Cinque straordinarie foto di baci

Le baiser de l’hôtel de ville, una delle più belle foto di baci realizzata da Robert Doisneau

 
Cos’è un bacio? Secondo una celebre definizione tardoromantica di Edmond Rostand (messa in bocca al suo Cyrano de Bergerac), è un apostrofo rosa tra le parole “t’amo”. Più prosaicamente, è anche una forte espressione di giubilo, di felicità, di sollievo.

Le energie degli innamorati

Detta in altri termini, è un atto che catalizza le energie dei due innamorati ma spesso anche quelle di chi assiste, quasi fosse un rituale catartico capace di sollevarci al di sopra del dolore e delle miserie della vita. Forse anche per questo motivo, i baci sono protagonisti, o rientrano nelle scene topiche, di decine se non centinaia di film, canzoni, libri, fumetti e serie TV.

Humphrey Bogart, Clark Gable, Harrison Ford, Spider-Man, Ross e Rachel e perfino Lilli e il vagabondo ci hanno fatto esultare, piangere, emozionare in mille modi diversi. E anche la fotografia ha fatto in questo senso la sua parte, tramandandoci nel corso del ‘900 delle immagini di baci che, come dicono gli anglofoni, sono diventate “iconiche”. Immagini cioè emblematiche e caratteristiche di determinati momenti storici. Ecco perché oggi vi presentiamo la nostra selezione di cinque straordinarie foto di baci.


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V-J Day in Times Square

Alfred Eisenstaedt, 14 agosto 1945, New York

V-J Day in Times Square, forse il più famoso bacio della storia della fotografiaAlle 7 di sera del 14 agosto 1945 il presidente degli Stati Uniti, Harry Truman, fece un annuncio. Il Giappone aveva accettato la resa incondizionata, che avrebbe poi ufficializzato, con la firma dell’apposito documento, il successivo 2 settembre.

In America la gente cominciò subito a scendere in strada, perché la resa del Giappone significava la vittoria e la fine di una guerra durata molto tempo e responsabile di troppe vittime. Il fotografo di Life – celebre rivista per immagini di cui abbiamo già parlato – Alfred Eisenstaedt scese pure lui in strada. Era armato solo della sua Leica IIIa e si diresse verso il centro di Manhattan, dove iniziavano ad assembrarsi le prime persone.

L’euforia dei marinai

Più o meno alla confluenza tra la settima strada e Broadway gli capitò di individuare un marinaio particolarmente euforico, che andava in giro a baciare tutte le belle ragazze che gli capitavano sotto tiro. Lo colse nell’istante in cui compiva quest’atto con un’infermiera vestita di bianco.

La fotografia comparve la settimana successiva all’interno di Life. Faceva parte di in un ampio servizio sui festeggiamenti che si erano svolti in tutto il paese. Vi erano presenti anche altre immagini di baci, a Washington, Kansas City e Miami, effettuate da colleghi di Eisentaedt. La foto presa a Times Square, però, colpì l’immaginario dei lettori, sia per la naturalezza dei soggetti, sia per il contrasto tra il candido abbigliamento dell’infermiera e la scura divisa del marinaio.

Le ricerche per individuare i nomi dei due protagonisti

Non si sono mai conosciuti con sicurezza i nomi dei due ragazzi ritratti, ma, dalla fine degli anni ’70 in poi, molti si sono fatti avanti, reclamando in qualche caso una parte dei diritti economici relativi alla foto. La prima ad affermare di essere l’infermiera è stata una certa Edith Shain, che ha pure partecipato a molte cerimonie commemorative ma probabilmente era troppo bassa per essere realmente la protagonista della foto.

Per quanto riguarda gli uomini, sulla base delle cicatrici che si intravedono, probabilmente il nome giusto è quello di George Mendonça. La cosa curiosa è che il marinaio era per le strade con la fidanzata, lasciata in disparte per andare a baciare una sconosciuta infermiera.

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Le baiser de l’hôtel de ville

Robert Doisneau, 1950, Parigi

Le baiser de l’hôtel de ville, una delle più belle foto di baci realizzata da Robert DoisneauCome già abbiamo avuto modo di dire, nel secondo dopoguerra Life era la rivista per eccellenza dedicata alla fotografia. Le sue immagini diventavano epocali e ci lavoravano i migliori fotografi del mondo, come il già citato Alfred Eisenstaedt e come, aggiungiamo ora, il francese Robert Doisneau. Quest’ultimo, classe 1912, è l’autore de Le baiser de l’hôtel de ville.

La foto fu scattata nel 1950 davanti al municipio di Parigi e pubblicata il 12 giugno di quello stesso anno su Life. Anch’essa ebbe un grande successo nel creare l’immagine di Parigi come città dell’amore – che presto sarebbe stata ripresa da numerosi film – e nel suscitare, soprattutto a distanza di anni, cause milionarie.


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A farsi avanti per primi, negli anni ’80, furono Jean e Denise Lavergne che si presentarono da Doisneau convinti di essere gli amanti della foto. In realtà non lo erano affatto, ma il fotografo, per non disilluderli, non lo rivelò. I Lavergne, per tutta risposta, gli fecero causa (diffamandolo pure in TV) nel 1992 per ottenere del denaro da quella che pensavano essere una loro foto.

I due attori

Doisneau a quel punto rese pubblici i nomi dei veri protagonisti dello scatto, Françoise Delbart e Jacques Carteaud. Cioè quelli che all’epoca erano due giovani attori – 20 anni lei, 23 lui – che aveva visto per caso baciarsi per strada e ai quali aveva chiesto di poter ricreare la scena ad uso della macchina fotografica.

Ai due erano state scattate addirittura tre foto in punti diversi di Parigi (anche a Place de la Concorde e Rue de Rivoli) ed erano stati pagati con una stampa della foto stessa e poco altro. Anche Françoise Delbart provò quindi a far causa a Doisneau, ma senza successo. Nel 2005 però si consolò vendendo quella prima stampa con dedica a un collezionista per 155mila euro.

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John Lennon and Yoko Ono

Annie Leibovitz, 8 dicembre 1980, New York

La copertina di Rolling Stone con John Lennon e Yoko OnoL’8 dicembre 1980 è una data purtroppo indimenticabile nella storia del rock mondiale. Quel giorno, rientrando a sera nella sua casa di Manhattan, John Lennon fu infatti ucciso dal suo squilibrato fan Mark David Chapman, che solo poche ore prima si era fatto autografare proprio da Lennon il suo ultimo disco.

Qualche ora prima, nel primo pomeriggio, Lennon era a casa, assieme alla sua compagna Yoko Ono, per sottoporsi a una sessione di fotografie con la giovane ma già affermata Annie Leibovitz. La donna era la ritrattista di punta della rivista Rolling Stone, per la quale lavorava già da dieci anni. Proprio su quelle pagine aveva creato uno stile – di intimità con le rockstar – che aveva fatto la fortuna del giornale.

Trovare la posa giusta

La Leibovitz aveva l’incarico di immortalare l’ex beatle in un’immagine che sarebbe finita sulla copertina del successivo numero. La fotografa si mise d’impegno, non riuscendo però in un primo momento a trovare una posa soddisfacente.

Su insistenza di Lennon, si provò anche a fotografare il cantante in compagnia della Ono. Anche questi scatti non lasciavano l’impressione che la Leibovitz voleva catturare. La svolta avvenne quando alla fotografa venne in mente l’idea di far spogliare Lennon, lasciando vestita la compagna. Lui, anche per il freddo, le si arricciolò addosso, sfiorandola con un lieve bacio.

La posa era stata trovata e lo stesso Lennon, guardando immediatamente i provini, si fece promettere dalla Leibovitz che quella sarebbe stata la foto di copertina. Le fece anche i complimenti per essere riuscita a catturare l’immagine esatta del loro rapporto.

 

The Charles and Diana Balcony Kiss

Anwar Hussein, 29 luglio 1981, Londra

Il bacio tra Carlo e Diana, immortalato da Anwar HusseinAbbiamo mostrato come esistano baci d’amore, di sollievo, di circostanza, ma esistono anche baci velati di tristezza? A posteriori, in questi ultimi quindici anni, la stampa britannica si è spesso interrogata sul rapporto che tenne legati Carlo d’Inghilterra e la principessa Diana, sposati – in una memorabile cerimonia trasmessa in mondovisione – il 29 luglio 1981 e separatisi nel 1992. E alcuni sono arrivati perfino a dire che già nel celebre bacio nel giorno delle nozze si vedeva il segno di un legame destinato a tramontare presto.

La storia dello scatto è particolare. La cerimonia, com’è noto, si svolse nella Cattedrale di San Paolo. Appena rientrati a Buckingham Palace, dove la coppia doveva sottoporsi al servizio fotografico ufficiale, venne fatto notare a Carlo che i due sposini non si erano ancora dati un bacio davanti alla folla, che invece lo reclamava a gran voce.


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I due si affacciarono quindi sul balcone e, di fianco ad una Elisabetta II poco partecipe (non a caso spesso la foto viene ridotta per “tagliarla fuori”) ma davanti a uno sfondo scuro che ne esaltava i volti, i due si baciarono. O forse fu piuttosto la ventenne Diana a baciare un impacciato erede al trono.

La fotografia fu scattata dallo specialista di reali Anwar Hussein, con un passato anche lui a Life ma dalla fine degli anni ’70 al lavoro quasi esclusivamente sui Windsor. Sua fu anche la celebre foto di Diana sola davanti al Taj Mahal nel 1992, per fare un esempio. Questo scatto, però, divenne un emblema, forse il più significativo, del primo royal wedding. Non a casom fu replicata parecchi anni più tardi anche da William e Kate.

 

The Vancouver Riot Kiss

Richard Lam, 15 giugno 2011, Vancouver

The Vancouver Riot KissConcludiamo la nostra cinquina con una foto recentissima, scattata appena un paio d’anni fa ma baciata da un enorme successo soprattutto grazie ai meccanismi virali della rete. Il 15 giugno 2011 si giocava la gara-7, cioè quella decisiva per l’assegnazione del titolo, delle finali di Stanley Cup, il campionato di hockey più importante del mondo che coinvolge squadre degli Stati Uniti e del Canada.

A Vancouver si fronteggiavano i padroni di casa dei Canucks (già due volte finalisti in passato ed entrambe le volte perdenti) e gli ospiti dei Boston Bruins. Questi ultimi erano dati per sfavoriti sia per il fattore campo, sia perché in regular season i canadesi si erano dimostrati più solidi. A sorpresa, però, la gara si concluse a favore dei bostoniani, che vinsero 4-0 e si aggiudicarono il trofeo, il sesto della loro storia e il primo dopo un’astinenza di 39 anni.

La rivolta dopo la finale di hockey

Gli abitanti di Vancouver però non la presero bene. Scesi in strada dopo la partita, diedero il via a una serie di proteste, rivolte e atti vandalici che si protrasse per svariate ore. Il conto finale fu di 140 feriti e 5 milioni di dollari canadesi di danni. Intervenne anche la polizia in assetto anti-sommossa.

Richard Lam, fotografo sportivo proprio di Vancouver, effettuò vari scatti con la sua Nikon D3. Tra questi, uno fece il giro del mondo: quello che vedete qui di fianco, in cui un ragazzo sembra soccorrere con un bacio una ragazza a terra. Il sospetto che si trattasse di una posa concordata – avanzato subito da varie fonti su internet – fu smentito, nei giorni successivi, dalla comparsa di altre foto e filmati.

I materiali documentavano come la ragazza fosse stata atterrata dalla polizia e il soccorso del fidanzato. I due, l’australiano Scott Jones e la canadese Alexandra Thomas, ora vivono in Australia, dormendo sotto a una gigantografia della stessa foto.

 

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