Molte cose sono cambiate nel modo di fare film negli ultimi decenni. Il ritmo è aumentato, le scene sono diventate più violente, gli attori più muscolosi. Ma forse la più grande rivoluzione è stata quella delle scene di sesso.

Fino a pochi decenni fa, infatti, non si riusciva nemmeno ad intravedere sullo schermo il ginocchio di un’attrice. Lo stesso Alfred Hitchcock, per fare un esempio, rischiò problemi seri con la censura perché aveva osato mettere una donna in una doccia in Psyco (nonostante non si vedesse nulla, e di certo non si facesse sesso).

Oggi, invece, ogni grande attrice vanta, nel suo curriculum, almeno una scena di nudo. E per quelle poche che rifiutano di spogliarsi (come per molti anni ha fatto Natalie Portman, sulla quale avremo modo di tornare [1]) si spendono fiumi di inchiostro.

Ultimo tango a Parigi, Tornando a casa…

La metamorfosi, ci pare di poter dire, è avvenuta a partire dagli anni ’70, quando gli effetti della liberazione sessuale e di pellicole provocatorie come Ultimo tango a Parigi spostarono più in là l’asticella del pudore.

Questo avvenne sia in America che in Europa, in un percorso poi proseguito – almeno dal punto di vista dei rapporti sessuali – con film come Tornando a casa con Jane Fonda e Jon Voight e A Venezia… un dicembre rosso shocking con Julie Christie e Donald Sutherland.

Senza dimenticare le pellicole di Adrian Lyne, da 9 settimane e mezzo a Proposta indecente, passando per Attrazione fatale.

Ma quali sono le scene di sesso e di passione più memorabili della storia del cinema? Noi abbiamo provato a sceglierne cinque, tenendo conto sia del loro impatto, sia della tensione erotica che tendevano a far sfogare all’interno del loro film. Eccovele, col link ai relativi video.

 

1. Basic Instinct

Se vogliamo davvero parlare di film che hanno modificato il comune senso del pudore, non possiamo non citare Basic Instinct. La pellicola di Paul Verhoeven uscita nel 1992, infatti, portò sul grande schermo qualcosa che non si era mai visto prima, se non in pellicole non certo riservate al grande pubblico.

Il film suscitò subito un grande scandalo per varie sequenze eroticamente esplicite. Le polemiche maggiori sorsero per la scena in cui Sharon Stone – alla prima prova da protagonista dopo aver impressionato Verhoeven in Atto di forza – accavallava le gambe durante l’interrogatorio della polizia. Mostrando chiaramente di non indossare biancheria intima [2].

La celebre sequenza di Basic Instinct in cui Sharon Stone accavalla le gambe, una delle scene più spinte dei film recentiLa storia vedeva infatti due detective, interpretati da Michael Douglas e George Dzundza, indagare su una serie di omicidi effettuati con un punteruolo da ghiaccio. E le prove sembrano convergere su Catherine Tramell, una psicologa e scrittrice bisessuale.

Il personaggio esibiva uno stile di vita ambiguo, visto che amava circondarsi di vari amanti di entrambi i sessi, molti dei quali con un passato criminale. Ma mentre il suo coinvolgimento nei reati risultava sempre più evidente, il detective Curran rimaneva ammaliato dal suo fascino, finendo per allacciare con lei una relazione che lo portava a rischiare la vita.

I premi e i problemi, tra gambe accavallate e torride scene di sesso

Alla fine la psicologa si rivelava innocente, mentre la colpa degli omicidi ricadeva su un’altra donna molto vicina allo stesso Curran. Il film si concludeva però con l’ambiguità con cui era iniziato, lasciando il finale tutto sommato aperto.

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Anche grazie a questo Basic Instinct ottenne due nomination tecniche agli Oscar e soprattutto fruttò alla Stone la prima nomination ai Golden Globe. Da ex modella che per dieci anni non era riuscita a sfondare al cinema, l’attrice si trasformò così in una diva di primo piano.

Ciononostante non mancarono le polemiche, sia per la promiscuità della trama che per la recitazione dei protagonisti. Douglas, la Stone e la coprotagonista Jeanne Tripplehorn ottennero infatti tre nomination ai Razzie Awards, i premi per i peggiori film dell’anno. Gli incassi furono comunque da record ed aprirono la strada ad un nuovo genere, il thriller erotico.

 

2. Cruel Intentions

Hollywood, a volte, vive di mode e di ondate. Ad esempio, non è raro che un capolavoro della letteratura dei secoli passati venga riscoperto per un film e, immediatamente dopo, la stessa trama sia riutilizzata per altri adattamenti.

Questo fa sì, in certi casi, che una storia venga raccontata per tre o quattro volte nel giro di pochi anni prima di ritornare nell’oblio dal quale era improvvisamente emersa.

Una delle scene di sesso più intense di Cruel IntentionsCosì è accaduto anche per Le relazioni pericolose, celebre romanzo epistolare di fine ‘700 del francese Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos.

La storia infatti fu portata sul grande schermo nel 1988 da Stephen Frears (con Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer, Uma Thurman e Keanu Reeves). Fu poi riadattata l’anno dopo da Milos Forman in Valmont con Colin Firth ed Annette Bening.

Le relazioni pericolose nella New York di oggi

Fu probabilmente però solo con Cruel Intentions, datato 1999, che si calcò veramente la mano sull’aspetto erotico della vicenda. Il film è infatti un adattamento in chiave moderna, ma fedele nelle linee guida, dell’opera del ‘700. Protagonisti ne sono due fratelli ricchi e annoiati della New York dei giorni nostri.

La prima è Kathryn (interpretata da Sarah Michelle Gellar), che ha fama di ragazza integerrima ma in realtà cova una malsana cattiveria e un gusto per la manipolazione. Il secondo è Sebastian (Ryan Philippe), un abile seduttore che però è attratto anche dalla sorellastra, che vorrebbe possedere carnalmente.

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I due accettano di sfidarsi in una sorta di gara di seduzione, la cui posta è una notte di sesso. Sebastian, però, mentre cerca di conquistare la giovane Annette (Reese Witherspoon) – che ha fatto pubblicamente un vanto della propria verginità –, finisce per innamorarsene. E decide così di troncare la scommessa, con esiti purtroppo nefasti.

La scena clou rappresenta forse il culmine erotico della trama e mostra la passione tra Annette e Sebastian. Tutto il film, comunque, è giocato su un uso molto calibrato delle tensioni e delle pulsioni, tanto è vero che è diventato celebre anche il bacio saffico che, ad un certo punto, si scambiano Kathryn e l’ingenua Cecile (interpretata da Selma Blair) [3].

 

3. Team America: World Police

Dopo aver scaldato un po’ l’ambiente, stemperiamo la tensione con la scena di sesso più esplicita di cui parleremo in questa cinquina (e forse in tutta la storia del cinema non pornografico).

Una scena che è però anche, allo stesso tempo, la più ironica e divertente: quella che compare all’interno di Team America: World Police, film in supermarionation [4] (o, più prosaicamente, realizzato con marionette) del 2004.

Le bambole che fanno sesso in Team America: World PoliceLa pellicola è stata realizzata dai creatori di South Park, Trey Parker e Matt Stone. Ed è un film che non manca – com’è tradizione nei prodotti dei due autori – di ironizzare sulla società americana e sulle sue paranoie, facendo spesso uso di linguaggio e scene volgari.

Il Team America del titolo è infatti una squadra antiterroristica che viene inviata in giro per il globo per sgominare le possibili minacce agli USA. Finisce però per causare più danni che benefici, visto che ogni volta che entra in azione distrugge intere città e i loro monumenti, come accade a Parigi e all’Egitto.

Nuovo membro del gruppo è, tra l’altro, l’attore Gary Johnston, che viene reclutato per la sua capacità linguistiche ma che dovrà, nel finale, salvare da solo la situazione.

Quando le marionette sono più esplicite degli esseri umani

Mentre non mancano frecciatine – a volte anche grossolane – verso sia l’interventismo dei militari che il pacifismo dello star system hollywoodiano, tra Gary e la collega Lisa scoppia l’amore.

I due arrivano così ad una notte di sesso talmente spinto [5] che Parker dovette più volte rimontare la scena visto che, nonostante si trattasse di pupazzi manovrati da fili, il film rischiava seriamente di essere classificato come pornografico dalla censura americana. La commissione, infatti, lo rispedì indietro addirittura nove volte.

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Ovviamente la pellicola generò molte polemiche e fu odiata ed amata più o meno con la stessa intensità. Quentin Tarantino la inserì tra le sue venti pellicole preferite degli ultimi vent’anni [6], mentre il creatore dei Thunderbirds [7], la serie britannica a cui fu “rubata” la tecnica dei pupazzi, la trovò troppo volgare.

 

4. A History of Violence

Finora abbiamo visto due film smaccatamente erotici, anche se l’erotismo era mescolato a tensione, e uno invece parodistico. Nell’ultimo decennio, però, le migliori scene di sesso e di passione sono state presentate da film più violenti e sofferti.

Il primo tra quelli che abbiamo selezionato è A History of Violence, firmato da David Cronenberg. Il maestro dell’horror infatti negli ultimi anni ha iniziato ad indagare gli orrori della mente umana più che non della natura.

Viggo Mortensen e Maria Bello in una scena di sesso e passione in A History of ViolenceLa trama, tratta da una graphic novel di John Wagner e Vince Locke [8], racconta di un tranquillo ristoratore dell’Indiana.

Dopo aver sventato una rapina, questi balza suo malgrado agli onori della cronaca, attirando l’attenzione di alcuni malavitosi. I delinquenti riconosco infatti in lui l’uomo che vent’anni prima, con un nome diverso, li aveva traditi.

La doppia natura dell’uomo di famiglia

Il film, giocato anche sul rapporto tra il protagonista (Viggo Mortensen) e la sua nuova famiglia, che nulla sapeva del suo passato, presenta anche alcune scene di sesso tra lo stesso Mortensen e Maria Bello.

Quest’ultima interpreta la moglie Edie, ma è nota per la partecipazione a E.R.. E per aver fatto recentemente coming out.

Le scene di sesso – perché in realtà ce n’è più di una nel film – sono considerate tra le migliori mai realizzate per intensità e trasporto [9]. A loro favore giocano la capacità di Cronenberg di rappresentare i corpi e le pulsioni, ben utilizzata anche in film successivi come La promessa dell’assassino, A Dangerous Method e Cosmopolis.

 

5. Il cigno nero

Concludiamo con la seconda delle pellicole che, come spiegavamo prima, danno sì un’immagine passionale del sesso, ma a loro modo anche sofferta e tragica. Solo che in A History of Violence almeno una di queste scene serviva a rilasciare la tensione accumulata da rivelazioni inattese.

Ne Il cigno nero – diretto nel 2010 da Darren Aronofsky e premiato con un Oscar alla sua protagonista – il momento del rapporto sessuale diventa invece l’apice massimo della suspense.

La schiena di Mila Kunis durante la scena di sesso de Il cigno neroLa storia si concentra sulla ballerina newyorkese Nina Sayers (interpretata da Natalie Portman), scelta per interpretare il cigno bianco e il cigno nero nella prestigiosa messa in scena del Lago dei cigni che si sta allestendo nella sua città.

L’importante incarico però finisce per sconvolgerle la mente. Già non equilibrata in partenza – per il morboso rapporto con la madre –, Nina viene sconvolta anche dall’ingresso nella compagnia di Lily (Mila Kunis). Una ballerina più brava di lei a far emerge il lato passionale del balletto, anche se meno dotata stilisticamente.

Sesso saffico tra Natalie Portman e Mila Kunis

Man mano che il film prosegue la protagonista è sempre più spesso vittima di allucinazioni, che in un primo momento non sono chiare nemmeno allo spettatore, che tende a riconoscerle come reali accadimenti.

In una di queste, Nina, desiderosa di ribellarsi alla madre, prima esce con Lily, prendendo addirittura una pasticca di ecstasy, e dopo porta la rivale a casa propria, finendo per fare l’amore con lei.

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La scena, che comunque nel film ha un ruolo e un significato ben precisi, è stata oggetto di qualche critica perché piuttosto esplicita [10]. Tra l’altro, la stessa Portman, come dicevamo in apertura, nella prima parte della sua carriera ha più volte rifiutato ruoli in cui si esigevano sue scene di nudo.

Una scelta poi rivista – solo quando la trama effettivamente lo richiede – a partire da Hotel Chevalier del 2007 [11].

 

 

Note e approfondimenti

[1] Sulle sue scelte riguardo ad accettare o no scene di nudo si è discusso per anni. Qui trovate un sunto di qualche tempo fa in cui si dà notizia delle sue opinioni in merito.
[2] Il trailer originale della pellicola potete vederlo qui. A questo link, invece, trovate un’intervista televisiva relativamente recente durante la quale l’attrice ricreò la sequenza incriminata. Se poi ve la cavate bene con l’inglese, qui potete vedere una giovane Sharon Stone ospite da David Letterman nel 1992 per discutere proprio del film.
[3] Qui potete vedere il trailer italiano originale, che racchiude molte delle scene più intense.
[4] Se volete approfondire, leggete qui.
[5] La potete vedere qui.
[6] Tra l’altro Tarantino presentò i film in una video-intervista che potete rivedere qui.
[7] Si tratta del britannico Gerry Anderson, scomparso qualche anno fa. Negli anni ’60 e ’70 fu tra le altre cose creatore, assieme alla moglie Sylvia, pure di Spazio 1999. A questo link potete visitare il suo sito ufficiale.
[8] Il fumetto, in inglese, può essere acquistato qui.
[9] Quella più famosa potete vederla qui.
[10] La potete vedere qui.
[11] Si tratta di un cortometraggio di 13 minuti diretto da Wes Anderson e interpretato, oltre che dalla Portman, anche da Jason Schwartzman. Funge da prequel di Il treno per il Darjeeling, lungometraggio sempre di Anderson dello stesso anno, in cui però la Portman ha un ruolo secondario. La scena di nudo può essere vista qui.

 

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