Tra quaranta o cinquant’anni, quando qualcuno si troverà a scrivere la storia della TV italiana, probabilmente identificherà due momenti in cui il piccolo schermo nostrano è stato invaso dai prodotti a stelle e strisce. Il primo sono gli anni ’80, quando l’avvento delle emittenti private fece arrivare nell’etere centinaia di telefilm americani. Il secondo è il periodo che stiamo vivendo oggi, con le serie TV che assomigliano sempre di più al cinema e ci sono proposte tramite il meccanismo dell’on-demand.

Quando Mediaset – o, come si chiamava allora, Fininvest – iniziò a occupare i nuovi spazi lasciati dalla liberalizzazione, lo fece sfruttando il gran materiale di serie americane ancora inedite nel nostro paese. Serie perlopiù degli anni ’70. Fu così che per anni e anni vedemmo, a ripetizione, gli episodi di Happy Days, L’uomo da sei milioni di dollari, Kojak, La casa nella prateria, I Jefferson, La donna bionica, Charlie’s Angels, Starsky & Hutch e tanti altri ancora.


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Quali erano, però, quelle che in America facevano registrare gli ascolti migliori? O, detta in altri termini, quali sono stati i telefilm più visti degli anni ’70? Abbiamo recuperato i dati d’ascolto di tutte le stagioni del periodo e li abbiamo sommati, per individuare le cinque serie che più hanno segnato quel decennio. Alcune le conoscete già, ma altre di sicuro vi sorprenderanno.

 

Arcibaldo

La serie politicamente scorretta da 30 milioni di telespettatori ogni sera

Nonostante in Italia non abbia avuto un successo paragonabile a quello americano, di Arcibaldo abbiamo parlato parecchie volte su queste colonne. Basti dire che è, in assoluto, la seconda serie più premiata di sempre, appena dietro al Mary Tyler Moore Show che andava anch’esso in onda negli anni ’70, ma con un pubblico più contenuto. Interpretato da Carroll O’Connor e da un giovane Rob Reiner, è stato il primo telefilm politicamente scorretto.

Il protagonista, Archie/Arcibaldo, è infatti un uomo piuttosto retrivo, a cui danno fastidio un po’ tutti: le femministe, gli italoamericani, gli afroamericani, il fidanzato della figlia e così via. Le sue battute sono acide e sagaci, come le sue opinioni sulla società americana del tempo, una società che era decisamente in fermento. Lo show andò in onda per tredici stagioni, cambiando titolo in Archie Bunker’s Place nelle annate finali. Esordì sulla CBS il 12 gennaio 1971 e dalla seconda alla sesta stagione totalizzò sempre più di 30 milioni di telespettatori di media. In Italia fu trasmessa per la prima volta da Canale 5 attorno alla metà degli anni ’80.

Arcibaldo 1×02 – Essere polemici

 

M*A*S*H

I soldati di Corea capitanati da Alan Alda

Altra serie premiatissima e capace di segnare tutto il decennio degli anni ’70 fu M*A*S*H, anch’essa trasmessa dalla CBS. Creata da Larry Gelbart a partire dall’omonimo film di Robert Altman (a sua volta tratto da un romanzo di Richard Hooker), la serie raccontava le disavventure di un gruppo di medici durante la Guerra di Corea. Essendo trasmesso a partire dal settembre 1972, è però evidente che il riferimento non era tanto al conflitto degli anni ’50, quanto al Vietnam, all’epoca ancora teatro di guerra.

I premi furono tanti ma decisamente pochi rispetto alle nomination. Arrivarono infatti sì 14 Emmy, ma su addirittura 109 candidature. Nel cast figuravano Alan Alda – sicuramente quello che ha avuto la carriera migliore dopo la chiusura della serie –, Loretta Swit, Wayne Rogers e altri. A livello di ascolti, la serie partì lenta, non impressionando particolarmente alla sua prima stagione. Decollò però negli anni successivi, mantenendosi su buoni livelli fino alla sua conclusione, anche se non raggiunse mai la prima posizione assoluta nei ratings di fine anno. È particolarmente memorabile, però, il finale: la puntata conclusiva, trasmessa il 28 febbraio 1983, fu seguita da quasi 106 milioni di telespettatori. Un record per la TV americana, che è resistito per 17 anni, cioè fino al 2000, quando fu superato dal SuperBowl.

MASH Goodbye-Last Day At The 4077th

 

Happy Days

Un grande successo anche in Italia

Arcibaldo e M*A*S*H arrivarono anche in Italia, ma ebbero un successo limitato. Molto meglio andò invece a Happy Days, serie meno legata all’attualità della società americana visto che era ambientata negli anni ’50. Trasmessa prima dalla Rai e poi replicata all’infinito da Mediaset, il programma presentava dei personaggi che divennero celeberrimi anche in Italia. Primo fra tutti Fonzie, il ribelle in giubbotto di pelle interpretato da Henry Winkler.


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La serie fu trasmessa dalla ABC per undici stagioni, anche se alcune star (come Ron Howard alias Richie Cunningham e Don Most alias Ralph Malph) lasciarono alla fine della settima annata. Gli ascolti non furono sempre ottimi: durante la prima stagione lo show si posizionò al sedicesimo posto ma l’anno dopo scese oltre i primi trenta, rischiando seriamente la chiusura. Si riprese grazie al maggior spazio dato a Fonzie, che all’inizio era solo un comprimario, arrivando al numero 1 della classifica USA in corrispondenza della quarta stagione. Rimase al top per altri due anni, scendendo poi verso risultati più mediocri. Diede comunque origine a svariati spin-off, tra cui i più importanti in termini di ascolti furono Mork & Mindy e Laverne & Shirley.

happy days 03×03 – Il record di Fonzie (1974)

 

Hawaii Squadra Cinque Zero

Un poliziesco a Honolulu

Concludiamo con due serie che in Italia, sostanzialmente, non si sono viste. La prima è Hawaii Five-O, nota da noi anche col titolo di Hawaii Squadra Cinque Zero. In America fu lanciata nel 1968 dalla CBS, ma continuò ad essere trasmessa fino al 1980 con sempre più che discreti risultati di auditel (tanto è vero che, sommandoli, entra nella nostra classifica al quarto posto). In Italia, invece, fu importata da Rai 1 già nel 1971, salvo poi essere ripresa nei primi anni Duemila, sia in chiaro che sul satellite.

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Nel 2010, infatti, la CBS ha lanciato un reboot dello show che va ancora in onda con discreti risultati, e che probabilmente avete visto su Rai 2. La serie originale degli anni ’60 e ’70 ebbe un successo di lungo corso, tanto che prima dell’avvento di Law & Order era di gran lunga la serie poliziesca più duratura della TV americana. I protagonisti principali erano Jack Lord e James MacArthur, mentre l’ideatore era Leonard Freeman. Le storie erano dei gialli puri, tanto è vero che in dodici stagioni le informazioni sulla vita privata dei personaggi sono state scarsissime, se non addirittura nulle.

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Sanford and Son

Due rigattieri californiani

Se Hawii Five-O forse l’avete conosciuto tramite il remake moderno, Sanford and Son invece quasi sicuramente non l’avete mai sentito nominare. Eppure è la quinta serie più vista degli anni ’70 in America, davanti a mostri sacri come il Mary Tyler Moore Show, La casa nella prateria e Tre cuori in affitto. Andata in onda tra il 1972 e il 1977 sulla NBC, è stata presentata nel nostro paese da Italia 1 nell’estate del 1984, anche se quasi subito è stata dirottata su emittenti private poco note.

I protagonisti, che davano anche il titolo alla serie, erano due rigattieri afroamericani di Los Angeles, Fred Sanford (Redd Foxx) e Lamont Sanford (Demond Wilson), padre e figlio. Il primo è una vecchia volpe, esperto e sarcastico, mentre il secondo, almeno all’inizio, è presentato come ingenuo e abbastanza sciocco, oltre che riluttante a svolgere il lavoro. Poi anche il suo carattere si evolve, però, nel corso del tempo.

Sanford and Son Intro

 

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