Cinque teenager diventati ricchi grazie ad internet

I teenager che hanno sfondato su internet

Negli ultimi trent’anni la stampa mondiale ci ha abituati all’idea che, se si è giovani spregiudicati e si sa lavorare al computer, i soldi siano dietro l’angolo: le storie di Steve Jobs, Bill Gates o, più recentemente, Mark Zuckerberg sono state usate infinite volte come moderna versione del sogno americano, tramite il quale si può diventare ricchissimi prima ancora di finire le scuole. In realtà l’impresa è molto meno semplice di quanto la stampa ami lasciarci credere: per uno che “ce la fa”, ce ne sono migliaia che non riescono ad uscire dalla loro stanza o dal garage e sono costretti alla lunga ad abbandonare i sogni o ad adattarsi a lavori più banali.

Ciononostante, è vero che, soprattutto dall’avvento di internet, sembrano essere aumentati esponenzialmente i giovani milionari, capaci di accumulare ingenti somme grazie a un sito web magari all’inizio molto artigianale e costruito tra un compito per casa e l’altro, e poi sviluppato fino ad arrivare nel gotha del web. Vediamo, dunque, cinque programmatori che hanno creato un sito o un programma prima del loro ventesimo compleanno e sono quindi diventati ricchi grazie ad internet.

 

Blake Ross

Il padre di Firefox

C’è gente che, a ventott’anni, può vantare un curriculum che racchiude le imprese di un’intera vita di alcuni dei più importanti guru dell’informatica mondiale. Prendiamo, ad esempio, Blake Ross, nato a Miami nel 1985: a dieci anni, agli albori del web, creava già pagine su America On Line; alle medie, affascinato da Sim City, si dilettava a inventare videogiochi; a 14 anni passava il tempo a scoprire i bug di Netscape, venendo notato dal team di sviluppo del browser ed entrando nella squadra già all’ultimo anno di liceo.

A 18 anni, al voto del diploma di scuola superiore, lui poté quindi aggiungere un’altra voce al suo già corposo curriculum: assieme al più maturo Dave Hyatt (trentunenne) in pochi mesi si staccò sempre più da Netscape – insoddisfatto dalle idee di AOL, che l’aveva appena acquisito – e creò Firefox, che venne lanciato ufficialmente nel novembre 2004 e in pochi mesi intaccò tutte le quote di mercato di Internet Explorer, dominatore fino a quel momento incontrastato della scena.

Dopo un anno l’avevano scaricato in 100 milioni di utenti e superava già il 10% di quota nel mercato. Le novità principali erano molte: prima di tutto era un software open source e multipiattaforma; in secondo luogo, era notevolmente più stabile del concorrente di Microsoft e permetteva la navigazione con le tab.

Di per sé, però, non è stato Firefox – software gratuito – a rendere ricco Ross (il cui patrimonio oggi si stima si aggiri attorno ai 150 milioni di dollari), ma quello che è venuto in seguito: dopo Firefox ha infatti creato Parakey, un sistema operativo via browser la cui tecnologia nel 2007 è stata acquisita da Facebook. E proprio per Facebook Ross ha lavorato fino all’inizio del 2013, lasciando poi “per cercare nuovi stimoli e nuove sfide”.

 

Catherine e David Cook

I fratelli di MeetMe

Zuckerberg, complice anche il successo di un film come The Social Network, ha in un certo senso cannibalizzato l’attenzione verso i creatori di siti sociali, ma il prodigio di White Plains non è stato certo né l’unico né il più precoce a crearsi un lavoro mettendo in contatto tra loro i suoi compagni di scuola.

Nel 2005, quando Facebook era ancora distante dal diventare il colosso che è oggi, un fratello e una sorella di Montgomery, New Jersey, misero in piedi un social network chiamato myYearbook che li fece in pochi mesi diventare milionari: stiamo parlando di Catherine e Dave Cook, all’epoca quindici e sedici anni appena, che sfruttarono lo Spring Break (una settimana di vacanza a primavera) per lanciare, con l’aiuto economico del fratello più grande Geoff – che pagò alcuni sviluppatori indiani –, il loro portale.

Il sito, pur non sfondando mai come i colossi social che tutti conosciamo, si costruì negli anni una buona quantità di aficionados, integrando giochi in flash, chat e varie forme di abbonamento – oltre a promuovere restyling finanziati tramite crowdfunding.

Il colpo gobbo i fratelli Cook lo misero a segno, comunque, nel 2011, quando vendettero la loro creatura per 100 milioni di dollari al social rivale Quepasa.com, che fuse i due siti dando vita a MeetMe.com, nuovo social in cui il fratello più grande Geoff è ora CEO e Catherine vicepresidente.

 

Aaron Levie

Il genio del cloud

Generalmente, quando si è dei geni del computer fin da ragazzini e si ha la fortuna di sfondare, non si completa poi il proprio percorso di studi, considerato inutile visto che si è già arrivati ai vertici della propria professione.

Eppure, in certi altri casi è proprio la scuola stessa a spingerti sulla giusta strada, a volte permettendoti di incontrare altri ragazzi motivati con i quali fare squadra, altre volte assegnandoti dei compiti che tu poi riesci a sviluppare in un progetto di business.

Così è andata anche ad Aaron Levie, ragazzo originario di Seattle che nel 2004 frequentava il primo anno della Marshall School of Business alla University of South California a Los Angeles; il compito assegnato dal professore era di esaminare come le aziende organizzavano i loro dati, e il giovane Levie si mise a fare una marea di telefonate, rendendosi conto che non c’era un modello unico e che ogni azienda aveva un modo piuttosto farraginoso di gestire i file.

Per questo si prese immediatamente una pausa dall’università e, assieme all’amico Dylan Smith, poco prima di compiere vent’anni fondò box.net, una società che permetteva alle aziende di archiviare i file su server cloud. In breve il servizio, ribattezzato poi Box, è diventato uno dei leader in un mercato molto competitivo, specializzandosi in particolare nell’offerta alle aziende, tanto che si stima che oggi Levie, che rimane CEO della società, gestisca un patrimonio personale di circa 100 milioni di dollari.

 

Pete Cashmore

L’influenza del blogger

Finora abbiamo visto tre giovani milionari americani, ma per sfondare sul web non è necessario per forza essere nati sul suolo statunitense (anche se indubbiamente aiuta parecchio). Chiudiamo la nostra cinquina, infatti, con due europei, Pete Cashmore e Angelo Sotira.

Partiamo dal primo: nato nel 1985 e cresciuto nei pressi di Aberdeen, in Scozia, Cashmore non era un genio dell’informatica e dei linguaggi di programmazione, ma semplicemente un diciannovenne che nel 2005, un po’ per noia e un po’ per sfida, decise di aprire un blog sui social media e la tecnologia destinato a un incredibile successo e chiamato Mashable.

L’impresa fruttò fin da subito: già nel 2007 partivano i Mashable Awards, un seguito sondaggio che premiava i migliori siti e servizi emergenti sul web, con tanto di premiazione a San Francisco e riconoscimenti per gli allora giovanissimi Facebook, Twitter e Pandora; nel 2009 il blog veniva poi selezionato da Time tra i migliori 25 del pianeta, ma è soprattutto con l’avvento di Twitter, dove Pete Cashmore tramite il nick @mashable è stato a lungo considerato uno degli utenti più influenti a livello planetario (anche se oggi l’account è gestito dallo staff), che le visite al blog si sono impennate, facendolo rientrare nel novero dei duecento siti più visitati del mondo.

Il Sunday Times nel 2012 gli attribuiva un patrimonio di circa 95 milioni di dollari, ma oggi Mashable vale almeno il doppio.

 

Angelo Sotira

Quando l’arte rende

Greco, classe 1981, Angelo Sotira è un altro di quei ragazzi prodigio che fin dall’adolescenza aveva ben capito dove voleva orientare le sue energie.

Ad appena quindici anni, agli albori della rete, creò infatti un sito dove condivideva file musicali chiamato Dimension Music, sito che nel 1999 vendette nientemeno che a Michael Ovitz, ex presidente della The Walt Disney Company, per il quale lavorò anche per qualche tempo, occupandosi degli investimenti sul versante web.

Nel 2000, a 19 anni, era però pronto per lanciare un nuovo progetto e, assieme a Matthew Stephens e Scott Jarkoff, creò deviantArt, attualmente la più grande e frequentata community di artisti sul web, con più di 25 milioni di iscritti e circa 140mila nuove opere caricate ogni giorno.

Con i suoi uffici situati nell’area di Hollywood, in California, l’azienda è a tutt’oggi diretta da Sotira, che dalla sua fondazione ha sempre mantenuto il ruolo di CEO, arrivando a un patrimonio personale che oggi si stima essere di 75 milioni di dollari. Sui social network (e su deviantArt in particolare) è presente col nickname spyed, mentre sui siti di gossip è stato spesso associato in passato all’attrice e cantante Janina Gavankar – celebre per le partecipazioni a True Blood e The Vampire Diaries – con la quale è stato fidanzato per qualche anno.

 

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