Cinque racconti di Halloween per bambini

I migliori racconti di Halloween per bambini

 
Halloween è una festa che attira sempre più l’attenzione dei bambini e dei rispettivi genitori. Se un tempo la si conosceva ma non la si praticava, considerandola una delle tante “americanate” importate dalla TV, da qualche anno a questa parte è entrata negli usi e costumi anche delle nostre città, in cui bambini travestiti da mostri passano la serata a raccogliere dolcetti. In America, però, Halloween ha un valore che va al di là del trick or treat. Un valore che serve ad esorcizzare tutte le paure recondite di un’intera società.

Per questo, Halloween non è solo un carnevale autunnale. È anche una ricorrenza in cui si raccontano spaventose storie dell’orrore. Agli adulti ma anche ai bambini, che anzi si abituano fin da piccoli a confrontarsi con fantasmi, paure e misteri. Se anche voi volete raccontare qualche storia di questo tipo ai vostri bambini, eccone di splendide tratte dalla tradizione e dal folclore.

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La leggenda di Jack O’ Lantern

La luce nella zucca

I migliori racconti di Halloween per bambiniMolto tempo fa, in Irlanda viveva un uomo di nome Jack. Era un tipo schivo e passava tutto il tempo nelle taverne del suo paese, impegnato perlopiù a bere. Era anche molto avaro, e per questo al suo tavolo era sempre solo, perché non voleva mai offrire da bere a nessuno. Per lo stesso motivo, da anni rifiutava ogni invito ad unirsi ad altre combriccole, per paura che poi avrebbe dovuto ricambiare offrendo da bere a tutti.

Quando, vecchio, arrivò il momento di morire, Jack era ancora solo. In tutta la sua vita non aveva avuto neppure un amico. Anche al suo funerale non andò nessuno, se non il prete e il becchino. Così Jack fu sepolto e la sua anima salì al cielo. Subito si presentò alla porta del Paradiso, chiedendo di poter entrare. San Pietro, però, lo cacciò via a causa della sua avarizia, e gli consigliò di provare alla porta degli Inferi.

Cacciato dal diavolo

Così Jack si presentò dal Diavolo, chiedendo almeno lì di esser lasciato entrare. Anche il Diavolo, però, non lo voleva e anzi lo cacciò via in malo modo, tirandogli dietro dei tizzoni ardenti. A causa del buio che lo circondava in quel luogo, fuori sia da Inferno che Paradiso, Jack fu costretto a raccogliere uno di questi tizzoni e a infilarlo in una zucca che trovò sul suo cammino, per farsi luce.

In questo modo ritornò sulla Terra, visto che nessuno lo voleva. E da allora vaga di casa in casa, di notte, con la sua lanterna sempre accesa, cercando ospitalità. Così, se in una notte molto buia doveste vedere una piccola luce arrivare da lontano, state molto attenti: si potrebbe trattare dell’anima perduta di Jack O’ Lantern, rifiutato perfino dal demonio, che potrebbe venire in casa vostra a tormentarvi.

 

L’esercito confederato

Da un racconto popolare della Carolina del Sud

Gli eserciti seppelliscono i loro morti durante la Guerra civile americanaCharleston, pochi anni dopo la fine della Guerra di secessione. Una lavandaia, da poco trasferita in città, non riesce a dormire bene la notte. Ogni sera, allo scoccare della mezzanotte, viene infatti svegliata da strani rumori che provengono dalla strada. Le sembra quasi che sia il suono di carri e cavalli che passano in gran quantità proprio sotto alla sua finestra. La cosa, però, non è possibile: vive in un vicolo cieco, la strada è chiusa. Eppure, ogni notte, a mezzanotte precisa, continua a sentire quei rumori.

Prova a parlarne col marito, ma lui non dà peso alle sue preoccupazioni. Gli propone di restare svegli insieme, una notte, per guardare dalla finestra e vedere cosa succede, ma l’uomo non vuole saperne. Le dice, anzi, di lasciar perdere e di non infastidirlo con storie stupide. Allora la lavandaia ne parla con una ragazza che lavora assieme a lei e che risiede nella sua stessa via.


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«Quello che senti ogni notte – le spiega la giovane donna – è l’Esercito dei Morti. Qui in città c’era un grande ospedale militare durante la Guerra civile. Qui sono morti molti soldati, prima che la guerra finisse. Quelle anime in pena non sanno che è arrivata la pace, e sono quindi convinte di dover tornare a combattere. Ogni notte i Morti si sollevano dalle loro tombe e marciano verso la Virginia, per andare a rafforzare l’esercito del Generale Lee».

La lavandaia rimane molto impressionata dalle parole della vicina. E incuriosita. Sa bene che di notte dovrebbe dormire e lasciar perdere quei rumori, ma non riesce a resistere alla tentazione. Dopo che il marito si è addormentato, sgattaiola infatti fuori dal letto e si affaccia alla finestra, rimanendo mezza nascosta, per vedere quello che succede in strada.

La visione

A mezzanotte si sente il solito rumore, e pian piano cominciano a sfilare sotto alla sua finestra delle figure indistinte, circondate dalla nebbia. Sente parole umane e, guardando meglio, riconosce i cavalli, gli uomini, le divise. Dopo qualche minuto si sente uno squillo di tromba in lontananza e il rumore smette.

La notte successiva la donna non riesce di nuovo a resistere alla tentazione e si affaccia una seconda volta alla finestra. Questa volta, però, è meno guardinga. Pensa addirittura di svegliare il marito e mostrare anche a lui lo spettacolo che sta ammirando, ma mentre fa per girarsi sbatte contro un mobile e fa cadere un vaso. Subito, dalla colonna di spettri si stacca un gruppo di uomini, che, girandosi verso il rumore, la vede. L’hanno vista. E la fissano.

Atterrita, la donna si gira verso il marito, che però dorme ancora, incurante del rumore. Getta di nuovo lo sguardo in strada e vede che un gruppo di soldati si è staccato dalla colonna e si dirige verso casa sua. In preda al panico, corre giù dalle scale, inciampando e rotolando sugli scalini. Apre la porta di casa e vede che cinque fantasmi camminano lenti verso di lei. Richiude in fretta la porta e si dirige verso il fondo della casa, verso l’uscita posteriore.

La fuga

Esce, di corsa. Ma sente il rumore dei passi alle sue spalle. Corre, sempre più veloce, affannata. Ma sente le voci, i rumori. Le sembra si stiano avvicinando ma non ha il coraggio di girarsi. Continua a correre, a correre. Incespica, ma riesce a rimanere in piedi. Corre ancora, anche se non ha quasi più fiato. Corre, fino a quando non sente una mano che si appoggia sulla sua spalla e la tiene ferma. Urla.

Si sveglia nel suo letto. Ha davvero una mano sulla spalla, ma è quella del marito. Le dice che si stava agitando nel sonno e ha quindi provato a svegliarla. La donna ha ancora il fiatone, respira a fatica. Chiede l’ora. Manca un minuto a mezzanotte. E da lontano inizia a sentire un rumore di carri.

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Il ballo scolastico

Da un racconto popolare del Texas

Una sala pronta per il ballo scolasticoLa ragazza si affrettò a svolgere i suoi compiti di scuola più veloce che poteva. Era la sera del ballo, in una cittadina del Texas di circa 70 o 80 anni fa. Alla ragazza piaceva molto ballare, anche se non le era consentito spesso uscire la sera. Per quell’occasione aveva comprato un vestito rosso nuovo di zecca. Sapeva che indossandolo avrebbe fatto colpo. Ed era convinta che quella sarebbe stata la serata migliore della sua vita.

Ad un certo punto, però, nella stanza entrò sua madre, pallida e determinata. «Non andrai al ballo», le disse. «Ma perché?», chiese la ragazza, sorpresa. «Ho appena parlato con il reverendo. Dice che il ballo è un’opera del demonio. Non ci andrai». La ragazza annuì come se avesse accettato le parole di sua madre. Ma era decisa a andare lo stesso al ballo scolastico, di nascosto. Non appena la madre la lasciò sola, si mise il nuovo vestito rosso e corse verso la sala in cui si teneva il ballo.

Tutti gli sguardi su di lei

Non appena fu entrata, tutti i ragazzi si girarono a guardarla. La cosa la sorprese: di solito nessuno la notava. La madre, anzi, a volte la rimproverava di essere troppo imbranata, e diceva che era per quello che non aveva ancora un ragazzo. Ma la studentessa quella sera non si sentiva per nulla imbranata. I ragazzi della sua classe, anzi, facevano a gara tra loro per poter ballare con lei.

Più tardi, lei si staccò dalla folla e andò al tavolo per prendere qualcosa da bere. Sentì un silenzio improvviso. La musica si era fermata. Quando si girò, vide un uomo molto bello, con capelli e abito neri, in piedi accanto a lei. «Balla con me», le disse. La ragazza riuscì appena a balbettare un “sì”, stordita da quell’uomo meraviglioso. Lui la condusse sulla pista da ballo. La musica ripartì subito. Così lei si ritrovò a ballare, meglio di quanto avesse mai ballato prima. Erano al centro dell’attenzione.

Allora l’uomo cominciò a farle fare delle piroette. Lei rimase senza fiato, ma lui continuava. La faceva girare e girare. La ragazza cercò di lasciare la presa, ma lui la faceva girare sempre più veloce. I piedi le erano diventati caldi. Il pavimento sembrava quasi sciogliersi sotto di lei. Girava così veloce che una nuvola di polvere si alzò intorno a loro, quasi a nasconderli dalla folla. Non si riusciva nemmeno più a vederli. Quando la polvere si fermò, la ragazza non c’era più. E l’uomo in nero fece un inchino rivolto alla folla e scomparve.

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Una moneta da 50 centesimi

Una storia ottocentesca proveniente dallo stato di New York

Una di quelle case che mettono i brividiUna coppia di giovani sposi stava tornando in carrozza verso casa dopo un breve viaggio nel New England. Purtroppo si erano attardati durante il viaggio e quindi furono colti dalla sera prima che arrivassero a destinazione. Nei dintorni non si vedevano villaggi dove avrebbero potuto cercare una degna sistemazione. Per fortuna, il marito avvistò una casa e decise di andare lì a chiedere ospitalità.

Si trattava di una graziosa casetta che sorgeva in cima a una collina. Quando bussarono, vennero ad aprire loro due anziani coniugi già in pigiama, i signori Brown. La coppia si dimostrò subito ospitale, offrendo una stanza ai due malcapitati. La signora si mise addirittura a fare il tè e offrì una fetta di torta, mentre il marito mostrava la stanza messa a disposizione dei due. I viaggiatori si offrirono di pagare qualche dollaro per l’alloggio, ma i loro ospiti non vollero sentire ragioni.


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Marito e moglie quindi dormirono beatamente e il mattino presto, di buon’ora, decisero di ripartire. I due anziani signori dormivano ancora, quindi la coppia scrisse due righe di ringraziamento e lasciò il foglio su un grosso tavolo in cucina, in una posizione in cui i due signori non avrebbero non potuto vederlo. Inoltre aggiunsero una luccicante moneta da 50 centesimi, per le spese.

L’incontro col locandiere

Marito e moglie viaggiarono per un’ora e poi decisero di fermarsi in una locanda per fare colazione. Lì il marito raccontò dei due deliziosi vecchietti che li avevano accolti per la notte, ma man mano che parlava il visto del ristoratore diventava sempre più pallido. Questi si fece spiegare bene dov’era la casa e che aspetto avevano i vecchi. Poi disse: «Non può essere possibile. Lei mi parla della casa dei signori Brown, ma quella casa è stata distrutta da un incendio tre anni fa. E i due signori sono morti».

La cosa sembrava incredibile a entrambi, così i due viaggiatori e il locandiere decisero di tornare indietro assieme. Arrivarono alla collinetta in cui sorgeva la casa, ma tutto era cambiato. La casa era semidistrutta e sicuramente abbandonata. Entrarono. Era evidente che c’era stato un incendio. «Devo essermi sbagliato – disse il viaggiatore –. Probabilmente avevamo preso una strada diversa e ci siamo imbattuti in un’altra famiglia».

Il suo discorso, però, venne interrotto dall’urlo della moglie. Proveniva dalla cucina. Corsero di là e la videro. Era atterrita. Guardava un possente tavolo, rovinato. Al centro, c’era una luccicante moneta da 50 centesimi.

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Il cavaliere senza testa

La storia popolare che ha ispirato Washington Irving per La leggenda di Sleepy Hollow

Gli avvenimenti di Sleepy Hollow in un quadro di John QuidorIn una fredda notte d’inverno, un uomo d’origine olandese stava camminando per la strada che dalla taverna conduceva verso casa sua. Il percorso costeggiava a un certo punto il cimitero di Sleepy Hollow, dove la leggenda raccontava che era sepolto un soldato tedesco senza testa che aveva combattuto, da mercenario al soldo degli inglesi, contro i rivoluzionari americani.

La strada verso casa era lunga e, nonostante il clima si fosse un po’ riscaldato nei giorni precedenti, per terra rimaneva ancora un po’ di neve. L’olandese quindi pensò di attraversare il cimitero per accorciare la strada, anche se la cosa gli metteva un po’ i brividi. C’era buio pesto e l’unica luce veniva dalla sua lanterna.

Nel cimitero

Mentre la paura continuava a pervaderlo, vide lontano una luce. Avvicinandosi, si rese però conto che proveniva da una tomba senza nome, da cui dopo poco emerse un fuoco che si trasformò rapidamente in una figura. Era il cavallo con sopra un cavaliere senza testa di cui aveva sentito parlare tante volte alla taverna.

L’olandese cacciò un urlo terribile e si mise subito a scappare, incespicando nella neve. Sentiva il galoppo del cavallo alle sue spalle, ma mantenne la lucidità necessaria a cercare un ponte, perché le leggende dicevano che gli spiriti avevano timore di passare sopra all’acqua. Lo raggiunse e lo superò, quasi rotolando nel fango, prima di riuscire a dare una seconda occhiata al cavaliere, che indossava un’uniforme militare.

L’olandese rimase nascosto per un’ora nei cespugli, ma nulla accadde. Alla fine si fece coraggio e uscì, avviandosi velocemente verso casa tramite la strada più lunga. Giunto a destinazione, raccontò tutto alla moglie e nel giro di qualche giorno la vallata conobbe quello che era accaduto. C’era chi sosteneva che il fantasma si fosse sollevato per cercare la sua testa, persa in battaglia, e chi invece diceva che ritornasse per combattere per la conquista di Chatterton Hill. Ma da allora nessuno osò più avventurarsi di notte nel cimitero di Sleepy Hollow.

 

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