanto riguarda Architettura, comunque, oltre ai corsi tradizionali si segnala la recente istituzione di due nuovi bienni magistrali (Corso di laurea magistrale in Architettura e Corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile Architettura).

La sede è sulla collina di Castello, in uno dei luoghi più centrali e più antichi di Genova visto che si affaccia su quello che era il porto preromano e fu sede dei primissimi insediamenti in città. Sorge sulle rovine di antichi monasteri intorno al nucleo altomedievale di Palazzo del Vescovo, appositamente e suggestivamente restaurato.

Un dipartimento datato 1963

Anche in questo caso, comunque, l’insegnamento dell’architettura è una faccenda recente, anche se una certa tradizione ed esperienza a Genova la si è accumulata. Da poco si sono infatti festeggiati i 50 anni del Dipartimento di Architettura, che fu aperto nel 1963, nell’ambito di un progressivo allargamento dell’offerta che in quegli anni usciva dalle classiche capitali economiche come Milano e Torino e si legava maggiormente al territorio.

L’offerta formativa dell’ateneo ligure è articolata nel ciclo unico di Architettura (168 posti e appunto secondo classificato dietro a Ferrara nella classifica del Censis, con 99 punti su 110 massimi), mentre nelle lauree triennali si segnalano Scienze dell’Architettura e Design del Prodotto e della Nautica. Queste sono entrambe a numero chiuso, con quest’ultima in particolare che poi può esser fatta proseguire anche a livello di laurea magistrale col corso biennale di Design Navale Nautico.

 

Politecnico di Milano

Centocinquant’anni di tradizione e un campus tutto nuovo

Il simbolo del Politecnico di Milano, dotato di una delle facoltà di architettura più completeSe le Facoltà di Architettura – o quel che burocraticamente ne resta – che abbiamo visto finora sono relativamente recenti, diverso è il discorso che dobbiamo fare per il Politecnico di Milano. Ovvero l’ateneo che, come anticipavamo, ha riscosso il miglior andamento complessivo.

I buoni risultati si sono infatti ottenuti tenendo conto sia della classifica per il corso di laurea a ciclo unico (dove è arrivato terzo con 97,5 punti, davanti a Bologna, Firenze, alla Sapienza e al Politecnico di Bari), sia di quella del corso triennale. In quest’ultimo caso il Politecnico è secondo con 95,3 punti, davanti al Politecnico di Torino, di cui parleremo, allo IUAV di Venezia, a Camerino e a Firenze.


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Il Politecnico lombardo è stato fondato nel 1863, orientandosi fin da subito sulla ricerca scientifica nei campi dell’ingegneria, dell’architettura – con un corso di laurea istituito già nel 1865 – e del design. Organizzato oramai in scuole, il Politecnico offre – per quanto riguarda i temi di questo articolo – corsi di Architettura e società (a Milano in piazza Leonardo, Mantova e Piacenza), Architettura civile (a Milano nel quartiere Bovisa), Design (sempre a Milano Bovisa) e Ingegneria Edile/Architettura (in piazza Leonardo e a Lecco).

Il campus della Bovisa

Per farlo sfrutta sia la sede storica in piazza Leonardo da Vinci, sia la trasformazione, avvenuta a partire dal 1989, dei capannoni dismessi della Bovisa. Qui sorge oggi un vero e proprio campus che ospita anche alcuni dei laboratori più avanzati d’Europa per il design ma anche per l’ingegneria meccanica.

Inoltre non mancano i programmi internazionali – visto che tradizionalmente questo ateneo ha frequenti rapporti con l’estero – per quanto riguarda progetti di ricerca ma anche per la mobilità degli studenti. Il tutto senza contare la creazione dell’Alta Scuola Politecnica, un’istituzione d’eccellenza varata ormai una decina d’anni fa in collaborazione col Politecnico di Torino a cui possono accedere 90 tra i migliori studenti del primo anno di corso di laurea magistrale.

 

Università di Sassari

La giovane sede di Alghero, aperta all’Europa e al mondo

Il simbolo dell'Università di Sassari, la migliore per i corsi di laurea triennaliPassiamo ora alla seconda parte della classifica, quella che riguarda i corsi triennali di primo livello, nella quale ha dominato l’Università di Sassari, che coi suoi 106,3 punti ha staccato nettamente i due Politecnici di Milano e di Torino, fermi rispettivamente a 95,3 e 94,6 punti.

L’ateneo sardo, d’altronde, ha un’ottima tradizione non solo in campo architettonico. Fondata nel 1617 – la prima in tutta l’isola –, l’università è da anni ai primi posti anche della classifica generale del Censis per quanto riguarda gli atenei medi, cioè quelli che hanno un numero di iscritti compresi i 10mila e i 20mila studenti, dato che al quinto posto di quest’anno bisogna aggiungere il terzo dell’anno passato e perfino un primo posto nel 2009.


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Le facoltà sono undici, con una particolare tradizione per quanto riguardo lo studio delle biotecnologie, mentre in ambito architettonico il riferimento è il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica che si trova ad Alghero. Fondato nel 2002, è stato ancora una volta primo in tutta la Sardegna. Animatore storico (e professore emerito) del dipartimento è senza dubbio Giovanni Maciocco, architetto sardo esperto di pianificazione del territorio che è stato anche l’ultimo preside dell’ormai chiusa Facoltà.

L’importanza del catalano

L’idea forte di questa giovanissima scuola è stata quella di farla sorgere nella straordinaria realtà di Alghero, già votata di per sé all’apertura internazionale a causa della forte vocazione turistica (è la decima città italiana più visitata da stranieri). Inoltre qui la lingua catalana continua ad essere parlata da secoli, cosa che ha permesso anche l’avvio di una Scuola per stranieri che sta attendendo di essere riconosciuta come Università vera e propria.

Da qui gli studenti possono partire per l’Erasmus (38 accordi con università europee per un totale di 108 borse) ma anche svolgere tirocini all’estero e fuori dall’Europa, tirocini che ogni anno vengono svolti da più di 150 studenti. Inoltre, la piccola dimensione dei vari corsi di laurea permette un rapporto ottimale tra studenti e docenti.

I corsi triennali sono quelli di Laurea in Scienze dell’Architettura e del Progetto e Laurea in Urbanistica, mentre a livello di lauree magistrali si segnalano quella in Architettura e quella internazionale in Pianificazione e Politiche per la Città, l’Ambiente e il Paesaggio.

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Politecnico di Torino

Architettura e Design ai massimi livelli

Il simbolo del Politecnico di Torino, forse il più prestigioso in ItaliaConcludiamo col nostro secondo Politecnico, quello di Torino, che vanta una secolare e forte tradizione soprattutto nell’ambito ingegneristico – dove, ad esempio, per quanto riguarda l’Ingegneria elettronica risulta essere il sesto miglior ateneo d’Europa – ma che ben figura nelle varie classifiche di settore anche per quanto riguarda l’Architettura. Il Censis lo piazza infatti al terzo posto in Italia per quanto riguarda i corsi triennali (con 94,6 punti).

Fondato nel 1859 come Scuola di Applicazione per Ingegneri, il Politecnico ha acquisito nel corso degli anni un grande prestigio. Non è un caso che il MIUR, sulla base dei criteri che usa per valutare la performance dei vari atenei italiani, lo abbia spesso reputato il migliore d’Italia negli ultimi anni e uno di quelli col miglior profilo internazionale.

Al Castello del Valentino

La sede principale e storica di Architettura e Design si trova al Castello del Valentino, ma proprio Design e comunicazione visiva rientra nel moderno campus (chiamato Cittadella del Design e della Mobilità sostenibile) riqualificato di fianco all’impianto produttivo di Mirafiori. Qui in ogni caso si sono laureati alcuni dei più importanti architetti e designer del ‘900 italiano, come Sergio Pininfarina, Ettore Sottsass, Paolo Soleri e Giovanni Astengo.

I corsi offerti vanno dalle lauree triennali (Architettura, Architettura con corsi in lingua inglese, Design e Comunicazione Visiva) a quelle magistrali (Restauro, Costruzione Città, Architettura per il Progetto Sostenibile ed Ecodesign) e hanno una forte vocazione internazionale.

Oltre alle centinaia di accordi per l’Erasmus e per la cooperazione con università straniere, sono numerosi pure gli studenti stranieri (quasi 6.000 nello scorso anno accademico). Le percentuali più importanti riguardano cinesi – più di 1.300 iscritti –, iraniani, pakistani, brasiliani, camerunensi e francesi.

 

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