I migliori smartwatch per iPhone aggiornati al 2019

Qual è il miglior smartwatch per i possessori di iPhone?

Avrete di sicuro sentito parlare dell’Apple Watch e forse lo avrete anche visto al polso di qualche amico, che non ha avuto paura di sborsare i soldi richiesti per un oggetto bello, ma di cui non è ancora a tutti chiara l’utilità. Gli smartwatch per iPhone, gli orologi cioè intelligenti e collegati o collegabili allo smartphone di Apple, sembrano però essere una delle tecnologie del futuro.

Dopo il fallimentare tentativo di Google di puntare sugli occhiali – i celebri Google Glass –, infatti, la nuova frontiera è diventata rapidamente quella di un oggetto indossabile (wearable, all’inglese) meno invasivo ma comunque sempre con noi: appunto, l’orologio.

E se qualche azienda già da molto si è lanciata sul settore, Apple ci è arrivata con la forza del proprio apparato, che non sembra (quasi) mai perdere un colpo. Ma l’Apple Watch è davvero il device definitivo? O ha qualche concorrente in grado di impensierirlo?


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Nel presentarvi questa guida ai migliori smartwatch per iPhone, però, dobbiamo fare subito una precisazione. Come sapete, due sono i principali sistemi operativi per cellulari: Android e iOS. Il primo gira su una miriade di diversi telefoni, il secondo solo sugli iPhone.

Quello di Android, per filosofia, è un sistema aperto: viene modificato, cambiato, abbellito o peggiorato, e quindi virtualmente qualsiasi orologio può comunicare e interagire con lui senza problemi.

iOS è invece un sistema chiuso, che interagisce con altri device solo grazie alle API che Apple rilascia, API che comunque non permettono mai di avere un controllo totale sul telefono.

Per questo motivo, esistono svariati orologi che si possono connettere con Android, mentre per iPhone la scelta è più limitata; e anche quando la connessione c’è, rischia di essere, per così dire, “castrata“.

Per questo, abbiamo cercato nel nostro articolo di tener conto non solo della bellezza e del costo dell’orologio, ma anche di quello che può effettivamente fare se abbinato ad un iPhone. Ecco le nostre proposte.

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1. Apple Watch

Sulla base di tutto quello che abbiamo scritto nella nostra introduzione, possiamo dire subito che non c’è storia: se dobbiamo individuare il miglior orologio disponibile oggi sulla piazza per i possessore di iPhone, la scelta non può che cadere sull’Apple Watch.

L'Apple WatchQuesto è l’unico, infatti, in grado di sfruttare fino in fondo le potenzialità dell’abbinamento via Bluetooth e di essere veramente e completamente “smart”. Ma, prima di passare oltre, permetteteci di discutere più nel dettaglio i pregi e difetti di questo piccolo gioiello della tecnica, perché, come vedremo, accanto alle luci ci sono anche delle ombre.

Partiamo però dai pregi. Innanzitutto, l’Apple Watch è – come spesso accade ai prodotti progettati a Cupertino – una piccola meraviglia tecnologica.

 
Lo schermo è straordinario anche se piccolo, la reattività è molto buona e il sistema operativo è di sicuro il valore aggiunto di tutta l’operazione, visto che vi consente continuamente di fare cose a cui non avevate neppure pensato prima di stringere il cinturino.

La qualità Apple, insomma, regna sovrana, e a questa si deve aggiungere la ottima fornitura di app specifiche: sicuri del successo del device della mela morsicata, gli sviluppatori si sono infatti fin dall’inizio gettati a capofitto sull’orologio, realizzando utili versioni da polso dei loro software.

L’unica soluzione degna di questo nome su iPhone, ma a caro prezzo

Accanto a tali pregi, però, ci sono anche dei difetti. Il primo è forse anche il più decisivo: il gioco vale la candela? Spieghiamoci meglio. L’Apple Watch, come detto, è bellissimo e sorprendente, ma in fondo non ci rivoluziona la vita.

È, nel migliore dei casi, una propaggine del proprio telefonino, una sorta di sua estensione: fa le cose che già facevamo sull’iPhone, solo che le fa in maniera più limitata e più scomoda. In fondo, non ci migliora la vita, se non per il fatto che ci evita di tirare fuori continuamente il telefono dalla tasca.

E la vera domanda quindi è: vale la pena di spendere 400 euro (se ci affidiamo al modello più recente) per avere una sorta di telefono ridotto attaccato al polso?

Gli altri difetti

Gli altri difetti, che pure ci sono, diventano trascurabili davanti a questo, che comunque colpisce non solo l’Apple Watch ma tutti gli smartwatch di un certo costo; ma in ogni caso elenchiamoli.

Nelle prove che abbiamo avuto modo di fare, abbiamo notato che non sempre lo schermo è responsivo, cioè si accende quando lo puntiamo davanti al viso, così come la corona (o “rotella”, come sicuramente la finiremo per chiamare tutti prima o poi) non è forse un meccanismo molto pratico.

Inoltre Siri, che pure funziona discretamente bene, in certi casi finisce per farci perdere più tempo di quanto ne impiegheremmo per tirare fuori il cellulare e rispondere con le dita al messaggio. Ma, al di là di questo, l’orologio è sicuramente uno dei migliori (se non forse il migliore) in commercio; anche se costa, e non poco.

 

2. Samsung Galaxy Watch

Spesso, nel campo dei cellulari, la sfida tecnologica degli ultimi anni è stata tra Apple e Samsung. Una sfida che in un certo senso si riflette anche sugli smartwatch, visto che, dopo l’Apple Watch, il secondo orologio che presentiamo è il Samsung Galaxy Watch.

L’ultima incarnazione del prodotto coreano ha infatti molto per impensierire Apple, anche se è pensato in primo luogo per collegarsi ai dispositivi Android. È bello da vedere e da portare, oltre che più “classico” rispetto al concorrente. Ma è anche apprezzabile dal punto di vista tecnologico.

Il Samsung Galaxy Watch
A prima vista si nota subito la scocca in alluminio, resistente, mentre il quadrante è circondato da una ghiera che non è solo estetica, visto che può essere fatta ruotare per navigare tra i vari menù. L’hardware montato è di tutto rispetto (4 giga la memoria interna), ma anche lo schermo AMOLED è di ottima fattura.

Il sistema operativo non è però Wear OS, e neppure, ovviamente, WatchOS. Da tempo Samsung offre infatti Tizen, un prodotto che mette a disposizione anche un controllo vocale (per il momento solo in inglese) che però non riesce ad essere preciso quanto quello dei più rodati concorrenti.

Le app e il prezzo

Vi è ovviamente molto spazio lasciato al fitness, con un’app dedicata e varie funzioni interessanti che si possono poi richiamare sul telefono grazie alla corrispettiva app Samsung Health. Non sempre soddisfacente, però, è l’integrazione da questo punto di vista con programmi di sviluppatori terzi.

L’autonomia è discreta, visto che si attesta attorno ai 2 giorni di reale utilizzo e il prezzo è più che abbordabile. Lanciato infatti al di sopra dei 300 euro, ora è sceso al di sotto di questa soglia e rappresenta un buon acquisto per rapporto qualità/prezzo.

Ha ovviamente le sue pecche, soprattutto nella mancanza di alcune app aggiuntive da installare e nella mancanza di un qualcosa “in più” rispetto ad altri concorrenti. Samsung però offre, dalla sua, un marchio affidabile e una certa abilità costruttiva.

A noi piace principalmente per lo stile, elegante senza essere pretenzioso, che consente di portarlo sia nelle occasioni in cui si fa sport, sia in quelle un po’ più formali. È disponibile in due misure, più adatte rispettivamente al polso maschile o a quello femminile.

 

3. Pebble Time

Se pensate che l’Apple Watch sia ancora troppo caro per le vostre tasche ma volete provare comunque l’ebbrezza di uno smartwatch, il mercato offre varie alternative più o meno buone, anche a poche decine di euro.

In realtà, come abbiamo detto in apertura, c’è però una limitazione a monte che non permette a nessuno degli orologi di cui parleremo di interagire con iOS in maniera ottimale, ma ciononostante molti produttori sono riusciti almeno in parte ad aggirare il problema, producendo soluzioni interessanti.

Il modello Time di Pebble
Uno dei primi a farlo, storicamente, è stato il Pebble Time, bell’orologio a colori prodotto dai ragazzi di Pebble, quelli divenuti noti, vari anni fa, per la straordinaria raccolta di fondi su Kickstarter che diede avvio al loro primo progetto (di cui parleremo più avanti).

Un orologio che fin dal lancio si è proposto come l’alternativa più economica, e per certi versi più simpatica, allo strapotere di Apple, forte di un finanziamento dal basso, di un’interfaccia dinamica e originale e di alcune importanti innovazioni.

L’alternativa geek (per chi riesce ancora a trovarlo)

Rispetto ai modelli precedenti, che tanto successo avevano avuto nell’ambiente dei “nerd” (se così possiamo chiamarlo), questo device infatti cercava di essere più accattivante anche per il grande pubblico, con uno schermo a colori, una serie di simpatiche animazioni e soprattutto il microfono incorporato.

Oggi Pebble ha chiuso ormai da tempo e non produce più i suoi device, con la sua tecnologia che, come vedremo, è passata altrove. Ciononostante i suoi vecchi orologi continuano a comparire sui vari store, fintanto che le scorte non si esauriscono. E può risultare molto interessante comprarli a prezzi di favore.

Certo, siamo in ogni caso lontani dallo stile Apple: lo schermo in questo caso usa una tecnologia e-ink che è certo economica ma non paragonabile per definizione a quella della concorrenza; la gestione dell’orologio avviene sempre e solo tramite tastini, che danno l’impressione di trovarsi quasi con un device anni ’80.

E su iPhone – che è quello che interessa a noi in questo articolo – non si può scegliere quali notifiche ricevere, né rispondere direttamente dall’orologio. Ma a quel prezzo, e con una batteria che dura anche per 5 o 6 giorni, non c’è di che lamentarsi.

 

4. LG Watch

Abbiamo detto fin da subito che per funzionare bene con iOS uno smartwatch non dovrebbe avere le limitazioni a cui va incontro il 90% degli orologi elettronici presenti sul mercato. Non è però detto che uno voglia per forza tutte le funzioni dell’Apple Watch per sentirsi felice.

Uno dei difetti, infatti, che accomuna sia il prodotto di Apple, sia quello di altri produttori, è che lo smartwatch non ha minimamente l’eleganza e lo stile di un orologio vecchio stile, sembrando più simile ad un piccolo computerino di proporzioni troppo minute che a un vero orologio da polso.

Lo smartwatch LG Urbane, pensato per Android ma che funziona anche con l'iPhone
Se invece siete tra quelli che amano indossare oggetti eleganti, l’LG Watch potrebbe decisamente fare al caso vostro, sia nelle sue incarnazioni più vecchie che in quelle più recenti.

Prodotto dai coreani di LG e venduto ad un prezzo tutto sommato abbordabile (in genere lo si trova tra i 250 e i 350 euro), l’orologio ricorda i modelli più prestigiosi e cari dei vecchi strumenti analogici, risultando più adatto per l’uomo maturo e il professionista che non per il ragazzino o la donna (di qualsiasi età).

Un orologio molto bello, ma che può fare poco

Al di là dell’aspetto estetico, che sicuramente lo fa primeggiare su altri concorrenti, cerchiamo di vedere cosa c’è “sotto al quadrante”. Il sistema operativo dello smartwatch è Android Wear, un sistema sviluppato da Google per comunicare col suo cugino per smartphone, Android.

Se, però, fino a qualche tempo fa questo orologio era incapace di “parlare” con l’iPhone, da ormai qualche anno a questa parte le cose sono cambiate.

Apple ha infatti permesso a Google di rilasciare un’app per iOS – appunto Android Wear – che permette di interfacciare anche l’LG Watch (e decine di altri orologi, come il Sony SmartWatch o il Motorola Moto 360, solo per citarne un paio) con il sistema operativo di Apple.

Come detto l’allacciamento tra i due device, però, non è sempre ottimale. E così non si può fare in realtà molto di più quanto non si riesca fare con Pebble, cioè consultare le notifiche, rispondere alle chiamate e poco altro.

L’unica eccezione sono le app di Google: grazie al microfono integrato si può rispondere alle mail sull’app ufficiale di GMail, e qualcos’altro ancora, ma scordatevi di poter fare su iPhone le cose che con questo orologio potete fare su Android.

 

5. Fitbit Surge e Garmin Vivoactive

Facciamo il punto della situazione: abbiamo uno smartwatch in un certo senso ufficiale, col quale si riesce a fare tutto (e forse anche troppo), ma che costa ben al di sopra della media del settore; abbiamo poi device interessanti che però rischiano di risultare un po’ castrati su iPhone ed altri che offrono soluzioni economiche a scapito della funzionalità.

C’è però un’altra ulteriore strada che forse potrebbe interessarvi: quella degli orologi col GPS integrato e pensati soprattutto per l’attività fisica.


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Se infatti siete appassionati di fitness, andate a correre o in palestra, ben sapete che da qualche anno varie aziende si sono buttate a capofitto sul settore, producendo una serie di strumenti più o meno grossi e più o meno appariscenti per monitorare i vostri progressi sportivi e la vostra salute.

Dai braccialetti agli orologi veri e propri, l’offerta è molto ampia e focalizzata proprio sul fitness, il più delle volte appoggiandosi ad un’app specifica che può essere scaricata sullo smartphone o direttamente sul computer.

Rinunciare allo smart per il fitness

Tra questi, ci sentiamo di segnalarvi due device storici che non sono propriamente degli smartwatch, ma possono forse fare comunque al caso vostro: Fitbit Surge e Garmin Vivoactive.

Entrambi di ottima fattura, entrambi molto precisi nel monitorare la vostra attività cardiaca e gli allenamenti a cui vi sottoponete, hanno un quadrante che vi consente non solo di guardare l’ora, ma anche di ricevere le notifiche del cellulare.

Il Fitbit Surge, modello ideale per chi pratica sport e possiede l'iPhone
Certo, con queste notifiche non ci potrete fare granché: non potrete rispondere al volo a un’e-mail, come non potrete spedire emoticon alla fidanzata, ma, come abbiamo appena finito di dire, tutte queste cose su iPhone le possono fare in pochi.

Quindi, se non avete i soldi o la voglia di comprarvi l’orologio made in Cupertino e vi piace fare attività fisica, questa potrebbe essere davvero la soluzione ideale. Anche perché i due strumenti costano di listino sui 250 euro, ma si trovano di solito anche molto scontati.


 

Altri 11 smartwatch per iPhone, oltre ai 5 già segnalati

Può darsi che i cinque smartwatch che vi abbiamo presentato finora non vi bastino, che vogliate una selezione più ampia per poter scegliere. Proprio per soddisfare questa prevedibile richiesta abbiamo ampliato il nostro sguardo, aggiungendo altri 11 orologi alla lista. Eccoli.

 

Fitbit Versa

Alla fine del 2016 Pebble, l’interessantissima azienda di cui abbiamo già parlato nel nostro articolo, ha chiuso i battenti e ceduto la sua tecnologia a Fitbit. E finalmente questa tecnologia ha cominciato a farsi sentire nei modelli più nuovi di smartwatch dell’azienda californiana, come in questo Versa.

Lo smartwatch ha un bello schermo ampio e luminoso, un’ottima autonomia (fino a 4 giorni sempre acceso) e un software come al solito ben pensato per il fitness. Gira meglio su Android che su iOS, ma è comunque utilizzabile più che discretamente anche in abbinamento con il sistema operativo di Cupertino.

Ticwatch E

Tra gli smartwatch più interessanti lanciati negli ultimi anni ci sono sicuramente quelli marchiati Ticwatch. Realizzati dalla società cinese Mobvoi, questi orologi offrono una buona qualità a prezzi molto contenuti, a cominciare dal modello E, forse il più equilibrato del loro listino.

Si tratta di un orologio giovanile e minimalista, disponibile in colorazione nera, gialla o bianca. L’hardware è convincente, con 4 giga di memoria interna e 512 MB di RAM; buono anche il display OLED. Qualche pecca si vede invece sulla responsività e sull’autonomia, che non supera una giornata. A stupire però è soprattutto il prezzo: appena 150 euro.

 

Misfit Vapor

Non costa molto neppure il Misfit Vapor, smartwatch realizzato da una compagnia giovane ma di recente acquisita da Fossil. Si presenta subito molto bene, con un quadrante ampio e perfettamente circolare che attira subito l’attenzione, anche se forse non è adatto a tutti i polsi e a tutti i contesti.

L’hardware è di buon livello e il display più che soddisfacente, potendo giocare anche su ottimi contrasti tra i colori. A livello software, sfrutta il sistema operativo Android Wear con la possibilità di utilizzare Google Assistant; in più ci sono le app di Misfit, pensate per il fitness. L’autonomia però anche in questo caso non supera una giornata.

Garmin Vivomove HR

Sempre a metà via tra fitness tracker e smartwatch vero e proprio è anche il Garmin Vivomove HR, un bell’orologio tondo completamente privo di bottoni, che si deve controllare quindi esclusivamente usando il quadrante. Il sistema operativo, d’altronde, è quello di Garmin, ben pensato soprattutto per il fitness e la salute.

Il problema è che questo è in realtà un ibrido tra orologio analogico e digitale, con le notifiche arrivano ma non sono complete e funzionali come quando si indossa uno smartwatch completo, anche se non pensato per iPhone. Questione di gusti, ovviamente, visto che in cambio si ha un orologio più piccolo e meno ingombrante di altri.

 

Ticwatch Pro

Abbiamo già citato Ticwatch, ma ci rimane da dire che oltre al modello E e all’S (che presenteremo più avanti), esiste anche un Ticwatch Pro. Si tratta di un orologio più grosso e solido, con ghiera e due pulsanti laterali, sempre molto buono dal punto di vista hardware.

Il suo elemento distintivo, però, è il display. In questo modello infatti Ticwatch, oltre al consueto display AMOLED, ne ha montato un secondo sopra al primo, semitrasparente. In pratica, quando dobbiamo guardare l’ora o i dati essenziali si attiva solo questo display FSTN, che consuma molta meno batteria. Si arriva così a 2/3 giorni di autonomia.

Withings Steel HR Sport

È uno smartwatch ibrido anche il Withings Steel HR Sport, prodotto dalla casa francese dopo essere stata riacquistata dal suo fondatore. Qualche anno fa, infatti, Withigs era stata comprata da Nokia, ma ora è diventata di nuovo un’azienda autonoma, anche se “fedele alla linea” precedente.

Lo Steel HR Sport è un bell’orologio tondo, con solo un piccolo display digitale mentre tutto il resto è analogico. Questo permette di risparmiare molto sulla batteria, tanto che il produttore dichiara un’autonomia di addirittura 25 giorni. Non male per un orologio che può essere acquistato a circa 200 euro.

 

Fossil Q Control

Gli orologi di Fossil – forse perché nati ben prima dell’avvento degli smartwatch – in genere hanno un loro stile che è ben distante da quello dei patiti del fitness. Fa eccezione il Q Control, lanciato qualche tempo fa e simile, per certi versi, al già citato Misfit Vapor.

Il display è rotondo e la scocca è impermeabile fino a 5 atmosfere; il sistema operativo è Android Wear e le specifiche sono in linea con quelle di vari concorrenti. Il difetto è casomai il prezzo: lo stile Fossil si paga al momento dell’acquisto.

Ticwatch S

Concludiamo il trittico di orologi Ticwatch con il modello S, in tutto e per tutto simile all’E per quanto riguarda le specifiche. Quello che qui è diverso è però lo stile. Il modello E deve infatti il suo nome al fatto di essere relativamente elegante (anche se la E sta in realtà per “Express”), mentre il modello S è pensato soprattutto per lo sport.

Il Ticwatch S offre infatti un design più dinamico e leggero. Il cinturino è in TPU e non è removibile dal quadrante, cosa che potrebbe far storcere il naso ai più. In questo modo, però, l’orologio si adatta molto bene al polso e il materiale reagisce bene al sudore. Inoltre i colori sono simpatici e particolari.

 

Amazfit Bip

Se ai quadranti circolari preferite quelli quadrati o rettangolari, l’Amazfit Bip potrebbe fare al caso vostro. Anche perché costa davvero pochissimo, se paragonato ai concorrenti. Viene prodotto da una controllata di Xiaomi e fa delle scelte ardite e originali in termini di hardware, che consentono di offrire un prodotto concorrenziale.

Ad esempio, lo schermo non è OLED ma LCD, cosa che dà colori meno brillanti ma allo stesso tempo allunga di molto la durata della batteria, fino anche a 25-30 giorni. Inoltre è buono anche il monitoraggio dell’attività fisica. Certo, le notifiche non sono gestite benissimo e il prodotto non è commercializzato in italiano, ma il prezzo è davvero irrisorio.

Fitbit Ionic

Appartiene alla grande famiglia Fitbit anche lo smartwatch Ionic, un po’ squadrato nella linea e nel design ma di sicuro molto particolare da portare al polso. Si tratta di un orologio pensato ancora una volta per il fitness e per il monitoraggio della vita, dalla attività fisica alle ore di sonno.

Per soddisfare questa esigenza gode di una grande autonomia, che arriva a sfiorare anche i 5 giorni continuativi di utilizzo. Inoltre offre una interessante modalità di supporto ai pagamenti elettronici. I difetti stanno, piuttosto, nella mancanza di qualche app importante e in uno schermo non sempre reattivo al punto giusto.

 

Pebble SmartWatch

Pebble non offriva solo la soluzione Time pura e semplice. Il catalogo della start-up ha mostrato a lungo anche il vecchio SmartWatch, che si ritrova ancora in qualche negozio online oppure sul mercato dell’usato.

Venduto all’epoca a poco più di 100 euro, il modello è quello che fece a suo tempo la sua apparizione su Kickstarter, entusiasmando molti: schermo e-ink sempre acceso, una miriade di watchfaces, un design semplice ma accattivante, la resistenza all’acqua e la solita batteria in grado di sfiorare la settimana di utilizzo.

 

 

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