La Gran Bretagna è il paese in cui il giornalismo ha vissuto la sua prima, grande stagione di gloria. Legato ai traffici commerciali che interessavano alla borghesia marittima, ha assunto nel corso dell’Ottocento un ruolo di grande autorevolezza. Simbolo di quel periodo fu il Times di Londra, un quotidiano di grande prestigio, che raccontava con distacco i grandi fatti della diplomazia internazionale.

Molti più lettori rispetto all’Italia

Nel corso del Novecento lo scettro dell’avanguardia giornalistica (e non solo quello) è passato altrove, soprattutto negli Stati Uniti. I quotidiani inglesi, però, hanno continuato ad avere un’ampia diffusione, legati come sono all’identità stessa della nazione. Solo per fare un esempio, in Italia (che ha un numero di abitanti comparabile a quello del Regno Unito) i primi tre quotidiani hanno una diffusione che non arriva al milione di copie; là siamo invece oltre quota 4 milioni, più di quattro volte tanto.

In Gran Bretagna, insomma, si acquistano molti più quotidiani di quanto non si faccia in Italia. I motivi sono molti, così come le differenze: là, ad esempio, mancano quotidiani sportivi e invece sono molto più forti i tabloid scandalistici, che si occupano quasi esclusivamente di gossip e, appunto, sport. Esistono poi le apposite edizioni domenicali, il linguaggio è a volte ben più aggressivo e così via. Ma quali sono le testate più vendute? Ecco, escludendo i giornali distribuiti gratuitamente, i quotidiani inglesi con la circolazione più elevata.

 

The Sun

Un tabloid dai toni forti

Una recente prima pagine del SunProprio un tabloid è il quotidiano più venduto di Gran Bretagna. Si tratta del Sun, che dall’inizio degli anni ’80 domina indisturbato la classifica, anche se non vende più come un tempo. Trent’anni fa la sua tiratura, come quella dei suoi rivali, era infatti molto alta, e sfiorava i 4 milioni di copie al giorno. Oggi siamo invece attorno a quota 1 milione e 800mila. Secondo quotidiano di lingua inglese più venduto nel mondo, viene pubblicato anche in Irlanda ed appartiene alla News Corp di Rupert Murdoch, il magnate australiano proprietario anche di Sky.

Il giornale esiste dal 1964 ed ha uno stile fortemente sensazionalista. Basti dire che è celeberrima la sua pagina 3, in cui ogni giorno ospita una ragazza in topless (mentre per una tradizione ormai decaduta la terza pagina era di solito di carattere culturale). D’altronde, il pubblico di lettori a cui si rivolge è quello di più basso livello di istruzione, interessato più che altro a scandali, rivelazioni scabrose e polemiche. Questo ha portato anche al giornale varie accuse di scarsa professionalità, ma il successo sul versante delle vendite ha spesso permesso ai vari direttori di passarci sopra.

Il destino del News of the World

Dal punto di vista politico è considerato vicino al Partito Conservatore, anche se in Scozia sposa spesso le istanze del Partito Nazionale Scozzese. Al di là dell’impianto “forte”, non mancano le inchieste, anche scottanti, che tengono viva una tradizione informativa particolarmente interessante. Inoltre nel 2012 ne è stata lanciata anche la versione domenicale, The Sun on Sunday, che in realtà riutilizza gran parte della redazione del News of the World. Quest’ultimo era infatti lo storico e vendutissimo settimanale della News Corp che venne chiuso in seguito allo scandalo delle intercettazioni abusive da parte dei giornalisti nei confronti di sportivi e VIP.

 

Daily Mail

Il primo a superare quota 1 milione di copie

Il Daily Mail torna sull'argomento sanitàSimile al Sun per formato, linea editoriale e perfino per vendite è il Daily Mail, pubblicato a Londra e forte di più di 1,5 milioni di copie vendute al giorno. Diversa è invece l’origine di questo quotidiano: mentre il Sun nacque negli anni ’60 del secolo scorso, il Mail arriva addirittura dal 1896 e ha una lunga storia alle spalle.


Leggi anche: Cinque famosi giornali francesi

Il pubblico a cui si rivolge è anche in questo caso quello urbano, poco istruito e desideroso soprattutto di intrattenimento. Non a caso, è frequentissimo l’uso di abbinare un gadget all’edizione del giorno, di indire premi e di comporre la prima pagina praticamente di due sole notizie, con titoli molto forti e molto visibili. Questo stile, sviluppato negli anni, gli ha consentito già negli anni ’10 del Novecento di diventare il primo quotidiano a vendere più di 1 milione di copie al giorno. Questo però non l’ha reso esente da critiche. Negli ultimi anni, ad esempio, vari osservatori si sono scagliati contro il suo modo di trattare le notizie mediche e hanno lanciato anche accuse di razzismo più o meno velato.

Tradizione e isolazionismo

Attuale direttore è Paul Dacre, che ha confermato la storica linea tradizionalista e conservatrice del quotidiano. Famose sono le polemiche non solo anti-europeiste, ma anche anti-immigrazione e anti-abortiste della testata. Fedele alla monarchia e all’idea della necessità di inasprire le pene, il quotidiano è anche fortemente critico nei confronti della BBC, considerata troppo “di sinistra”.

 

Daily Mirror

Il tabloid della sinistra

Il Daily Mirror, tabloid di sinistraNon bisogna pensare, però, che tutti i tabloid inglesi siano conservatori o di destra. Il Daily Mirror, che con le sue 800mile copie quotidiane si pone in terza posizione tra i giornali a pagamento, è infatti da sempre vicino al Labour. Fondato nel 1903, era in principio un giornale femminile (da qui la testata, che fa riferimento a uno specchio), ma fu presto trasformato in un giornale illustrato e poi in un quotidiano vero e proprio. Diretto inizialmente ad un pubblico borghese, negli anni ’30 cominciò ad orientarsi verso la classe operaia, sposando in maniera esplicita dal dopoguerra la politica laburista.

Lo stile è quello tipico dei tabloid che abbiamo già in parte presentato. La prima pagina presenta in genere una o due notizie di grande rilievo, con titoli enormi e che sfruttano lo slang della gente comune o fanno giochi di parole. Grande spazio è riservato al gossip, allo sport e alla vita delle star, mentre non mancano promozioni, omaggi e concorsi. Ovviamente anche qui non sono mancate nel corso degli anni polemiche e controversie. Il caso più clamoroso fu forse quello del 2004, quando il tabloid pubblicò delle foto di soldati britannici che compivano sevizie contro dei prigionieri iracheni, foto che però si rivelarono poi false. Nonostante fossero state vendute al Mirror e non commissionate dal giornale, la mancanza di controlli fu ovviamente imputata al direttore, che dovette dimettersi.

La satira

Celebre è la predilezione del giornale per la satira. Al suo interno hanno trovato spazio storiche strisce come quella di Andy Capp, ma anche vignette e articoli sarcastici. Anche i politici non si vedono risparmiati: soprattutto gli esponenti del centrodestra vengono spesso etichettati con soprannomi usati fino allo sfinimento. Un esempio? L’ex leader dei Liberal Democratici, Nick Clegg, nel 2010 fu chiamato Pinickio per la sua decisione di andare al governo coi Conservatori nonostante in campagna elettorale avesse più volte negato quella possibilità.

 

Daily Telegraph

Il primo tra i quotidiani politici veri e propri

L'impostazione vecchio stampo del Daily TelegraphMa il mercato è tutto in mano ai tabloid scandalistici? La risposta è no. Al quarto posto, infatti, troviamo un giornale che è diverso dai tabloid non solo per linea editoriale, ma anche per formato. Il Daily Telegraph infatti continua ancora oggi ad uscire col vecchio, classico formato del broadsheet, più grande e meno maneggevole, ma anche sinonimo di una certa ricercatezza. Come potete vedere nella foto qui di fianco, infatti, l’impostazione della prima pagina è molto classica e diversa dalle altre. C’è, per fare un esempio, una sola grande foto, mentre molto spazio è lasciato agli articoli.


Leggi anche: Cinque storici giornali di destra italiani

L’amore per la tradizione del giornalismo non emerge però solo dalla prima pagina, ma anche dalla storia del giornale. Il Daily Telegraph fu fondato infatti nel 1855 e fin da subito acquisì fama di giornale serio e rispettabile. A incrementarne il lustro fu addirittura un francese, il celebre Jules Verne. Nel 1876, infatti, il romanziere pubblicò il suo Michele Strogoff, in cui compariva anche un inviato del Telegraph particolarmente indomito ed integerrimo.

La (prestigiosa) voce dei Conservatori

Oggi il Telegraph è il primo quotidiano non scandalistico d’Inghilterra, con poco meno di mezzo milione di copie vendute ogni giorno. L’orientamento politico è vicino al centro-destra e in particolare al Partito Conservatore, di cui è considerato quasi il portavoce. Al di là delle sue posizioni politiche, negli ultimi anni hanno fatto però discutere alcune scelte commerciali. Il quotidiano e il suo relativo sito internet hanno infatti ospitato dei supplementi promozionali finanziati, a quanto pare, sia dal governo russo che da quello cinese. In questi supplementi, scritti perché sembrassero parte integrante del giornale, si cercava di migliorare l’immagine dei due paesi, in una chiave quasi propagandistica.

 

Daily Star

Il tabloid che punta ai lettori del Sun

Lo Star e la sua politica dei prezzi ribassatiCon la quinta posizione torniamo sul versante dei tabloid. Il Daily Star è infatti l’ennesimo giornale scandalistico, ma il più giovane della nostra cinquina. Fondato nel 1978, era in origine il tabloid del nord dell’Inghilterra, tanto è vero che la sua sede era Manchester e il suo obiettivo era rubare il pubblico dei quotidiani londinesi. Con l’aumentare delle vendite, però, lo Star ha spostato il suo quartier generale a Londra e ha cominciato a competere su tutto il territorio nazionale, anche se è rimasto particolarmente forte nelle sue vecchie zone.

La lotta in particolare contro il Sun è stata condotta con tutti i mezzi, ivi compresa la concorrenza economica e l’imitazione. Lo Star è infatti famoso per aver abbassato progressivamente il proprio prezzo di copertina, mentre al suo interno si possono trovare le stesse foto di signorine in topless che hanno fatto la fortuna della concorrenza. Tra le rubriche fisse ci sono poi quella del gossip, una sezione dedicata alla TV, vari fumetti e una grande sezione dedicata allo sport.

Prezzi popolari, sport e scandali

Lo stile è fortemente aggressivo, volto ad aumentare i propri lettori, e questo ha portato negli anni ad alcuni scandali e controversie. L’evento più celebre degli ultimi anni sono state le dimissioni del giornalista Richard Peppit, che tramite una lettera aperta ha accusato il suo ex giornale di demonizzare i musulmani, anche fabbricando storie e ignorando notizie che non combaciavano con la propria linea politica.

 

Segnala altri venduti quotidiani inglesi nei commenti.