Cinque sigle e canzoni dei cartoni animati degli anni ’80

Quella di Lady Oscar è stata sicuramente tra le migliori sigle degli anni '80

La generazione nata tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 è stata probabilmente la prima – complice l’avvento delle TV commerciali – a crescere accompagnata da una massiccia dose di cartoni animati, quasi sempre giapponesi. Da quelli d’azione come Jeeg robot d’acciaio o Ufo Robot Goldrake a quelli sentimentali come Heidi o Candy Candy, il campionario degli anime che in quegli anni approdavano in Italia era amplissimo e variegato, ma nonostante questo molti personaggi si sono comunque impressi in maniera indelebile nei ricordi degli adulti di oggi.

Una componente essenziale del successo di queste trasmissioni TV, al di là di storie e disegni, erano le sigle d’apertura, quasi sempre scritte e arrangiate da talenti italiani e pubblicate di volta in volta in singoli o raccolte dal buon successo commerciale, tanto da vendere in alcuni casi anche più di certe hit dell’estate.

Oggi presentiamo quindi cinque di queste sigle dei cartoni animati degli anni ’80, tra le più ricordate e amate, cercando come al solito di pescare tra generi diversi e di illustrare una panoramica il più possibile esaustiva dell’intero decennio.

Se poi queste cinque canzoni non vi dovessero bastare, leggete anche la nostra seconda selezione sull’argomento, la guida ad altre cinque grandi sigle dei cartoni animati degli anni ’80.

 

1. Lady Oscar

Spesso, quando si pensa alle sigle dei cartoni animati, si fa riferimento a Cristina D’Avena, che proprio negli anni ’80 raggiunse una certa fama sia come interprete di brani musicali, sia come attrice.

Molte canzoni, però, non furono incise dalla cantante bolognese ma da una band che, a partire dal 1981, lasciò la sua impronta su molti programmi per ragazzi: I Cavalieri del Re.

Lady OscarSi trattava di un gruppo “a conduzione familiare” formato da Riccardo Zara (spesso autore anche delle musiche), sua moglie Clara Maria Teresa Serina, loro figlio Jonathan Samuel Zara e la sorella di Clara, Guiomar Serena Serina.

La canzone che apriva Lady Oscar fu il loro maggior successo, capace di raggiungere la settima posizione nella classifica generale dei singoli e il cinquantasettesimo in quella annuale del 1982. L’anime, realizzato nel 1979 a partire dall’omonimo manga di Riyoko Ikeda, fu trasmesso in Italia a partire dal 1982 su Italia 1 ed è composto da 40 episodi.

 

2. L’Uomo Tigre

Il grande successo nei primi anni ’80 dei Cavalieri del Re fu confermato anche dall’uscita, nello stesso anno dell’appena citato Lady Oscar, de L’Uomo Tigre, celebre sigla dell’omonimo anime.

La RCA in realtà non credeva molto in questo brano, tanto che lo pubblicò solo come lato B del singolo dedicato ad Angie – altra serie, oggi quasi completamente dimenticata, trasmessa da Italia 1 – e lo attribuì in principio non all’intero gruppo ma al solo Riccardo Zara.

L'Uomo Tigre, protagonista del celebre animeAd ogni modo, la canzone valorizzò un anime che venne trasmesso in Italia a partire dal 1982 prima su Rete 4 e poi su vari canali televisivi minori ma che in realtà era piuttosto datato, essendo comparso sugli schermi giapponesi addirittura nel 1969.

Inoltre, la violenza della serie – che mostrava frequentemente scene di lotta con grande profluvio di sangue – destò scandalo in Italia, imponendone appunto lo spostamento da canali televisivi di grande ascolto ad altri meno “in vista”.

Allo stesso personaggio creato da Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji è stato poi dedicato un sequel nel 1981 in Giappone, presentato in Italia col titolo Uomo Tigre II.

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3. Occhi di gatto

Arriviamo alla metà degli anni ’80 e incontriamo finalmente Cristina D’Avena, all’epoca ventenne con una quindicina di singoli alle spalle.

Scoperta poco più che adolescente da Alessandra Valeri Manera, aveva riscosso un buon successo con La canzone dei Puffi del 1982 e si apprestava a sbarcare in TV in prima persona, nel 1986, con Love Me Licia, telefilm tratto dall’anime di grande successo Kiss Me Licia.

Le tre sorelle ladre protagoniste di Occhi di gattoUno dei singoli però più importanti della carriera della cantante bolognese è sicuramente Occhi di gatto, sigla dell’omonimo anime tratto dal manga di Tsukasa Hojo, trasmesso in Giappone tra il 1983 e il 1985 e sbarcato su Italia 1, questa volta a stretto giro di posta, nel 1985.

La canzone fu scritta da Ninni Carucci su testi della stessa Valeri Manera, accoppiata che ritroveremo anche più avanti nella nostra cinquina, ed entrò a far parte, sempre nel 1985, della raccolta Fivelandia 3, per poi essere riproposta in vari successivi “best of” dedicati alle sigle di serie TV.

 

4. Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo

Spostiamoci ora in avanti di un anno, al 1986, ma rimaniamo sempre sul trio composto da Alessandra Valeri Manera ai testi, Ninni Carucci alle musiche e Cristina D’Avena al canto.

I tre infatti diedero alle stampe Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, sigla dell’omonimo anime trasmesso in Giappone tra il 1984 e il 1985 – tratto da un manga di ambientazione sportiva e dai toni sentimentali di Jun Makimura e Shizou Koizumi – e prontamente rilanciato in Italia, trasmesso su Italia 1 a partire dal febbraio 1986.

Alcune delle protagoniste femminili di Mila & Shiro, due cuori nella pallavoloAnche questo singolo, forse un po’ più semplice degli altri da un punto di vista strumentale ma con un ritornello più orecchiabile e pop, sfondò pure nella classifica nazionale, raggiungendo il 44° posto, e venne riproposto in moltissime raccolte a partire da Fivelandia 4 del 1986.

La stessa base musicale, infine, fu usata per le versioni francese, tedesca e spagnola del cartone animato.

 

5. Lupin, l’incorreggibile Lupin

Lupin è uno dei personaggi più longevi del fumetto e della TV giapponesi. Creato nel 1967 da Monkey Punch, nome d’arte di Kazuhiko Katō, ispirandosi al ladro gentiluomo immaginato all’inizio del Novecento dallo scrittore Maurice Leblanc, è comparso in varie serie di anime, spesso importati con grandissimo successo anche in Italia.

Non subito, però, al cartone animato venne attribuita una sigla nella nostra lingua: nelle prime stagioni, infatti, si alternarono Planet O e Lupin – Fisarmonica, nessuna delle quali incisa in Italia.

Lupin, personaggio tra i più amati dei cartoni animati giapponesiSi dovette aspettare il 1987 per colmare la lacuna, ad opera ancora una volta di Alessandra Valeri Manera (all’epoca curatrice di tutta la programmazione per ragazzi di Mediaset) per i testi e di Ninni Carucci per le musiche.

Loro approntarono il celebre Lupin, l’incorreggibile Lupin, inciso dal duo composto da Enzo Draghi e dal quattordicenne Simone D’Andrea, che si firmarono “Gli amici di Lupin”.

Piccola curiosità: lo stesso brano è stato utilizzato anche in Spagna e Francia, ma non come sigla di Lupin, bensì, con un testo ovviamente diverso, nel primo caso per Holly e Benji e nel secondo per Olive et Tom.

 

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