Ormai in TV si vedono show di tutti i tipi. Il proliferare di serie ha infatti spinto i produttori a cercare storie sempre nuove, da qualsiasi parte provenissero. E, soprattutto, da qualsiasi epoca provenissero. Mai come in questi anni si sono visti telefilm ambientati non solo nel futuro – cosa abbastanza frequente, da Star Trek in poi – ma anche nel passato. Dal Medioevo (fantasy o realistico che sia) fino al decennio scorso. Oggi, in particolare, ci vogliamo soffermare su cinque serie TV ambientate negli anni ’60.

Gli anni ’60 ritornano di moda?

Questo decennio, infatti, è stato a lungo trascurato, ma è ritornato di recente in auge. Perché questo cambiamento? A nostro avviso i motivi sono due. Il primo è che per lungo tempo si sono considerati gli anni ’60 come un periodo dai confini poco netti. D’altronde, quel decennio fu per certi versi la prosecuzione degli anni ’50 (almeno nella prima fase) e per altri l’anticipazione dei ’70 (i movimenti del ’68, infatti, avrebbero trovato pieno compimento solo negli anni successivi).

Il secondo motivo di questa riscoperta è che gli anni ’10 in cui stiamo vivendo arrivano esattamente 50 anni dopo i ’60. E si approfitta di questa ricorrenza, quindi, per fare un po’ i conti e guardarsi alle spalle. Tra le tante serie TV storiche che sono uscite nel 2015, 2016 e 2017 e che ancora continueranno a uscire, ci concentreremo perciò un attimo su quelle che si focalizzano sugli anni ’60. Dando anche un’occhiata alle migliori del passato. Cominciamo.


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Mad Men

I pubblicitari di New York

Mad Men, forse la più famosa tra le serie TV ambientate negli anni '60Se volete vedere gli anni ’60 sul piccolo schermo, i modi migliori per farlo sono due. O recuperate una vecchia serie del tempo, come lo storico Batman o Vita da strega, dove però l’attenzione alla moda e ai costumi è abbastanza relativa. Oppure guardate Mad Men, la più accurata ricostruzione di quel periodo.

Lanciata nel 2007 sul canale americano via cavo AMC, la serie è proseguita fino al 2015, ottenendo ottime critiche. In Italia è arrivata già nel 2008, trasmessa prima su satellite e poi in chiaro anche dalla Rai (ma su Rai4). Il target non è infatti mai stato quello del grande pubblico, ma lo show si è rivolto a spettatori mediamente informati e in cerca di una serie di qualità.

Don Draper e gli altri

Al centro della trama ci sono infatti le vite di un gruppo di pubblicitari nella New York degli anni ’60. Il protagonista è il direttore creativo Don Draper, interpretato da Jon Hamm, che ha alle spalle parecchi segreti. Accanto a lui ci sono vari personaggi. Ad esempio Peggy Olson (Elisabeth Moss), una segretaria che gradualmente fa carriera. Oppure Pete Campbell (Vincent Kartheiser), in parte antagonista di Draper, proveniente da una influente famiglia. Oppure ancora Betty (January Jones), la moglie di Draper, che poi lo lascerà.

Lo show non si sofferma però solo sulle storie personali, ma anche sugli eventi storici del periodo. Si parla della campagna presidenziale che vide contrapposti Kennedy e Nixon, della crisi dei missili di Cuba, dell’assassinio del presidente (su cui torneremo), delle lotte degli afroamericani e di molti altri temi. Insomma, un appassionato di storia vi troverà pane per i propri denti.

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Happy Days

A cavallo tra gli anni ’50 e ’60

Il cast originario di Happy Days, una delle serie di culto degli anni '70La passione per gli anni ’60, come dicevamo, è scoppiata soprattutto negli ultimi anni. Ma ci sono degli antecedenti. Il più importante di tutti è Happy Days, serie che nacque come un nostalgico revival degli anni ’50 ma che, con l’andare del tempo, spostò la sua attenzione anche sul decennio successivo. D’altronde, lo show della ABC ebbe un tale successo da andare in onda per undici stagioni, dal 1974 al 1984.

Le vicende si concentravano sulla Milwaukee della fine degli anni ’50 e dell’inizio degli anni ’60 e in particolare sulla famiglia Cunningham. Il protagonista iniziale era infatti il liceale Richie, interpretato da Ron Howard, attore che aveva appena recitato in American Graffiti, dalle atmosfere simili. Accanto a lui c’erano poi il papà Howard (Tom Bosley), la mamma Marion (Marion Ross), la sorella Joanie (Erin Moran). E poi gli amici del liceo, come Potsie (Anson Williams) e Ralph Malph (Don Most).

Il successo di Fonzie

Dalla seconda stagione, però, i riflettori si spostarono gradualmente ma inesorabilmente su un altro personaggio. Il vero protagonista infatti divenne Fonzie (Henry Winkler), un motociclista che riassumeva i caratteri del ribelle. Nonostante le apparenze, diventava infatti il miglior amico di Richie e andava anche a vivere vicino ai Cunningham. Un passaggio di consegne sancito anche dall’addio di Ron Howard allo show alla fine della settima stagione.

In Italia la serie fu trasmessa già dal 1977 dalla Rai ed ottenne un grandissimo successo. Un destino simile a quanto avvenuto negli Stati Uniti, d’altronde, dove influenzò perfino il costume. Grazie a questa popolarità, anzi, negli States Happy Days ha dato origine a vari spin-off. Tra questi i più noti sono Mork & Mindy, primo grande ruolo di Robin Williams, e Laverne & Shirley, ambientata sempre negli anni ’60.

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Masters of Sex

Il sesso negli anni ’60

I due protagonisti di Masters of SexDi solito siamo abituati a pensare agli anni ’60 come ad un decennio molto compassato. Tralasciando gli ultimi due anni, in cui scoppiò la rivolta giovanile, il periodo fu caratterizzato da una grande pace sociale. Tutte le società occidentali, dagli Stati Uniti all’Italia, sembravano felici e prospere. L’economia avanzava, la gente appariva soddisfatta, l’ottimismo regnava sovrano.

In realtà qualche segnale di malessere c’era, e divenne più forte nel corso del decennio. Pensando ad esempio alla musica, si può citare il caso dei Beatles. Nel giro di pochi anni, da ragazzi perbene, ben vestiti e ben pettinati, si trasformarono in prototipi del ribellismo. Ma lo stesso discorso si può fare con certi registi, con certi autori televisivi, con certi romanzieri.


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E questa lenta ma inesorabile ribellione verso il “perbenismo”, se così vogliamo chiamarlo, si sostanziò anche nel sesso. Un po’ alla volta i rapporti tra maschi e femmine si liberarono, sia a livello adulto che giovanile, e venne avviato quel processo che continua ancora oggi. E che ebbe tra i principali promotori due studiosi americani, il ginecologo William Masters e la psicologa Virginia Johnson.

Queste due persone realmente vissute sono le protagoniste di una delle più interessanti serie TV ambientate negli anni ’60: Masters of Sex. Grazie alle ottime interpretazioni di Michael Sheen e di Lizzy Caplan, infatti, veniamo condotti dentro agli esperimenti fisiologici condotti all’epoca dai due studiosi e alle difficoltà incontrate nel toccare temi all’epoca tabù. Lo show è stato prodotto per quattro stagioni da Showtime e si è concluso nel 2016.

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22.11.63

Una delle più recenti serie TV ambientate negli anni ’60

James Franco in 22.11.63Concludiamo la nostra panoramica sulle serie TV ambientate negli anni ’60 con due prodotti molto recenti. Il primo è in realtà una miniserie composta da soli 8 episodi, ma decisamente interessante e appassionante. Si intitola 22.11.63, è stata realizzata da Hulu nel 2016 ed è arrivata in Italia appena un paio di mesi dopo l’originale americano, su Fox.

Lo spunto iniziale viene da un romanzo omonimo di Stephen King. Il titolo di entrambe le opere è una data che, se conoscete la storia americana, dovreste aver riconosciuto. Il 22 novembre 1963 il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy fu infatti assassinato a Dallas. È proprio attorno a quell’evento che ruota tutta la trama della miniserie.

Un viaggio nel tempo

Il protagonista è Jake, un insegnante dei giorni nostri interpretato da James Franco. Grazie a un ristoratore con cui ha fatto amicizia, scopre una sorta di passaggio temporale, che permette di essere catapultati direttamente nel 1960. Convinto dall’uomo, che nel frattempo sta morendo, compie il viaggio nel tempo e comincia ad ambientarsi nell’America degli anni ’60. Lì però non dovrà semplicemente sopravvivere, ma cercare di lasciare il segno. Sia sulla vita di alcune persone a lui note, sia soprattutto su quella di Kennedy.

La serie è infatti un thriller in cui il protagonista deve cercare di sventare l’assassinio del presidente. Senza sapere in realtà chi l’ha compiuto veramente, né da dove partì il colpo che lo uccise. La miniserie è prodotta, oltre che da Stephen King, anche da J.J. Abrams e dalla sceneggiatrice Bridget Carpenter.

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The Man in the High Castle

Gli anni ’60 ucronici immaginati da Philip K. Dick

Una scena di The Man in the High CastleConcludiamo con una serie ambientata sì negli anni ’60, ma in realtà in una linea temporale alternativa. The Man in the High Castle prende infatti spunto da un romanzo di Philip K. Dick, grande autore di fantascienza. Il libro in questione si intitola, in italiano, La svastica sul sole ed è uscito per la prima volta proprio nel 1962. Al centro della trama c’è un mondo in cui la Seconda guerra mondiale è stata vinta dalle potenze dell’Asse.

La serie è stata prodotta da Amazon, all’interno del proprio servizio Amazon Video, lanciato per fare concorrenza a Netflix. E lì ha avuto un grande successo, battendo tutti i record del servizio di Jeff Bezos. Il pilota è stato distribuito nel 2015 ed è arrivato in Italia, sempre tramite Amazon, l’anno dopo. La serie è comunque tuttora in produzione, visto che ne è stata annunciata la terza stagione.

Come sarebbe l’America se avesse vinto l’Asse

La trama prende avvio nel 1962. Gli Stati Uniti come li conosciamo non esistono più. Il loro territorio è stato infatti spartito tra la Germania nazista, che ne ha preso la maggior parte, dalla costa est fino al centro, e il Giappone, che domina sulla costa ovest. In mezzo, a separare le due superpotenze, una Zona Neutrale sulle Montagne Rocciose. Il problema è che Hitler ormai è vecchio, e che l’equilibrio tra Germania e Giappone è destinato a non durare.

Proprio in America qualcosa comincia dunque a muoversi, tra San Francisco e New York. In particolare, a creare scompiglio è La cavalletta non si alzerà più, un film ucronico, che mostra come sarebbero andate le cose se l’Asse avesse perso la guerra. Tra omicidi, spie e colpi di scena, si dipanerà quindi la trama di un thriller intrigante, che prosegue tuttora.

 

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