Cucinare è bello, ma spesso c’è poco tempo per farlo. Soprattutto all’ora di pranzo. Arriviamo a casa in fretta e furia e ci dobbiamo barcamenare tra i figli, le poche cose che troviamo in frigorifero e la lancetta dei minuti che scorre inesorabile, indicandoci che presto dovremmo tornare alle nostre occupazioni. Per questo c’è bisogno, oggi più che mai, di ricette di primi piatti veloci e semplici. Di pietanze facili da preparare ma che allo stesso tempo possano rivelarsi un po’ sfiziose.

La pasta

Le possibilità in realtà sono moltissime. Il primo pensiero va ovviamente alla pasta, l’elemento base del nostro pranzo e dei nostri primi piatti. Ma anche la pasta può essere preparata in modi diversi: con condimenti più o meno consueti, al forno o persino in padella, ispirandosi, magari, ai suggerimenti di qualche cuoco famoso. Gli unici limiti sono la fantasia, il tempo e quello che si trova in dispensa.

Se vi trovate spesso a dover fare i conti con la mancanza di ricette di primi piatti veloci, oggi veniamo in vostro soccorso. Abbiamo infatti raccolto varie indicazioni per preparare cinque pietanze che sicuramente avete già mangiato mille volte e che fanno parte del vostro repertorio, ma che forse non pensate così spesso di fare. Eppure sono facili, veloci e soprattutto gustose. Vediamole assieme.


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Pasta cacio e pepe

Dalla tradizione laziale

Spaghetti cacio e pepe, una ricetta classica e veloce (foto di Luca Nebuloni via Flickr)
Spaghetti cacio e pepe, una ricetta classica e veloce (foto di Luca Nebuloni via Flickr)

Per cucinare in fretta un primo che soddisfi tutti i palati, bisogna ovviamente affidarsi alla tradizione. Nel corso dei secoli, infatti, la nostra cucina ha elaborato alcuni piatti che, pur semplicissimi, non stancano mai. Uno di questi è la pasta cacio e pepe, una pietanza tipica del centro Italia.

Proprio perché si tratta di una ricetta tradizionale, però, è difficile trovare due preparazioni uguali tra loro. Ogni campanile può esibire qualche piccola variazione, e anzi addirittura ogni famiglia si sente depositaria della ricetta originaria. L’olio ci va o non ci va? Ci si mette solo pecorino o anche formaggi diversi? Dev’essere granulosa oppure no? Ognuno ha la sua teoria, e non è detto che qualcuno abbia più ragione di altri.

Dalla pentola alla padella

Quella che vi proponiamo, quindi, è solo una delle molte ricette possibili. Per prima cosa bisogna grattugiare il pecorino e macinare il pepe. Quest’ultimo va poi messo a rosolare in padella con un filo d’olio, mentre contemporaneamente si inizia a cuocere la pasta nella maniera più tradizionale. A metà cottura, però, dovrete estrarre la pasta dalla pentola e passarla in padella assieme all’olio e al pepe, aggiungendo anche un paio di mestoli di acqua.

Quando la pasta è pronta, si spegne il fuoco, si aggiunge il formaggio e si comincia la mantecatura. Quando si è ottenuta la consistenza di una crema, si può servire. Magari aggiungendo sopra alla pasta un’altra spolverata di pecorino e di pepe.

 

Pasta ai quattro formaggi

Una delle ricette di primi piatti più semplici e gustose

La pasta ai quattro formaggi
La pasta ai quattro formaggi

Rimaniamo su un piatto in cui i latticini giocano un ruolo fondamentale con la pasta ai quattro formaggi. Una pietanza che vi ruberà poco tempo sia in fase di preparazione che di cottura, ma che, se in famiglia amate il formaggio, vi darà grandi soddisfazioni.

Si tratta, infatti, di una ricetta molto duttile. Generalmente la si prepara con le penne, ma si può virtualmente usare qualsiasi tipo di pasta. Così facendo, alternando una tipologia all’altra, avrete anche piatti diversi – ma sempre semplici – da poter proporre più volte nel corso del mese.

I possibili formaggi

Prima di tutto bisogna avere in casa quattro tipi diversi di formaggio. Uno sarà probabilmente il grana, che non manca mai. Si possono aggiungere groviera, fontina, emmentaler, oppure variare, usando il Galbanino o, se lo si ama, il gorgonzola. Si tagliano a pezzetti i formaggi che si intende usare (grana escluso) e li si mette sopra al fuoco in una casseruola assieme a un cucchiaio di farina e a 100 ml di latte. Nel frattempo si mette a cuocere la pasta nella sua solita pentola a parte.

A questo punto si cuoce il contenuto della casseruola a fuoco lento, incorporando i formaggi, fino a quando non si ottiene una crema. Vi si aggiunge poi una lieve spolverata di noce moscata e vi si versa sopra la pasta (scolata, ovviamente). Basta aggiungere il grana sopra a tutto e scaldare un altro po’ nella casseruola per avere pronta la propria pasta ai quattro formaggi.

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Spaghetti alla carbonara

Una delle ricette più “falsificate”

Tra le ricette di primi piatti più celebri, un posto d'onore spetta agli spaghetti alla carbonara
Tra le ricette di primi piatti più celebri, un posto d’onore spetta agli spaghetti alla carbonara

Arrivano dal centro Italia anche gli spaghetti alla carbonara, che però da tempo sono diventati un piatto tipico di tutta la penisola. La loro origine è tuttora dibattuta. Nei manuali di cucina di inizio ‘900, ad esempio, non vi è traccia di questo piatto, che pure oggi è popolarissimo. L’ipotesi più accreditata è quindi che la ricetta sia nata solo all’epoca della liberazione di Roma dai nazifascisti.

Proprio osservando il modo di cibarsi dei soldati americani – che consumavano uova e pancetta – ai cuochi romani sarebbe venuta l’idea del piatto, evolvendolo da alcune pietanze simili che già esistevano nella cucina laziale. Da lì in poi comunque la ricetta ha avuto un successo strepitoso, diffondendosi in tutto il mondo. Tanto che l’Accademia italiana della cucina denuncia pure il fatto che la preparazione della carbonara sia quella più “falsificata”. Cioè quella in cui, all’estero, gli ingredienti vengono modificati con maggior disinvoltura.


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La ricetta ufficiale prevede l’uso di spaghetti, guanciale, uova, pecorino, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Nelle varianti più diffuse si usa la pancetta al posto del guanciale e il parmigiano in aggiunta o al posto del pecorino. Inoltre spesso si utilizza anche la cipolla, che comunque nella ricetta ufficiale non è presente. Infine, alcuni aggiungono la panna.

La ricetta prevede di far rosolare il guanciale in padella a fuoco basso. Nel frattempo, in una terrina si rompono 3/4 uova e vi si aggiunge il pecorino grattugiato, oltre a sale e pepe. Si sbatte poi il tutto. Terza operazione: si cuociono gli spaghetti, scolandoli quando sono ancora al dente e tenendo da parte un po’ di acqua. Quando tutto è a puntino si versano gli spaghetti nella padella, facendoli saltare col guanciale. Si aggiunge poi il contenuto della terrina e si gira il tutto, eventualmente versando anche l’acqua. Si serve spolverando con un po’ di pepe.

 

Farfalle al salmone

Un classico

Farfalle al salmone (foto di Alpha via Flickr)
Farfalle al salmone (foto di Alpha via Flickr)

Lasciamo da parte il formaggio e passiamo ora al pesce. Un modo semplice e veloce per accompagnare la pasta è infatti quello di utilizzare il salmone. E, tradizionalmente, a questo condimento vengono associate le farfalle. Un tipo di pasta che ha avuto la sua origine, pare, nel ‘500, probabilmente tra la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Se le teorie sull’origine della pasta sono abbastanza condivise, meno uniformità di giudizio c’è sulla ricetta delle farfalle al salmone. In primo luogo, c’è chi usa salmone fresco e chi utilizza invece quello affumicato. Poi c’è chi usa anche la panna e chi no, chi ci aggiunge il pomodoro e chi no. E le possibilità potrebbero essere ancora parecchie.

La preparazione

Ecco comunque una delle versioni più tradizionali e semplici. In primo luogo, mettete a cuocere la pasta in una pentola con abbondante acqua salata. Su un tagliere, nel frattempo, spezzettate il salmone in piccoli pezzi. Mettete quindi sul fuoco una padella con un po’ di burro e uno scalogno tritato. Aggiungete poi qui il salmone e versate 200 ml di panna fresca, magari con una spolverata di noce moscata.

Mescolate il tutto e salate. Fate bollire e, quando vi sembra pronto, spegnete il fuoco. A questo punto scolate le farfalle e versatele nella padella per amalgamare il tutto. In breve il vostro piatto sarà pronto per essere servito. Dopo pochi minuti di preparazione e uno sforzo veramente minimo.

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Insalata di riso

Un piatto estivo

L'insalata di riso, ideale anche per i buffet (foto di Paolo S. via Flickr)
L’insalata di riso, ideale anche per i buffet (foto di Paolo S. via Flickr)

Chiudiamo con un piatto diverso, semplicissimo eppure sempre efficace: l’insalata di riso. È la pietanza preferita dei buffet, perché se ne può preparare tantissima e piace praticamente a tutti. È inoltre piuttosto semplice da mangiare anche stando in piedi o usando posate di plastica: basta avere un piatto e un cucchiaio. Il piatto è infine estivo e fresco e ben si abbina alla stagione in cui stiamo entrando.

Per prepararlo, bisogna prima di tutto cuocere il riso in abbondante acqua salata e scolarlo quand’è ancora al dente. A questo punto basta farlo raffreddare e aggiungere il condimento, e il piatto è già pronto. Sì, ma quale condimento? Perché in ogni casa d’Italia, probabilmente, esiste un’abitudine diversa su come guarnire il riso.

Ci si mette dentro quel che si vuole

L’abitudine più diffusa è quella di usare i sottaceti. Anche al supermercato, non a caso, si trovano vasetti che contengono tutto il necessario, sotto il nome di Condiriso o simili. Non ci si deve, però, per forza accontentare di questo. Il bello dell’insalata di riso è che si può variare e aggiungere pressoché tutto.

Ad esempio, molti vi introducono würstel tagliati a pezzettini o prosciutto a dadini. Altri puntano sul tonno e sulle olive. Altri ancora optano per pezzi di vari tipi di formaggio. Versioni più elaborate e meno diffuse prevedono anche l’utilizzo di pollo, di lattuga, di pomodori e di altro ancora. In genere, comunque, il tocco finale è dato dalle uova sode e dalla maionese: ma anche in questo caso, dipende dai gusti.

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