Se siete degli insegnanti, o se avete avuto dei figli che hanno finito le superiori, sapete che uno dei grandi problemi di chi arriva all’esame di maturità è: cosa farò dopo? Il più grande assillo dei ragazzi che stanno concludendo il liceo, infatti, è, dopo l’esame di Stato, la Facoltà universitaria: quale scegliere per tentare di trovare un lavoro in un momento così difficile? E in quale città?

Spesso a queste domande è quasi impossibile dare una risposta seria: in fondo, per poter giudicare nel dettaglio le facoltà universitarie italiane bisognerebbe averle provate tutte sulla propria pelle, cosa che ovviamente nessuno può fare.

Gli studi il più possibile oggettivi

Ad ogni modo esistono degli studi che tentano di dare una valutazione oggettiva dei corsi di laurea, tenendo conto della qualità dell’offerta formativa, dell’inserimento lavorativo degli studenti dopo il raggiungimento del titolo di studio e dei rapporti che intercorrono tra l’ateneo e il resto del mondo accademico (tramite riviste, centri di ricerca e così via).

Sono studi che vanno presi con le molle: non garantiscono nulla e forniscono solo un’indicazione di massima sul buon lavoro di alcune università. Allo stesso tempo, però, possono essere utili per capire dove si lavora bene e dove potrebbe valere la pena provare ad iscriversi.

Il più importante di questi studi è quello elaborato ogni anno dal Censis per conto di Repubblica (che poi, sulla base di questi dati, costruisce la sua tradizionale Guida all’Università).

Scorrendo la classifica di quest’anno, in particolare, salta agli occhi come nelle prime posizioni ci sia un misto di vecchio e nuovo, di tradizioni centenarie e di facoltà giovanissime. Cerchiamo quindi di ripercorrere la storia e le caratteristiche principali delle cinque migliori Facoltà di Medicina secondo il Censis.

 

1. Pavia

Un ateneo da Nobel

Al primo posto della classifica troviamo la tradizione e la storia della Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, da secoli un’istituzione a livello europeo oltre che italiano. Non è un caso che, assieme all’Università di Bologna, a quella di Siena e a quella di Padova, rientri nel ristretto novero degli appartenenti al Gruppo di Coimbra, che riunisce i più prestigiosi atenei europei.

L’Università fu fondata ufficialmente nel 1361, ma è soprattutto nel ‘700 che il suo prestigio si è rafforzato, da un lato grazie all’influenza benevola sulla cultura e sulla ricerca del dispotismo illuminato austriaco, a cui all’epoca la città era assoggettata, dall’altro, grazie ad alcuni studiosi che proprio a Pavia stabilirono la loro residenza.

Spallanzani e Golgi

Nell’ambito medico, infatti, proprio al ‘700 risalgono le importanti ricerche di anatomisti come Lazzaro Spallanzani, padre della fecondazione artificiale, studioso della circolazione sanguigna e tra i principali innovatori nella conoscenza del processo digestivo.

Ancora più importante è stato l’impatto avuto all’inizio del ‘900, quando il suo professore ed ex studente Camillo Golgi si aggiudicò – grazie alla scoperta all’interno della cellula dell’apparato che oggi porta il suo nome – il premio Nobel per la medicina.

Fu il primo italiano in assoluto a raggiungere un tale onore, precedendo di alcune settimane il compatriota Giosuè Carducci. Cosa che rende il suo nome – e, di rimando, la sua università – ancora più rilevante.

Oggi la Facoltà pavese prosegue nella tradizione consolidata eccellendo soprattutto nei rapporti internazionali con altri atenei.

 

2. Milano Bicocca

Il campus moderno

Subito dopo la tradizione dell’Università di Pavia si piazza, nella classifica di settore, un’università che invece ha appena una ventina d’anni d’età, quella di Milano-Bicocca.

Fondata infatti ufficialmente nel 1998 per decongestionare l’afflusso incredibile di studenti alla Statale di Milano, la seconda università pubblica del capoluogo lombardo è sorta in gran parte nel quartiere Bicocca, un tempo sede di numerose industrie e ora riqualificato come polo universitario.

La Facoltà di Medicina e Chirurgia, però, si trova adiacente all’ospedale San Gerardo di Monza, quindi decentrata di una decina di chilometri rispetto al corpo centrale.

Una facoltà giovane

Proprio la giovane “età” sembra essere il punto forte dell’università lombarda. Il campus universitario è sostanzialmente nuovo, tutte le aule e le biblioteche sono state costruite ad hoc e quindi risultano molto più pratiche e funzionali di quelle di altri atenei, spesso riadattate da edifici nati con altri scopi.

Inoltre anche l’Ospedale San Gerardo è di recente costruzione – risale agli anni ’70 – ed ha una buona fama sia sul versante dell’assistenza ai pazienti che su quello della ricerca, soprattutto in ambiti specialistici come la ginecologia e l’oculistica.

 

3. Bologna

La più antica del mondo

Lo stemma dell'università di BolognaL’Università di Bologna si vanta da sempre di essere la più antica università d’Italia e del mondo occidentale.

Fondata, secondo quanto stabilito a fine Ottocento da una commissione guidata da Giosuè Carducci, nel 1088 dal giurista Irnerio, si è inizialmente sviluppata come università per lo studio del diritto, ma ha poi nel corso dei secoli aggiunto al suo curriculum varie altre Facoltà e Corsi di Laurea, acquisendo in alcuni settori una fama anche internazionale.

Basti pensare al successo di Corsi di Laurea umanistici, dove hanno insegnato nomi di primo piano della cultura nazionale come ad esempio Umberto Eco, ma anche all’ottima reputazione di cui gode la Facoltà di Medicina, che primeggia in Italia nelle classifiche di settore.

Dal XIV secolo

Anche la storia della medicina bolognese, d’altronde, ha un’origine piuttosto antica. Già dal XIV secolo abbiamo infatti notizie, tramite atti notarili, di medici che esercitavano la professione in città e che probabilmente la insegnavano ad alcuni discepoli.

È però soprattutto con il Rinascimento che la scuola medica prende definitivamente avvio. Viene infatti istituito il Corso di Laurea e, a partire dal 1570, viene creata la prima cattedra italiana di Anatomia, che simboleggia il distacco dai classici greci e l’avvio di una vera e propria ricerca sperimentale.

Tra i suoi più celebri insegnanti del passato l’Università vanta Ulisse Aldovrandi (uno dei primi entomologi della storia), Gaspare Tagliacozzi (il primo a praticare, nel ‘500, una sorta di medicina estetica ante litteram per i mutilati), Marcello Malpighi (lo scopritore, nel ‘600, del funzionamento dei polmoni) e Luigi Galvani (l’anatomista dell’elettricità biologica).

Tra gli alunni – spesso anche stranieri – si ricorda invece in particolare l’importante svizzero Paracelso.

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4. Padova

La scuola di anatomia

Al quarto posto della graduatoria troviamo, poi, la seconda università più antica d’Italia, quella di Padova, fondata nel 1222, dove però già attorno al 1250 è attestato che si insegnasse medicina.

Il massimo splendore per gli studi medici si raggiunse quando la città passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che garantiva una certa autonomia e libertà di ricerca. Tra il ‘400 e il ‘600, così, l’Università divenne probabilmente uno dei centri mondiali della rivoluzione scientifica.

Galileo, Fabrici, Morgagni

Questo risultato fu raggiunto sia in campo astrofisico – con la permanenza e l’insegnamento di Galileo Galilei, ad esempio – sia in campo medico, con l’inaugurazione nel 1595 del primo teatro anatomico mai creato al mondo.

Quest’ultima struttura incoraggiò e coltivò una tradizione di anatomisti nata con Girolamo Fabrici nel ‘500 e proseguita con Giovanni Battista Morgagni nel ‘700.

Ben piazzata ogni anno nelle classifiche generali, l’università patavina ha come punti di forza, per quanto riguarda la Medicina, la grande selezione praticata all’inizio, l’organizzazione generale e soprattutto l’apertura internazionale della Facoltà.

Memore della tradizione che ha visto Padova per un certo periodo al centro della scienza europea, l’università continua a vantare docenti di fama che pubblicano su riviste internazionali e soprattutto che portano avanti progetti di ricerca dal respiro non solo italiano.

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5. Sassari

Attenzione agli studenti

Il sigillo dell'Università di SassariInfine, la prima parte della nostra classifica si chiude con l’Università di Sassari, che, nonostante non sia forse famosissima, vanta una storia di tutto rispetto e delle strutture che le permettono di porsi ai vertici delle graduatorie italiane.

L’Università è stata fondata ufficialmente nel 1617 per volere di Filippo III di Spagna, precedendo di qualche anno l’istituzionalizzazione dell’ateneo cugino di Cagliari. Fin dai primi decenni, nelle varie facoltà un posto d’onore era riservato a Medicina, assieme a Filosofia, Teologia e Giurisprudenza.

Questa attenzione al campo medico è poi continuata quando la Sardegna è passata sotto il controllo sabaudo, ma è stato soprattutto dopo l’unità d’Italia che l’ateneo ha potuto godere di una sorta di seconda giovinezza, con nuovi investimenti e studi.

L’offerta formativa

Oggi Sassari vanta un’offerta formativa di tutto rispetto, per nulla inferiore a quella di altre università del continente. Molto importanti anche in questo caso sono i legami internazionali che l’ateneo ha saputo costruire nel corso degli anni, con raccordi con decine di altre università europee.

Molta attenzione infine è dedicata agli studenti, che non sono tantissimi di anno in anno ma vengono proprio per questo seguiti con una certa attenzione all’interno della facoltà. Sono quindi attivi vari programmi di tutoraggio anche in itinere, in genere molto apprezzati e fruttuosi.

 

Altre 7 Università di Medicina, oltre alle 5 già segnalate

Queste prime cinque università forniscono già una importante panoramica su quali siano quelle in vetta alle classifiche. Visto però che di anno in anno ci possono essere dei parziali rimescolamenti, vale la pena di allargare un po’ il tiro e includere altri 7 atenei meritevoli, quelli che vengono immediatamente dopo in classifica. Eccoli.

 

6. Piemonte Orientale

L’Università del Piemonte Orientale è giovanissima, visto che è stata fondata solamente vent’anni fa, nel 1998. Eppure in questo breve lasso di tempo è riuscita a salire varie posizioni in graduatoria, forte di strutture nuove e dinamiche. Le sedi principali sono tre: Alessandria, Novara e Vercelli.

Proprio la Facoltà di Medicina è stata in un certo senso la prima di questo nuovo ateneo, visto che a Vercelli già negli anni ’60 si radicarono alcuni corsi dell’Università di Torino in campo proprio medico. Oggi i vari corsi di laurea legati alla salute e alla farmacia, però, hanno sede perlopiù a Novara.

7. Udine

Istituita nel 1982 ma operativa dal 1989, l’Università di Udine nasce in seguito al terremoto del 1976, nel tentativo di ricostruzione non solo architettonico ma anche civile e culturale del territorio. Non a caso fu completamente progettata da zero, così come il Policlinico a cui fa riferimento, eretto per potenziare ulteriormente l’offerta sanitaria della città.

Sempre classificato, di anno in anno, nei primissimi posti della graduatoria stilata dal Censis, l’ateneo di Udine riesce ad affiancare, ad una buona organizzazione e a degli ottimi spazi didattici, la vivibilità della provincia, in cui è anche facile spostarsi e piacevole abitare. Inoltre le dimensioni contenute dell’ateneo favoriscono una maggior interazione tra docenti e studenti.

 

8. Cagliari

La Sardegna è una delle regioni migliori per studiare Medicina. Dopo l’Università di Sassari, di cui abbiamo già parlato, troviamo in ottima posizione anche l’ateneo di Cagliari, che ha una storia secolare che risale al ‘600 e conta ogni anno più di 30.000 iscritti tra le varie facoltà.

Medicina è sempre stata uno dei fiori all’occhiello di questa istituzione, ulteriormente potenziata negli ultimi anni grazie alla costruzione della nuova Cittadella universitaria e del Policlinico, nella struttura intitolata a Duilio Casula. E non è un caso che la maggior parte dei rettori dell’ateneo provenga proprio da Medicina.

9. Foggia

È giovanissima anche l’Università di Foggia, visto che la sua data di fondazione è il 1999. Qui già nei primi anni ’90 era stato attivato un corso di laurea in Medicina e Chirurgia in collaborazione con l’Università Aldo Moro di Bari. Oggi però quel corso è istituzionalizzato in loco e, a giudicare dalla classifica, molto funzionale.

L’Università ha vari programmi attivi per attirare studenti e offre un piano formativo completo e a tutto tondo. Ad esempio, si può frequentare l’università anche se si è atleti di alto livello, si può usufruire di programmi in parte personalizzati e si può trarre giovamento dalle numerose strutture pensate per i discenti.

 

10. Milano

L’Università degli Studi di Milano è più nota, probabilmente, come la Statale, ed è in generale una delle più grandi e prestigiose d’Italia. Fondato nel 1923, è non per nulla l’unico ateneo italiano a far parte della LERU, la Lega delle Università di Ricerca Europee.

I corsi di laurea di Medicina hanno sempre potuto quindi vantare personalità di primo piano dietro alle cattedre dell’ateneo. La Facoltà è oggi divisa tra Ca’ Granda, dove si trovano anche il rettorato e l’Aula Magna, e la Città Studi. Inoltre sono molti gli ospedali che ospitano studenti dell’ateneo, dal Niguarda al Fatebenefratelli.

11. Firenze

L’Università di Firenze è anch’essa una delle più antiche e prestigiose d’Italia, essendo stata fondata addirittura nel 1321. Medicina vi fu insegnata fin dai primi anni, diventando e rimanendo nel corso dei secoli uno dei fiori all’occhiello dello Studium toscano.

Oggi la facoltà è una delle più ambite d’Italia, per il prestigio dell’università e per la qualità dei docenti. Qualità che però è stata intaccata, proprio negli ultimi mesi, da alcune inchieste giudiziarie1, che hanno avanzato il sospetto di concorsi truccati all’interno dell’ateneo: solo il tempo chiarirà meglio le cose.

 

12. Modena e Reggio Emilia

Concludiamo, al dodicesimo posto della classifica, con l’Università di Modena e Reggio Emilia, anch’essa molto antica visto che le prime attestazioni di uno Studium a Modena risalgono addirittura al 1175. La fondazione in epoca moderna, però, è datata 1682.

Famosa anche per i suoi dipartimenti di Economia e Ingegneria, Modena e Reggio Emilia vantano corsi di Medicina di tutto rispetto, localizzati perlopiù presso il Policlinico di via del Pozzo a Modena. Quello che emerge sono in particolare la buona dotazione di attrezzature tecnologiche e la didattica a misura di studente.

 

Note e approfondimenti

  • 1 Qui ne trovate una veloce menzione.

 

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