Cinque sorprendenti romanzi sull’amicizia

Cinque romanzi che hanno descritto magnificamente l'amicizia

Se avete mai provato a spiegare il legame che vi lega alla vostra migliore amica o al vostro migliore amico, vi sarete resi conto di quanto sia difficile farlo. L’amicizia è un sentimento complesso, pieno di sfaccettature, che non sempre si può descrivere. Alcuni scrittori ci hanno provato, e un numero ristretto di loro c’è riuscito.

A volte si tratta di libri pensati per l’infanzia, un’età in cui gli amici rappresentano il primo confronto col mondo esterno. Altre volte di libri per l’adolescenza, in cui l’amicizia diventa il rifugio dai problemi familiari e amorosi. In alcuni casi, ma più rari, esistono anche libri che raccontano l’amicizia tra adulti. Abbiamo scelto i cinque romanzi e libri più rappresentativi sull’argomento: eccoveli.


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E.B. White – La tela di Carlotta

L’amicizia tra un maialino e un ragno

La copertina della prima edizione italiana di La tela di Carlotta con le illustrazioni di Garth WilliamsIn America è un classico, ma in Italia lo si conosce purtroppo poco: stiamo parlando di La tela di Carlotta di E.B. White. Si tratta di un libro per bambini pubblicato per la prima volta nel 1952 che racconta la storia dell’amicizia tra Carlotta, un ragno, e Wilbur, un maialino, all’interno di una fattoria. Un’amicizia che porta il ragno a cercare di intervenire quando la vita del maiale viene minacciata dal naturale desiderio del fattore di ricavarne cibo.

Narrata con linguaggio semplice ma sapiente, che replica in alcuni passi addirittura il ritmo del lavoro proprio di un ragno, la storia fu subito acclamata dalla critica ed è uno dei 100 volumi più venduti di sempre nella storia dell’editoria americana. Il segreto sta nelle invenzioni di White e nel fascino dell’eroina Carlotta, che con la sua tela arriva perfino a scrivere dei messaggi attraverso cui convincere gli uomini a risparmiare la vita dell’amico Wilbur.

 

Leo Lionni – Piccolo blu e piccolo giallo

Un classico (stupidamente) censurato

La copertina dell'edizione italiana di Piccolo blu e piccolo giallo di Leo LionniSempre all’infanzia è destinato anche Piccolo blu e piccolo giallo, un libro di cui si è parlato molto ultimamente. Nonostante sia stato pubblicato per la prima volta nel 1959, il volumetto di Leo Lionni infatti è salito agli onori della cronaca nei mesi scorsi perché messo al bando dal sindaco di Venezia, assieme ad altri libri destinati agli asili e alle scuole elementari. Il motivo della decisione di Luigi Brugnaro – fondatore anche dell’agenzia di collocamento Umana e proprietario della Reyer Venezia – è che quei libri rischierebbero di confondere i bambini, rientrando all’interno delle “teorie gender”.

Una decisione che, scorrendo il libro di Lionni e quelli degli altri autori incriminati, non può che risultare assurda e stupida. Il volumetto, destinato proprio ai bambini, racconta per immagini l’incontro tra due colori, il giallo e il blu, che si fondono per dar vita a qualcosa di nuovo, il verde. Non parla di omosessualità, di inesistenti teorie gender o di chissà quale altra fobia possa saltare in mente a qualche amministratore in cerca di visibilità, ma semplicemente di accettazione della diversità. E la diversità è sì quella che c’è nella società di oggi, ma esiste anche tra un uomo e una donna che formano una coppia, tra bambini che formano una classe, tra cittadini che formano una società. E la diversità è un valore a cui i bambini vanno educati sempre e comunque. Lionni, non a caso, era nato ad Amsterdam da una famiglia di ebrei sefarditi, e l’intolleranza verso il diverso l’aveva conosciuta sulla sua pelle a causa delle leggi razziali.

 

Fred Uhlman – L’amico ritrovato

Un legame spezzato dal nazismo

La copertina dell'edizione Feltrinelli de L'amico ritrovato di Fred Uhlman, un classico sull'amicizia e sull'antisemitismoAbbiamo accennato alle origini ebraiche di Lionni, che lo obbligarono a emigrare negli Stati Uniti nel 1939. Un destino simile toccò a un altro grande autore di libri sull’amicizia, Fred Uhlman. Nato a Stoccarda nel 1901 da una famiglia della borghesia ebraica, fu costretto a lasciare la Germania nel 1933, all’avvento di Hitler, stabilendosi prima in Francia e poi in Gran Bretagna. Qui lavorò come avvocato e pittore, ma nell’ultima parte della sua vita decise di mettere per iscritto i suoi ricordi.

Nacque così L’amico ritrovato, un libro che all’inizio non riscosse molto successo nel nostro paese ma che a partire dagli anni ’80 è diventato un classico sull’amicizia e sull’antisemitismo. La storia è quella di Hans Schwarz, un ragazzino ebreo di buona famiglia che, nella Germania dei primi anni ’30, stringe una forte amicizia col compagno Konradin von Hohenfels. Un’amicizia che però si incrina quando Hans capisce che i genitori di Konradin sono antisemiti, e il figlio non intende contraddirli. Le strade dei due presto si dividono, con Hans che scappa in America, ma molti anni dopo questi scoprirà che Konradin gli era rimasto amico a costo della vita.

 

Ann Brashares – Quattro amiche e un paio di jeans

Le sedicenni alla riscossa

La copertina di Quattro amiche e un paio di jeans nella collana BUR ragazziMolto più leggero è il tono, invece, di Quattro amiche e un paio di jeans, saga per ragazze scritta da Ann Brashares. Pubblicata a partire dal 2001, la serie è composta al momento da cinque libri, l’ultimo dei quali vede le protagoniste invecchiate, alla soglie dei trent’anni. La storia è infatti all’inizio quella di quattro sedicenni: Tibby, Lenny, Carma e Bee. Ad unirle un paio di jeans quasi magici, perché, comprati in un negozio dell’usato, vanno bene a tutte e le rendono anzi molto sicure di sé.


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Così, quando si trovano a vivere la prima estate separate le une dalle altre, le amiche decidono di dividersi i pantaloni, affidandoli a ciascuna per una sola settimana. Inoltre stendono una serie di regole su come gestire i jeans durante l’estate. Dal primo libro è stato tratto anche un film con alcune future dive del cinema e della TV: Amber Tamblyn (poi in Joan of Arcadia, Dr. House e Due uomini e mezzo), Alexis Bledel (Una mamma per amica), America Ferrera (Ugly Betty) e Blake Lively (Gossip Girl).

 

Elena Ferrante – L’amica geniale

Due future donne nella Napoli che cambia

L'amica geniale di Elena Ferrante è il primo volume di una saga in quattro partiDe L’amica geniale abbiamo parlato anche qualche tempo fa, quando abbiamo inserito Storia della bambina perduta tra i migliori libri del 2014. D’altronde, Elena Ferrante è stata recentemente al centro del dibattito anche per altri motivi: Roberto Saviano l’ha candidata allo Strega, senza che in realtà nessuno sappia chi si nasconde dietro a questo nome d’arte. Comunque sia, la saga che la scrittrice napoletana ha saputo mettere in piedi è una delle più convincenti e mature sull’amicizia.

La storia è quella, appunto, di due amiche: Lila e Lenù. La prima è una ragazzina geniale, che impara a leggere prestissimo e sa far di conto in maniera intuitiva, ma ha un animo ribelle. Lenù, invece, è la classica brava bambina, diligente ed educata, che avrà la fortuna di poter proseguire gli studi. Le due bimbe crescono, con alle spalle un rione di Napoli dove non mancano la violenza e la miseria, e affrontano le varie fasi della vita, amandosi e odiandosi ad intermittenza. A questo primo volume ne sono seguiti altri tre: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta.

 

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