Cinque regole dei Testimoni di Geova che vi sorprenderanno

Alla scoperta delle regole dei Testimoni di Geova

Forse non lo sapete, ma i Testimoni di Geova sono una delle religioni maggiormente in espansione negli ultimi anni. E, dato ancora più significativo, la seconda praticata dagli italiani e la terza, se si considerano anche gli immigrati, più diffusa sul nostro territorio.

Insomma, oggi più di 8 milioni di persone nel mondo si presentano come Testimoni di Geova, con un tasso di crescita vicino al 2,5% annuo.

D’altro canto, che gli adepti di questo culto siano parecchi lo sanno anche i non credenti o i cattolici, visto che spesso ricevono la visita di persone che, armate di opuscoli, cercano di presentare le ragioni di quella fede.

Il fatto è che, nonostante li abbiamo visti davanti a noi parecchie volte, spesso non sappiamo granché di queste persone. Non ne conosciamo le credenze, se non in maniera molto superficiale, né le pratiche.

Pratiche che in certi casi sono molto particolari, e distanti dalle abitudini moderne. Per questo abbiamo cercato di raggruppare le regole dei Testimoni di Geova più sorprendenti, almeno nell’ottica di chi non appartiene a questa religione, e di spiegarle.

 

1. I fedeli e i disassociati

Il rischio di spezzare una famiglia?

Per i Testimoni di Geova c’è una netta distinzione tra chi aderisce al culto e chi ne è estraneo. Nonostante diano un grande impulso alla predicazione e al proselitismo, infatti, ritengono che solo i Testimoni di Geova siano destinati a salvarsi, mentre tutti gli altri saranno distrutti da Dio (a meno che non si ravvedano prima della “grande tribolazione”)1.

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Inoltre rifiutano il le altre religioni, considerate apostasia, e invitano i fedeli a non avvicinarcisi per nessun motivo. Non è ammesso pregare assieme a cristiani di altri culti, né partecipare alle loro celebrazioni (se non in circostanze molto particolari).

Una delle riviste pubblicate dal movimentoQuesto comporta il divieto di usare simboli religiosi che appartengono ad altri culti anche cristiani, come il crocefisso o le immagini di santi, e la mancata partecipazione a forme di dialogo tra le religioni. Ma l’aspetto più eclatante di questa condotta si verifica quando qualcuno viene allontanato dal culto.

La struttura dei Testimoni di Geova, infatti, prevede che si possa essere anche scomunicati o espulsi dalla comunità per condotta indegna. Il termine esatto, anzi, è “disassociati“. E il problema è che un testimone non dovrebbe più avere rapporti con un disassociato, fosse anche suo figlio o un suo parente (anche se in certe circostanze ciò è tollerato).

Inoltre, non è vista di buon occhio la frequenza, da parte dei giovani della comunità, di corsi di istruzione superiore: un tempo erano sconsigliate le scuole superiori, mentre in anni più recenti l’università2. Il motivo? Toglierebbero tempo ad altre attività più proficue come il proselitismo.

Parlare con gli altri fedeli, ma rifiutare l’ecumenismo

Come abbiamo accennato, i Testimoni di Geova non accettano quello che viene solitamente chiamato “dialogo interreligioso“. Nel corso degli ultimi decenni, infatti, varie confessioni cristiane – i cattolici, i luterani, i valdesi e così via – hanno preso ad incontrarsi per discutere di alcuni temi di interesse comune e promuovere un avvicinamento religioso.

I Testimoni di Geova non sono interessati a tutto questo, e anzi lo rifiutano in maniera molto netta. Ritengono infatti che non basti la credenza in Cristo ad unire queste diverse religioni, appellandosi in questo ad alcune lettere apostoliche, che sostengono che pregare Dio con chi crede in altri culti possa danneggiare un fedele.

Questo non impedisce loro, però, di parlare e confrontarsi con chi professa altri culti. Come sapete, anzi, e come sottolineiamo più volte in questo articolo, l’elemento forse più caratterizzante di questa fede è proprio l’attenzione al proselitismo.

Un proselitismo che porta gli adepti a confrontarsi spesso con cattolici o con esponenti di altre religioni. Un confronto aperto, che non scappa di sicuro dal dialogo. Un dialogo in cui però i Testimoni ritengono di avere una stella polare indiscutibile come punto di riferimento: la Bibbia.

D’altra parte, loro sottolineano spesso che lo stesso Gesù – e poi, successivamente, gli apostoli, e in particolare San Paolo – abbia mostrato che la via per la salvezza sia unica, e stretta. Accettare forme di verità negli altri culti sarebbe un tradimento, secondo loro, nei confronti della loro stessa fede.

   

 

2. Il matrimonio, l’amore e le regole sessuali

Come frequentarsi e a che età

Molto precise le prescrizioni anche in tema d’amore. In base a quanto detto prima riguardo al confronto con le altre religioni, in linea di principio ci si potrebbe sposare solo con altri aderenti al culto, o quantomeno spingere il consorte alla conversione.

Ma pure nei riguardi dei correligionari, bisogna stare attenti alle regole. Ad esempio, non si possono avere rapporti sessuali prematrimoniali, né si possono commettere atti definiti impuri come il toccarsi nelle zone intime.

Alla scoperta delle regole di vita dei Testimoni di GeovaPer quanto riguarda il sesso all’interno del matrimonio, sono consentiti i preservativi come il profilattico ed alcune altre tecniche di questo tipo. Non è però ammessa la pillola del giorno dopo, né alcuna altra misura che intervenga dopo l’atto sessuale. Di conseguenza, l’aborto è considerato uno dei peccati più gravi, vero e proprio omicidio.

Gli amori adolescenziali

Le cose più particolari riguardano invece le frequentazioni prematrimoniali. Ad esempio, è sconsigliato ai ragazzi e alle ragazze che non siano in “età da matrimonio” di frequentare coetanei del sesso opposto, in quanto una frequentazione è sempre vista come una “cosa seria” che potrebbe portare al matrimonio.

Insomma, sono sconsigliati gli amori adolescenziali, anche perché la giovane età può essere cattiva consigliera riguardo agli atti e agli atteggiamenti.

Per quanto riguarda gli appuntamenti, si consiglia quindi ai giovani di non rimanere mai da soli col partner, in modo da non cadere in tentazione. Ovviamente non sono poi concessi né il divorzio, se non in casi molto particolari, né le seconde nozze.

L’omosessualità

Come si pongono i Testimoni di Geova nei confronti dell’omosessualità? Anche in questo caso, a loro non importa più di tanto dei cambiamenti di opinione e legislativi (tanto è vero che nel dibattito sulla legalizzazione dei matrimoni omosessuali hanno assunto una posizione neutrale); quello che conta per loro è la Bibbia.

E, come sapete, il testo sacro con gli omosessuali non è certo tenero. Sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento molti sono i passi in cui si condanna l’omosessualità. Per i Testimoni di Geova quelli non sono passi che vanno interpretati o frutto di vecchie convinzioni: costituiscono il pensiero di Dio.

Pertanto essere omosessuali è per loro sbagliato, come lo è condurre una vita peccaminosa, dedita all’alcool, al gioco, all’amore promiscuo e così via. Questo non significa – sottolineano – che i Testimoni di Geova odino i gay, quanto piuttosto che li considerino delle persone da convertire.

I Testimoni, d’altra parte, sottolineano di non condannare la persona omosessuale, quanto piuttosto le pratiche omosessuali. Ritengono che provare pulsioni anche omosessuali sia normale, ma che il fedele debba imparare a resistere a queste tentazioni (come deve resistere alle altre tentazioni del mondo).

Ad ogni modo, la posizione dei Testimoni è una delle più dure nei confronti degli omosessuali ed è stata per questo ampiamente criticata da varie associazioni LGBT3. Chi pratica l’omosessualità, d’altra parte, può essere espulso dalla comunità se non dà segni di ravvedimento.

 

3. Feste al bando

Compleanni, Natale, funerali

Uno degli aspetti più noti dello stile di vita dei Testimoni di Geova, poi, riguarda le festività. Gli aderenti a questa religione, infatti, non festeggiano né le ricorrenze religiose del Natale o della Pasqua, né quelle laiche del compleanno, del Capodanno e così via.

Il motivo di tale divieto è duplice. Da un lato, i Testimoni di Geova privilegiano uno stile di vita parco, privo di eccessi, lontano dalla materialità che queste feste spesso portano con loro. In secondo luogo, tali festività hanno spesso un’origine pagana dalla quale gli adepti intendono differenziarsi il più possibile.

Il rito del battesimo per immersione (foto di Andrey Dementev via Wikimedia Commons)
Il rito del battesimo per immersione (foto di Andrey Dementev via Wikimedia Commons)

Per tali motivi, è fatto divieto ai Testimoni di Geova di partecipare attivamente anche a matrimoni e battesimi che non siano propri della loro fede, così come a funerali. Una linea che negli ultimi anni si è abbastanza ammorbidita, visto che in alcuni casi è consentita una presenza appunto “non attiva” a tali cerimonie.

Ma quindi, niente feste neppure per i bambini?

La conseguenza di tutto questo è che i Testimoni sconsigliano caldamente di celebrare feste di compleanno o di festeggiare il Natale, anche se in famiglia ci sono dei bambini. Questo divieto non c’era nei primi tempi del culto ma si è imposto attorno alla metà del Novecento e da allora viene prescritto in maniera piuttosto rigida.

L’invito, comunque, non è quello di essere duri e irreprensibili coi figli. Piuttosto, i Testimoni di Geova suggeriscono ai genitori di amare i loro figli durante tutto l’anno, senza scegliere occasioni particolari anche per concedere alcuni doni.

D’altra parte, i Testimoni sottolineano che nella Bibbia nessun apostolo o profeta abbia mai celebrato un compleanno. I compleanni sono presenti solo in un paio di occasioni, e sempre in luce negativa. Pertanto, anche se non vietati dalle scritture, ritengono che siano da evitare (anche quando questo può comportare dei problemi con amici e familiari).

Allo stesso modo ritengono che il Natale sia un tradimento dei veri valori cristiani, appunto perché deriva da una festa pagana e poi, soprattutto, perché sfocia nell’idolatria. L’unica festa da festeggiare – e comunque in maniera molto contenuta – è secondo loro quella della morte di Gesù, non quella legata alla sua data di nascita.

Ovviamente, i Testimoni di Geova rifiutano anche tutte le festività civili. Non festeggiano l’indipendenza del loro paese o la bandiera, così come il 1° maggio. Ritengono che siano tutte feste che finiscono per idolatrare qualcosa (uno stato, un oggetto, un leader politico) di inferiore rispetto all’unico oggetto di venerazione, Dio.

   

 

4. La questione del sangue

Dalle trasfusioni alla carne

I divieti che abbiamo presentato finora derivano da una lettura letterale della Bibbia, filtrata attraverso l’interpretazione del Corpo direttivo, un organismo che ha sede a Brooklyn, negli Stati Uniti.

E proprio alla Bibbia bisogna far riferimento quando si voglia toccare l’annosa questione delle trasfusioni di sangue, probabilmente la più nota riguardante i Testimoni di Geova.

Un recente raduno dei Testimoni di Geova allo Stadio San Paolo di Napoli (foto di Sedicinoni via Wikimedia Commons)
Un recente raduno dei Testimoni di Geova allo Stadio San Paolo di Napoli (foto di Sedicinoni via Wikimedia Commons)

Infatti, sulla base di alcuni passi del Levitico e degli Atti degli Apostoli, gli adepti rifiutano il sangue sia degli altri esseri umani che degli animali. Questo comporta l’astensione dalle trasfusioni (quando il donatore sia un’altra persona), che fu adottata in maniera ferrea soprattutto a partire dagli anni ’20 del ‘900.

Ma tale concezione si riflette anche sul cibo. Rifacendosi ad antichi passi di Tertulliano, che specificava che i primi cristiani non si cibavano di sangue di animali, anche loro rifiutano tutti i derivati del sangue e quegli animali che non siano stati dissanguati correttamente.

 

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Le prescrizioni alimentari, comunque, non si fermano qui. Ai Testimoni di Geova è sconsigliato anche fare brindisi eccessivi, fumare e bere certi tipi di vino.

Perché questo accanimento sul sangue?

La questione del sangue, come si sarà capito, è di vitale importanza per gli adepti di questa fede. Ed ha un fondamento biblico, almeno secondo la loro interpretazione. A differenza delle altre chiese cristiane, i Testimoni di Geova infatti ritengono che la fonte della vita sia proprio il sangue.

Per loro quella che nella Bibbia viene chiamata “anima” non è un’entità immateriale ed immortale, come credono ad esempio i cattolici, quanto qualcosa che può morire. È la fonte della vita, e in quanto fonte della vita può essere anche annientata. Per questo, per i Testimoni i concetti di anima e di sangue sono sostanzialmente equivalenti.

Ricevere pertanto il sangue da qualcun altro significa riceverne la vita. E così, allo stesso modo, cibarsi del sangue degli animali significa cibarsi della loro vita, della loro anima. Per questi motivi, oltre che per i passi sopra citati, rifiutano il contatto col sangue altrui, sia in campo medico che alimentare.

Non rifiutano, però, né la medicina né l’alimentazione carnivora. Nel primo caso, chiedono solo ai medici di essere sottoposti a cure che non utilizzino sangue o suoi derivati. Anche in campo chirurgico chiedono di essere operati usufruendo al massimo di trasfusioni del loro stesso sangue.

Per quanto riguarda l’alimentazione, come detto, vogliono che la carne sia dissanguata, ma non la rifiutano a prescindere. Ritengono, comunque, che la scelta vegetariana sia una scelta personale rispettabile, anche se non prescritta dalla Bibbia (dove, anzi, si parla spesso del cibarsi degli animali, senza però far patire loro inutili crudeltà).

 

5. Il rifiuto della politica

Il non-voto e l’obiezione di coscienza

Concludiamo con la vita sociale e in particolare la politica, che è preclusa agli adepti. Il movimento non solo attende la fine dei tempi (che nel corso degli anni è stata profetizzata in alcune date specifiche come il 1914, il 1925 e il 1975), ma è teocratico, cioè ritiene che la vita politica dovrebbe essere regolata dai principi religiosi.

Visto che questo non avviene, rifiuta la partecipazione e la collaborazione con le organizzazioni internazionali.

La pratica della predicazione casa per casaAll’atto pratico, questo non vuol dire però ribellarsi allo Stato e alle sue leggi. I Testimoni di Geova, anzi, le rispettano passivamente. Quello che fanno è invece non andare a votare né candidarsi ad alcuna carica, cosa che sarebbe vista come una compromissione con un mondo impuro.

Tale divieto si estende a tutti i livelli, quindi un testimone di Geova non si può candidare neppure alla carica di rappresentante scolastico. Ovviamente sono anche obiettori di coscienza per quanto riguarda l’uso delle armi.

   

 

Le critiche principali contro i Testimoni di Geova

Abbiamo cercato di dar conto, fino ad ora, delle principali regole a cui si attengono i fedeli di questo culto, presentandovi di tanto in tanto anche alcune posizioni originali o “strane”, che di sicuro stuzzicano la fantasia.

Il culto dei Testimoni di Geova, però, non è solo curioso o interessante, a seconda dei punti di vista. Molti l’hanno anche attaccato, a volte con toni particolarmente duri, per diversi motivi. I Testimoni si sono sempre difesi e, con una certa capacità di assorbire il colpo, hanno anche guardato oltre queste critiche, proseguendo nella loro attività.

Per completare la nostra panoramica, ora ci pare giusto però dare un veloce sunto di quali siano state queste critiche e sulla base di quali argomenti siano state mosse.

I Testimoni di Geova sono una setta?

L’accusa più forte, e sulla quale c’è per la verità un ampio dibattito, riguarda il carattere di questa religione. Alcuni studiosi, infatti, ritengono che quella dei Testimoni non sia una religione vera e propria, quanto piuttosto una setta.

In effetti, alcune caratteristiche di questo culto sono tipici di una setta, e vengono anche rivendicati dai Testimoni. Pensate, ad esempio, all’enfasi che viene data al fatto che un adepto debba in tutti i modi separarsi dal mondo: è meglio che non si occupi di politica, che non abbia troppi contatti con chi non crede, che non festeggi il Natale…

Questo aspetto diventa ancora più grave se si incappa nella disassociazione. Come abbiamo mostrato, una volta che si viene espulsi dalla comunità, la comunità stessa dovrebbe smettere di avere contatti col disassociato.

Anche se tali contatti sono tollerati quando il legame di parentela è molto stretto, ciò non toglie che la conversione verso altre religioni possa essere traumatica. Pensate, ad esempio, ad un figlio che non voglia seguire la fede dei propri genitori: l’essere Testimoni, in questo caso, potrebbe influire pesantemente sul legame familiare.

Infine, da molte parti si è accusato questo culto di punire severamente la libertà di pensiero e di parola. Le varie riviste del movimento, e in particolare le decisioni del Corpo Direttivo, hanno una forza a cui nessun adepto può opporsi, pena, appunto, l’espulsione dalla comunità.

I Testimoni di Geova sono cristiani? E la loro interpretazione della Bibbia è affidabile?

I Testimoni, inoltre, non sono visti di buon occhio dalle altre chiese cristiane. Come abbiamo visto, infatti, rifiutano l’ecumenismo e ogni forma di dialogo interreligioso. Ma il problema non è solo questo, e investe piuttosto anche i dogmi della fede.

I Testimoni, infatti, non credono né alla Trinità né all’immortalità dell’anima e mettono in discussione molti altri dogmi cattolici o protestanti. Per questo le altre chiese arrivano addirittura a sostenere che non si tratti di un culto cristiano, in quanto, per i Testimoni, Cristo non è Dio.

Inoltre, le altre chiese rimproverano ai Testimoni una traduzione della Bibbia che ritengono essere tendenziosa e inaccurata. Secondo i cattolici e i protestanti, infatti, i Testimoni si sono rivelati in alcuni passi poco rispettosi dell’originale ebraico o greco, traducendo il testo in modo che confermasse le dottrine dei Testimoni stessi.

Queste accuse sono state rivolte anche da alcuni importanti biblisti, che hanno anche rimarcato che è vero che spesso i Testimoni si rifanno a precisi versetti biblici per sostenere le loro dottrine, ma che è anche vero che ne ignorano completamente altri, che invece sosterrebbero tesi opposte a quelle dei Testimoni.

Gli errori e i cambiamenti d’opinione dei Testimoni

Infine, i critici sottolineano che i Testimoni di Geova ritengono di aver trovato nella Bibbia la verità, ma che questa verità tenda, inaspettatamente, a mutare nel tempo. Non a caso, tali critici – che spesso sono anche ex adepti – fanno notare che le dottrine di questa fede sono cambiate anche radicalmente nel corso degli anni.

Come abbiamo visto, ad esempio, i Testimoni rifiutano il Natale, in quanto festa di origine pagana. Ebbene, fino agli anni ’20 del ‘900 però questa proibizione non esisteva, e i Testimoni di quegli anni festeggiavano amabilmente il 25 dicembre come tutti gli altri.

Lo stesso dicasi per le trasfusioni di sangue, che sono state proibite solamente nel corso degli anni ’60, o, in maniera ancora più netta, per le previsioni sulla fine del mondo. I Testimoni, infatti, attendono da tempo la realizzazione del Regno di Dio in Terra e hanno predetto più volte quando questa sarebbe avvenuta.

Inizialmente il fondatore Russell aveva previsto la fine del mondo per il 1914. Quando quella data passò, posticiparono il tutto al 1925. Quando passò pure quell’anno, puntarono al 1975. Poi hanno smesso di fare previsioni troppo accurate, ma per una religione tutti questi errori in effetti sono piuttosto imbarazzanti.

 

Domande e risposte finali

Chi sono i Testimoni di Geova e in cosa credono?

Quello dei Testimoni di Geova è un movimento religioso cristiano che ritiene di aver recuperato la vera essenza del messaggio evangelico. Affermano infatti di professare il cristianesimo del I secolo: credono in Dio (Geova) e in Gesù Cristo. Il loro punto di riferimento è la Bibbia, che interpretano però in chiave diversa rispetto agli altri culti cristiani. Non credono nella Trinità né nell'immortalità dell'anima.

Quando nascono i Testimoni di Geova? Chi ne è stato il fondatore?

I Testimoni di Geova si formarono a partire dal 1870 attorno a un gruppo di studiosi della Bibbia capitanato da Charles Taze Russell, un predicatore statunitense. L'attuale nome fu assunto nel 1931 su spinta di Joseph Franklin Rutherford, allora presidente della Watchtower Society.

Che cosa fanno i Testimoni di Geova?

Per certi versi sono simili ad altre religioni cristiane. Alcuni aspetti della loro dottrina morale, però, sono originali e hanno originato ampi dibattiti. Ad esempio, danno grande peso alla castità, alla modestia, alla devozione, rifiutando le feste, la politica e guardando con sospetto alla dissidenza. Inoltre rifiutano le trasfusioni e il sangue nella carne. Sono abbastanza rigidi dal punto di vista morale e possono espellere gli adepti dalla comunità, quando questi contravvenissero – senza pentirsi – alle loro regole.

Perché i Testimoni di Geova non festeggiano il compleanno?

Perché ritengono che le feste debbano essere rivolte solo a Dio. Le feste umane e civili, oltre a quelle che hanno avuto un'origine pagana, sono solo vanità e vanno quindi evitate.

Quanti sono i Testimoni di Geova in Italia?

Nel mondo sono circa 8,5 milioni; in Italia i membri attivi sono circa 250.000.

 

L’infografica col riassunto finale

Le regole a cui si attengono i Testimoni di Geova

 

E voi, quale regola dei Testimoni di Geova preferite?

 

Note e approfondimenti

  • 1 L’argomento comunque è spesso dibattuto e in diverse occasioni gli stessi Testimoni hanno suggerito anche ipotesi diverse, complice il fatto che giudicare della salvezza o no delle persone spetti solo a Dio. Comunque, la salvezza riservata ai soli Testimoni è enunciata nella rivista di riferimento del movimento, La Torre di Guardia (si veda ad esempio il numero del 15/7/70).
  • 2 Ad ogni modo, uno studio comparativo del Pew Research Center ha notato che negli Stati Uniti i Testimoni di Geova hanno il tasso di istruzione universitaria più basso tra tutte le comunità presenti nel paese. Inoltre sono anche quelli che frequentano maggiormente le attività di culto, che pregano con maggior frequenza, che credono con più forza che la religione possa essere interpretata in un solo modo e che sono maggiormente convinti che le loro preghiere vengano ascoltate. Infine, sono i più fermi oppositori dell’aborto e dell’omosessualità. Qui i risultati dell’indagine.
  • 3 Se volete leggere qualche esperienza diretta del rapporto tra Testimoni di Geova e omosessualità, qui trovate un articolo che a suo tempo destò un certo scalpore.

 

Segnala altre regole dei Testimoni di Geova nei commenti.