Cinque suore famose dei film

Whoopi Goldberg in Sister Act, uno dei più famosi film con le suore come protagoniste

Di suore famose ce ne sono molte: basti pensare a Madre Teresa di Calcutta o a Santa Rita da Cascia o ancora a Santa Chiara d’Assisi. Donne forti che hanno vissuto la loro vita religiosa fino in fondo. Ma ci sono anche altre suore famose che non erano “vere” religiose: parliamo di quelle donne che hanno interpretato delle suore al cinema. Tra i tanti film che parlano di suore (e che spesso hanno come filo conduttore il sesso, cosa che denota un certo pregiudizio nei confronti della vita conventuale) ne abbiamo scelti cinque che sono entrati nella storia del cinema.

 

Suor Lucia di Storia di una monaca

Il riscatto di Audrey Hepburn come attrice

Audrey Hepburn era bellissima con qualunque cosa addosso, anche con l’abito religioso. Ma, nonostante la sua figura molto glamour, il film Storia di una monaca (1959, regia di Fred Zinnemann) non ha nulla di frivolo. Probabilmente è uno dei migliori film sulla vita quotidiana di una religiosa. Audrey Hepburn è splendida in questa pellicola e Films in Review così ne scrisse: «La sua interpretazione chiuderà la bocca per sempre a quelli che pensavano a lei più come a un simbolo di una donna sofisticata che come a un’attrice. La sua interpretazione di Suor Lucia è una delle migliori mai viste sul grande schermo».


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Il personaggio interpretato da Audrey Hepburn – Suor Lucia – si reca in Africa per lavorare come infermiera in un ospedale, ma si sente attratta dal dottor Fortunati (Peter Finch) e alla fine deciderà di abbandonare l’abito dopo aver compreso di essere incapace di perdonare i nazisti che hanno fucilato suo padre.

Il film Storia di una monaca è tratto da un romanzo di Kathryn Hulme che a sua volta si ispira alla storia (vera) di Suor Marie Louise Habets, ex religiosa della Congregazione di Carità di Gesù e Maria.

 

Viridiana, film di Buñuel, Palma d’oro a Cannes

Una vera e propria ossessione per il sesso delle suore

Viridiana è il titolo di un film del 1961 di Luis Buñuel che si aggiudicò la Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes di quello stesso anno (ci fu un ex aequo con L’inverno ti farà tornare di Henri Colpi). Viridiana è interpretata da Silvia Pinal ed è una novizia che non riuscirà mai a emettere i suoi voti religiosi. La novizia, infatti, lascerà il convento per andare a prendersi cura di un suo zio, Don Jaime (l’attore Fernando Rey), un aristocratico decadente con strani feticismi sessuali. Don Jaime crede di scorgere in questa nipote il volto della sua defunta moglie e tenta di violentarla durante il sonno, ma poi desiste da questa sua idea malsana. Tuttavia, dice alla nipote di averla violentata lo stesso e lei, Viridiana, disgustata, abbandona tutto e torna in convento, dove non arriva perché le autorità la raggiungono per dirle che lo zio si è impiccato.

A questo punto la nostra Viridiana, quasi posseduta dalla carità, cerca di aiutare i più bisognosi e trasforma la villa di famiglia in un ricovero per mendicanti. Tanta buona volontà finisce, però, in una blasfema orgia organizzata da alcuni ingrati che lei ha accolto in casa e che cercano di violentarla inscenando una parodia dell’ultima cena. Alla fine Viridiana, ormai disillusa, finisce in un triangolo con suo cugino Jorge e la serva Ramona.

 

Suor Sara (Shirley MacLaine) di Gli avvoltoi hanno fame

Non sempre l’abito fa la monaca

Siamo nel profondo West e tre banditi stanno tentando di violentare una donna. Indifferenti alle sue grida e alla sua volontà, sono quasi riusciti a toglierle i vestiti quando arriva Hogan, che, com’è ovvio che sia in questo genere di film, ammazza i tre uomini senza porsi tanti problemi. Hogan salva quindi la donna, che in realtà è una suora di nome Sara. Nel mentre all’orizzonte si intravede la cavalleria francese e Suor Sara dice che stanno arrivando per lei, accusata di aver preso denaro per un gruppo di messicani che lotta per l’indipendenza del loro paese. Iniziano così una serie di varie peripezie, in cui, tra l’altro Hogan rimane ferito e Suor Sara non si tira certo indietro, mostrando quanto coraggio c’è sotto il velo. Ma poi si scopre anche che Suor Sara in realtà è una ex prostituta…


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Il film Gli avvoltoi hanno fame risale al 1970 e la regia è di Don Siegel. Nei panni di Suor Sara c’è Shirley MacLaine, mentre Hogan è interpretato da Clint Eastwood. Il film è una perfetta commedia di avventura, con una continua guerra tra i sessi sempre dietro l’angolo.

 

L’indiscreto fascino del peccato: le strane suore di Almodóvar

Certe idee possono venire in mente solo al genio spagnolo

L’indiscreto fascino del peccato è un film del 1983 diretto da Pedro Almodóvar e, com’è facile intuire, un convento immaginato da Almodóvar non è certamente una casa religiosa come le altre.

L’indiscreto fascino del peccato ci mostra la vita di una singolare congregazione religiosa le cui suore, per meglio comprendere e pertanto salvare anime perdute, si dedicano anche loro al peccato. Abbiamo, così, Madre Superiora Julia che si scopre lesbica, si innamora di un’assassina e sogna di fondare una propria famiglia religiosa che si sostiene con il traffico di droga tra Spagna e Thailandia; Suor Topa che assume LSD; Suor Maltrattata da tutti che scrive romanzi erotici; Suor Perduta che si prende cura di una tigre; per non parlare di Suor Vipera, il cui nome è tutto un programma.

Insomma, un perfetto film in stile Almodóvar.

 

Una svitata in abito da suora: Sister Act

La colonna sonora di questo film è diventata un cult

Una strepitosa Whoopi Goldberg nei panni di Deloris Van Cartier/Suor Maria Claretta e un’innappuntabile Madre Superiora interpretata da Maggie Smith fanno di Sister Act (del 1992 con la regia di Emile Ardolino) uno dei più celebri e divertenti film sulle suore.

La storia è nota: la soubrette Deloris Van Cartier assiste a un delitto e rischia la propria vita in quanto testimone. Viene messa quindi in un convento per proteggerla e fatta passare per una religiosa: Suor Maria Claretta. Solo la Madre Superiora conosce la vera identità della nuova suora. Da qui inizia una commedia degli equivoci esilarante, con Suor Maria Claretta che vuole rimodernare un po’ l’austera vita delle suore e la Madre Superiora che invece è ferma sul rispetto delle tradizioni. Il tutto, accompagnato da celebri canzoni, la cui fama arriverà addirittura al papa.

 

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