Cinque sintomi dell’avere trent’anni

Bridget Jones, il simbolo di chi scopre improvvisamente i sintomi dell'avere trent'anni

Avere trent’anni al giorno d’oggi non è per niente facile. Sei al mondo da più di un quarto di secolo eppure ancora non hai trovato un posto tuo per starci. I trentenni infatti stanno nel mezzo tra la gioventù, i beati vent’anni, e tutto ciò che viene una volta che ti “sistemi”. Sei in un limbo. Non c’è nemmeno una categoria di YouPorn per i trentenni. È solo una fase di passaggio tra le Teen e le Milf.

Il punto è che nemmeno i trentenni sanno di avere trent’anni. Quindi eccovi cinque sintomi che proprio non si possono ignorare.

Preparate i Kleenex. O lo Xanax, se siete già alla fase successiva.

 

La gente che hai attorno non sta diventando più giovane

Avere trent’anni e andare per locali

Ogni volta che si entra in un locale/discoteca, qualcuno della compagnia, a turno, se ne uscirà con la frase standard: «Oh, ma sbaglio o la gente è più giovane quest’anno?». Esatto. Si chiama ricambio generazionale. Sta a noi capire quando è ora di lasciare il testimone…

Non aspettate di vedere scritto: «Gratis per gli over 65». O, ancora peggio, di sentire una delle “sbarbatelle” in fila con voi per il bagno pronunciare la frase: «Andiamo via, son tutti vecchi». Ve lo dico da amica.

Un universitario non più giovanissimo nel film Old School

 

I ragazzini delle superiori ti danno del “lei”

Non sono una signora!

MA “SIGNORA” A CHI? COSA? MA IO TI BUCO LE GOMME DELLA BICI.

E il guaio, sottolineo, è quando sono i ragazzini delle superiori a darti del “lei”. Ora, io non vorrei insinuare nulla, eh, però, se la matematica non mente (e non mente mai), potremmo essere tranquillamente i loro genitori. Lo so che state facendo il conto; vi sono vicina, infatti.

Avere trent'anni non ti autorizza a chiamarmi Signora

 

Hai la gastrite

E le fatiche della palestra

Se il vostro pensiero davanti all’idea di avere la gastrite è «Embè? Che c’è di strano?», allora il problema è più grave di quello che pensavate. Sì, perché vuol dire che ce l’avete da talmente tanto tempo che ormai, più che un problema, è un’amica.


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Se vi fermate a pensarci un po’, scommetto che non vi viene in mente da quanto ce l’avete. Ecco, appunto. E sommiamoci pure il fatto che ora dobbiamo lavorare il doppio in palestra per smaltire la metà di quello che mangiavamo una volta.

 

Ti svegli sempre presto

Anche se svegliarsi è come morire

Se vi capita di far serata e tornare alle 4:30 del mattino, non si sa per quale assurdo processo biologico ma alle 8 al massimo sarete comunque svegli. E non sarà piacevole. Se già prima i post-sbronza non erano facili, adesso saranno qualcosa di quanto più simile alla morte esista.

Per non parlare poi del fatto che, a qualsiasi ora si torni, se non ci strucca come si deve, il giorno dopo la nostra faccia correrà il rischio di staccarsi, letteralmente.

 

Le canzoni della tua generazione ti fanno uno strano effetto

Il quinto (e il sesto) sintomo

Se in radio parte Blue degli Eiffel 65, dentro di voi contemporaneamente partiranno una serie di sentimenti contrastanti, che spazieranno dall’euforia, quell’euforia che ti costringe a cantare fregandotene se al semaforo la gente pensa tu abbia a che fare con un’ape nell’abitacolo, fino alla depressione da nostalgia. Il più delle volte le cose coincidono e vi troverete a cantare singhiozzando: «I’m blue da ba dee da ba die da ba dee da ba dieee…».


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E poi ce ne sarebbe un sesto, di sintomo. Un sintomo chiarissimo. Così chiaro che riesce difficile perfino a me dirlo. Va bene, ok, lo dico: non chiedete più il resto in Goleador. Ecco l’ho detto. Ebbene sì, lo so, fa male.

Be’, io ve l’avevo detto di prepararvi i Kleenex.

 

 

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