Qualche giorno fa abbiamo dedicato un articolo ai più bei videogiochi fantasy mai prodotti, parlando di mondi medievali, arti mistiche, guerre e ribellioni. Ma il fantasy è un genere che, seppure originato nei libri dell’Ottocento (che a loro volta si ispiravano a leggende e favole medievali), ha ottenuto grande linfa soprattutto dal cinema, che per primo ha saputo dare consistenza visiva alla fantasia degli scrittori e dei narratori.

Effetti speciali e successo al botteghino

Una scoperta, quella di Hollywood nei confronti del fantasy, che ha radici antiche ma che negli ultimi anni s’è fatta più pressante. I motivi sono vari. Da un lato, c’è stato un deciso avanzamento degli effetti speciali che rendono più economico ricreare interi mondi fatati. Dall’altro, il successo della trilogia de Il Signore degli Anelli ha risvegliato l’attenzione dei produttori e del pubblico.

Ma quali sono i più interessanti film fantasy usciti negli ultimi dieci anni? Ne abbiamo scelti cinque che, in modi a volte completamente diversi l’uno dall’altro, ci sembrano aver già lasciato un’impronta sul genere. Vediamoli insieme.


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Il labirinto del fauno

Il vivido sogno di una bambina nella Spagna franchista

Il più strano, e forse artisticamente il più bello e commovente, dei film che abbiamo scelto per la nostra cinquina è Il labirinto del fauno. Uscita nel 2006, questa pellicola ha lanciato la carriera del messicano Guillermo Del Toro grazie alla vittoria di tre premi Oscar e alla nomination per altri tre.

La vicenda, narrata con un tono sognante e magico che la avvicina ad altre storie letterarie sudamericane, è ambientata nella Spagna del 1944. Al centro ci sono le disavventure di una bambina, Ofelia, che per sfuggire alla realtà di una madre malata e un patrigno franchista e sanguinario si rifugia in un mondo magico, a metà via tra la fantasia e la realtà. Un mondo abitato da creature mitologiche e in particolare da un fauno che le fa in un certo senso da guida.

In un accavallarsi di drammatici eventi reali e di sempre più fantastici viaggi e prove, Ofelia arriva al confronto finale col proprio patrigno. Un uomo solo e crudele, che a sua volta dovrà vedersela con un gruppo di rivoltosi che vuole vendicarsi delle sue angherie durante la guerra civile e anche dopo la presa del potere di Franco.

Del Toro all’epoca di questa pellicola aveva già diretto alcuni film anche negli Stati Uniti, tra cui Blade II ed Hellboy. È stato però solo dopo il successo de Il labirinto del fauno che ha cominciato ad essere coinvolto in pellicole sempre più importanti anche dal punto di vista economico. Lo abbiamo così ritrovato dietro alla macchina da presa in Pacific Rim, di cui è stato anche cosceneggiatore e coproduttore. Sul versante fantasy, invece, ha lavorato ai due capitoli de Lo Hobbit, collaborando alla sceneggiatura.

 

Dragon Trainer

Vichinghi e draghi in computer grafica

Dopo i toni drammatici e commoventi di Del Toro passiamo all’azione pura con Dragon Trainer, il film d’animazione della Dreamworks campione d’incassi nel 2010. A dirigerlo e sceneggiarlo sono stati Chris Sanders e Dean DeBlois – già registi di Lilo & Stitch per la Disney – a partire da una serie di romanzi della britannica Cressida Cowell.

Il film racconta le avventure di Hiccup, giovane vichingo che, secondo la tradizione del villaggio, dovrebbe imparare a cacciare i draghi che periodicamente rubano le scorte alimentari. Invece, riesce ad ammaestrarne uno, rendendosi conto che queste creature alate non sono malvagie e pericolose come la tradizione lascerebbe pensare.


Dopo essersi scontrato coi pregiudizi degli uomini del villaggio e del suo stesso padre, Hiccup dovrà partire assieme ai suoi coetanei per salvare sia il genitore che il suo drago Sdentato. Il rischio infatti è quello di essere inceneriti dalla terribile Morte Rossa, una sorta di dittatore potentissimo che ha soggiogato tutti i draghi.

Un film per ragazzi ma anche per adulti

Acclamata dalla critica e dal pubblico come una delle pellicole per ragazzi più interessanti degli ultimi anni, il film, nonostante la scelta dell’animazione, non è solo un prodotto per bambini. I temi dell’incontro con la diversità, del pregiudizio, dell’ammaestramento reciproco hanno sì una finalità educativa, ma nel contempo nella trama sono presenti anche elementi più maturi. Tra questi, ad esempio, la scelta di evitare un troppo banale e scontato happy ending o la stupidità degli adulti, troppo ancorati ai propri pregiudizi per comprendere la realtà.

Il successo anche economico ha spinto ovviamente i produttori a dar vita a un Dragon Trainer 2. Dopo essere stato presentato a Cannes, dove ha ricevuto un’accoglienza entusiastica, il sequel dovrebbe arrivare in Italia attorno alla metà di agosto.

 

Harry Potter e i doni della morte parte 2

La grande saga fantasy giunge a conclusione

È innegabile che, come dicevamo in apertura, il cinema fantasy sia stato rinvigorito qualche anno fa dalla prima trilogia di Peter Jackson, quella dedicata a Il Signore degli Anelli di Tolkien. Ma è altrettanto innegabile che, soprattutto sulle nuove generazioni, il ciclo di libri prima e di pellicole poi dedicate ad Harry Potter abbiano lasciato un segno ancora più profondo.

E se la saga del maghetto era cominciata, sul grande schermo, addirittura nel lontano 2001 per la regia di Chris Columbus, essa è giunta a conclusione solo recentemente. Tra il 2010 e il 2011, infatti, sono uscite le due parti di Harry Potter e i doni della morte.


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Tra tutti i film che erano eleggibili nella nostra cinquina (e cioè da Harry Potter e il calice di fuoco in poi) abbiamo scelto di segnalarvi proprio l’ultimo, diretto da David Yates e sceneggiato da Steve Kloves. Una scelta dovuta al fatto che la pellicola conclude la saga, ma anche al fatto di essere forse la migliore della serie. L’innocenza degli inizi è stata infatti messa da parte per una vera lotta all’ultimo sangue tra le forze della luce e quelle dell’ombra, tra il bene e il male, come d’altro canto si conviene a qualsiasi grande trama fantasy che si rispetti.

Non è un caso, in fondo, che sia i critici sia gli incassi al botteghino l’abbiano acclamato come uno dei più riusciti film del decennio. E forse, in fin dei conti, anche come il più spettacolare e colossale della nostra stessa cinquina.

 

Frozen

La regina delle nevi dalla fiaba di Andersen

Arriviamo alle pellicole più recenti e in particolare a due film usciti negli ultimi mesi, periodo in cui il fantasy non è stato certo trascurato dalle grandi case di produzione. La prima non è legata alle grandi ed epiche lotte che hanno fatto la fortuna del genere, ma vi troviamo comunque magia, fantasia e dramma. Stiamo parlando di Frozen, film targato Disney che il Natale scorso ha fatto il pieno al botteghino.

Il lungometraggio è tratto da una fiaba di Hans Christian Andersen, adattata da Jennifer Lee e Shane Morris. Alla regia troviamo invece la stessa Lee (all’esordio dopo la sceneggiatura di Ralph Spaccatutto) e Chris Buck (già al lavoro con Tarzan ed altre pellicole).


Il film racconta la storia di due sorelle, Elsa ed Anna, principesse del regno di Arendelle, il cui rapporto è però messo a rischio dal potere magico di cui dispone Elsa. Tale potere consiste nella capacità di creare e manipolare il ghiaccio, potere che la principessa non riesce a gestire e che finisce per diventare un pericolo per chiunque le stia attorno.

Anna alla ricerca di Elsa

Morti i loro genitori, Elsa è costretta infatti a fuggire dal regno e Anna parte però subito al suo inseguimento, facendosi aiutare nel tragitto da alcuni nuovi amici. Si arriva così al confronto finale, prima con la sorella e poi con chi vuole trarre profitto dalla situazione per usurpare il trono.

Il film, premiato anche con l’Oscar, segna – dopo Rapunzel – un’ulteriore importante tappa nel percorso di rinascita dei cartoni animati della Disney. La casa di produzione per molto tempo ha infatti abdicato al suo ruolo di capofila nel settore dell’animazione di qualità, cedendo lo scettro alla Pixar, ma che con queste ultime pellicole ha saputo proporre film al livello dei suoi migliori classici.

 

Lo Hobbit – La desolazione di Smaug

Bilbo Baggins contro il drago con la voce di Benedict Cumberbatch

Concludiamo con un’altra pellicola uscita il Natale scorso, Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, il secondo capitolo della nuova trilogia di Peter Jackson. Una trilogia dovrebbe venir conclusa alla fine di quest’anno con Lo Hobbit – La battaglia delle Cinque Armate. La pellicola, come al solito molto complessa dal punto di vista della trama, vede i primi confronti tra Bilbo Baggins e l’anello, usato per rendersi invisibile durante un attacco alla compagnia portato da ragni giganti ma contemporaneamente capace di turbare l’hobbit riguardo al suo potere nefasto.

La desolazione di Smaug è stato interpretato, come il primo capitolo, da Martin Freeman, Ian McKellen, Cate Blanchett e Benedict Cumberbatch (come doppiatore di Sauron). Presenta però anche le nuove apparizioni di Evangeline Lilly (la Kate di Lost, al primo ruolo importante dopo la chiusura della serie TV), Orlando Bloom (al ritorno nel ruolo di Legolas) e Stephen Fry, fortemente voluto dallo stesso Jackson. Cumberbatch, da parte sua, si è prestato a doppiare ed interpretare, tramite la tecnica del motion capture, pure il principale antagonista della storia, il terribile drago Smaug che fa la sua comparsa proprio in questo capitolo.


Seppure la presenza di Legolas e del personaggio di Tauriel, creato da zero perché inesistente nella storia di J.R.R. Tolkien, abbiano provocato le proteste dei fan più agguerriti e puristi, in generale il film è stato però bene accolto. Ad apprezzarlo sono state sia la critica – che l’ha giudicato superiore al primo capitolo – che il pubblico, tanto da fargli guadagnare tre nomination agli Oscar e due ai BAFTA, anche se per categorie tecniche.

 

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