Abbiamo già parlato molte volte di quanto siano migliorate negli ultimi anni le serie TV. L’aumento delle emittenti – sia quelle tradizionali, sia quelle più innovative in streaming – ha infatti fatto aumentare notevolmente i capitali da investire in questo media e ha portato abili sceneggiatori, ottimi interpreti e registi esperti a misurarsi col piccolo schermo. Sono così state prodotte serie sempre più appassionanti, ma soprattutto si è riusciti a creare storie profonde, che scavano all’interno dei vari personaggi, dando loro umanità e realismo. Tanto è vero che si può proprio parlare, in molti casi, di serie TV psicologiche.

Molti di questi show, infatti, non si accontentano semplicemente di presentarci una trama appassionante, come già accadeva in passato. Vogliono anche indagare all’interno dei personaggi, come solo le opere più mature sanno fare.

Così, guardare questi telefilm ci permette non solo di passare il tempo e di distrarci ma anche di riflettere sul mondo e sulle persone che ci circondano. E di porci dubbi e domande che ci possono in alcuni casi anche inquietare.

Perché questo taglio psicologico non riguarda solo alcune serie in particolare. È ormai anzi diffuso in tutte le migliori produzioni: da quelle d’azione ai thriller, dai gialli fino anche alle commedie. In tutte c’è un approfondimento psicologico che vale la pena di rilevare.

Ma visto che la scelta è così ampia, quali sono allora le migliori serie TV psicologiche? Abbiamo cercato di dare noi una risposta, selezionandone cinque che approfondiremo nel dettaglio e poi proponendovene velocemente un’altra decina. Procediamo.

 

1. Dexter

Come noterete scorrendo il nostro elenco, spesso i protagonisti delle serie TV psicologiche non sono dei “buoni”. Anzi, sono proprio l’esatto opposto: ladri, assassini, addirittura serial killer. Perché è soprattutto quando si entra nella mente del criminale che c’è lavoro per gli psicologi.

E se vogliamo parlare di delinquenti, non possiamo che partire da Dexter Morgan, protagonista di una serie TV trasmessa dal canale Showtime dal 2006 al 2013. Una serie particolarissima, perché è stata la prima ad avere per protagonista assoluto un omicida seriale.

Interpretato da Michael C. Hall, il personaggio è infatti un tecnico forense della polizia di Miami, una sorta di membro della squadra C.S.I. locale. Ma se di giorno lavora per le forze dell’ordine, di notte fa giustizia a modo suo, eccedendo in sadismo.

Dexter cova infatti dentro di sé un disturbo della personalità molto grave, che lo porta a commettere crimini particolarmente efferati. Colpa di un’infanzia difficile e di varie turbe, che però in gioventù il padre adottivo – il sergente della polizia Harry Morgan – riuscì in qualche modo ad incanalare.

Serial killer sì, ma a fin di bene (o quasi)

Resosi conto dei problemi del figlio, infatti, il sergente lo convinse a non sfogare i suoi istinti su degli innocenti, ma almeno ad uccidere chi in qualche modo se lo meritava. Dexter segue infatti un “codice“, che gli permette di agire sadicamente solo nei confronti di quei criminali che scampano alla legge.

La serie è ispirata, almeno nella prima stagione, al romanzo La mano sinistra di Dio di Jeff Lindsay. Poi però ha preso una direzione tutta sua, dando spazio anche a vari bravi attori come Jennifer Carpenter (la sorella Debra), David Zayas e, nella quarta stagione, John Lithgow.

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2. Hannibal

Rimaniamo sul versante serial killer presentando quello che è forse il più famoso di tutti, l’omicida seriale per antonomasia: Hannibal Lecter. Creato dalla penna di Thomas Harris, il personaggio comparve come sapete nel celebre film Il silenzio degli innocenti, interpretato da Anthony Hopkins.

Poi ha fatto molte altre apparizioni, sia sui libri che al cinema, ma nel ruolo spesso del pazzo psicopatico. Poco sapevamo della sua vita precedente, della sua attività prima che la pazzia prendesse il sopravvento su di lui. Perché, se ricordate, Hannibal era prima di tutto uno psichiatra di grande fama.

A porre rimedio a tutto questo ci ha pensato Hannibal, serie TV trasmessa dal 2013 al 2015 dalla NBC e importata in Italia da Mediaset, su canali sia a pagamento che gratuiti. Hannibal vi svolge un ruolo fondamentale, ma non è l’unico protagonista: accanto a lui c’è infatti il profiler Will Graham.

È anzi da quest’ultimo che prende avvio tutta la trama. Abituato ad indagare sui serial killer, il detective finisce per accumulare uno stress esagerato e viene quindi obbligato dai suoi superiori ad appoggiarsi a uno psichiatra. Il caso vuole che quel medico non sia altri che il giovane Hannibal Lecter.

La serie psicologica che vira sull’horror

Ovviamente qui ci sono vari elementi che si mescolano. Da un lato c’è l’approfondimento psicologico, perché i due uomini si trovano ad indagare su ogni crimine cercando di entrare letteralmente nella mente del sospettato (e, tra l’altro, pure in quella del collega). Dall’altro c’è la tensione del giallo, che spesso però vira verso l’horror.

Leggi anche: Cinque appassionanti serie TV sui serial killer

Inoltre, il serial fonda il suo successo sulla grande qualità del cast. Hannibal è interpretato dal magnifico Mads Mikkelsen, capace di misurarsi alla grande con un ruolo non certo semplice. Molto bravo è però anche il suo collega, Hugh Dancy. Infine compaiono anche nella serie Laurence Fishburne, Gillian Anderson e Zachary Quinto.

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3. Black Mirror

Una delle cose più interessanti dello studio della psicologia è il cercare di capire non solo come le persone si comportano, ma anche come si comporteranno in futuro. Come reagiranno davanti ai cambiamenti della società e ai quesiti che il mondo ci porrà in futuro.

D’altronde, questo è il presupposto anche di molte trame di fantascienza. Ma anche di una serie molto particolare come Black Mirror, prodotta in Gran Bretagna dal 2011, prima su Channel 4 e poi su Netflix. Al centro delle storie c’è infatti il rapporto degli uomini con la tecnologia.

Il “black mirror” del titolo non è altro che lo schermo nero dei dispositivi elettronici: cellulari, teleschermi, computer. E la serie si chiede come vivremo in futuro, quando tutte queste cose saranno sempre più pervasive, saranno ancora più parte di noi.

Questo, almeno, è il tema comune degli episodi della serie, che per il resto è antologica. Ogni puntata, infatti, fa storia a sé ed è completamente slegata dalle precedenti, quasi un film a parte. Ad unire il tutto, insomma, è solo il tema principale.

Il successo

Nonostante questa natura così inconsueta, che sembrerebbe non spingere lo spettatore a proseguire nella visione delle varie puntate e delle varie stagioni, Black Mirror ha avuto fin qui uno straordinario successo. Complice la qualità del prodotto, che ha lasciato a bocca aperta molti critici.

Numerosissimi sono infatti i premi conquistati in tutto il globo. Marito anche del produttore Charlie Brooker, che ha avuto il merito di raccogliere attorno a sé alcuni tra i più valenti collaboratori presenti sul mercato televisivo britannico.

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4. Bates Motel

Come abbiamo detto, negli ultimi anni le serie TV sono diventate dei piccoli capolavori. Le produzioni coinvolgono sempre più denaro, e questo denaro è in grado di attirare sceneggiatori, registi e attori di grido. Che spesso finiscono per preferire il piccolo schermo a quello – tradizionalmente più importante – grande.

Ma queste serie TV non hanno rotto il loro legame iniziale col cinema, anzi. A volte vanno proprio a pescare le loro storie da lì. È questo anche il caso di Bates Motel, serie TV pensata come una sorta di prequel di Psyco, il capolavoro di Alfred Hitchcock.

Attenzione, però: abbiamo detto “una sorta di prequel”. Perché Bates Motel non è ambientata negli anni ’60, ma ai giorni nostri. In pratica si sono ripresi quei personaggi, li si è ringiovaniti e li si è posti in un’ambientazione contemporanea.

Il protagonista principale è quindi, ovviamente, Norman Bates, qui ritratto a 17 anni d’età. Il ragazzo vive ancora con sua madre, Norma, che è viva e che è vedova. E mentre lei instaura un rapporto sempre più morboso col figlio, quest’ultimo inizia a dare segni di squilibrio.

Una serie conclusa nel 2017

Prodotta dal network A&E, la serie ha esordito nel 2013 ed ha però interrotto la sua corsa nel 2017, dopo cinque intense stagioni da 10 episodi l’una. Osannata dalla critica, è stata ovviamente tradotta e doppiata anche in italiano e trasmessa sia da Rai 2 che da Netflix.

Leggi anche: Cinque grandi esempi di romanzo psicologico

Alla base del successo ci sono storie molto approfondite dal punto di vista psicologico e una tensione sempre ben sostenuta. Inoltre bisogna segnalare l’ottimo cast imbastito per lo show, a cominciare dal protagonista Freddie Highmore (già bambino prodigio in Neverland e La fabbrica di cioccolato) per arrivare fino a Vera Farmiga e Nicola Peltz.

 

5. Mr. Robot

Avete presente Fight Club? Sì, il libro di Chuck Palahniuk poi portato al cinema da David Fincher, che fu un successo commerciale e di critica? Ebbene, provate ad ambientare quella storia un po’ più avanti nel tempo, ai giorni nostri, e a trasformare il protagonista – nel film interpretato da Edward Norton – in un esperto di informatica.

Se farete questo, otterrete qualcosa di simile a Mr. Robot, una delle serie TV più intriganti e a suo modo spaventose degli ultimi anni. Lanciata nel 2015 dal canale americano USA Network, è stata infatti una delle principali sorprese delle ultime stagioni.

Il personaggio principale è il giovane Elliot Alderson, ben interpretato dall’altrettanto giovane attore Rami Malek. Questo personaggio è un grande esperto di informatica e cybersicurezza, ma nello stesso momento è affetto da numerose paranoie.

Ad esempio è sociopatico, incapace cioè di costruire relazioni con gli altri suoi simili, se non attraverso il computer. Inoltre nel tempo libero ha come principale occupazione quella di fare lo stalker, indagando nelle vite delle persone online con l’obiettivo di carpirne i segreti.

Contro le corporation

Ad ogni modo, il suo indubbio talento nel campo informatico lo porta a lavorare per una grande società ma anche ad essere contattato da un gruppo di hacker, o meglio gli hacktivisti, che vorrebbero reclutarlo per compiere azioni sempre più mirabolanti contro alcune grandi corporation.

La serie viene trasmessa in italiano da Mediaset Premium, sui suoi vari canali a pagamento, ma la trovate anche sulla piattaforma Infinity e su Amazon Video.

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Altre 10 serie TV psicologiche, oltre alle 5 già segnalate

Se però non vi bastassero le cinque serie TV che abbiamo scelto, vi proponiamo, in rapida successione, altri show che potete vedere se amate il genere psicologico.

Sherlock

Prodotta dalla BBC, Sherlock non è solo l’ennesimo adattamento delle opere di Arthur Conan Doyle. È qualcosa di più. Per la cura delle sceneggiature e per la bravura degli interpreti – Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, in particolare – è forse la ricostruzione più riuscita e affascinante delle avventure del celebre detective.

Sherlock Holmes e Watson (qui nella recente trasposizione BBC) sono tra gli investigatori più famosi della storiaInoltre c’è da considerare che ogni puntata è praticamente come un film a sé stante, della durata di 90 minuti. Divisa in stagioni da 3 episodi ciascuna, la serie procede lentamente da ormai quasi dieci anni, ma vale assolutamente la pena di aspettarla1.

Comunque, di tutto questo abbiamo parlato più ampiamente nel nostro articolo sui cinque motivi per amare Sherlock.

In Treatment

Spesso nei film compaiono degli psichiatri più o meno realistici. Di solito, però, il loro è un ruolo marginale, di contorno, perché si pensa che sia noioso costruire un’intera pellicola dentro allo studio di un medico. In treatment è una serie che invece prova a dimostrare che non è così.

Gabriel Byrne, protagonista di In TreatmentIl protagonista è infatti il dottor Paul Weston, che riceve nel suo studio una serie di pazienti, che lascia perlopiù parlare e a cui cerca di dare qualche suggerimento. La serie è quindi un viaggio all’interno della vita e della psiche di persone tra loro molto diverse.

Ispirata ad una serie israeliana, In Treatment ha avuto in un certo senso un’appendice italiana, perché Sky ha deciso qualche anno fa di produrne un remake con Sergio Castellitto nel ruolo del protagonista.

 

The Following

The Following, mandata in onda tra il 2013 e il 2015, ha per protagonista l’ex profiler dell’FBI Ryan Hardy, che si trova a dover dare la caccia a un serial killer appena scappato di prigione. Un serial killer, però, molto particolare: oltre a voler tornare ad uccidere, ha infatti negli anni messo in piedi una sorta di setta di devoti dell’omicidio.

Il cast di The Following, interessante serie TV su un serial killer molto seguito sui socialIl compito di Hardy e dei due agenti che collaborano con lui si fa quindi proibitivo. Da un lato devono fermare Joe Carroll, l’evaso. Dall’altro però devono rintracciare i suoi ammiratori prima che passino all’azione. I due protagonisti sono il famoso Kevin Bacon e James Purefoy.

In Italia la serie è stata trasmessa da Mediaset, prima su Premium Crime e poi, in chiaro, su Italia 1 e Top Crime.

True Detective

True Detective è uno straordinario show che segue con realismo e inquietudine le indagini di detective alle prese con reati particolarmente esecrabili. Si tratta di una serie antologica, nel senso che ogni stagione presenta personaggi completamente diversi, ma ciò che unisce le varie annate è l’estrema cura nella realizzazione.

True Detective è, secondo i nostri lettori, la miglior nuova serie tv americana del 2013-2014La prima stagione, comunque, è stata finora la più bella e vale la pena di recuperarla. Nel cast c’erano un Matthew McConaughey fresco fresco di vittoria agli Oscar e uno straordinario Woody Harrelson. I due formavano una coppia abbastanza particolare, impegnata ad indagare su alcuni crimini misteriosi.

Di queste e di altre cose connesse a True Detective abbiamo parlato anche nel nostro articolo sulle più belle serie TV poliziesche degli ultimi anni.

 

The Fall

Riguarda i serial killer anche The Fall, serie realizzata tra Gran Bretagna e Irlanda. E se il fatto che la produzione venga dall’Irlanda vi spaventa, rassicuratevi: le star coinvolte sono tutte di prim’ordine. Basti sapere che i protagonisti sono la Gillian Anderson di X-Files e il Jamie Dornan di Cinquanta sfumature di grigio.

Jamie Dornan in The FallAmbientato proprio nell’Irlanda del Nord, lo show ci mostra la caccia a Paul Spector, un assassino che si scaglia contro giovani donne single che vivono a Belfast. La serie si compone di tre stagioni, per un totale di appena 17 episodi.

The Fall è in classifica anche nella nostra lista delle migliori serie TV inglesi, quindi direi che vi potete assolutamente fidare.

Fargo

Se avete visto Fargo, il film dei fratelli Coen, sapete bene quale dev’essere l’atmosfera dell’omonima serie TV. Poliziesco dall’umorismo nero e dissacrante, il serial ha accettato una delle sfide più proibitive per chi fa fiction televisiva: portare sul piccolo schermo la magia di una ambientazione nata per il cinema.

Martin Freeman nella serie TV FargoLa serie è strutturata in stagioni, ognuna dedicata a una storia diversa. Di anno in anno, quindi, cambia completamente anche il cast, tanto che si tratta in realtà di miniserie ambientate anche in epoche diverse. Tra gli attori visti finora, si segnalano Billy Bob Thornton, Martin Freeman, Kirsten Dunst e Ted Danson.

L’abbiamo presentata, a suo tempo, anche come una delle migliori serie TV del 2015.

 

I segreti di Twin Peaks

Ideata da David Lynch e Mark Frost, I segreti di Twin Peaks è stata forse la prima serie TV di culto. Al centro c’era una domanda-tormentone che ha tenuto col fiato sospeso più di una generazione, e soprattutto chi è cresciuto negli anni ’90: chi ha ucciso Laura Palmer?

Alcuni dei protagonisti delle prime due stagioni de I segreti di Twin PeaksTutto cominciava infatti quando nella piccola cittadina di Twin Peaks, vicino al confine col Canada, veniva ritrovato un cadavere avvolto nella plastica. Era quello della reginetta del liceo locale. Per investigare sull’omicidio arrivava quindi in paese l’agente speciale dell’FBI Dale Cooper, che portava alla luce segreti ed entità paranormali.

Se volete approfondire, sappiate che la serie figura anche nel nostro elenco delle 30 migliori serie TV horror di sempre.

Homeland

Homeland è la tipica spy story. Al suo interno ci sono inganni, doppi giochi, agguati, ambiguità generalizzate, ma con una forte connessione con l’attualità e con il rischio-terrorismo. Al centro della scena ci sono infatti agenti della CIA che devono prevenire attentati e minacce all’America, da ovunque esse provengano.

I protagonisti delle prime stagioni di Homeland, bella serie TV ambientata nel mondo delle spieLa serie gioca quindi le sue carte sì sui colpi di scena e su qualche momento avventuroso, ma anche e soprattutto sull’idea del tradimento dietro l’angolo, della fiducia, della fedeltà e a chi essa sia dovuta. Il meccanismo diventa quindi paranoico, con qualche venatura di critica politica.

Ne abbiamo parlato più approfonditamente quando abbiamo esaminato le migliori serie TV del 2013.

 

American Horror Story

American Horror Story è una serie antologica (come va di moda oggi) che ha rilanciato il gusto per un horror puro e fine a se stesso. Gioca infatti proprio con molti degli elementi caratteristici della storia di questo genere, come case infestate, manicomi, suore possedute dal demonio, clown assassini e altro ancora.

American Horror Story e le altre serie TV horror migliori di sempreHa esordito nel 2011 sul canale via cavo FX, diventando il maggior successo di quell’emittente. Ogni stagione, comunque, fa anche in questo caso storia a sé, e quindi anche il cast tende a rinnovarsi quasi completamente. Tra chi vi ha recitato ricordiamo però Jessica Lange, Kathy Bates, Matt Bomer, Zachary Quinto, Angela Bassett, Chloë Sevigny e perfino Lady Gaga.

Ai personaggi di questa serie abbiamo anche dedicato un articolo specifico.

Lie to Me

La psicologia non studia solo il modo in cui la gente pensa, ma anche il modo in cui si pone davanti agli altri. E cerca di mettere in relazione l’una cosa e l’altra, perché spesso le nevrosi nascono proprio dal mostrarsi diversi da come si è realmente. Lie to Me, bella serie prodotta dal 2009 al 2011, approfondisce proprio questo tema.

I protagonisti di Lie to MeIl protagonista è Cal Lightman, ben interpretato dall’esperto Tim Roth. L’uomo è uno dei massimi esperti della comunicazione non verbale: gli basta osservare come parlate, quali gesti fate, dove vagano i vostri occhi per capire se state dicendo la verità oppure no. E usa questa sua capacità, ovviamente, per collaborare con la polizia.

Lo show, molto interessante e originale, è durato però solo tre stagioni, e il numero di puntate è relativamente contenuto (anche perché la prima e l’ultima stagione furono “a metà”).

 

Note e approfondimenti

  • 1 Anche perché i creatori lasciano intendere che prima o poi arriveranno altre nuove puntate, come si può leggere qui.

 

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