Cristina D’Avena è una cantante che è riuscita a raggiungere più di una generazione di telespettatori. Sin dall’inizio degli anni ’80 la sua voce è entrata nelle case di migliaia di italiani (e non solo) grazie a decine, forse addirittura centinaia di sigle di cartoni animati.

I Puffi [1], Mila e Shiro [2], Occhi di gatto [3], Batman [4] e numerosi altri prodotti di animazione che hanno segnato la nostra e vostra infanzia possono infatti contare su sigle indimenticabili da lei interpretate, il cui ritornello molti sapranno a memoria.

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Tuttavia, vi sono altri storici cartoni animati che hanno caratterizzato la nostra e vostra infanzia. Altri prodotti di animazione che possono vantare sigle altrettanto memorabili, ma a cui Cristina D’Avena non ha contribuito. Oggi vogliamo presentarvi proprio questi. Ecco a voi dunque un tuffo nel passato recente e meno recente dei cartoni animati.

 

1. Dragon Ball

Le canzoni di Giorgio Vanni

Dragon Ball è un anime andato in onda dal 1986 al 1989 per un totale di 153 episodi. A esso ha fatto seguito Dragon Ball Z, di ben 291 episodi, la serie semi-apocrifa Dragon Ball GT di 64 episodi e attualmente Dragon Ball Super. Questo senza contare decine di lungometraggi televisivi e cinematografici.

L’anime è basato sul manga ideato nel 1984 da Akira Toriyama. È incentrato su Son Goku, la cui ricerca delle sfere del drago – in cui viene coinvolto dalla giovane inventrice Bulma – lo porterà a vivere decine di avventure e affrontare nemici sempre più potenti col passare degli anni.

Il cast di Dragon Ball ZImportato in Italia parzialmente nel 1989, è poi andato in onda in maniera completa a partire dal 1996. E fin da allora, le canzoni di questo cartone animato sono legate a un altro celebre artista italiano, Giorgio Vanni.

È stato infatti lui a scrivere e realizzare le sigle di Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT [5], prima che si decidesse di utilizzare per Dragon Ball Super l’originale sigla giapponese.

Questo però non ha impedito a Giorgio Vanni di realizzare una sua personale canzone, Super Kame Hame Ha, legando il suo nome in maniera indissolubile a questo storico cartone animato.

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2. Holly e Benji

La voce di Paolo Picutti

Holly e Benji (Captain Tsubasa) è un anime andato in onda nell’originale giapponese dal 1983 al 1986 per un totale di 128 episodi. È basato sul manga Captain Tsubasa ideato nel 1981 da Yoichi Takahashi.

La storia si incentra, come il titolo originale fa intuire, su Tsubasa Ozora, un ragazzo che sogna di diventare un grande giocatore di calcio e partecipare ai Campionati Mondiali. Un sogno che col passare degli anni inizia a divenire realtà, grazie alla sua forza di volontà e ad altri infaticabili compagni di squadra.

I più memorabili personaggi di Holly & BenjiL’anime è stato importato in Italia a partire dal 1986, con una americanizzazione dei nomi originali giapponesi che, unitamente al tema trattato (essendo il calcio sport nazionale nel nostro paese), ha contribuito a rendere popolare questo cartone animato.

La sigla italiana, Holly e Benji due fuoriclasse [6], fu scritta da Alessandra Valeri Manera e musicata da Augusto Martelli. Ad interpretarla fu invece Paolo Picutti (accreditato solo come “Paolo”), all’epoca un cantore del Conservatorio di Milano che ha continuato poi la propria carriera musicale.

Oggi Picutti è infatti titolare della società Sartoria della Musica, che organizza eventi musicali e DJ set in giro per l’Italia.

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3. Ken il guerriero

La sigla tagliata

Ken il guerriero (Hokuto No Ken) è un anime andato in onda in Giappone dal 1984 al 1988 per un totale di 152 episodi. È basato sull’omonimo manga ideato nel 1983 da Buronson e Tetsuo Hara.

La storia vede il protagonista, Kenshiro, vagare per una terra travolta da un conflitto nucleare, alla ricerca della sua perduta fidanzata e in lotta costante con bande di selvaggi e fratelli ribelli. Kenshiro però è anche detentore delle tecniche di combattimento della Sacra Scuola di Hokuto, che imparerà a padroneggiare con grande maestria.

Ken il guerriero, una delle sigle di cartoni animati più memorabili di sempre

L’anime è stato importato in Italia a partire dal 1987. La sigla italiana, intitolata anch’essa Ken il guerriero [7], venne composta l’anno precedente da Claudio Maioli, per i testi di Lucio Macchiarella. Lo stesso Maioli ne fu il cantante, con lo pseudonimo di Spectra.

Un curioso aneddoto, a tal proposito: la casa discografica che la produsse, la RCA, non ne pubblicò all’epoca il 45 giri. Siccome la sigla era monca nell’intro italiana, lasciò così il pubblico per molti anni a interrogarsi su come proseguisse dopo «il nostro condottiero», l’ultima frase udibile.

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4. L’Uomo Tigre

Col ruggito dell’animale sbagliato

L’Uomo Tigre (Tiger Mask) è un anime andato in onda dal 1969 al 1971 per un totale di 105 episodi, basato sull’omonimo manga ideato nel 1968 da Ikki Kajiwara.

La storia si incentra su Naoto Date, un orfano di guerra che fugge dall’istituto per trovare rifugio a Tana delle Tigri. Lì si allena per anni divenendo uno spietato e crudele lottatore noto sul ring come Uomo Tigre.

L'Uomo Tigre, protagonista del celebre animeQuando torna in patria, però, Naoto Date si ribella, decidendo di donare tutti i proventi derivanti dai suoi incontri agli orfanotrofi. Perciò inizia a combattere in maniera pulita. Questo però causa l’ira di Tana delle Tigri, che non accetta l’insubordinazione, e gli manda contro decine di lottatori, uno più spietato dell’altro.

L’anime è stato importato in Italia a partire dal 1982. Senza associazioni di consumatori o genitori di mezzo, nessuno protestò per la violenza delle scene e il cartone riuscì così ad influenzare in maniera positiva una intera generazione di spettatori.

La sigla italiana, scritta e interpretata da Riccardo Zara insieme ai Cavalieri del Re, è nota per descrivere in poche parole il carattere del personaggio («Ha tanti amici e grande è la bontà, ma col nemico non ha pietà») e per un ruggito iniziale e finale… che in realtà appartiene a un leone! [8]

 

5. Lupin III

Lupin III (Rupan Sansei) è un anime trasmesso a partire dal 1969, basato sull’omonimo manga ideato nel 1967 da Monkey Punch.

Composto da quattro stagioni televisive e decine di lungometraggi, è uno dei prodotti multimediali giapponesi più longevo e riconoscibile all’estero, anche per le trame che di solito seguono un preciso schema.

Lupin, personaggio tra i più amati dei cartoni animati giapponesiLupin, spesso per conquistare l’amata Fujiko, coinvolge infatti i suoi due alleati Jigen e Goemon in decine di azzardate rapine. Rapine che cercano di essere sventate dal volenteroso ma impacciato ispettore Zenigata.

Gli anni ’80

L’anime è stato importato in Italia a partire dal 1979 e replicato negli anni successivi infinite volte. In questo periodo ben due sigle sono state sotto le luci della ribalta. La prima, Lupin/Lupin, incisa nel 1982, è stata scritta nientemeno che da Franco Migliacci (uno degli autori di Nel blu dipinto di blu) e musicata da Franco Micalizzi.

Cantata da Irene Vioni, accompagnata dall’orchestra Castellina/Pasi, si caratterizza per la celebre fisarmonica che richiama le origini del personaggio, il quale si vanta di essere nipote del ladro francese Arsenio Lupin [9].

La seconda sigla è la più celebre ed è quella che viene utilizzata ancora oggi in caso di repliche. Incisa nel 1987, si intitola Lupin, l’incorreggibile Lupin. Venne scritta da Alessandra Valeri Manera e musicata da Ninni Carucci.

Leggi anche: Altre cinque grandi sigle dei cartoni animati degli anni ’80

Questa seconda canzone è interpretata da Gli Amici di Lupin, ovvero il cantante Enzo Draghi (che ricorderete anche come voce di tutte le canzoni dei Bee Hive) e il doppiatore Simone d’Andrea. Quest’ultimo in realtà pronuncia una sola frase: «Sei furbo, Lupin!». Ma a volte questa basta per entrare nel mito [10].

 

 

Note e approfondimenti

[1] In questo caso le sigle sono molte, da I Puffi sanno a Noi Puffi siam così.
[2] La canzone si intitolava Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo.
[3] Qui la celebre sigla.
[4] In questo video la vedete montata con filmati non del cartone ma dei film del cavaliere oscuro.
[5] Le potete ascoltare, in sequenza, qui.
[6] Se non la ricordate, la potete rivedere qui.
[7] Riascoltatela qui.
[8] Anche questa la si può riascoltare grazie a YouTube.
[9] La si può recuperare qui.
[10] Eccola, su YouTube.

 

Segnala altre celebri sigle di cartoni animati non cantate da Cristina D’Avena nei commenti.

  • Davide Orlandi

    Faboulous, per me la Vera sigla di Lupin in Italia è “Planet O” e tu non l’hai citata, oh marrano, svelando la tua giovane età!
    Poi c’è da dire che è esistito un periodo florido per i cartoni giapponesi in Italia, in cui C.d’A. non era ancora arrivata e splendidi reami sorsero in ogni parte del globo… no, questa è un’altra storia :-)… e in cui le sigle erano ancora più belle di quelle successive che hai elencato.
    Per esempio Gundam, Capitan Harlock, una quantità sconfinata di brani di alta qualità prodotti dai Cavalieri del Re (Cuore, Lady Oscar, l’Uomo Tigre, Devilman, Yattaman, Kimba, …), Daitarn 3, Daltanious e taaaanti tanti altri. E vogliamo dimenticare gli Oliver Onions con il Galaxy Express 999?

    P.S.: per una botta di nostalgia questo concerto è fantastico: https://www.youtube.com/watch?v=JuNYdIhzjdw&feature=youtu.be&t=6m35s