Quand’ero piccola, i pomeriggi a casa di mia nonna si reggevano su un rituale sempre uguale: pranzo, telenovela su un qualche ignobile canale locale, compiti, cartoni animati.

Per una ragazzina come me, che campava di cartoni animati giapponesi e doveva alternarli ai pensierini o alle prime operazioni aritmetiche, le telenovelas riuscivano ad avere un gusto quasi esotico: irreali e involontariamente comiche, erano adorate da mia nonna nonostante non volesse ammetterlo, perché erano considerate, allora come oggi, come una forma di intrattenimento di serie B, alla stessa maniera delle riviste che comprava voracemente in edicola e che le affollavano il comodino (ma mai il tavolino della sala, dove teneva un paio di quotidiani vecchi di anni).

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Ecco, scusatemi questo piccolo pezzo di nostalgia amarcord, ma mi serviva per introdurvi l’argomento della cinquina che ho preparato per voi e che presenta le cinque telenovelas anni ’80 che hanno fatto epoca e che sicuramente alcune e alcuni di voi ancora ricordano. Vediamole insieme.

 

Anche i ricchi piangono

L’esordio di Verónica Castro nella TV italiana

Anche i ricchi piangono, una delle più celebri telenovelas anni '80Partiamo dalla madre di tutte le telenovelas, dalla serie cioè più nota e di maggior successo dell’epoca, talmente famosa che il suo titolo è diventato quasi un modo di dire nella lingua italiana e non solo: Anche i ricchi piangono.

Lanciata nel 1979 in Messico col titolo originale di Los ricos también lloran, fu trasmessa in Italia a partire dal 1982 da una miriade di piccole emittenti locali nate grazie alla liberalizzazione dei primi anni ’80; il successo principale però lo ottenne quando fu mandata in onda prima da Euro TV (l’emittente di Calisto Tanzi che riuniva varie TV locali che poi sarebbero confluite in Odeon TV e Italia 7) e poi da Rete 4 tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90.

Verónica Castro, la regina delle telenovelas

Nel cast brillava la regina delle telenovelas, l’attrice messicana Verónica Castro, star che incontreremo ancora nella nostra cinquina, che interpretava la protagonista Mariana Villareal, una orfana di madre che, come si conviene ad ogni fiction strappalacrime, rimane all’inizio della storia anche orfana di padre e viene di conseguenza cacciata dalla matrigna che si impadronisce di tutti gli averi della sua famiglia.

Dopo aver vagato come una vagabonda per Città del Messico, viene soccorsa dall’anziano Don Alberto, che la accoglie in casa quasi come una figlia, casa dove dopo qualche tempo ritorna pure il figlio dell’anziano patriarca, Luis Antonio, col quale, nonostante il carattere difficile, scoppierà l’amore. Qui di seguito, la sigla italiana della serie cantata da Alex Damiani, attore di fotoromanzi allora molto in voga anche come cantante.

 

Topazio

Il trionfo di Grecia Colmenares

Grecia Colmenares, protagonista di Topazio, una delle più famose telenovelas anni '80Dal Messico spostiamoci al Venezuela e da Verónica Castro arriviamo a Grecia Colmenares: un’altra telenovela che ottenne un successo clamoroso in Italia fu infatti Topazio, trasmessa su Rete 4 tra il 1989 e il 1990 e vincitrice in quest’ultimo anno del Telegatto, premio che già nel 1985 si era aggiudicata pure Anche i ricchi piangono.

Realizzata in originale tra il 1984 e il 1985, racconta la storia di Topazio, una ragazza cieca figlia di una ricca famiglia venezuelana che però viene allevata come un’orfana a causa di uno scambio – doloso – nella culla; cresciuta, finisce per innamorarsi, ricambiata, del coetaneo Gianluigi, che altri non è che l’orfano che inconsapevolmente ha preso il suo posto all’interno della famiglia Sandoval.

Verso un sofferto lieto fine

Tra mille contrasti e tentativi di metter loro i bastoni fra le ruote, i due si sposeranno e Topazio resterà incinta, anche se il rischio di una violenza subita dal perfido dottor Buitriago non permetterà di chiarire di chi sia il figlio, generando altre discordie e incomprensioni, fino all’inevitabile ma difficile e sofferto happy ending.

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La telenovela ebbe un tale successo da lanciare la carriera della Colmenares, qui al primo ruolo importante, ma anche da essere la prima serie sudamericana a venire tradotta e doppiata pure in inglese. La sigla italiana, che potete ascoltare qui di seguito, era il brano Piccola e fragile di Drupi.

 

Rosa selvaggia

L’indomabile orfanella contro le odiose cognate

I due protagonisti di Rosa selvaggiaAmori contrastati, incomprensioni tra moglie e marito e soprattutto la presenza di personaggi cattivissimi e senza scrupoli sono anche gli ingredienti principali di Rosa selvaggia, altro grande successo di Verónica Castro e della TV messicana trasmesso in patria tra il 1987 e il 1988 e in Italia solo una manciata di mesi dopo (segno che la domanda di nuovo materiale cominciava a diventare pressante) su Rete A, canale del gruppo Peruzzo che in quel periodo dava ampio spazio alle produzioni centro e sudamericane.

La serie racconta la storia di Rosa, anche lei povera orfanella in realtà erede, senza saperlo, di una ricca famiglia messicana e cresciuta quasi come un maschiaccio; un giorno, cercando di prendere delle susine da un albero, finisce nella proprietà di Riccardo Linares, un ricco scapolo tormentato dalle sorelle perché prenda moglie: proprio per far dispetto a loro – una delle quali si rivelerà purtroppo pazza e sadica – sposerà d’impulso Rosa, senza sapere che lei finirà per salvargli la vita e le finanze.

Un successo globale

La telenovela fu un grande successo non solo nei paesi dell’America Latina, ma anche nell’Europa dell’est (Bulgaria, ex Jugoslavia, Russia) ma pure in Nord America. In questo caso la sigla non fu reincisa in italiano: come potete ascoltare qui di seguito, si tratta infatti dell’originale messicano Rosa salvaje cantata dalla stessa Verónica Castro.

 

Señora

Amore e criminalità

Le protagoniste di Señora, telenovela venezuelanaCome avrete sicuramente notato, finora la nostra cinquina è costituita da continui spostamenti tra il Messico e il Venezuela, che in effetti negli anni Ottanta dominavano la scena della produzione di telenovelas. Anche la quarta serie che abbiamo scelto, Señora, ha infatti un’origine venezuelana.

Stavolta, però, la protagonista non è una star di prima grandezza nel settore come Grecia Colmenares ma la meno nota Maricarmen Regueiro, che comunque si era già fatta le ossa su Un volto, due donne e si sarebbe costruita un’ottima carriera nel settore.

Alla ricerca della propria madre

La serie, lunga ben 229 episodi e trasmessa in Italia nei primi anni ’90 da Odeon TV (che però non ne completò la messa in onda) e da Rete 4, racconta la storia di Eugenia Montel, questa volta non un’orfana ma comunque una bambina strappata ai suoi genitori, dei quali non conosce l’identità, che cresce come una selvaggia dandosi anche a piccoli reati.

Tra mille peripezie – la trama è tra le più intricate che abbiano mai solcato gli schermi venezuelani, schermi che comunque ne hanno viste di cotte e di crude – scoprirà l’identità della madre, che intanto è diventata una donna potente e dura, e cercherà di riavvicinarsi a lei, venendo però coinvolta suo malgrado in alcuni fatti criminosi che la porteranno prima in un convento e poi, fingendosi un’altra persona, ad innamorarsi di Diego, il vedovo di una ragazza della cui morte è accusata ingiustamente proprio Eugenia.

La telenovela ebbe così tanto successo che a fine anni Novanta ne fu realizzato anche un remake messicano, che però non fu mai trasmesso in Italia. Qui di seguito la sigla originale, che accompagnò anche la messa in onda italiana nelle emittenti locali.

 

Marilena

La studentessa e il professore

I protagonisti di Marilena, seguita telenovela degli anni '80Concludiamo rimanendo in Venezuela, dove nel 1988 fu lanciata un’altra telenovela di grande successo e particolarmente lunga (257 gli episodi), che ebbe ottimi riscontri anche in Italia, dove fu trasmessa in prima visione da Rete 4 e poi in replica da numerose emittenti locali.

Interpretata da Catherine Fulop, attrice che poi avrebbe trovato un grandissimo successo come modella e presentatrice anche in Argentina, e da suo marito Fernando Carrillo, ha una struttura piuttosto inedita rispetto allo schema tradizionale di cui abbiamo parlato finora.

Un amore imprevedibile

Racconta infatti la storia d’amore tra Marilena (ma in originale il personaggio si chiama Abigaíl, nome considerato troppo strano per i telespettatori italiani), una viziata studentessa di un prestigioso collegio, e il suo insegnante di letteratura, Alessandro, membro invece di una famiglia di umili origini.

I due ovviamente non convoleranno subito a nozze, a causa della differenza di classe sociale, e intraprenderanno relazioni diverse nonostante Marilena rimanga incinta e decida di dar via il bambino del suo professore. Alla fine i due riusciranno a coronare il loro sogno d’amore, ma le avversità si metteranno ancora sulla loro strada soprattutto a causa di Mariapaola, gemella cattiva della prima moglie di Alessandro.

 

Segnala altre telenovelas anni ’80 che hanno fatto epoca nei commenti.