Mestiere estremamente affascinante, quello dello scrittore permette a chi lo fa di non annoiarsi mai e, soprattutto, di tenere sempre gli occhi aperti su ciò che accade nel mondo o alle persone. L’osservazione è fondamentale e le esperienze di vita sono essenziali per poter creare storie sempre nuove e abbastanza originali da soddisfare le esigenze dei lettori. Oggigiorno di autori e romanzi ce ne sono tanti che è impossibile non imbattersi in quello che fa al caso nostro.

L’autore dietro ai personaggi

I lettori spesso si appassionano molto di più al personaggio di un romanzo che non a chi lo inventa. Non sanno per esempio se uno scrittore diventa tale per desiderio o se considera la scrittura una professione come un’altra, indispensabile per vivere. A volte è infatti quasi una soddisfazione incontrare tra le righe una frase che lasci intendere cosa ne pensa in realtà un autore della professione che svolge.

Ad aiutarci in quest’ambito possono essere i romanzi che hanno per protagonista proprio uno scrittore. Capita che l’autore vero e proprio non si identifichi per forza nel suo personaggio, ma per lo meno ci regala un punto di vista più chiaro, rendendo il protagonista portavoce della propria realtà. Alcuni di questi scrittori fittizi lottano per realizzare un sogno, altri cercano invece delle risposte: conosciamone cinque tra i più appassionanti.

 

Carlos Ruiz Zafón – Il gioco dell’angelo

Uno scrittore maledetto

Il gioco dell'angeloDopo il grande successo de L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón, uno degli autori spagnoli più letti del momento, pubblica nel 2008 Il gioco dell’angelo, romanzo che conserva la stessa ambientazione del primo: Barcellona e i suoi angoli più nascosti, tra cui il Cimitero dei Libri Dimenticati. Anche alcuni personaggi ritornano, ma la storia si svolge all’incirca una ventina d’anni prima rispetto alla precedente e ha come protaginista lo scrittore David Martín.

Mentre ne L’ombra del vento gli eventi travolgono la famiglia dei librai Sempere, ora la libreria diventa il luogo in cui Martín cerca conforto e consiglio. Inizialmente povero e con un vissuto non proprio fortunato alle spalle, il protagonista inizia a lavorare per gli editori de La Voz de la Industria e poi, grazie alle influenze dell’amico Pedro Vidal, scrive a puntate gli episodi de La città dei maledetti, firmandosi con lo pseudonimo di Ignatius B. Samson.

La gente normale mette al mondo dei figli; noi romanzieri dei libri. Siamo condannati a metterci la vita, anche se quasi mai ce ne sono grati. Siamo condannati a morire nelle loro pagine e a volte perfino a lasciare che siano loro a toglierci la vita.

Martín non è esattamente soddisfatto della propria vita, ma la catastrofe arriva quando Vidal sposa Cristina, la donna di cui è innamorato. Nel frattempo ad aprofittare del suo momento di debolezza è Andreas Corelli, il nuovo “principale” che gli affida la stesura di un libro inquietante, dietro il quale è tessuta una fitta rete di misteri. Martín farà di tutto per risolverli, ma ciò non potrà che condurlo alla dannazione eterna.

 

Domenico Starnone – Labilità

L’abilità di fondere realtà e finzione

"Labilità" di Domenico Starnone, libro che ha per protagonista uno scrittore maturoNel 2005 lo scrittore napoletano Domenico Starnone pubblica Labilità, un romanzo che ha dato molto di cui parlare alla critica, facendo sorgere una serie di opinioni discordanti. Mentre molti l’hanno giudicato positivo per il carattere fortemente introspettivo, altri l’hanno disprezzato proprio per lo stesso motivo. Anche se non in modo esplicito, infatti, sembra che lo scrittore protagonista del libro si identifichi molto con l’autore stesso.

Quello di Labilità è uno scrittore maturo e un po’ in crisi, anche se il suo principale difetto è quello di non ammettere i propri problemi: è di gran lunga più facile rintanarsi nella fantasia che riconoscere gli ostacoli della realtà. Per uno scrittore già abituato a far uso della sua fervida immaginazione, risulta inoltre particolarmente semplice rintanarsi in un mondo che non esiste e a cui nessun altro ha accesso.


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Tuttavia a riportarlo alla realtà ci pensano i fantasmi del passato e altre cose che non possono passare inosservate, come la conoscenza con uno scrittore più giovane che il protagonista aiuta e che però riesce immediatamente ad ottenere l’ambito successo. A rincarare la dose di problemi ci si mettono i cattivi rapporti con la moglie e di conseguenza gli incontri con un’amante, anche lei scrittrice. Il protagonista si accorge quindi che fondere realtà e fantasia può rivelarsi addirittura pericoloso.

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Amos Oz – La vita fa rima con la morte

L’arte di osservare

"La vita fa rima con la morte" di Amos OzCome il personaggio inventato da Domenico Starnone, lo Scrittore dell’autore israeliano Amos Oz sa come mescolare realtà e immaginazione, anche se in modo più lucido e consapevole. Pubblicato nel 2008, La vita fa rima con la morte è quasi un manuale di scrittura: gli indizi sono forniti dal protagonista che, invitato come ospite d’onore ad un incontro letterario in una libreria di Tel Aviv, non presta alcuna attenzione alla conferenza.

Preferisce infatti scrutare attentamente il suo pubblico: il suo sguardo passa in rassegna ogni persona, analizza ogni volto e studia ogni espressione. Anche il minimo dettaglio non sfugge ai suoi occhi di osservatore attento ed è proprio quel piccolo particolare che lo incentiva a farsi migliaia di domande. Non solo lo Scrittore osserva, ma addirittua ascolta: una frase, un dialogo o un aneddoto possono sempre fornirgli qualche spunto.

Perché mai scrivere di tutto ciò? Esiste e continuerà a esistere che tu ne scriva o meno […]

A evento terminato, il protagonista continua questa sua indagine in giro per i vicoli più nascosti di Tev Aviv. Dalle persone che incontra trae ispirazione per creare personaggi da inserire nel prossimo capolavoro, ma per fare ciò deve immedesimarsi in ognuno di essi. Per questo il lettore alla fine scopre forse il messaggio più importante che Amos Oz e il suo scrittore tramandano: «[…] tutti i personaggi di questa storia, in fondo, non sono altri che l’autore in persona […]».

 

Jack London – Martin Eden

Il sogno di diventare uno scrittore a qualsiasi costo

"Martin Eden", racconto in parte autobiografico di Jack LondonPubblicato a puntate in una rivista, il racconto dello statunitense Jack London, Martin Eden, diventa ufficialmente un romanzo nel 1909. Dal carattere leggermente autobiografico, il libro racconta la vita del protagonista che dà il titolo all’opera e dei suoi sacrifici per realizzare il sogno di diventare uno scrittore. Martin Eden non appartiene infatti ad una classe sociale agiata e di conseguenza non ha ricevuto un’istruzione adeguata.

Lavora come marinaio, ma i libri lo hanno sempre appassionato e riescono a metterlo in contatto con molte realtà che ancora non conosce. Una di queste è ad esempio quella dell’affascinante Ruth Morse, una giovane bellissima e di rango sociale piuttosto elevato, che viene salvata da una rissa proprio dal protagonista. Dopo essere stato invitato a cena dalla famiglia di Ruth come ringraziamento, Martin Eden s’innamora di lei.

Gli uomini senza talento sfogano la loro rabbia giudicando coloro che ne hanno.

Ciò non fa che stimolarlo a lottare con le unghie e con i denti per realizzare il suo sogno di una vita e migliorare così la propria condizione sociale, dal momento che i genitori di Ruth non le permettono di frequentarlo. Alla fine, infatti, la storia d’amore tra i due s’interrompe, ma il protagonista raggiunge il proprio obiettivo. Si accorge così che forse Ruth non era la donna giusta, mentre la scrittura è la compagna fedele che non l’ha mai tradito.

 

Niccolò Ammaniti – Che la festa cominci

Uno scrittore ospite di una festa inquietante

"Che la festa cominci" di Niccolò AmmanitiNiccolò Ammaniti stupisce tutti i suoi lettori nel 2009, quando pubblica Che la festa cominci, romanzo che riflette alla perfezione il degrado della società odierna. Lo scrittore che Ammaniti sceglie come protagonista è diverso dagli altri: si chiama Fabrizio Ciba, è originario di Roma ed è un autore affermato, anche se in realtà da un bel pezzo non è in grado di scrivere nemmeno una riga.

Si trova infatti proprio alla ricerca dell’ispirazione che gli permetterà di stendere il suo prossimo capolavoro quando viene invitato alla festa del multimiliardario Sasà Chiatti. Lo sfarzosissimo evento sembra l’occasione giusta per conoscere personalità interessanti e, soprattutto, per far sorgere le idee giuste per un buon libro. Ciò che nessuno degli ospiti sa è però che la festa è destinata a degenerare: un primo indizio è dato dal tentato omicidio di un satanista nei confronti della cantante Larita.


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In realtà tutti sono in pericolo perché gli abitanti delle Catacombe di Priscilla stanno per salire in superficie per rubare il cibo, massacrare gli invitati e generare scompiglio. Tutto ciò accade sotto gli occhi inorriditi di Ciba: seppur fondamentale, il suo ruolo passa qui in secondo piano, sovrastato dalla rappresentazione mostuosa e grottesca del mondo in cui viviamo.

 

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