Cinque tra i cocktail più famosi (con ricetta)

Guida ai cocktail più famosi e alle loro ricette

 
Che sia un aperitivo o un drink da sorseggiare dopo cena, il cocktail è uno dei prodotti più ordinati nei bar di tutto il mondo. Ma prima di tutto, cosa si definisce con questa parola? È molto semplice: si tratta di una bibita ottenuta mischiando più ingredienti, non necessariamente alcolici. Il termine “cocktail” appare per la prima volta in un trattato del 1804, ma in realtà è da centinaia d’anni che gli uomini sorseggiano queste bevande.

Ad esempio nelle campagne inglesi si beveva un miscuglio variopinto che riprendeva i colori della coda dei galli da combattimento. E forse è proprio da qui che nasce il termine: dall’inglese cock, che vuol dire gallo, e tail, che vuol dire coda.

Un’origine anche italiana

Ma già gli antichi greci amavano mischiare, ad esempio, il vino con il miele e le spezie per poi allungarlo nell’acqua. Il famoso spritz veneto nasce dalla richiesta dei soldati austriaci, di stanza nel Lombardo-Veneto, di “spruzzare” (da qui il nome) d’acqua il vino bianco, che per loro era troppo alcolico. Insomma i baristi statunitensi si sono presi la paternità di queste bevande, quelli parigini hanno inventato nuove ricette, ma, di fatto, il cocktail affonda le radici nel passato di ogni paese.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, però, accaddero due avvenimenti che cambiarono la storia del “bere”. Si tratta della nascita della refrigerazione e della produzione della “soda” su scala industriale. È questa la chiave di volta del mondo della miscelazione e della conservazione in caraffe di queste bibite.


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La prima guida di ricette di cocktail venne pubblicata nel 1862: How to Mix Drinks, scritta da Jerry Thomas, contenente 10 ricette. Ma le prime vere e proprie raccolte per cocktail vengono scritte nel periodo del proibizionismo statunitense, ovvero tra il 1919 e il 1933.

In questi 14 anni in America il consumo di alcool era illegale e la qualità dei liquori di contrabbando era molto scadente. Per questo i baristi decisero di mescolare gli spiriti con altri ingredienti, tipo i succhi di frutta o le bibite gassate e dolciastre, per renderli più buoni oltre che per mascherare la presenza di alcol in caso di retate. La fine del proibizionismo, però, non fece calare l’astro del cocktail tanto che si costituirono negli anni numerose associazioni di estimatori della bevanda.

Nel 1961 una commissione, formata dai migliori barman di tutto il mondo, l’International Cocktail Committee, impose alcune regole sulle ricette di queste bibite e le suddivise in 24 gruppi. Dopo di ciò, furono scelti e codificati 50 cocktail tra i più conosciuti, che diventarono 73 nel 1987.

Non è necessario, però, andare in un bar per poter gustare un ottimo long drink oppure un pre-dinner. In questa cinquina vi darò la ricetta di alcuni tra i cocktail più famosi al mondo e in Italia, da sperimentare a casa con gli amici.

 

Americano

Tra il dolce e l’amaro, giusto per l’aperitivo

Un Americano (foto di Conrad and Peter via Flickr)Per la preparazione del nostro primo cocktail, l’Americano, è necessario ghiaccio in abbondanza, una parte di vermouth rosso, una di bitter e una di soda, una fetta di arancia e una scorza di limone. Tutti gli ingredienti devono essere mescolati delicatamente all’interno di un bicchiere Old fashioned. Si decora poi con l’arancia e si strizza la buccia di limone sul bordo prima di tuffarla nel drink.

Secondo alcuni si tratta di un cocktail creato in Italia negli anni ’30 e il suo nome era dovuto alla moda di americanizzare tutto. In realtà tra gli ingredienti non c’è nulla di americano: il vermouth è torinese e il bitter è milanese.

 

Cuba Libre

Dai Caraibi, con molto amore

Il famoso Cuba LibreCuba è da sempre conosciuta per il suo rum bianco, piuttosto che per quello scuro. Per realizzare il Cuba Libre, di solito, nei bar italiani si tende a usare il Bacardi, ora un marchio, che è diventato famoso grazie allo scrittore Ernest Hemingway, anche se non è più prodotto a Cuba, ma a Nassau, nelle Bahamas.

Facilissima la preparazione: in un bicchiere colmo di cubetti di ghiaccio, aggiungere una parte e mezzo di rum bianco, il succo di mezzo lime e allungare con la cola fino all’orlo.

 

Alexander

La dolcezza della crema al cacao e la forza del cognac

L'Alexander, cocktail basato sul cognac (foto di Robyn Jay via Flickr)Dell’Alexander esistono varie versioni. Noi vi proponiamo la ricetta IBA, ovvero quella codificata dall’International Bartenders Association. Per realizzarlo sono necessari 3-4 cubetti di ghiaccio, un terzo di cognac, un terzo di crema di cacao scura e un terzo di panna liquida.

Si mette tutto nello shaker e si agita bene finché lo strumento non si raffredda. Si versa dunque in una coppetta precedentemente raffreddata, scolando il liquido dai cubetti di ghiaccio. Per servire basta guarnire con una grattugiata di noce moscata.

 

Mojito

Di nuovo a Cuba per il cocktail più in voga durante l’estate

Il Mojito è forse il più famoso tra i cocktail di cui vi proponiamo la ricettaSecondo gli esperti la vera ricetta del mojito non prevede il lime, ma succo filtrato di limone, e nemmeno lo zucchero di canna, ma quello bianco. Deve essere servito in un bicchiere lungo e soprattutto non deve essere pestato, ma mescolato con alcuni bastoncini di hierba buena, una pianta simile alla menta. Bisogna poi riempire il bicchiere con metà Havana Anjo Blanco e metà acqua frizzante.

La ricetta standardizzata, invece, prevede una procedura diversa. In un tumbler alto (un bicchiere) si mettono il succo di lime, tre cucchiaini di zucchero di canna e alcuni rametti di menta. Una volta schiacciato tutto, si riempie il bicchiere fino all’orlo di ghiaccio tritato, si aggiunge rum bianco fino a metà e poi si arriva all’orlo con la tonica. Una bella mescolata e il vostro drink è pronto.

 

Grog

La bevanda di conforto che scalda anche l’inverno più freddo

Il Grog, cocktail invernale (foto di hendrike via Wikimedia Commons)Non c’è Natale senza grog, la tipica bevanda calda che porta allegria durante le festività. Molto diffuso nel nord Europa, è, assieme a Brandy Egg Nog, vin brulè e Irish coffee, uno dei migliori cocktail invernali che potrete preparare a casa vostra con tutta calma.

Solitamente si serve come after dinner, perfetto in abbinamento con cioccolato e torte pesanti tipo cheesecake, o come digestivo, grazie al suo gusto speziato e caldo. La lista degli ingredienti è lunga. Per una porzione servono: 4 centilitri di rum, uno di Contreau, una bacca di anice stellato, una stecca di cannella, due chiodi di garofano, un cucchiaino di zucchero, la scorza di un agrume a piacere, sia esso limone, arancia o mandarino, e un po’ di acqua bollente.


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Il grog va servito anch’esso bollente, quindi il bicchiere deve essere adeguato allo scopo: un manico per non ustionarsi e vetro che resista al calore. Si mette mezzo litro di acqua a bollire e si aggiungono le spezie lasciandole qualche minuto in infusione. Si aggiungono quindi i liquori nella tazza e si colma di acqua speziata a piacere.

 

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